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-thirteen-

Mi sveglio di colpo nel cuore della notte.
Mi metto seduta nel letto e scruto il cielo, fuori.
Non devo uscire mi ripeto continuamente.
Volgo lo sguardo all'orologio e osservo le lancette incantandomi su quella dei secondi.
Poi qualcuno bussa alla finestra del dormitorio.
La spalanco e trovo il mio migliore amico a testa in giù sulla scopa.
"Cosa vuoi, Charlie?"
"Partitella?"
"Nel cuore della notte?"
"Perchè no? Io sono sveglio tu pure..." non ha neanche finito di parlare che io ho già preso in mano la scopa e lo sto guardando con la testa inclinata verso sinistra.
"È un si?"
"Mi stai proponendo di sposarti Charlie? No, sai, abbiamo appena quindici e sedici anni, siamo un po' giovani, non credi?"
"Sei una cretina!"
"Non a caso sei il mio migliore amico" affermo montando sulla scopa e alzandomi in volo di qualche metro.
"Ehy! Tonks! Miseriaccia, aspettami!" Parte anche lui come se fosse in partita e il suo animo da Capitano della squadra dei Grifondoro si risveglia.
"Dora, mamma dice che dovresti venire da noi quest'estate, dopo i GUFO, ovvio."
"Se a lei non da' fastidio io mi levo volentieri da casa mia."
"Troppi Black?"
"Non ne sopporto una per le vacanze, figurati sopportarle entrambe tutto l'anno!"
"Dai, una è ad Azkaban, per lo meno."
"Ahh, sta' zitto. Con cosa hai intenzione di giocare?"
Lo vedo farmi dei gesti con le mani agitandole e capisco. Gli ho detto di stare zitto.
"Puoi parlare, stupido."
"Grazie. Beh, pensavo sassi, pietre, carta, caramelle, api frizzole," mentre lui continua a blaterare possibili materiali una voce bella chiara ci arriva fin lassù dov'eravamo.
"C'é qualcuno lassù?!"
Gazza.
"Ferma, Dora."
Sono invisibile, fantastico. Quindi ora Gazza penserà che ci sono due scope che volano da sole. Ottimo, Charlie, davvero.
Appena rientrata nel dormitorio gli chiedo come ha fatto a renderci invisibili.
"Incantesimo di disillusione."
"Dove l'hai imparato, questo?"
"Avere dei fratelli maggiori a cosa serve?"
Gli sbatto la finestra in faccia e mi volto ridendo per poi mettermi nel letto. Prendo la bacchetta e accendo una candela infilando l'altra mano sotto al letto tirando fuori il libro di trasfigurazione. Lo apro e sorrido nel vedere la foto che ho infilato a caso nel primo libro che avevo a portata di mano.

Ritrae quattro ragazze e due ragazzi intenti a lanciarsi a vicenda cioccorane seduti su un prato.
L'ha scattata la mamma di Heidi la scorsa estate quando siamo andati tutti in campeggio insieme alla famiglia Greevy.
Io, Heidi, Corin, Susan, Nathan e Charlie.
Tra due anni sarà tutto finito e noi stiamo qua a dormire. Scherziamo?
Butto la foto all'interno del libro, lo chiudo sonoramente e ci appoggio la bacchetta sopra per poi sistemare tutto sul comodino.
Prendo un cuscino e lo lancio ad Heidi che mi risponde con un "ti ha dato di volta il cervello?!" per poi aiutarmi a scuotere Susan.
"Non c'è motivo valido per svegliarmi a meno che Tonks non abbia baciato, finalmente, qualcuno." Borbotta.
Eh, si, sono la ragazza del gruppo single da più tempo.
"Susan- sussurra Heidi -La McGranitt dice che se non ti alzi puoi scordarti Hogsmeade fino alla fine del settimo anno."
Susan scatta a sedere nell' arco di mezzo secondo per poi rendersi conto dello scherzo e borbottare un "io ti odio" ad Heidi annegando la faccia nel cuscino.
Corin si alza senza troppe storie e salta addosso a Susan, che nel frattempo aveva già ripreso a dormire e a russare, facendosi scaraventare giù dal letto ridendo.
Avete presente una mandragola quando viene tolta dal vaso? Ecco, quello è stato più o meno l'urlo che abbiamo sentito a quel punto. Ci siamo scambiate un veloce sguardo per poi spalancare la porta del dormitorio e scendere in sala comune.
Dopo poco ci raggiungono anche gli altri, maschi e femmine.
"Che diamine succede?"
"Chi ha urlato?"
"C'è qualcuno in pericolo?"
"Chi è morto?"
"Divertente, Benedict."
"Stiamo calmi, cosa è successo?"
"Chi è che ha dei polmoni così potenti che li distruggo?"
"Salkin, vuoi finirla?"
La porta si apre e la Sprite fa capolino, per nulla sorpresa di vederci già tutti li.
"Seguitemi."
Chiaro e diretto. La seguiamo borbottando fino ad arrivare nella sala grande, con McGranitt e Grifondoro e Vitious e Corvonero già presenti e Silente che ci guarda da sopra agli occhiali.
Subito dopo di noi fanno il loro ingresso i Serpeverde e Piton.
"Oh, Severus, benissimo, ci siamo tutti."
Vedo Charlie, Percy e i gemelli parlottare fra di se. Risuonano i passi di Alastor Moody nel corridoio e, puntualmente, la porta si spalanca lasciandolo entrare seguito da Narcissa e un Remus che non fa altro che sbadigliare.
"Scusate la convocazione ma penso che tutti abbiate sentito il grido che ci ha svegliati qualche minuto fa. Ebbene, richiedo che gli studenti non si muovano da qui e confido nei prefetti e nei caposcuola mentre i professori, in mia compagnia, perlustreranno la zona."
Silente esce, con tutti e dico tutti i professori al seguito e Moody, Narcissa e Remus.
"Ho una voglia matta di sorvegliarvi, guarda." Sbuffa Susan.
"Andiamo, sorellina, dobbiamo aiutare i prefetti." Nathan la prende per un braccio e se la trascina via.
Noi ci sediamo per terra a formulare ipotesi una più strana della precedente. I Serpeverde danno la colpa ai Grifondoro, I Corvonero dicono che ci sarà ovviamente un motivo logico, noi confidiamo in un qualche incidente non mortale, i Grifondoro sono tutti pronti a schierarsi al fianco dei professori nella ricerca della fonte.
Due ore dopo sono tutti di ritorno. Per ultima entra una testa bionda che riconosco al volo come Valery Vance. È addosso a Remus e lui la sta cingendo con un braccio, sostenendola, come se avesse visto un fantasma.
Devo smetterla di usare i modi di dire babbani, non hanno senso qui.
Sento qualcosa al centro del petto e non capisco cosa sia, ma continuo imperterrita a guardare la scena pur sapendo, nel profondo, che distogliere lo sguardo sarebbe la cosa migliore da fare.
Remus incontra il mio sguardo e mi sorride lievemente.
La maggior parte di noi si sono addormentati, i restanti stanno chiedendo a Silente cosa ha scatenato quell'urlo e lui sta educatamente congedando con un cenno della mano tutti coloro che gli rivolgono la parola.
"Il problema è stato risolto, dirigetevi pure nei vostri dormitori. Vi spiegherò tutto l' accaduto nella mattinata di domani." Muove la testa da un lato all' altro della sala. Destra Sinistra, Destra Sinistra, e così via. "Che tanto ormai è già domani." Aggiunge con un sorriso. Mi alzo, e inizio a dirigermi verso il dormitorio da sola, senza la minima voglia di stare ad aspettare le altre stando a guardare mentre il fastidio nel petto si ingrandisce.

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Scusate tantissimo il ritardo, ma ero al mare e non mi andava internet. Stupida connessione babbana.
Comunque questo capitolo ha più di mille parole, quindi ringraziatemi. :)
Spero che vi piaccia *-*

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