Capitolo 9
Jay pov's
Sarebbe stata una femminuccia, non potevo essere più felice perché mi immagino una Erin in miniatura con lo stesso fisico della madre, gli stessi capelli, lo stesso carattere. Quel carattere disordinato, impulsivo, timido che mi ha fatto innamorare, solo che questa volta con gli occhi del mio stesso colore.
Arrivammo al distretto pronti a dare la notizia, ma un caso di omicidio ce lo impedì.
La casa apparteneva ad un condominio che si affacciava sulla ventiquattresima. Aveva la facciata rossa che dava un tocco di colore a tutti quei palazzi grigiastri.
Sul pavimento della cucina c'era una donna avvolta in una pozza di sangue. Erin sbiancò e si allontanò tirando fuori dalla tresca il cellulare.
<Dobbiamo trovarlo> affermò tornando.
<Chi?>
<Owen. Lo hanno scoperto>
Finiti i primi rilievi, tornammo al distretto.
Cercavo informazioni sulla donna, ma era come se non esistesse, un fantasma.
<Allora che abbiamo?> domandò Voight quando fece l'ultimo scalino.
<Niente. È come se fosse un fantasma> replicai.
Si limitò ad annuire prima di ordinare a Lindsay di andare nel suo ufficio. Vidi che si accomodarono nel divanetto e poi nient altro perché tirò giù le tendine.
<Allora maschietto o femminuccia?> la voce di Atwater mi risollevò dai miei pensieri.
<Femminuccia>
<Congratulazioni amico!> mi abbracciò
Dopo una buona mezz'ora Erin uscì e, anziché tornare da noi, andò dritta negli spogliatoi.
<Sì... Esatto... Ci pensi tu?> riattaccò e quasi sobbalzò nel vedermi.
<Chi era al telefono?>
<Nessuno>
Scappò via dicendo che doveva fare una cosa urgente e DA SOLA. Sottolineò proprio queste ultime due parole.
Che cosa mi nascondeva? Perché non voleva parlarne?
Spazio autrice 🧡
Scusate se non aggiorno regolarmente, ma non ho molto tempo.
~Vale~
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