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Capitolo 1 |Kenma|

 Non capisco cosa sia passato per la mente alla persona che inventò le sveglie. La gente cerca di riposarsi, ma no! Inventiamo uno stupido aggeggio rovina-dormite!

Aprii lentamente gli occhi stanchi. Per abituarmi alla luce cominciai a battere velocemente le palpebre. Poco dopo sollevai un po' la testa. Subito arrivò un dolore lancinante al collo. Portai la mano su quest'ultimo e appena vidi dove mi fossi addormentato capii. Mi ero di nuovo appisolato sulla scrivania mentre studiavo. Spensi la sveglia (che si ostinava a suonare! Ma che cavolo!) e allungai le braccia per stiracchiarle. Mi stropicciai gli occhi e costrinsi le mie gambe a muoversi verso la cucina. In quel momento avevo solo una cosa in mente:caffè.

Accesi la macchinetta e nel mentre che aspettavo la preparazione della bevanda mi appoggiai al davanzale. Chiusi gli occhi... "Kuroo Tetsuro eh? Da quanto tempo era che non lo vedevo? Anni?" A questi pensieri poi si aggiunse un ricordo. Il ricordo di un ragazzino dal ciuffo nero e dal ghigno sempre in viso che aiutava un altro bambino il quale era bullizzato. I marmocchi sanno essere molto cattivi da piccoli.

Questi pensieri furono interrotti dal fastidioso rumorino emesso dalla macchinetta del caffè "Possibile che questa mattina sia tutto fastidioso?!". Presi la mia tazza bollente e me ne tornai in camera. Mi misi in piedi di fronte alla scrivania leggendo gli appunti che avevo su essa per cercare di ricordare cosa stessi facendo la sera precedente. Sorseggiando la bevanda aspra tra le mani riuscii a risvegliare la mia mente e quindi anche a rammentare le azioni della serata precedente:stavo studiando dei testi tratti dalla Teogonia di Esiodo.

Cominciai ad osservare in modo scomposto gli appunti scritti con penne di colore diverso giusto per capire se avessi scritto qualche cacchiata.

-NON ME NE FREGA UN CAZZO DI QUELLO CHE HAI FATTO DOPO! MI HAI DETTO STRONZATE SU STRONZATE E POI VIENI A CAGARE IL CAZZO A ME!-

Sobbalzai nel sentire quest'urlo così potente. All'inizio rimasi stupito per il forte gridare e dopo mi stupii ancora di più per il linguaggio scurrile utilizzato nella conversazione.

Girai la testa verso la fonte della discussione e mi accorsi che veniva dalla casa di Kuroo. Mi resi anche conto che la finestra della mia camera era aperta così mi avvicinai per chiuderla... Insomma, non volevo farmi gli affari degli altri. Poggiai la tazza sulla scrivania e mi diressi verso la vetrata. Alzai lo sguardo e lo guardai. Era girato di spalle. Indossava una canottiera bordeaux abbastanza stretta. Reggeva il telefono con la mano destra mentre la sinistra era impegnato a gesticolare per aria. Ad un certo punto si voltò un po'. Aveva il viso contratto in un'espressione tesa e arrabbiata. Quando non parlava chiudeva la bocca e stringeva la mascella facendo sembrare il volto un po' più spigoloso.

-SAWAMURA NON ME NE FOTTE UN CAZZO CHE TU FOSSI UBRIACO! TI SEI LIMONATO UNO SCONOSCIUTO E' QUESTO QUELLO CHE IMPORTA! MA LO SAI COSA MI FA RODERE DI PIU' IL CULO? IL FATTO CHE NON MI AVESSI NEANCHE ACCENNATO LA FESTA! MENTRE IO PENSAVO CHE TU STESSI A CASA A FARTI I CAZZI TUOI, TU STAVI UBRIACO FRADICIO AD UNA FESTA A LIMONARTI SCONOSCIUTI!-

Non sapevo se stupirmi per quello che stava dicendo o per il fatto che lo avesse detto tutto d'un fiato. Si fermò per un secondo, forse per ascoltare la persona all'altro capo del telefono, ma ricominciò subito.

-SAI CHE C'E'? ME NE SBATTO DI QUELLO CHE DICI! FOTTITI!-

Attaccò con violenza e scagliò il telefono da qualche parte nella sua camera. Mi voltò di nuovo le spalle mentre sbuffava e si passava le mani tra i capelli alzandosi il ciuffo. Mi ritrovai così a fissargli i muscoli contratti della grande schiena. Buttò le braccia giù di colpo e si voltò incrociando il mio sguardo. Mi sentii leggermente avvampare e distolsi al volo lo sguardo continuando ancora nell'azione di chiudere la finestra. -Hey vicino!- Spostai di nuovo lo sguardo verso di lui. Mi stava salutando con la mano e sorrideva come se niente fosse successo. "Ottima maschera..." pensai quasi d'istinto. Lui aprì di più la finestra e si affacciò. Sbuffai, vedendomi costretto a fare lo stesso, e mi mostrai anche io. -Ehm... Ciao... T-Tutto bene?- dissi ancora in imbarazzo -Mh? Ah per quello?- chiese indicando il telefono dietro di lui con il pollice -Sì sì è tutto ok... Solo un piccolo litigio...- -Beh... Hai una visione molto distorta della parola "piccolo"- rise un po' -Già hai ragione... Ma questa volta ha proprio sbagliato...- affermò guardando in basso con aria un po' afflitta.

-Chi era?- chiesi interrompendo il silenzio. Alzò la testa -Mh?- -C-Chiedevo solo chi fosse la persona all'altro capo del telefono, ma non sono fatti miei... Scusami...- -Oh non preoccuparti. Quello stronzo dall'altra parte era il mio fidanzato che ieri è andato ad una festa solo per ubriacarsi e scopare a quanto pare...- Rimasi un po' sconvolto da tutto ciò che aveva appena detto. Avrei potuto chiedergli qualsiasi cosa, ma l'unica domanda che mi uscì dalla bocca fu la più sbagliata che potessi fare -"Fidanzato"?- -Già... Scusa se non te l'ho detto ieri... Ebbene sono gay...- Mi guardò negli occhi, ma forse l'espressione che avevo in viso non gli trasmise sensazioni positive. -T-Ti da fastidio? Non sono un maniaco, tranquillo. Non do fastidio a nessuno...- mi risvegliai di botto e, completamente rosso, dissi -M-Ma no tranquillo... Non mi da fastidio...- -Tu sei etero? Hai una ragazza?- Ecco, questo era un argomento un po' delicato. -No, non ho una ragazza e... In realtà non so neanche io chi sono... Non ho mai avuto attrazione per nessuno, però a volte mi sento in un modo e altre volte mi sento in modo differente... E' tutto confuso ecco...- -Tranquillo è normale... E' possibile che non sia ancora arrivata la persona per te- -E come faccio a capire se è arrivata?- -Beh di solito si capisce subito... Battito del cuore accelerato al primo sguardo, rossore immediato quando l'altra persona si gira e ti sorride... Insomma cose così...- -E con il tuo fidanzato è successo questo?- chiesi curioso. Lui aprì bocca per rispondere, ma rimase in silenzio, pensieroso. Avevo capito di aver detto una cosa sbagliata e dovevo rimediare. -S-Senti ho ancora molte cose da sistemare per via del trasloco... Verresti a darmi una mano, per favore? S-Se ti va eh!- tornò a sorridere e rispose -Sono subito da te!- Chiuse la finestra e se ne andò. Sorrisi un po' pensando al suo viso contento. Mi diressi verso l'uscita della mia stanza pronto ad accogliere l'ospite. Presi la tazza poggiata sulla scrivania e bevvi un sorso. "Che schifo... Caffè freddo... Devo farne altro...".

Appena scese le scale sentii il campanello. Poggiai la tazza al volo sulla mensola, cercando di non farla cadere, e corsi ad aprire. Aveva una semplice tuta nera e i capelli ancora spettinati. -Eccomi qui- disse sorridendomi. Ricambiai sollevando leggermente gli angoli della mia bocca e lo feci accomodare.

-Vuoi qualcosa? Un tè, un caffè?- incominciò ad osservare le scatole in salotto con le mani in tasca e mi rispose -Quello che prendi te prendo anche io...- -Io devo rifarmi il caffè, ti va bene?- -Va benissimo-. Mentre preparavo (ancora) il caffè sentii più volte il suo telefono squillare, ma lui non rispondeva mai. Dopo un po' che non sentii niente realizzai che aveva messo in modalità silenziosa. Kuroo non aveva torto. Penso che una relazione sia fatta in particolar modo da fiducia e tradirla potrebbe comportare anche la fine del rapporto... Mi dispiacerebbe se Kuroo si lasciasse.

-Wow! Da quanto tempo non vedevo un Nintendo! Li vendono ancora?- sobbalzai un po' e mi affacciai dalla cucina. Stava chino a frugare in uno degli scatoloni con il mio Nintendo rosso in mano. Corsi verso di lui e glielo tolsi -S-Scusa non toccarlo... Ci tengo molto...- -Ah scusa... Ho cominciato a frugare senza il tuo permesso, veramente perdonami...- Ci fu qualche secondo di silenzio e poi disse -Che altre console hai?- -Beh ho questo Nintendo, il Nintendo 3Ds, la PSP, il Gameboy, la Wii, la Playstation e l'XBox. Molti giochi ce li ho anche sul computer...- -Wow... Dove hai trovato i soldi per tutta questa roba?- -Risparmiando soldi. Invece di spendermi subito le paghette, i regali o i pagamenti dei lavori part-time risparmiavo e piano piano mi sono comprato tutto. Il Nintendo e la Wii sono regali- -Ah capisco... Ti va una partita a Mario Kart?- -Non sfidarmi- -Ma che tono sicuro di te... Forza attacca la console che ora ti apro il culo- Lo guardai un po' stizzito. Appena lo notò rispose subito -Cosa? Guarda che non dicevo veramente... E' un modo di dire... Ah giusto... Tu sei un uomo di cultura, non utilizzi questi termini. Allora rifaccio...- si schiarì la voce -Attacca la console che ti apro l'ano- Lo guardai ancora e, prendendo i fili, pensai "Non era quello il problema..."

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