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27.

Claudia's POV

Mi sveglio di soprassalto, dopo l'incubo in cui c'era Andy che si dichiarava innamorata di Eddie ed entrambi se ne scappavano sulla sua moto nera.

"Claudiaaa, scendi. E' pronta la colazione!" mi urla mamma dabbasso.

Sbuffo e mi ributto le coperte addosso; vorrei rimanere nel mio letto per tutta la giornata. Non sono per niente pronta a subirmi Gallagher che m'ignora e ridacchia con la bionda.

Schiaccio la faccia contro il cuscino.

"Argh! Dannato Mr. G!" esclamo, esasperata.

Dopo l'ennesimo richiamo del mio genitore mi forzo ad uscire da sotto le coperte e mi fiondo in bagno.

Nonostante ci troviamo praticamente a primavera, le temperature sono ancora tutto fuorché miti, e dunque, rimetto i miei scarponcini Timberland, un jeans a vita alto, ma aderente, e un maglioncino celeste.

Non ho per niente voglia di truccarmi, ma afferro la trousse; magari in macchina mi verrà l'ispirazione.

Scendo e trovo tutti già pronti; mi forzo a mandare giù qualche biscotto al burro, prendo un espresso veloce e raggiungo Sam che mi aspetta in macchina.

Ho l'ansia che mi corrode lo stomaco, mi sento stra-agitata per via dell'incubo di stanotte e della giornata terribile vissuta ieri.

Sospiro e metto un po' di matita nera nella rima inferiore e del mascara; sulle labbra, solo del burro di cacao.

Lo sceriffo ormai sta imparando a conoscermi, quindi sa quando sia il caso di intavolare una conversazione e quando lasciar perdere, tipo oggi.

In prossimità dei cancelli della scuola, scendo dalla macchina, e subito mi guardo intorno – ovviamente, individuo Gallagher insieme al gruppetto degli scombinati, in particolare con la biondastra che gli sta appiccicata ma, prima di voltarmi disgustata, noto un caschetto biondo a cui sono particolarmente affezionata: Andrea Stevens, la mia migliore amica, è insieme a loro.

Spalanco la bocca dall'incredulità, per un attimo, mentre quella di Rossella tocca terra, e poi con le spalle incassate mi avvio mestamente dall'altro lato del parcheggio, dove si trova Joshua con gli altri ragazzi del nostro gruppo.

Sono davvero triste per come si stanno mettendo le cose, ma poi ripenso al piando di Andy e provo a risollevarmi un pochino; perciò, quando mi avvicino al portiere, faccio la smorfiosa come non mai.

"Ehi, ciao ragazzi." li saluto, poi mi rivolgo al moretto, "Buongiorno a te, Joshy!" e mi sporgo per dargli addirittura un bacino sulla guancia.

Lui ne resta sorpreso, ma anche molto compiaciuto; si tocca la gota con la mano.

"Ehilà, siamo di buon umore oggi, eh?"

"Sì, tantissimo." mento spudoratamente.

Lui mi sorride e si guarda intorno.

"Hai visto la nostra amica con chi sta?" e la indica con un cenno, scuotendo la testa.

"Sì, beh," mio malgrado la difendo, "se deve andarci alla festa, è anche normale che inizino a conoscersi." convengo.

"Allora dovremmo farlo anche noi, tipo domani ce ne usciamo solo io e te, che ne pensi?" non perde occasione il portiere, vedo.

Sollevo un sopracciglio.

"Ma noi ci conosciamo già." svicolo.

Rossella concorda con me – meglio fare le vaghe, e mi lancia un'occhiata di appoggio.

"Mh, è vero, ma siamo sempre usciti con gli altri." insiste.

"Sì, ma noi andiamo al ballo da amici." gli ricordo, sottolineando l'ultima parola, al che lui fa una faccia triste.

Ecco, Claudia, sei sempre bravissima a fare danni, mi suggerisce il mio grillo parlante.

Vengo salvata da quest'imbarazzante situazione dal suono della campanella.

Afferro Josh per un braccio e, quando mi volto, mi accorgo che Eddie ci sta fissando. Naturalmente, non appena si rende conto che lo sto guardando, abbassa lo sguardo e ride a qualcosa che gli sta sussurrando la biondastra.

Che schifo!

Per fortuna in prima ora ho matematica, quindi ne approfitto per parlare con Andy, notando che la mia amica stamattina non ha la sua solita faccia ansiosa pre-Paulson.

"Sai che Carl è divertente?" mi dice non appena si siede al banco.

"Te l'ho detto. Per quel poco che ci ho parlato, non mi è sembrato male." confermo.

"Già, è un po' strano, ma buffo."

"Non sai che invidia prima quando ti ho vista lì con loro." rivelo in un sospiro.

"Dai," mi poggia una mano sulla spalla, "tra poco ci tornerai anche tu. Ho visto come ti guardava Gallagher." afferma con l'aria di chi la sa lunga, ma io sprofondo ancora di più.

"Andy non scherzare, per piacere, che sto male da ieri. Quello non mi si fila minimamente." faccio triste.

"Vedremo cara mia, vedremo."

Rossella annuisce alle sue parole e io credo che lei e la mia migliore amica riescano a comunicare con un codice tutto loro, a me incomprensibile.

Entra la prof. e Andrea si zittisce all'istante. Eccola ritornata come al solito.

Ridacchio e afferro il quaderno da dentro lo zaino.

Dopo le due ore di matematica, mi dirigo verso la classe di inglese e lì torna a salirmi l'ansia perché dopo avrei avuto scienze motorie con il premiato trio: Gallagher, Lewis, Nevi.

Quando entro in palestra sono ancora abbattuta, e mi viene subito incontro il portiere.

"Piccola, facciamo due tiri?" mi propone mentre palleggia con la palla da basket.

Piccola? Da quando tutta questa confidenza? pensa la stessa Rossella.

"Mh, con l'altezza che non ho già è tanto se non perdo 30 a 0!" sbuffo e lui ridacchia.

"Daiiiii, non buttarti giù. L'altezza non è tutto." dice e mi mette le mani sulle spalle.

Rossella sgrana gli occhi, ancor prima di me.

Sto per muovermi per allontanarmi, quando viene raggiunto da una pallonata dietro la schiena.

"Scusa," gli urla una voce dal fondo che avrei riconosciuto tra mille, "Ho tirato troppo piano." prosegue Gallagher.

"Coglione." risponde il portiere.

Io e Rossella guardiamo prima l'uno e poi l'altro a ripetizione, incredule di ciò che sta succedendo.

"Cosa hai detto?!" continua il teppistello, avvicinandosi a noi due con lo sguardo infuocato.

"Che vuoi, Gallagher, cerchi rogne?" fa l'altro minaccioso.

"Sì, non sai quanto!" conferma l'altro, arrestandosi ad un palmo dal naso del mio amico, con l'aria di uno che sta cercando solo un pretesto per fare a botte.

Rossella nota subito la differenza di altezza tra i due – Lewis sembra un bambino quasi a confronto. Io sono preoccupatissima di questa atmosfera elettrica che si è venuta a creare, mentre il mio spirito guida sembra godersi lo spettacolo, le mancano solo i pop-corn.

"Ehi, ehi, calmatevi!" mi metto in mezzo per separarli.

"Claudia fatti da parte." mi intima Eddie.

"Sì, infatti." anche il mio amico si mostra d'accordo.

Io sbuffo ad entrambi, mentre Rossella sembra quasi avercela con me per aver interrotto un possibile scontro.

"E invece no." e mi rivolgo a Gallagher, "Smettila di fare il solito prepotente, Eddie." gli punto un dito contro.

"Beh, lo sono, come posso smetterla?" replica con uno sguardo misto tra l'angelico e il diabolico.

"Basta, davvero. Josh, dai, andiamo." mi indirizzo al mio amico, tirandolo per un braccio, mentre Gallagher ci osserva andare via, con una faccia contrariata.

"La smettete di fare i bambini?" domando a Lewis, incrociando le braccia, mentre siamo vicino agli armadietti della palestra.

"Mi da fastidio come si comporta! Fa il gradasso solo perché è un teppista e tutti hanno paura di lui!" obietta.

"Ma io non lo temo affatto, e te lo dimostrerò." gli rispondo, lasciandolo basito, mentre mi reco da Eddie che è accanto alla panchina.

Rossella ha già capito le mie intenzioni e si sta tirando su le maniche del vestito di velluto blu.

Gallagher mi vede andargli incontro e solleva un sopracciglio, divertito.

Che dannato bipolare!

"Dobbiamo parlare." esordisco.

"Che vuoi?" risponde mentre si appoggia alla panchina.

"La devi piantare di comportarti così, chiaro?" e incrocio le braccia.

"Comportarmi come?" fa lui con l'aria da gnorri.

"Da stronzo!"

"Mh, che cattiva che sei ragazzina." e sto per ribattere, ma prosegue, "E poi non posso, perché lo sono, no? Me l'hai detto tu ieri." conclude avvicinandosi pericolosamente al mio viso.

Sto per andare in iperventilazione, nonostante la rabbia che solo lui riesce a farmi provare.

Rossella, che è stra-eccitata dalla scena, mi intima di stare calma.

"Esatto, e lo sai. Ma non potresti cercare di trattenerti?" riesco a suggerire, senza iperventilare troppo.

"Naaa," fa un gesto della mano quasi a scacciare l'idea, "mi diverto troppo a fare lo stronzo. Soprattutto con chi se lo merita."

"E io me lo merito?" chiedo, colpita dalla sue parole.

"A volte sì!" mi conferma, serafico, spiazzandomi.

Vorrei spalancare la bocca, ma lo fa Rossella per me.

"Bene, allora tu evita di dar fastidio a me e ai miei amici, chiaro?" gli punto il dito contro e lui ridacchia.

"Le tue minacce sono musica per le mie orecchie." mi dice allusivo.

Io non ci vedo più, vorrei tirargli un ceffone e, allo stesso tempo, allontanarmi.

Rossella propende per la prima, ma io sono più per la seconda.

Gli volto le spalle, ma prima di andarmene, mi volto.

"Ah, un'ultima cosa. E smettila di seguirmi."

"Non ho afferrato?" mi fa con uno sguardo strano.

"Ti ho visto ieri che mi tallonavi, inutile che fai il finto tonto." lo illumino.

Lui sembra realizzare.

"Non posso andare a fare una passeggiata nel Village, scusa?" chiede con un sorriso da schiaffi.

"Puoi andare dove vuoi, ma..." eppure, non riesco a terminare il concetto, perché mi si sta avvicinando di nuovo e io ricomincio a sentirmi le gambe molli.

"New York è di tutti, Claudia."

"Non mi interessa. Non venire dove sono io dato che non siamo amici, non ti conosco e mi merito che tu sia stronzo con me." faccio l'elenco delle cose brutte che mi ha detto nelle ultime 24 ore.

"Io vado dove voglio." conferma, sporgendosi sempre più pericolosamente verso di me.

"Uff." sbuffo e lo scanso, dirigendomi verso lo spogliatoio, con i nervi a fior di pelle e il respiro corto e affannoso.


⚠️ATTENZIONE⚠️: quest'opera è protetta da copyright © - sono vietati plagi, anche in modo parziale.


***
ciao a tutt*,
eccoci con un altro capitolo, che ne pensate? **
io adoro troppo quando c'è aria di caos e quei due battibeccano :DDD
fatemi sapere le vostre opinioni e se la storia vi sta piacendo, vi chiedo di supportarla con una stellina **
Grazie **
PS. domani credo di aggiornare Take me on. <3
Effy **


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