20.
Claudia's POV
Chiedo ad Eddie di darmi un paio di minuti per prendere i libri nell'armadietto e lui mi conferma che mi aspetterà vicino alla sua macchina.
Provo a respirare ma sono ancora sotto shock per la proposta che mi ha fatto, soprattutto dopo la bipolarità che mi ha dimostrato oggi.
Rossella mi fa cenno di soprassedere, puntualizzando quanto io sia un po' troppo pignola, ma non la ascolto e prima di uscire mi affretto a cercare Andy e Josh. Soprattutto quest'ultimo, voglio dirglielo io prima che gli venga un coccolone nel vedermi salire in macchina con Gallagher!
Ancora con le gambe tremanti mi fiondo ai loro armadietti e trovo Andy che sta per andarsene; con uno scatto e una velocità che nemmeno so di avere, la raggiungo.
"Ehi." la blocco, piegandomi in due per la corsetta.
Rossella mi sta guardando schifata e non so se sia per la mia poca resistenza all'attività fisica o per il rossore del mio volto.
"Ehi, sei impazzita? Come mai corri per i corridoi?" mi chiede guardandomi stranita.
"Vado con Eddie a studiare!" le dico in un fiato, l'ultimo che credo mi sia rimasto.
Lei sgrana gli occhi.
"Stai scherzando??"
Ancora a mezza voce riesco a confessarle "Ti pare che scherzerei su queste cose?"
Si apre in un sorriso consapevole.
"Hai visto Josh?" domando e lei si rabbuia.
"Mh, mi sa che ci aspetta vicino alla macchina."
"Oh no!"
"Che c'è?"
"Anche Gallagher mi aspetta lì, ed è proprio quello che volevo evitare!" faccio convinta.
"Dai," mi dà una piccola spallata, "Il nostro amico se ne farà una ragione." e sembra prenderci anche un po' di gusto.
Sospiro ed entrambe usciamo verso il parcheggio. Come volevasi dimostrare sia Eddie che Josh sono seduti sul cofano della propria macchina - il primo con una sigaretta in bocca, accompagnato da un sorriso beffardo che però mi rende le gambe molli e il secondo a chiacchierare con i suoi compagni di squadra di lacrosse.
Mi avvicino a quest'ultimo con Andy al mio fianco, sperando che Gallagher non se la prenda più di tanto e non torni a mostrarmi il suo dark side of the sky.
"Ehi, Josh." lo chiamo per farlo allontanare dagli altri, Stevens mi resta vicina come a darmi supporto.
"Ehi, Claudia, sei pronta a tornare a casa?" mi chiede tranquillo.
"Mh, veramente..." mi fermo, poi Andy mi dà una spintarella come per farmi coraggio, così continuo, "Oggi pomeriggio mi accompagna Gallagher! Studiamo insieme!" decido di optare per la verità e non so nemmeno perché mi stia facendo tutti questi problemi!
"Oh!" si blocca e non dice più nulla. "Anche tu vai a studiare con quello?" si rivolge alla nostra amica, ignorandomi completamente e mostrando tutto il suo disappunto.
"No, no! Io vengo con voi!" risponde lei prontamente.
"Bene." e si allontana, ostinandosi a non rivolgermi la parola.
Sbuffo e saluto Andrea.
"Ci sentiamo più tardi! Ti chiamo per raccontarti tutto!" dichiaro entusiasta, mimando il gesto della cornetta.
"Per forza! Altrimenti ti vengo a citofonare!" concorda lei ancora più emozionata di me.
Sorrido e dopo aver detto ciao agli altri nostri amici e aver ricevuto l'ennesima occhiata di incredulità da parte del portiere, mi avvio verso l'altro lato del parcheggio, dove con le gambe incrociate e un sorriso soddisfatto mi sta aspettando Edward Gallagher, bello come non mai.
"Pronta?" mi fa tutto contento.
"Mh..." evito di aggiungere altro, anche perché l'ansia mi sta corrodendo.
Salgo in macchina e subito mi assale l'odore pungente del fumo, misto ad un deodorante per veicoli gusto menta. Mi viene da sorridere perché penso all'odore di pelle e di profuma ambiente alla vaniglia che invece regna nel Range Rover di Josh e a quanto anche questo possa essere un segno che contraddistingua l'uno rispetto all'altro.
Gallagher continua ad osservarmi divertito e io decido di rompere lo strano silenzio che si è venuto a creare.
"Allora, dove andiamo? Biblioteca?" propongo.
"Mh, veramente stavo pensando di studiare da me... ti va?" la butta lì come se niente fosse e a me va di traverso la saliva.
Lui sghignazza, mentre Rossella chiede i sali, stavolta per entrambe.
"Tutto okay?" domanda premuroso e io provo a ricompormi.
"Sì, sì certo." provo a dire, ma mi esce fuori una voce poco convinta.
"Mh, se per te è un problema, allora non preoccuparti, possiamo anche andare in biblioteca." cambia idea, quasi infastidito dalla mia reazione.
Perché mi ha riproposto la biblioteca? Perché devo essergli sembrata una poppante? Rossella me ne sta dicendo di tutti i colori e io non so cosa pensare.
"No, cioè, se per te non è un disturbo, certo... cioè andiamo da te, sì!" cerco di aggiustare il tiro, ma mi rendo conto da sola che sembro una disperata.
Rossella si batte una mano sulla fronte e immagino stia pensando alla sfiga di essere la coscienza di una folle come me.
Il capellone si accorge del mio nervosismo e si apre in un sorriso.
"Parli di disturbo a casa mia? Ma se è un porto di mare!" confessa e io un pochino mi rabbuio se penso a tutte le ragazze che salgono normalmente da lui. No, Claudia, stop! Non aggiungere ulteriori paranoie a quelle che già hai.
Cerco di ricambiare il sorriso che mi sta lanciando, anche se mi esce più una specie di strana smorfia.
Gallagher ingrana la marcia e attraversiamo Avenue C per prendere la 20esima. Sinceramente, mi aspettavo che abitasse più defilato e non così centrale.
Parcheggia con non troppa difficoltà, nonostante siamo praticamente in pieno centro e poi mi fa strada verso uno dei portoncini di legno scuro.
Non c'è l'ascensore e mi indica le finestre del 7imo piano.
Le scale sono strette e ci sono odori di cibo che impregnano l'androne, più saliamo e più l'odore si fa intenso. Eppure, mi piace. Mi sa di vera America e poi mi piace vedere attraverso questa finestra sul mondo di Gallagher.
Sono quasi a corto di fiato quando finalmente raggiungiamo l'appartamento che da direttamente alle scale.
Il moro infila le chiavi, dà un paio di colpi con la spalla e poi la porta finalmente si apre; mi cede il passo, indicandomi di entrare con la mano.
"Benvenuta nel mio posto felice!" mi fa e io sorrido.
All'appartamento si accede attraverso uno stretto corridoio ai cui due lati ci sono due lunghe librerie, che danno ancora più la sensazione di mancanza di spazio, il corridoio conduce in uno stretto cucinino, dove c'è una piccola finestra proprio sopra al lavello. I mobili beige contribuiscono a dare un'impressione di antico.
"Di qua c'è il salottino, lascia lo zaino sul divano." mi informa gettando la sua roba alla rinfusa, mostrandomi la stanza a sinistra della cucina.
C'è un tavolo a sei posti, un piccolo divano e una poltroncina, tutti scuri e dall'aria più che usata.
Faccio come mi ha indicato e mollo la cartella sul divano, poi mi tolgo anche il cappotto e la sciarpa.
"Posso mettere qui anche queste cose?" domando.
"Certo, buttali dove ti pare. Vuoi qualcosa da bere?" mi chiede aprendo il frigorifero nel cucinino.
"No, grazie, va bene così." e sistemo i libri sul tavolo, mentre prendo posto.
"Meno male perché avrei potuto offrirti solo birra!" afferma con sincerità e io sghignazzo.
"Così invece di scrivere le derivate facciamo le divisioni a una cifra!"
"Naaaaah, reggo bene l'alcool." e fa il gesto con la mano come a minimizzare.
"Beato te! Io parto con una Corona!" confesso e subito dopo arrossisco.
"L'avevo detto che eri una ragazza perfetta: non fumi, non bevi, vai bene a scuola..." fa la lista tenendo i punti con le dita e io mi sento ancora più imbarazzata.
"Insomma, credi che sia una ragazzina!" affermo ad alta voce. Voleva essere un pensiero, eppure mi è scappato. Rossella ormai ha finito le parole, forse comincerà ad insultarmi in altre lingue e io mi mordo il labbro.
"No," dice e mi fissa intensamente, lanciandomi uno dei suoi famosi Gallagher-look e vorrei scomparire. "Sei molto giudiziosa e va bene così." conclude affabile.
"E' noioso essere giudiziosa!" continuo non riuscendomi a dare un freno.
"Dipende da quanto riesci ad esserlo, se ogni tanto allenti un pochino il tuo lato troppo preciso, credo che possa essere meno noioso..." e mi fissa con quei suoi occhi scuri e profondissimi. "Se non sbaglio avevamo detto che ti avrei insegnato un po' di arte cazzuta?" e si gratta il mento.
Io annuisco.
"Bene, allora cominciamo: oggi non si studia! Facciamo tutto quello che ti pare, tranne studiare!" mi fa tentatore e io deglutisco.
"In che senso?" chiedo sconvolta.
"Facciamo qualsiasi altra cosa, perciò, cosa vorresti fare Claudia?" riformula la domanda in un tono sensuale e io vado in tilt per qualche secondo.
Rossella si alliscia il vestito.
"Mi fai vedere la tua camera?" e la damigella riflette la mia espressione interiore, aprendosi in una 'O' sul volto.
Eddie sorride, si alza e mi tende la mano.
"Vieni."
Gliela afferro, cercando di ignorare i brividi che quel contatto mi provoca, e mi lascio portare nella direzione opposta al salotto, dove ci sono due porte. Lui gira la maniglia di quella a destra.
"Benvenuta nella mia camera." accende la luce, nonostante ci si veda ancora fuori e capisco come mai; i mobili sono ancora più scuri di quelli della cucina e l'appartamento, essendo incastrato tra tre palazzi non ha molta luce.
Al centro della stanza c'è un letto matrimoniale con le lenzuola e la coperta grigia e nera sottosopra, sotto alla finestra c'è una scrivania piena di libri, quaderni aperti e innumerevoli penne, alcuni vestiti sono ammucchiati al di sotto di essa e al lato a sinistra c'è un piccolo armadio a due ante.
Sospiro e mi mordo il labbro se penso a lui tra quelle coperte, senza contare il fatto che immagino le numerose visite che quella stanza e quel letto hanno subito. Ripensandoci, forse non è stata un'idea così brillante. Mi mordo l'interno della guancia per evitare che il mio viso rifletta il mio disagio interiore.
"Ti chiedo scusa, ma la signora delle pulizie è in ferie." scherza lui, mentre prova a sistemare il macello sotto la scrivania, buttando tutti i panni sulla sedia.
Ridacchio perché io faccio lo stesso; la sedia della mia camera è la succursale del mio guardaroba!
"Camera mia sta messa più o meno come la tua!" ammetto.
"Mh, davvero?" si gratta la testa.
"Sì, l'unica differenza sono i libri che io tengo impilati in maniera maniacale!" rivelo e lui ridacchia.
Prova a sistemare anche le lenzuola e a rifare il letto alla bell'e meglio.
Mi metto al lato opposto e con la mano gli chiedo di passarmi un capo delle lenzuola, lui rimane un attimo interdetto, ma poi me lo lancia incuriosito.
Lo aiuto a rifare il letto e solo allora noto tre cose che mi erano sfuggite a prima vista: il portacenere ricolmo di mozziconi di sigarette fuori dalla finestra, una foto di una donna bellissima e una chitarra appoggiata al lato del letto.
Vorrei chiedergli in proposito di tutte e tre, ma poi la curiosità di conoscere l'identità della bellissima donna bionda ha il sopravvento.
"Chi è lei?" lo interrogo mentre mi siedo timidamente ai piedi del letto.
"E' mia mamma!" e nel rivelarmelo ha un tono sofferente.
"E' bellissima!" continuo, incapace di trattenermi.
"Sì, lo è davvero!" sospira.
Capisco l'antifona ed evito di continuare a parlarle, anche se vorrei dirgli che le somiglia molto, soprattutto dagli occhi così scuri e profondi, ma non vorrei essere troppo indelicata nell'ostinarmi a sostenere una conversazione che apparentemente sembra farlo stare male, perciò mi mordo la lingua.
Eddie si butta sull'altra parte del letto, opposta a dove mi trovo io e si accende una sigaretta. Io rabbrividisco.
"Allora, ora che hai visto la mia camera che te ne sembra?"
Sorrido.
"Un gran casino! Come te d'altronde!" e gli faccio la linguaccia.
"Ah, grazie, eh?" e mi lancia uno dei suoi famosi sorrisi sghembi che gli arrivano agli occhi e glieli illuminano.
"Suoni?" chiedo, indicando con un cenno la chitarra.
"Ogni tanto, mi rilassa." e alza le spalle.
"Che genere suoni?" faccio incuriosita.
"Per lo più rock melodico. Ma non sono granché, eh?" e butta fuori il fumo, rendendomi ancora più difficile concentrarmi nel sostenere una conversazione senza sembrare ulteriormente una bamboccia.
"Suonami qualcosa." propongo.
"Scherzi? Non suono da una vita davanti a qualcuno!" confessa.
"Allora credo sia arrivato proprio il momento di farlo." proseguo, sempre più convinta.
"Nahhhhh..." e minimizza con la mano.
"Ma non mi avevi detto che avremmo fatto tutto quello che mi pareva? Ecco, allora fai il bravo, e fammi sentire qualcosa." lo combatto con le sue stesse armi.
Sono molto soddisfatta di me e anche Rossella mi mostra i segni della sua approvazione, mentre Eddie ha lo sguardo saettante e capisce di essere stato fregato al suo stesso gioco. Perciò, sospira e si protende per prendere la chitarra.
"Sarà anche mezza scordata..." e gira le palette per provare un po' di accordi. Dopo poco tempo sembra aver ripreso confidenza con lo strumento e io lo osservo sempre più rapita.
Strimpella qualche nota e la riconosco subito.
"All you need is love!" faccio decisa.
Lui sorride e la canticchia leggermente.
"Cos'è la canzone del rimorchio?" domando non riuscendomi a trattenere. Rossella mi guarda sconvolta e lui ridacchia.
"Naaaaaahhh," e fa un cenno con la mano, "Se voglio rimorchiare suono questa." fa sicuro e riconosco anche gli altri accordi, di una delle mie canzoni preferite, tra l'altro, Wonderwall degli Oasis. Sono sconvolta se penso che rimorchi con uno degli inni del mio cuore e devo avere una faccia truce, perché lo becco a fissarmi sempre con quel sorriso spavaldo.
"Cos'è? Non ti piace Wonderwall, Claudia?" mi fa ammiccante.
"No!" mento e sono anche tentata dall'incrociare le braccia. Lui ridacchia.
"Allora non mi hai ascoltato?" mi ricorda, "Ti ho detto che non suono davanti a qualcuno da tempo ormai!" ribadisce, poi si posiziona meglio. "Okay dai, se dovessi rimorchiare, mettiamo caso te, suonerei tipo questa!" e mi lancia uno dei suoi sguardi da incendiare l'oceano Atlantico e io deglutisco rumorosamente sentendomi k.o. Rossella ha avuto un mancamento ed entrambe non credo ci riprenderemo presto.
Lui sorride a questa mia incapacità momentanea a parlare e inizia a cantare la canzone che per me è come una lenta e sensuale agonia.
"I wanna be your vacuum cleaner
Breathing in your dust
I wanna be your Ford Cortina
I will never rust
If you like your coffee hot
Let me be your coffee pot
You call the shots, babe
I just wanna be yours"
⚠️ATTENZIONE⚠️: quest'opera è protetta da copyright © - sono vietati plagi, anche in modo parziale.
***
ciao a tutt*,
capitolo lunghetto, ma non aveva senso spezzarlo, inoltre volevo troppo arrivare alla canzone ** che ne dite? vi piace? ** pensate come deve sentirsi la nostra Claudia con Eddie che gli canta I wanna be yours <3 io sarei morta :DDDDD
ps vi lascio la versione cantata per una radio francese dove Alex Turner da il meglio di sé *-* <3 adoro questa versione e adoro i suoi occhiali <3 :DDD
pps. se la storia vi sta piacendo vi chiedo di votarla con una stellina, grazie **
effy
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