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Capitolo 2 |Kuroo|

Ansia, paura, timore... Erano queste le emozioni che provavo. Mi sentivo inseguito. Privato della mia libertà. Privato della libertà di fuggire. Fuggire da questo mondo che mi chiudeva. Sono circondato da alberi di qualsiasi forma e dimensione. Era strano perchè malgrado fossi all'aperto e in mezzo alla natura mi sentivo senza respiro. Ad un certo punto lo sentii. Quel ruomore assordante. Il cuore accelerò il suo battito e il respiro si faceva sempre più corto. Volevo chiedere aiuto, urlarlo, ma la voce si rifiutava di uscire. Ad un certo punto vidi l'unica via di fuga. "Sono salvo!" pensai, ma non mi accorsi che il rumore era diventato molto più forte. Era arrivata la mia fine...

-MA PORCO DUE STAVO DAVANTI AL TRAGUARDO!- mi alzai di botto- Guarda te che sfiga... Da primo sono passato ad essere l'ottavo. Certo sei proprio stronzo. Proprio il guscio blu dovevi lanciare!- dissi con il telecomando della Wii che penzolava dal braccio essendo legato con il laccetto. Il ragazzo aveva un piccolissimo sorrisino. -Te lo avevo detto di non sfidarmi-. Feci una risata finta -Sì sì fai proprio ridere- dissi lanciando il telecomando sul divano -Vado a prendere del caffè- dissi andando verso la cucina -Ma è già la terza tazza!- replicò lui guardandomi. Mentre versavo la bevanda risposi -Sì, ma io ne metto poco-. In effetti era vero. Non mi faceva neanche impazzire il caffè. Però quella mattina ne avevo bisogno. Ero venuto a sapere che il mio fidanzato (da ormai due anni) era andato ad una festa e si aveva amoreggiato con quattro ragazzi. Ci eravamo promessi che non ci sarebbero state cazzate simili nella nostra relazione. Per quanto anche io possa essere un festaiolo e un casinaro, non avevo mai fatto una cosa simile e mai l'avrei fatta. Una relazione si basa soprattutto sulla fiducia e lui la stava tradendo giorno dopo giorno. Ormai sentivo che non c'era più amore da parte sua e la cosa mi dispiaceva perchè io lo amo. "E con il tuo fidanzato è successo questo?" La voce di Kenma rieccheggiò nella mia testa. Presi il cellulare. "Quindici chiamate perse da Daichi". Sospirai. All'inizio lo amavo. Adoravo stare con lui... Ma non so neanche io perchè... Sembra essere passato tutto da un pò. Ormai sembra normale, anzi quasi stressante, uscire con lui, baciarsi, tenersi per mano o anche fare l'amore, che è una delle cose più intime che ci sia. Quella passione sembra essere svanita da entrambi i lati e la cosa mi dispiaceva tanto.

-Stai bene?- mi risvegliai dai miei pensieri con la voce del ragazzo. -Ah ehm... Sì sì non preoccuparti- dissi cercando di sorridere. Mi guardò con quegli occhi color ambra. Sembrava capire che io stessi mentendo. Andando avanti così sarei impazzito quindi cercai di distogliere l'attenzione. Lo superai e andai verso gli scatoloni. -Allora? Cosa devo portare?- chiesi mettendo le mani sui fianchi. Lo sentii sospirare. "Scusami, non voglio attaccarti i miei problemi di cuore..." pensai. Il ragazzo si avvicinò e prese uno scatolone con dei libri dentro. -Tu prendi quei due- disse indicando due scatoloni più piccoli. Li presi mettendoli sotto le braccia e cominciai a salire le scale arrivando nella camera del ragazzo. Era ancora molto spoglia. Sulla sinistra c'era un letto a due piazze con accanto un semplice comodino. Sopra c'erano un abat jour e un libro. La parete era ancora vuota. C'erano solo due finestre. Una dava sulla strada, l'altra era quella vicino al mio appartamento. Gli altri mobili presenti erano un semplice armadio, una cassettiera e una scrivania, la quale sembrava l'arredamento con più roba di tutti sopra di essa. Quaderni, libri, penne, dizionari... C'era di tutto. -Veramente ieri ti sei messo a studiare dopo essere tornato dalla biblioteca?- posò lo scatolone a terra -Mh? Ah sì. Dovevo finire di tradurre una cosa- -Cavolo amico... A volte puoi prenderla una pausa, sai?- -Sì, ma a volte mi ritrovo a pensare troppo e l'unico modo cho ho per non pensare è quello di studiare- -Wow... Che roba da secchioni...- appena dissi questo mi guardò male.

Subito dopo mi ricordai di avere gli scatoloni sotto le braccia. Ne posai uno sul letto. Ad un certo punto sentii che la base dell'altra scatola stava per cedere così mi affrettai a poggiarla sul letto. Fortunatamente feci in tempo e il contenuto si riversò sul materasso. -Ehm... Ups...- dissi al ragazzo con un mezzo sorriso. Lui si limitò a sospirare -Non preoccuparti... Dopo metto a posto io...- disse cominciando ad aprire l'altro scatolone che avevo poggiato sul letto. "Altri libri? Ma quanti ne ha?"

Subito dopo mi concentrai su ciò che avevo fatto cadere. Erano diversi cd, tutti di musica classica. C'era anche un piccolo stereo. Cominciai a mettere in ordine quando la copertina di un album attirò la mia attenzione. La prima cosa che notai fu il rosa. Poi guardai meglio la foto. Una ragazza dai capelli bicolore piangeva mentre si trovava su una nuvola. Dietro di lei dei palloncini formavano la parola "Crybaby". Lo aprii scoprendo il nome della cantante. -Melanie Martinez? E chi è?- Il ragazzo subito si voltò verso di me e divenne rosso. Risi un pò nella mia testa. "Quando arrossisce è carino" pensai.

Mi tolse il disco dalle mani chiudendolo. -Perchè frughi nella mia roba?- chiese ancora rosso in viso sospirando un pò. -Scusa, è che in mezzo a tutti quei cd di musica classica vedere un disco del genere è stato facile... Potrei chiederti chi è?-. Sospirò ancora -E' una cantante pop...- guardò la copertina -Le sue canzoni... mi hanno aiutato molto- -Come mai?- -Perchè formano una storia. La storia di Crybaby. Una ragazza dalla vita orrible. Con una madre che la tratta malissimo. Con amici falsi che non si presentano nemmeno alla sua festa di compleanno... A volte mi rispecchiavo in lei e questo mi ha aiutato ad andare avanti...- -Mh... Capisco...- Il silenzio calò nella stanza. Dopo un pò parlai -Vorrei ascoltarla, me lo presti?- Mi guardò un pò stupito -V-Vuoi che te lo presti? Cos'è dopo vuoi cominciare a sfottermi per quello che ascolto?- -Cosa?! No ero solo curioso... Insomma... Volevo sapere come mai ti avesse aiutato tanto. Se vuoi puoi anche non prestarmelo...- Mi guardò ancora e subito dopo poggiò il cd sulla scrivania. -Ora aiutami a sistemare queste cose, dopo puoi prenderlo-. Ero veramente felice. Stava cominciando a fidarsi di me e lo apprezzavo veramente . -Signorsì!- dissi felice. Mi guardò in modo un pò strano, ma dopo rise un pò.

-Basta! Non voglio più vedere scatoloni nella mia vita!- dissi buttandomi sul divano. Avevamo impiegato non so quante ore a svuotare scatole e a costruire librerie di varie dimensioni. Dopo un pò anche Kenma si mise seduto accanto a me porgendomi un bicchiere d'acqua ghiacciata che bevvi alla velocità della luce. -Dovresti bere piano o ti sentirai male- disse per poi portare le labbra al bicchiere e bere piano piano. -Tsk. Sono una roccia io!- dissi piegando le braccia e mettendo in mostra i muscoli sviluppati grazie ai tanti allenamenti. Lo vidi fissarmi per un pò. Inizialmente pensavo fosse quasi indignato, ma il leggero rossore che si formò sulle sue guance mi fece cambiare idea. Ad un certo punto distolse lo sguardo. -Q-Quindi hai continuato a giocare a pallavolo?- mi chiese -Mh? Ah sì. Ora gioco nella squadra ufficiale del Giappone. Un sogno che si realizza! Solo...- mi ammutolii un pò -...vorrei diventare un regolare...- strinsi i pugni -Però farò tutto il possibile per diventarlo- dissi convinto. Kenma mi guardava quasi stupefatto. -Te perchè studi greco antico?- gli chiesi. Effettivamente ero veramente curioso. Non mi aveva mai spiegato perchè avesse questa passione. -Non lo so neanche io ad essere sincero... Mi piace. Mi piace scoprire cose nuove sugli dei e sulle credenze dei popoli più antichi...- disse serio, ma riuscivo comunque a percepire un pò di soddisfazione nella sua voce. -Io non conosco bene gli dei... Conosco i principali... Secondo te quali dei ci rappresentano di più? Forse io potrei essere Ares o addirittura Zeus con tutti quei fulmini!- dissi sperando di averlo sorpreso almeno un pò. Bevve l'ultimo sorso d'acqua, poi senza guardarmi disse -Odio le guerre e Zeus era un puttaniere...- mi guardò -Pessima scelta...-. Arrossii leggermente -Allora secondo te quale dio greco potrebbe rappresentarmi?- -Odio fare questi paragoni, ma se proprio ci tieni...- mi osservò un pò -Probabilmente saresti Coalemo o Cidoimo. Sono spiriti... Concetti personificati, non tanto divinità, ma venivano venerati comunque...- disse alzando le spalle. -E chi sarebbero questi?- chiesi -Coalemo è lo spirito della stupidità mentre Cidomio è lo spirito del trambusto- disse con un sorrisetto. -Hey!- dissi sorridendo leggermente -Te invece? Secondo te quale divinità o spirito potrebbe rappresentarti?- -Mmmhh... Probabilmente Aergia, lo spirito della pigrizia...- Risi un pò. -Beh forse non posso darti torto. Per quanto riguarda gli dei dell'Olimpo? Chi potremmo essere? Io sicuramente il più bello- dissi fiero di me, ma ovviamente scherzavo. Kenma fece una leggera risata -Dubito che tu possa rappresentare Afrodite dal momento che è una dea- -Afrodite era la dea di cosa?- -Dell'amore. E' la dea più bella di tutte, ma non è molto buona... Non che gli altri dei lo siano... Comunque se proprio ci tieni potresti essere un figlio di Afrodite- disse sempre con quel leggero sorriso.

Rimasi tutta la mattina con lui a parlare. Non ci fu nenanche un momento in cui ci fermammo dal chiacchierare. Trovavmo sempre un argomento e Kenma riusciva sempre a discuterne in modo intelligente... Questa cosa mi affascinava.

Verso l'ora di pranzo tornai a casa mia. Mi feci una doccia e preparai il pranzo. Nel pomeriggio decisi di ascoltarmi il cd di Melanie Martinez. Era veramente brava. Mi lessi tutti i testi e le teorie. Ad un certo punto non mi accorsi neanche di stare con lo stereo a palla e di cantare le canzoni a squarciagola. Con la coda dell'occhio mi sembrò di vedere Kenma morire dal ridere, ma forse me lo ero solo immaginato.

Probabilmente tra i due il figlio di Afrodite era proprio lui.

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