Capitolo 39
"Aspetta aveva detto seriamente quella frase? Aveva accettato la nostra relazione? Erin calmati. Mantieni la calma" pensai, ma non riuscii a trattenermi. Gli saltai addosso facendolo distendere sul letto, gli brillavano gli occhi ed era una delle cose che mi erano mancate di lui. Gli accarezzai gli addominali mettendo le mani sotto la maglia e a quel punto non ce la facemmo più. Invertendo la posizione (io sotto lui sopra) cominciò a togliermi la maglietta, poi slacciò il reggiseno passando ai pantaloni. Iniziò a baciarmi l'orecchio destro mentre si faceva strada dentro di me. Quando inarchai la schiena mi baciò le labbra venendo insieme, così da evitare di provocare rumore che avrebbe destato sospetti se qualcuno fosse passato fuori dalla porta. Jay si distese affianco a me, lui a pancia in su io il contrario.
Makita che fino a quel momento era rimasta seduta per terra a guardarci tentando di capire cosa facessimo, approfittò di questo momento per saltare in mezzo al letto provocandomi una risata.
<Narcisista> disse Jay ridendo, scese dal letto mostrandomi il suo bel corpo nudo passando dalla parte mia. Mi spostai un pochino così che si potesse sistemare per poi farmi appoggiare la testa sul suo petto, lo guardai negli occhi perdendomi in quell' azzurro verdastro.
Erano le tre di notte, continuavamo a baciarci senza fermarci un attimo.
<Bimba sarà meglio che riposiamo un pochino, stamattina iniziamo presto il turno> disse lui con un tono di dispiacere.
<Solo un altro, ti prego> lo supplicai.
Decisi di indossare un paio di pantaloni di una tuta neri e una maglietta bianca fregata a Jay. Demmo il cambio a Dawson e Atwater che chiesero come stesse Voight.
<Soffre ma non lo fa vedere, per il resto i medici lo dimetteranno nel giro di pochi giorni> risposi. Sulla mia scrivania c'era un mazzo di rose rosse con un bigliettino, pensavo fossero di Jay ma disapprovò. Così incuriosita lo aprii e... in quell'istante sentii il mondo cadermi addosso.
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