Capitolo 50
Dovevo lavorare al pomeriggio, ma la mia voglia era pari a zero. Volevo stare a casa con Erin e visto che eravamo soli potevo stuzzicarla quanto mi pareva e magari farla venire sul bancone della cucina. Ma no, non potevo farlo perché ero al lavoro a non fare un cazzo perché stavo al distretto a girarmi i pollici.
Mancava poco più di un'ora alla fine del turno, ma con il fatto che Dawson era arrivato prima potei tornare a casa dalla mia ragazza.
Non era a casa, così decisi di attendere sul divano mentre bevevo una birra. Sul tavolo della cucina c'era una lettera dal distretto di polizia di Miami. La presi per leggerla, la mano cominciò a tremare. La porta si aprì, Lindsay entrò in soggiorno pronta a baciarmi; mi ritrassi.
<E questo cos'è?> domandai abbastanza calmo.
<Aspetta... Non è come sembra> replicò
<Non è come sembra?!> urlai spazientito <Avevamo deciso di fare una famiglia! Sono tornato a casa prima perché volevo passare del tempo con te e mi ritrovo questa lettera!> strinsi freneticamente i pugni per non spaccare qualcosa <Sai che c'è?! Non me ne frega più niente. Fai come cazzo ti pare! Parti! Vattene! Tanto mi pare che hai già deciso.> aprii la porta di casa e continuai <Addio Erin.>
<Lasciami spiegare...> sussurrò, ma le sbattei la porta in faccia.
In auto tirai pugni al volante e iniziando a piangere.
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