Capitolo 9
<Quando arrivano gli zii?> domandò la bambina con gli occhi lucidi
<Presto tesoro. Presto>replicai facendola sedere sulle mie gambe <Però nel frattempo potresti aiutarci> acconsentí e aprii un file sul computer per mostrarle delle foto di alcuni sospettati. Quando toccò a quella di Grigori Petrosky si bloccò e cominciò ad agitarsi con le lacrime che gli rigavano quel bel visino dolce. Mentre la squadra lo andava a prendere, io e Lindsay rimanemmo a giocare con Amber, successivamente chiesi alla mia collega:
<Sei stata grande oggi, vieni da me stasera?>
<Non so... ho scoperto poco fa che le mie due nipotine, Alexis e Caroline sono venute a trovarmi e che dormiranno da me per qualche giorno...> si rabbuiò
<Ah, ma puoi sempre trovare la scusa che stanotte devi lavorare e sei libera. Poi sai quanto ci tiene Makita a vederti> feci gli occhi dolci e la supplicai finché lei non accettò, tanto le aveva accompagnate la madre di Lindsay e poteva rimanere a a dormire con loro stanotte. Amber disse di avere fame e ora che mi ci faceva pensare oggi non avevo pranzato, andammo tutti e tre a comprare un panino e una bibita che ovviamente era la Coca-Cola. Tornando al distretto la Platt ci avvisò che gli zii della bambina la stavano aspettando nell'ufficio del comandante. Alla bambina le si illuminarono gli occhi, la zia la prese in braccio domandandole come stava e se era pronta ad andare ad abitare a Memphis. Ci guardò e poi annuí; i signori ci ringraziarono per quello che avevamo fatto per la bambina e per aver trovato il killer, poi se ne andarono. Il nostro turno finì poco dopo, l'accompagnai a casa, io rimasi in macchina mentre lei andava a prendere un cambio. <Posso dirti una cosa?> domandai quando risalí in auto <Sei il regalo più bello che potessi ricevere per Natale> mi baciò e andammo a casa mia.
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