Capitolo 32
Erin pov's
Dopo il funerale mi sentii distrutta, non riuscivo ad immaginare come potessero sopravvivere al dolore i genitori delle vittime. Io non ci sarei riuscita.
Tornammo a casa con una certa lentezza, eravamo tutti abbastanza scossi, salimmo al piano di sopra dove preparammo la valigia con gli indumenti, pannolini, creme e quello che serviva per la piccola per poi andarla a prendere dalla nonna e recarci all'aeroporto.
Passammo i controlli e una hostess si offrì di aiutarci a sistemare le valigie e il passeggino nei porta bagagli dell'aereo poiché era quasi tutto libero.
<Adesso, per le prossime due settimane, non voglio sentire parlare di lavoro. Solo relax> affermò mio marito stiracchiandosi. Risi e presi Nicole in braccio che si mosse afferrando con la sua minuscola manina il mio dito. Avevo le lacrime agli occhi. <Ehi bimba che hai?>
<Niente... È solo che è stata una giornata dura e poterla tenere in braccio pensando che se con l'incidente avrei rischiato di perderla è-è bellissimo> tirai su col naso <Guardala come dorme è così innocua... Se le dovesse succedere qualco-> mi baciò interrompendo il flusso dei pensieri
<Non le accadrà mai niente. La proteggeremo come Adam, come una famiglia affronteremo ogni problema.> annuii per poi allattare.
A Miami, come la prima volta, trovammo mio padre ad attenderci di fianco alla macchina ma questa volta c'era anche il mio cucciolo che ci corse incontro abbracciandomi per prima, poi andò dal papà che lo prese in braccio facendolo volare in aria e ridere allo stesso tempo.
<Mamma! Papà! La orellina?> gridando impaziente. Jay lo prese in braccio avvicinandolo alla carrozzina dove la piccola dormiva beatamente.
<Lei è Nicole, tua sorella. Adesso dorme e quando si sveglierà potrai tenerla in braccio> disse il papà dolcemente.
<Ma è minucola> sorrisi per poi prenderlo in braccio
<Crescerà e presto potrete giocare insieme, sei contento?>
<Iiii!!> esclamò il mio piccolino
Salimmo in auto e andammo a casa.
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