Capitolo 10
Erin pov's
Voight mi convocò nel suo ufficio e ce ne restammo lì seduti sul divanetto a discutere per una buona mezz'ora.
Avevo avuto l'ok per l'aiuto da una squadra di fiducia, però era una cosa top-secret finché non fossero atterrati e entrati nel nostro distretto.
Mi dispiaceva mentire a Jay, ma era un obbligo per mantenere la sicurezza. Gli avrei spiegato tutto solo quando l'indagine sarebbe stata chiusa.
La sera rincasai tardi verso mezzanotte. Adam dormiva già così andai a dargli un bacetto, poi entrai in camera mia e cercando di non svegliare Jay mi cambiai, ma accese la luce e con aria fredda domandò:
<Non devi dirmi niente?>
<Quando questa storia sarà finita ti racconterò tutto, te lo prometto.>
Annuì <Va bene. Adesso però vieni qui e baciami>
Mi ci fiondai. Adoravo le sue braccia su di me, sentirmi protetta, al sicuro, a casa.
Sentii un pianto, poi il materasso muoversi e due figure tornare insieme.
<Mamma!> Era Adam. Piangeva.
<Cucciolo mio sono qui.> poi rivolgendomi al padre <Che è successo?> guardai l'orologio e vidi che erano quasi le sei e mezzo.
<Non lo so. Mi sono alzato per andare in bagno e si è svegliato, avrà fatto un brutto sogno.>
Lo presi in braccio e lo misi sul letto, in mezzo a noi. Dopo qualche istante di pianto si riaddormentò.
<Oggi lo porto da mamma, va bene?>
<Certo. È proprio un angioletto> replicò lui accarezzando dolcemente una guancia di Adam.
<Già... E poi è bellissimo come...> sorrisi, ma lasciai in sospeso la frase
<Come chi, bimba?> mi incalzò a terminarla
<Come qualcuno che conosco, che lavora con me e che forse si trova nel mio stesso letto>
<Aaaaaa...> lo baciai e ci alzammo visto che saremmo entrati in servizio fra qualche ora.
Due ore dopo
<Ragazzi> Voight era davanti a noi con una serie di persone dietro <Loro sono...
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