Capitolo 33
Quando Jay rispose di no alla domanda che aveva fatto Brianna, mi si gelò il sangue. Sapevo che non eravamo fidanzati, ma io lo amavo e sentire quelle parole uscire convinte dalla sua bocca era come se qualcuno mi avesse spezzato un braccio. Presi l'antidolorifico e andai a cambiarmi.
Al centro commerciale, entrai in un negozio dove vendeva vestiti per lo sport, poi raggiunsi gli altri nel negozio della Calvin Klein. Passammo da destra a sinistra, da un piano all'altro senza accorgersi del tempo che passava. Alla fine tornammo a casa con buste a non finire. Presi una birra dal frigorifero e me ne andai in camera. Il dolore si era attenuato con l'effetto dell'antidolorifico e con il passare delle ore era scomparso del tutto. Presi la fotografia che era appoggiata sul comodino e appoggiandola sul petto piansi. Piansi fino a che non mi addormentai.
La mattina seguente avevo il giorno libero, mi svegliai all'ora di pranzo e guardai il cellulare. Avevo una chiamata persa di mamma e una notifica di Will. Chiamai prima mamma e affermò:
<Erin stasera faremo una cena con Viviana, Claudia e le altre amiche mie del liceo. Vengono con le proprie famiglie e le figlie o figli con i loro fidanzati. Ho confermato anche per te e il tuo fidanzato, quindi vieni e non trovare scuse.> Parlò ad una velocità che non diede il tempo di obbiettare. Ormai era fatta non potevo più pure che non avevo la minima voglia, così decisi di telefonare a Jay.
<Erin è successo qualcosa?> rispose lui stordito.
<Devi salvarmi> replicai <Ho appena saputo che stasera mia madre fa una cena con le sue amiche del liceo che vengono tutte con la famiglia e i fidanzati o fidanzate delle ragazze o ragazzi. Devi far finta di essere il mio.> ero ansiosa e sentivo il cuore battere all'impazzita dall'agitazione.
<Va bene.> Era intento si sentiva dal tono di voce <Hai chiamato Will?>
<No lo avrei fatto tra poco>
<Oggi pomeroggio ho il controllo, gli ho parlato del tuo dolore di ieri e ha detto che controlla anche te. Se vuoi ti passo a prendere io fra un'ora>
<Ok, mi faccio trovare giù.>
Will stabilì dalla radiografia che era tutto apposto, lo stesso valeva per Jay. Ormai erano le quattro quando uscimmo dall'ospedale, decidemmo di andare a prendere un caffè e poi andare a casa a prepararsi visto che avevano prenotato per le sette e mezzo.
A casa feci una doccia, aprii l'armadio e tirai fuori di tutto di più, abiti, jeans, magliette giacchine... Alla fine optai per un jeans strappato nero, un top della Calvin Klein nero comprato il giorno prima e una camicetta trasparente bianca e una giacchina nera. Misi un filo di trucco e scesi di sotto ad aspettarlo. Se non fosse stato per il tutore sembravo una modella.
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