Capitolo 5
Erin pov's
Ricordavo solo luci sfocate e poi il buio più totale.
<Mamma! Mamma!> urlò Adam quando entrò insieme a Jay nella mia stanza.
<Amore... Vieni qui> allungai le braccia per prenderlo e abbracciarlo. Gli baciai la fronte. <È stato bravo il nonno Hank?> annuì <La nonna Cristina?> era la mamma di Jay, annuì nuovamente.
<Connor quando potrò tornare a casa?> domandai
<Anche dopodomani, se tutto va bene> replicò.
Poco dopo arrivò tutta la squadra che mi abbracciarono uno ad uno, contenti di vedermi sveglia.
<Come va la gravidanza?> chiese curioso Atwater
<Bene, grazie. Ma... Voight per quanto dovrò tenermi la scorta?>
<Finché l'FBI non ci avviserà della conclusione dell'indagine.>
<Uffi!>
Continuammo a parlare del più e del meno finché non dovettero andare via perché avevano ricevuto una chiamata.
<Che fai tu non vai?> domandai a Hank visto che si accomodò sulla sedia mettendo Adam sopra le sue ginocchia.
<No...> notai che i suoi occhi si stavano facendo lucidi, però non dissi nulla <Non provarci più, capito?! Non puoi fare così. Quando ho visto la tua auto distrutta e te distesa su quella barella, mi è tornata in mente l'incidente con Justin... Ho temuto il peggio. Ho avuto paura. Non potevo perdere pure te...>
Adam vedendolo piangere si girò e con le sue manine gli asciugò le guance
<Quando ho tenuto Adam la prima notte, ho visto nel suo sguardo il tuo, quello di una lottatrice. E allora ho capito che dovevo farmi forza e pensare che ti saresti risvegliata.>
Ormai piangevo anche io, ci abbracciammo prima di dire :
<Mi sei mancato. Come sta Olive?>
<Va avanti. Non è facile, ma ci prova, deve farlo per il bambino.>
<Sarebbe bello se un giorno facessimo un pranzo tutti insieme, che ne pensi?>
<Buona idea>
Adam, in tutto questo, iniziò a sbadigliare, così dopo avergli dato la buona notte, Voight lo prese in braccio e se ne andarono.
Un ragazzo della scorta entrò sedendosi sulla poltrona in fondo alla stanza, mentre gli altri rimasero fuori a sorvegliare la porta.
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