28.
Claudia's POV
Suona la campanella del pranzo e subito sciamiamo verso la caffetteria.
Mi secco non poco nel notare, appena entro, che Andy è seduta insieme agli scombinati, ride e chiacchiera con loro, bionda inclusa.
Rossella fa una faccia più seccata della mia, mentre io incasso il colpo e con le spalle basse mi dirigo verso Josh e gli altri amici.
Sbocconcello un po' del sandwich che ho appena comprato, mentre Lewis cerca di inserirmi nella conversazione.
Sinceramente me ne starei per i fatti miei, e preferirei mangiare in bagno, piuttosto che starmene amareggiata qui mentre quegli altri fanno i simpatici tra di loro.
Come se mi avesse letto nel pensiero, Andrea si alza e ci raggiunge.
"Ehi, finalmente." la saluto scocciata.
"Ciao anche a te, eh." e solleva un sopracciglio. "E' che mi sembra brutto sfruttare Carl solo per il ballo." mi confessa, abbassando il tono per non farsi sentire dal nostro amico in comune.
"Mh." mugugno con l'aria di chi la sa lunga. "Non me la conti poi così giusta, eh?" la punzecchio.
"No, no, credimi." e lancia un'occhiata a Josh, arrossendo.
"Ad ogni modo, beata te." le ripeto a bassa voce, per lo stesso suo motivo.
Lei sorride.
"Guarda che credo che anche un'altra persona ti voglia lì con noi." e nel pronunciare quelle parole getta un'occhiata a Mr. G. in persona.
Sospiro e scuoto la testa.
"Ma che dici? Non scherzare, dai. Quello non mi vede proprio, e poi è talmente bipolare che alterna momenti in cui mi odia a quelli in cui mi tollera." le confido in un altro sospiro.
Lei mi mette una mano sulla spalla.
"Lo sapevo cara mia, sei davvero cotta di quel ragazzo." e ridacchia.
"Ma smettila." rispondo, scansandola.
"Ohi, ma la volete piantare?" ci interrompe Lewis. "Sembra che vi stiate confessando. Non escludetemi." si intromette, infastidito, dai nostri discorsi a due.
"Scusaci." gli ribatte Andy.
"Tu poi, ci hai proprio abbandonati. Sei passata al lato oscuro." afferma rivolto alla Stevens, mentre scuote la testa.
"Addirittura?!"
"La forza grande in te, o piccola Jedi, scorre. Il lato oscuro abbracciare non devi." mi rivolgo a Andy, scimmiottando Yoda, per prendere in giro il portiere.
Lei scoppia a ridere, poi torna a parlare con lui.
"E comunque, dovevo anche trovarmi un cavaliere. Ero l'unica senza."
Grande Andrea! Eccola pronta a far leva sui sensi di colpa di Josh.
Rossella la osserva ammirata, e confessa che forse l'aveva un pochino sottovalutata.
"Sì, ma barbetta?" è sempre più amareggiato.
"Che c'è?" fa spallucce. È simpatico."
"Confermo." e alzo la mano.
In quel momento il nostro amico sembra volerci incenerire con lo sguardo.
Rossella invece sorride complice, perché sembra che il piano di Andy, almeno da una parte, stia funzionando alla grande.
Eddie's POV
Durante l'ultima ora penso a quello che sto combinando con Claudia e definirlo un cazzo di casino, credo sia poco. La allontano, poi però ci sto male, e mi da fastidio che stia insieme a quel damerino.
Argh! Dannato piano e dannata ragazzina!
Scuoto la testa e cerco di perdermi tra le parole dell'insegnante, ma non ci riesco, mi torna sempre in mente la scena di lei che mi dà dello stronzo!
Tutt'un tratto, un'illuminazione! So cosa fare.
Fremo nell'attesa che finisca questa giornata scolastica e non appena sento il drin della campanella, mi fiondo fuori dall'aula per dirigermi alla mia macchina.
Devo subito incrociare la ragazzina, altrimenti si farà riaccompagnare a casa da quel bellimbusto, come al solito.
La intravedo tra la folla, con la sua solita sciarpona che quasi le ricopre tutto il viso, ingrano la marcia e quasi sgommo nel frenarle davanti.
"Ehi, ma sei pazzo?" fa un balzo indietro, e si trattiene il petto, spaventata.
"Sali!" le intimo, abbassando il finestrino.
Lei alza un sopracciglio.
"Ma anche no, tu sei un pericolo pubblico!" e incrocia le braccia.
Mi apro in un mezzo sorriso nel vederle quell'espressione sulla faccia.
"Guarda che se non sali da sola sarò costretto a farti salire io, eh? E sai che ne sono capace!"
"Voglio proprio vedere!" ribatte in tono di sfida.
Non me lo faccio ripetere due volte, tiro il freno a mano e, con il motore ancora su di giri, apro lo sportello, scendo e mi avvicino a lei, che mi sta guardando sempre più sbalordita.
"Adesso sali?" le porgo la mano. "Dai, fidati per una volta." continuo.
"Mh." mugugna, afferrandola.
Io sorrido e la scorto fin nell'abitacolo, poi torno al mio posto.
"Vedi? Con le buone maniere si ottiene tutto." affermo, sorridendo.
Lei mi lancia uno sguardo indignato e si ostina a fissare davanti a sé.
Inserisco la prima e do di gas; superiamo i confini della scuola, ma invece di girare sulla 2nd Ave, prendo la direzione a sud, verso il ponte di Brooklyn.
"Ehi, guarda che casa mia è dall'altra parte." rivela in un tono leggermente sospetto.
"Lo so." confermo sempre sorridendo.
"Allora? Hai intenzione di rapirmi?" domanda, sollevando le sopracciglia.
"Mh, sai che non è mica male come idea."
Il volto le si apre in una 'o' e io scoppio a ridere ancora di più.
"Secondo te quanto potrei chiedere di riscatto? Tua mamma è ricca?" chiedo, scherzando.
"Vaffanculo, Eddie! Dove mi stai portando?" sembra davvero preoccupata.
"E dai, sto scherzando! Ma ti pare?!" la tranquillizzo, "E comunque, grazie di darmi sempre fiducia." faccio il finto offeso, mentre metto la freccia per immettermi in direzione del ponte.
"Scemo!"
"Ah, vedo che hai riacquistato la parola?" la punzecchio.
"Sì, ma solamente per insultarti." conferma.
"Wow, come sei cattiva."
"Capirai, tanto paragonata a te, sono sempre un angelo!"
Poi continua.
"Noi non siamo amici, tu non mi conosci!" mi fa il verso e io scoppio a ridere.
"Parlo davvero così? E poi, dai, per quanto ancora dovrò pagare per questa frase?"
"Mh, lasciami pensare... ah sì, per sempre!" ribatte, incrociando le braccia.
"Che tipetta che sei, ragazzina! Giuro che non ne ho conosciute molte come te!" mi vengono fuori queste parole in un impeto di sincerità.
"Beh, sì, sono unica nel mio genere." scrolla la testa e alza gli occhi al cielo, come se la stessi prendendo in giro.
Allora mi volto e la guardo negli occhi per qualche secondo.
"Sono sincero."
Lei deglutisce e poi distoglie lo sguardo, ritornando a fissare il panorama che ci circonda.
Restiamo tranquilli per un po'.
Forse ho detto un po' troppo?
"Vuoi dirmi dove stiamo andando?" rompe il silenzio, interrompendo anche il vortice dei miei pensieri.
"Non puoi aspettare la sorpresa?"
"Non da parte tua." insiste.
Sbuffo esasperato.
"Okay, dai. Visto che ti ho detto che non mi conosci, e vorrei farmi un po' perdonare di questa cosa, quale modo migliore per farlo, se non facendoti conoscere qualcosa di me?"
Gliel'ho detto. Ora sono in ansia nell'attesa della sua reazione. E se mi dicesse che non le interessa, che non vuole avere niente a che fare con me?
No, Eddie, dai calmati. Ma se fosse davvero così?
"Sul serio?" mi domanda in risposta, abbozzando un mezzo sorriso, che tanto basta a rincuorarmi.
"Sì, sempre se lo vuoi, altrimenti torno indietro."
"Sì." sussurra.
"Sì, vuoi che torni indietro?" domando affranto.
"Scemo!" e scoppia a ridere. "Intendo sì, che voglio conoscerti."
Sento un peso svanire dal mio petto e mi volto a guardarla mentre sta ridendo; ha delle labbra così rosee e gli occhi che le si illuminano quando sorride.
Ma come cazzo ho fatto a non notarla prima questa ragazza?! Sono un vero cazzone!
Sorrido a mia volta per quanto sono stato stupido.
Come se si fosse dissolto uno strano muro tra di noi, l'atmosfera in macchina sembra più rilassata. Lei si sporge in avanti per accendere la radio, mette su Virgin Radio che sta trasmettendo "There is a light that never goes out" degli Smiths.
"And if a double decker bus crashed into us, to die by your side, is such a heavenly way to die..." canticchio, rilassato.
"E' un riferimento alla tua guida spericolata?" solleva per l'ennesima volta un sopracciglio, ma stavolta ha un tono tranquillo e scherzoso.
Scoppio a ridere e scuoto la testa.
Lei, sulla base del mio esempio, comincia a cantare la seconda strofa e io sono come ipnotizzato dalla sua voce, che quasi non mi accorgo di essere arrivato al posto dove volevo portarla, il Brooklyn Bridge Park Bay.
"Siamo arrivati." la informo.
Giro a sinistra e parcheggio.
Scendiamo e lei subito si guarda intorno ammirata.
"Ma è stupendo qui."
"Benvenuta dall'altra parte di New York, Claudia." e le sorrido.
ATTENZIONE⚠️: quest'opera è protetta da copyright © - sono vietati plagi, anche in modo parziale.
***
Ciao a tutt*,
eccoci con un altro capitoletto di questa storia, dopo tanto tribolare, forse si vede un po' di luce tra questi due **
ma ovviamente non mettetevi comod* che ci faranno penare :DDD
Anyway che ve ne pare? Vi sta piacendo?
Inoltre, vi chiedo come sempre di supportare la storia con una stellina 🌟
Grazie ❤️
Effy
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