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Capitolo 50

Adam pov's

Undici anni dopo

Oggi era il giorno del mio diciottesimo compleanno, il giorno in cui un ragazzo passa dall'essere bambino/ragazzo ad adulto, dall'adolescenza alla parte di vita in cui si devono prendere le responsabilità di ogni cosa.

Il giorno del diciottesimo compleanno era quella data che si sarebbe ricordata a vita perché finalmente ci si poteva ubriacare (sì, lo ammetto mi piace bere, soprattutto birra) e divertirsi in discoteca fino all'alba senza che nessun genitore potesse dire niente.

Quella sera avrei festeggiato il compleanno a casa con i miei compagni e amici, mia sorella Nicole, papà Jay, tutti i nonni, gli zii sia biologici che acquisiti (i detective) e Hailey, la seconda mamma; sarebbero arrivati a momenti così decisi di sbrigarmi.

Indossai una camicia blu cobalto con dei pantaloni blu scuro e una giacca del medesimo colore, cercai di sistemare i capelli ma piombò in camera Nicky che li spettinò nuovamente, quindi ci rinunciai.

Mi soffermai a guardarla per contemplare la bellezza genuina come mamma; aveva indosso un abito color rosa senza spalline e con una cintura sottile nera a fasciarle la vita.

——-
Il momento dei regali arrivò presto, prima i compagni, poi amici e infine famiglia. Quello che mi colpì di più fu Hailey che consegnò a me, Nicky, papà una lettera anonima; nella mia c'era anche una chiavetta USB, così la inserimmo nel computer e aprimmo il file presente: era un video.

Un video... Un video di mamma.

<Ciao Adam, se riceverai questo video è perché è andato tutto bene. Hailey è riuscita a portare a termine il suo lavoro> esordì lei. Mentre girava il video sembrava stesse in una tenda o qualcosa del genere per via dello sfondo <Innanzitutto buon compleanno tesoro. Il diciottesimo compleanno è una data importante! Come stai? Spero bene, come del resto anche Nicky e Jay.
Spero tu stia festeggiando i diciotto anni al meglio anche se so che andandomene, ho ferito tutti quanti. Lo so e me ne pento ogni giorno.>

<Torna cazzo!> esclamammo in coro io e papà

<Sapete, ogni anno, sono tornata a Chicago per l'inizio della scuola e i compleanni, ma non riuscivo ad avvicinarmi un po' per paura e un po' perché volevo godermi il momento.
Vi starete chiedendo cosa mi è successo? Bene, ora siete abbastanza grandi per scoprirlo.> ero veramente pronto a sapere la verità? <Sedici anni fa, dopo la morte di Olinsky, il comandante della polizia mi chiamò nel suo ufficio per informarmi che ero stata reclutata dall'esercito per un'operazione top-secret in Qatar;inizialmente si trattava di due mesi, ma la situazione cambiò in quel periodo e ci trovammo a prolungare il soggiorno lì per un tempo indefinito.
Vi faccio fare un tour della tenda, vi va? Qui, sopra al comodino ci sono tre vostre foto: un di te con Makita, una di Nicky in braccio a me e una di noi, Jay, il giorno del matrimonio.
Qui c'è il letto, non è comodissimo, ma non possiamo chiedere tanto; questo è il paesaggio e questa è l'infermiera dove sono stata fino a tre giorni fa per un proiettile che aveva preso la spalla.

Ora mi sento meglio, mi sento viva, mi sento invincibile e spero vivamente di tornare a casa sana e salva e non dentro una bara> ridemmo sarcasticamente per spezzare la tensione che si stava creando <Ma cosa importante voglio farvi un augurio speciale per il futuro: Buona fortuna per l'università e per la vita futura bambini miei... E tu Jay, sappi che qualsiasi cosa accadrà...> adesso la voce sembrava così vera, così vicina <Io ti amerò per sempre, ti amerò anche quando mi farai arrabbiare, ti amerò quando prenderai decisioni affrettate, ti amerò... Ti amerò nel bene e nel male finché morti non ci separi, perché è questo che fanno due persone che si amano. Non si arrendono davanti a niente...> percepii un tocco leggero e quell'odore che caratterizzava mamma.

Ci girammo tutti e tre contemporaneamente e ce la trovammo lì, davanti a noi, in carne ed ossa. Sentii gli occhi velarsi di lacrime, Nicky mi strinse la mano agitata dalla vista della sua mamma.
Corremmo ad abbracciarla piangendo come se non ci fosse un domani.

<Ma guardate come siete cresciuti! Dovrete raccontarmi un sacco di cose! Avete il fidanzatino o fidanzatina?> era partita a raffica, ma papà ci scansò tutti per poi posare le sue labbra su quelle della mamma e facendo alzare un applauso generale.

Andandosene, mi aveva ferito, mi aveva fatto odiare la vita, ma ora che era qui sana e salva tutto si era annullato. Tutti gli anni passati in modo “orfano” si erano polverizzati in un nano secondo e io non potevo esserne più che contento.

<Quindi questa è la mamma che mi avete sempre descritto?> domandò titubante Nicky, io anuii incapace di proferire parola <È bellissima, avevate ragione>

Mamma, si avvicinò a Hailey, le sussurrò un “grazie” e da lì capii che erano d'accordo, erano sempre state d'accordo, avevano progettato tutto insieme nei minimi dettagli.

<Buon compleanno, Adam> disse infine.

FINE

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