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Capitolo 21

Nonna
Una settimana fa.

Socchiudo la porta della stanza di mia nipote, sicuramente non mi fermerà una stupida serratura.
La vedo abbracciata a quello stupido umano, lui è ancora sveglio e sta accarezzando lentamente i suoi capelli.
Che nervi.
È inammissibile che una sirena stia con un ragazzo terrestre, inammissibile!
Non le farò fare lo stesso errore che ha compiuto sua madre, non la lascerò struggersi per un ragazzino che non sa neanche cosa significa stare con una ragazza che deve mantenere un segreto che ne vale della sua stessa vita.

Aspetto pazientemente che anche lui si sia addormentato prima di entrare in stanza.
L'ambiente è buio, tranne per una lampada che illumina l'angolo della finestra che dà sul giardino.
Avvicino la mano alla fronte di Ginevra e mi concentro.

*Come la notte che regna sovrana
Tu tornerai nella tana
E Ares confonderai con Ethan nella tua mente, nel tuo cuore
Tanto che il tuo amore appassirà come un fiore che muore.
Non sarai cosciente di ciò che accade nella tua mente...
Non capirai ciò che al cuore farai...
Ma al mare ritornerai. *

Mi allontano leggermente da lei e piano esco dalla stanza.
Sorrido mentre percorro il corridoio fino in camera, contenta di essere riuscita a compiere questo piccolo incantesimo per non far fare a Ginevra lo sbaglio più grande della sua vita.
<<Fatto?>>
Ares mi aspetta seduto sul letto.
Ah! Se fossero tutti come lui, il mondo marino sarebbe salvo!
<<Sta tranquillo, io non fallisco mai. Domani mattina vedrai le novità.>>
Ares abbassa lo sguardo e annuisce. È così paziente con Ginevra, sarà lo sposo perfetto.
<<La luna sarà tra solo due settimane. Devo fare in modo di riuscirci, la nostra stirpe non può finire in mano a coloro che l'hanno distrutta!>>
Sono molto fiera di lui.
Lo congedo con un semplice cenno della mano, la mia pelle ha bisogno di alghe rigeneranti e di riposo.
Domani sarà una lunga giornata.

E sono proprio le urla di Ginevra a svegliarmi.
Ascolto tutto il discorso, naturalmente il mio incantesimo ha funzionato perfettamente.
Non avevo dubbi.
Mi reco alla toilette, levo le alghe, sciacquo il viso e decido di uscire solo quando sento sbattere il portone di casa.
L'umano è fuori gioco e, adesso, Ares prenderà il suo posto.
Infatti seduta al tavolo c'è proprio Ginevra che fa colazione con Ares.
<<Ma ti rendi conto?! Ares era avvinghiato a me quando lo sa benissimo che mi deve lasciare stare. Ma poi come è entrato nella mia stanza se era chiusa a chiave?>>
Ares prontamente alza le spalle e indica al mio cavalluccio marino che sono dietro di lei.
<<Buongiorno stella marina! Tutto bene? Ogni è una magnifica giornata!>>
Mi servo una tazza di infuso di alga verde appena raccolta e mangiucchio un gamberetto.
<<Ehi Ethan! Anche tu qui? È davvero un piacere!>>
Ares mi guarda con una faccia alquanto confusa.
Alzo gli occhi al cielo e sembra che abbia percepito il messaggio.
<<Sì... Ehm... Signora nonna di Ginevra. È un piacere essere un suo amico adesso!>>
Va bhe, non ci arriva proprio.
La stupidità fa parte di lui ma almeno è un tritone.
Menomale che Ginevra mangia la sua colazione come se fosse un'automa.
Sorrido trionfante.
Questa giornata non poteva iniziare meglio di così!

Mi accomodo sulla poltrona in salotto e leggo qualcosa su queste riviste orrende.
Sfoglio qualche pagina e mi soffermo ad osservare la gente ritratta in bikini.
Ma per favore! Niente in confronto ad una coda.
<<Nonna. Io e Ethan andiamo a nuotare! Vuoi venire con noi?>>
Alzo lo sguardo e noto che Ginevra ha un telo sotto l'ascella e tiene la mano ad Ares.
Sguardo spento e occhi vuoti.
Pur essendo vecchia gli incantesimi mi riescono ancora bene!
<<Ma no pesciolino, andate solo voi due.>>
Le sorrido in modo carino e subito dopo ritorno alle mie riviste noiose e squallide.

La mia più totale tranquillità viene interrotta dalla furia di Andrea, che entra in casa sbattendo la porta e lanciando il suo enorme libro sul tavolo.
Viene verso di me come se volesse mettermi le mani al collo da un momento all'altro.
Da quello che riesco a leggere nella sua mente deve essere proprio così.
<<Smettila! Cosa hai fatto a Ginevra?>>
Alzo gli occhi al cielo e lo scaccio con la mano come si fa con gli insetti fastidiosi.
<<Ma niente. Le salvo la vita. >>
Sbruffa e gira intorno alla poltroncina su cui sono seduta in modo alquanto minaccioso.
<<Come sei melodrammatico. Sarà solo per un paio di settimane. Il tempo della nuova luna.>>
Si ferma un secondo davanti a me e sussurra qualcosa che non sento bene.
<<Non ho sentito bene e sai che odio chi sussurra.>>
<<SEI UNA STRONZA.>>
Mi alzo in piedi e lancio la rivista sul mucchio insieme alle altre.
<<Non permetterti mai più di rivolgerti così a tua nonna, chiaro?>>
<<Non mi interessa! Stai rovinando la vita di mia sorella per i tuoi obbiettivi, stai negando un amore per i tuoi scopi e quel coglione ti segue a ruota libera.
Chissà cosa le hai fatto e soprattutto, cos'altro avrai fatto nella tua vita di a noi sconosciuto? Ti odio. >>
Gira le spalle e va al piano superiore, dopo qualche secondo sbatte la porta.

Non mi interessa cosa pensa la gente delle mie azioni.
Per colpa degli umani la nostra specie è costretta a vivere nascosta!
Siamo stati trattati come fenomeni da baraccone, descritti con aspetti mostruosi.
Accusate di incantare gli umani e mandare navi alla deriva.
Ognuno avrà quello che si merita prima che io lasci il trono, ognuno deve scontare i propri peccati.

Ares
Ora.

È già passata una settimana da quando Morgana ha fatto l'incantesimo a Ginevra.
E ne manca solo un'altra alla luna nuova. Sono un po' nervoso se penso a ciò che accadrà quella notte, spero che tutto vada secondo i piani.
Ne caso contrario Morgana mi lascerà seccare al sole come un'acciuga.
<<Ethan? Sei qui?>>
La voce soave di Ginevra giunge alle mie orecchie e balzo in piedi, aspettando che entri in salone.
<<Oh, eccoti! Non avevi allenamento il pomeriggio?>>
Allenamento? Di che?
<<Oh ehm...>>
<<Tesoro! Cosa fate qui in salone con una così meravigliosa giornata di sole?>>
Morgana interrompe la mia conversazione con Ginevra salvandomi da un probabile errore, trucidandomi con lo sguardo e circondando le spalle della nipote con un braccio.
<<Ha ragione signora, ora io e Ginevra andiamo a fare una bella passeggiata in riva al mare. Ti va?>>
Mi avvicino a lei e le sfioro la guancia con le mie dita.
È così bella.
Sarei il tritone più fortunato dell'oceano se lei procreasse con me.
<<Non posso, devo andare a lavoro o Jimmy mi licenzierà sicuramente. >>
La risata di sua nonna la ferma e di scatto le afferro la mano, tirandola vicino a me.
<<Ma che dici amore. Non lavori da nessuna parte. >>
Lei strabuzza gli occhi e abbassa lo sguardo sulla sua maglia nera e solo ora noto il logo del bar.
Corruga la fronte e sta per aprire bocca quando la afferro dalla schiena e la bacio.
Le sue labbra sono morbide e calde. Vorrei baciarla ogni secondo della mia vita.
Potremmo vivere solo del nostro ossigeno, anzi, sott'acqua non ci sarebbero neanche tutti questi gran problemi.
Lei si stacca piano e mi guarda fisso negli occhi.
<<I tuoi occhi, sono diversi. Me li ricordavo blu scuro come il fondo dell'oceano non così chiari.>>
Deglutisco rumorosamente e le sorrido.
Secondo me l'incantesimo sta svanendo ma non oso dire una parola a Morgana, non davanti a Ginevra.
<<Ti amo. >>
Le bacio la fronte e la stringo a me.
Dietro di lei vedo suo fratello che ci osserva con rabbia, gli sorrido e faccio un occhiolino.
Alza il dito medio e se ne va sbattendo la porta.
Ciò che ho visto nel suo sguardo non mi è proprio piaciuto.
C'è qualcosa che non va, ma poco importa.
Morgana sa cosa fare e io mi fido solo di lei.
Ginevra si allontana poco da me e mi sorride. 
Ricambio.
La mia attenzione si sposta sul rombo di una macchina che si ferma proprio davanti alla casa dell'abitazione.
Sospettoso, mi avvicino alla finestra e ciò che vedo fuori proprio non mi piace.
Ethan, affiancato da una ragazza, sta parlando con Andrea e guarda proprio in questa direzione.
Per tutte le alghe marine, questo non va assolutamente bene.
Devo avvertire Morgana.
Prima che sia troppo tardi.
<<Piccola, vado da tua nonna per risolvere una questione, d'accordo?>>
Lei annuisce e si siede sul divano, afferra una rivista e la fissa con uno sguardo vacuo.
Alzo le spalle e salgo velocemente le scale, inciampando qualche volta.
Dannate gambe umane!
Busso piano alla porta della stanza di Morgana e aspetto un suo cenno per entrare.
Quando la sua voce melodiosa mi raggiunge, spalanco la porta.
<<Morgana c'è un problema.>>
Lei smette di massaggiarsi la faccia e sposta lo sguardo dallo specchio a me, alzando un sopracciglio.
<<Sarebbe?>>
<<Sotto ci sono Ethan e una ragazza, stanno parlando con Andrea.>>
Lei chiude gli occhi e poco dopo mi trucida con lo sguardo.
Ops. Ho sbagliato qualcosa?
<<SÌ IDIOTA. Hai lasciato Ginevra sola e adesso sarà uscita con loro. Anzi, ne sono convinta.>>
Scendo velocemente al piano di sotto e, come ben aveva immaginato Morgana, Ginevra non è più seduta sul divano e la rivista è abbandonata per terra.
Per tutti gli squali.
Spalanco il portone ma fuori non c'è nessuno.
Questo è un problema serio. Serissimo.
<<Certo che è un problema serio. Speriamo che mio nipote non sappia fare nessun controincantesimo.>>
Lo spero anche io.
Seguo Morgana in cucina e mentre si prepara un infuso di alghe, sgranocchio qualche gambero.
<<Che succede se capisce che non sono mai stato Ethan?>>
Morgana soffia sulla sua tisana e mi squadra dalla testa ai piedi con uno sguardo appena sufficiente.
<<Come minimo ti esilio per alto tradimento alla tua regina.>>
Deglutisco spaventato.
Dannazione sono proprio un pesce palla per essermi fatto scappare una sirena del genere.
<<Cosa dobbiamo fare?>>
<<Aspettiamo.>>
Saranno i minuti più lunghi della mia vita terrena, ne sono certo.

Dopo quasi un'ora, il portone si spalanca ed entrano Andrea, una ragazza che non conosco ed Ethan che tiene in braccio Ginevra.
Lei in pratica sta dormendo e non capisco come questo sia possibile.
Morgana balza in piedi e sembra su tutte le furie quando si accorge che la sua amata stella di mare sta dormendo tra le braccia di Ethan.
<<Conosci il controincantesimo?>>
Andrea ridacchia malefico e aiuta Ethan a sistemare Ginevra sul divano.
Controincantesimo?
Oh no.
<<Tu non hai neanche idea di quanti libri aveva mamma sugli incantesimi.>>
Morgana deglutisce e per la prima volta sembra terrorizzata.
Anche io mi sento così ma non oso proferire parola.
Non vorrei complicare la situazione.
Sia Ethan che quella ragazza restano vicino a Ginevra e quasi neanche me ne accorgo quando apre gli occhi.
Sembra molto disorientata e confusa.
<<Ethan... Che è successo.>>
Lui le sposta una ciocca di capelli da davanti agli occhi e le sorride.
<<Mi riconosci?>>
Lei aggrotta le sopracciglia e lo guarda male.
<<Sì Ethan, perché non dovrei?>>
Andrea esulta mentre Ethan stringe Ginevra in un abbraccio.
Io rimango impietrito dallo sguardo furente che Morgana mi sta rivolgendo.
<<Mi spiegate che cosa sta succedendo?>>
La voce di Ginevra riecheggia nel silenzio appena creatosi.
<<La nonna ti aveva fatto un incantesimo e tu pensavi che Ares fosse Ethan. Stavate sempre appiccicati, bleah.>>
Ginevra saetta lo sguardo da me a sua nonna e viceversa.
La sua espressione cambia, da confusa a consapevole in meno di due secondi.
Si alza a sedere e scuote il capo, rivolgendomi uno sguardo che mi fa sentire in colpa.
<<Come? Ti sei approfittato di me?!>>
Mi sento talmente tanto in colpa che inizio a farmi due domande su ciò che mi ha obbligato a fare Morgana.
Avrò sbagliato anche se è per il bene della progenie?
"No idiota. Convincila a sposarti o ti esilio dal regno."
Deglutisco piano e saetto lo sguardo tra Morgana e Ginevra.
<<È giusto così. Io e te dobbiamo sposarci, dobbiamo mandare avanti la stirpe. È una cosa che dobbiamo fare, soprattutto ora che manca poco meno di una settimana alla luna.>>
Ginevra si passa una mano sul volto e mi fissa scioccata come se stessi dicendo infinite cazzate.
<<Ma ti rendi conto di quello che stai dicendo?>>
Annuisco convinto e vedo lo sguardo orgoglioso di Morgana.
Questo mi ripaga per tutto il tempo che sto sprecando a convincerla.
È una cosa che si deve fare e si fa.
Punto.
<<Non puoi dire di no, la regina te lo ordina.>>
Lei alza gli occhi al cielo e gli altri sono tutti scioccati probabilmente dal mio comportamento.
Ma non ho intenzione di cedere.
<<Ares. Io non ti amo, mai lo farò. Anzi a dirla tutta neanche mi stai simpatico, meno ti vedo e meglio mi sento. Io vengo prima di tutto e tu non sei nessuno per potermi obbligare a fare qualcosa che non voglio.>>
Sto per controbattere ma Morgana si intromette nella conversazione.
<<Io sì. Sono tua nonna nonché la regina e tu devi obbedire a ciò che ti chiedo di fare per il bene della nostra specie. È già tanto che tollero tutti questi umani durante una conversazione altamente privata.>>
Ginevra alza gli occhi al cielo e sbuffa.
<<È già tanto se ti chiamo nonna dopo tutto quello che è successo con mamma.>>
Il mio sguardo saetta tra loro due e decido di stare in silenzio.
Stanno combattendo una guerra in silenzio.
Morgana sa cosa fare.
<<Non sai cosa è successo a tua madre. Secondo te sarebbe stata tanto stupida da farsi vedere mentre nuota tranquilla?>>
Ginevra aggrotta le sopracciglia e Andrea fa un passo verso sua nonna.
<<Come?>>
Morgana scoppia a ridere e in tutta la stanza cala il silenzio.
Ho i brividi come quando nuoti e vi è un cambio di corrente.
<<Vostra madre è morta perché io ho deciso di farla uccidere. Ciò che dice la regina viene eseguito, non importa come e non importano le conseguenze. L'importante è che si faccia.>>
Ginevra ed Andrea hanno la faccia di chi ha appena ricevuto una notizia a dir poco stravolgente.
Io mi sento molto a disagio qui ma Morgana sarebbe capace di fulminarmi sul posto se solo osassi fare un passo per abbandonare questa scomoda situazione.

La situazione si complica nel momento in cui il padre di Ginevra entra in salone, sconvolto più dei figli.
<<Sapevo fossi crudele, ma no da uccidere la tua stessa figlia per aver sposato un umano. Tu che esalti tanto la specie, tu che vorresti obbligare tua nipote a procreare con uno sconosciuto rincitrullito, proprio tu hai ucciso l'amore della mia vita.>>
Ginevra piange in silenzio consolata da Ethan mentre Andrea e Chiara hanno abbandonato la stanza, non me ne sono neanche reso conto.
Lo sguardo del padre di Ginevra è davvero spezzato, deluso e arrabbiato.
<<Lei ha creato solo problemi dalla nascita e tu hai completato l'opera creando due figli buoni a nulla.>>
<<Sei pregata di andare via con il tuo burattino il prima possibile, lasciare in pace la mia famiglia per sempre. Spero che tu non ti faccia rivedere, non sei ben accetta.>>
Morgana, fredda come sempre, sale al piano di sopra seguita dal padre di Ginevra, distrutto dal dolore.
Non sapevo che Morgana avesse fatto una cosa del genere a sua figlia.
Questa donna è un continuo controsenso ma non riesco a non seguire ogni suo passo.
È come se fosse una musa per me.
Aspiro ad avere il trono, per questo volevo anche accoppiarmi con Ginevra.
Lei è la seconda discendente dopo Andrea, io avrei potuto prendere il suo posto.
<<Sento ciò che pensi, Ares.>>
Alzo le spalle e decido di salire al piano superiore per raccogliere le mie cose.
Ma a metà percorso sento la sua voce esattamente dietro di me.
<<Non sei pentito neanche un po' di ciò che hai fatto? Neanche un minimo scusa?>>
<<Ethan, non devo scusarmi di niente. Lei aveva un compito e per colpa sua la stirpe...>>
Ginevra è tra le braccia di Ethan e questa cosa mi infastidisce.
È vero aspiravo al trono ma una ragazza come lei non esiste da nessuna parte!
<<Basta con questa stirpe! Non me ne frega niente, dovete lasciarmi in pace!>>
Ginevra scoppia a piangere ed Ethan la stringe a sé facendomi cenno di andare via.
Il mio tempo qui è finito, non sono riuscito a svolgere questo compito ma la mia regina mi perdonerà.
Spero.
Salgo le scale con calma e dal fondo del corridoio sento la voce di Andrea urlare che sarebbe capace di ammazzarla sua nonna, che le ha sottratto una madre e che ammazzerebbe anche me ora come ora.
Non ho paura di un mezzo umano.
E mai ne avrò.

Sono uscito da quella casa senza guardarmi alle spalle.
Non perché io non abbia coraggio ma perché Morgana mi ha detto di fare così ed io ascolto sempre la mia regina.
<<Non ti esilio perché alla fine di tutto ci hai provato, ma non sbagliare un'altra volta o non ci penserò due volte a farlo.>>
Deglutisco e per la prima volta percepisco la sua cattiveria.
<<Sì, mia regina.>>
Ed ecco che il mare mi riaccoglie, questa volta per sempre.
Non sarò mai più un umano, il mio tempo sulla terra è finito.

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