10.
Quando mi sveglio al mattino seguente sembra come se non avessi dormito affatto; ho avuto ripetuti incubi su Sam che arresta Gallagher e Andy, mentre il preside Tipps fa i complimenti a me e Josh perché sappiamo parlare bene in tedesco (?!).
Così, per una volta, apro gli occhi ben prima della sveglia.
Scendo giù in cucina mentre ancora la mia famiglia dorme e comincio a prepararmi il caffè - mi piace questa luce particolare del mattino presto.
Essendo una dormigliona non mi capita spesso di vederla, ma mi ha sempre affascinata – la città che non dorme mai sembra più tranquilla alle prime luci dell'alba.
Accendo la macchinetta e preparo il filtro. Prendo una tazza pulita dalla lavastoviglie e verso un po' di liquido nero al suo interno, mentre mi avvio verso la sala da pranzo.
Comincio a sorseggiarlo, cercando di soffocare il primo impulso di gettare tutto nel lavandino – nonostante i diversi mesi nel nuovo continente non riesco proprio ad abituarmi a bere il caffè così allungato (una delle tante cose!), poi apro la scatola dei biscotti al burro e ne sgranocchio un paio mentre rimugino sulle parole che Sam ha detto a cena a me e ad Andy, la quale è venuta per conoscere i dettagli della mia conversazione con Gallagher in caffetteria.
" "Ragazze state in campana... nel vostro liceo ci sono un sacco di ragazzi poco affidabili."
"A chi ti stai riferendo? Peter Walsh ha fatto qualche nome? " gli avevo domandato preoccupata.
"No, purtroppo! Quel ragazzo è rimasto muto come un pesce durante tutto l'interrogatorio!" mi aveva risposto lui, facendomi trarre un sospiro di sollievo. "
Sono sicurissima che c'entri anche Gallagher nella rissa per via del sopracciglio spaccato e dell'espressione sul suo volto quando gli ho accennato alla della faccenda di Peter. Inoltre, nel parcheggio mi ha rivolto uno dei suoi sguardi siberiani prima di andarsene.
Ripensare a quei momenti mi fa venire la solita ansia. Sospiro e rimetto a posto i biscotti. Non riesco a capire cosa mi sta succedendo in questi ultimi giorni; mi capita sempre più spesso di pensare a Gallagher e addirittura di preoccuparmi per lui.
Comincio a temere che la me romantica stia dando un po' troppo retta alla vocina di Andy che convince il mio ego che Gallagher sia interessato a me. E' tutta colpa sua, maledetto! Ma perché non ha continuato ad ignorarmi così come ha sempre fatto? Forse ha ragione Josh a detestarlo così tanto...
Proseguo nel pensare a queste cose quando percepisco dei passi scendere le scale ed entrare in cucina. Per evitare di subire il terzo grado me ne sgattaiolo di sopra prima che entri qualcuno in sala. Mi chiudo in bagno e mi fiondo sotto la doccia, sperando che l'acqua aiuti i miei pensieri a calmarsi un pochino.
Dopo un quarto d'ora trovo il coraggio di uscire dalla doccia. Mi vesto con cura – i miei immancabili jeans neri strappati alle ginocchia, il dolcevita nero e sopra una camicia a quadri rossi e neri lasciata aperta, e ai piedi le Timberland classic boats.
Mi reco di sotto e sia mamma che Sam cominciano a lanciarmi occhiate stupite perché troppo meravigliati della mia strana puntualità. Aspetto pazientemente che lo sceriffo finisca la sua colazione, poi saluto mamma e Nico e, senza protestare, salgo in macchina.
Credo che il compagno di mia madre sia di cattivo umore stamattina, perché non apre bocca per tutto il viaggio e io non faccio nulla per rompere quest'inaspettato, ma gradito, silenzio.
Come sempre gli dico di lasciarmi prima dell'entrata, ma stavolta non ci sono motociclette a seguirmi. Sospiro ed entro nel parcheggio, mi guardo un po' intorno ma senza trovare traccia di nessuna faccia amica, né di occhi scuri e profondissimi.
Spingo il portone d'entrata della scuola e corro con lo sguardo all'armadietto di Andy. La individuo assieme a Josh e mi incammino verso di loro.
'Buongiorno.' li saluto.
'Chi non muore si rivede!' esordisce Josh.
'Dai Josh, piantala!' gli fa Andy, dandogli una gomitata.
'Scusa ce l'hai con me?' gli domando.
'No, assolutamente. È che vorrei capire come mai all'improvviso prendi e te ne vai a parlare con quello spaccone di Gallagher...' mi chiede spiazzandomi.
'E' una storia un po' complicata...' non so perché, ma non ho voglia di raccontargli la faccenda di Peter Walsh e dei miei sospetti.
Mi fido del mio amico ma ce l'ha troppo con Gallagher e la sua gang per riuscire ad essere lucido in questa faccenda.
'Addirittura! Ora hai segreti da condividere con Gallagher e non con me?' prosegue sempre più scandalizzato.
'Dacci un taglio Josh! Claudia lo ha beccato qualche giorno fa dal preside e allora gli stava chiedendo com'era andata.' mi coprì l'altra.
Deve avermi letto nel pensiero e per questo le lancio un'occhiata di gratitudine.
'E tu che ci facevi da Tipps??' mi chiede il moro, con una faccia sempre più sconvolta.
Merda, non gli ho detto nulla nemmeno a questo proposito. Sto cominciando a nascondergli un po' troppe cose e un po' mi dispiace.
'Mi ha salvato il culo!' interviene la bionda al posto mio.
'Andrea Carole Stevens!' sono sconvolta e mi porto una mano alla bocca.
Il moro sembra come aver ricevuto un cazzotto in pieno volto.
'Che state dicendo???' è sempre più incredulo.
Così, velocemente, lo aggiorniamo su tutta la faccenda avvenuta durante biologia. Al che sembra tranquillizzarsi un pochino.
'Ok, scusa Claudia. Devo esserti sembrato un po' brusco.' mi confessa, dandomi un bacino sulla guancia. Il secondo in due giorni.
Stevens si intristisce e proprio in questo esatto momento si trova a passare anche Gallagher, che immagino abbia assistito a tutta la scena. Ad ogni modo, lo ignoro e continuo a chiacchierare con i miei amici.
Al drin della campanella ci separiamo: Andy va in classe di diritto e io e Josh in palestra.
Siamo in attesa del coach quando dopo un paio di minuti entrano Gallagher, Peter Walsh e un altro membro della banda dei teppistelli.
<Questa è una persecuzione!> penso.
Appena li noto mi volto dall'altra parte.
Arriva anche il prof che ci chiede di dividerci: le ragazze sul lato destro della palestra e i ragazzi su quello sinistro. In questo modo noi ragazze avremo la parte con la rete per la pallavolo e gli altri quella con i canestri per il basket.
Saluto il mio amico e mi incammino verso lo spogliatoio femminile. Impiego un po' di tempo per mettermi la tuta perché non ho il coraggio di togliermi di dosso questi vestiti così caldi.
Dopo un po' mi faccio coraggio e mi cambio.
Sto uscendo dagli spogliatoi, quando una voce che riconoscerei tra mille mi fa sobbalzare.
'Ce ne hai messo di tempo, eh?' è Gallagher.
Decisa ad ignorarlo a causa del suo comportamento del giorno precedente, tiro dritta, fino a che non mi sento tirare per un braccio.
Nonostante la temperatura esterna tendente allo zero mi sento ribollire nel punto in cui la sua mano sta stringendo la mia pelle.
'Che fai? Sei pazzo?' gli chiedo, cercando di divincolarmi.
'E tu non mi saluti nemmeno.' mi risponde, liberandomi dalla sua presa.
'Se ci tieni tanto. Ciao.' continuo a camminare.
'Solo ciao? Non "Ciao Eddie, come stai?"' mi domanda sorridendo.
'I tuoi cambiamenti di umore rischiano di farmi diventare bipolare come te!'
'Bipolare, eh? Ancora non me l'aveva mai detto nessuno. Vabbè, mi sta bene. Non accetti passaggi in moto, non mi saluti, mi chiami bipolare. Sei una ragazza strana, ragazza.'
Si appoggia alla panca vicino alla porta con un sorriso stampato sulle labbra.
Provo a fare del mio meglio per ignorarlo e per evitare di guardarlo negli occhi. Vorrei che la smettesse di parlarmi, ma allo stesso tempo vorrei anche continuare a conversare con lui. Oddio, che la bipolare in fin dei conti sia diventata io?
'Grazie della strana. Adesso, se non ti dispiace devo andare a giocare una partita.' sono le uniche parole che riesco a pronunciare.
'Guarda che strana per me è una cosa bella. Vuol dire che sei diversa dagli altri' si giustifica.
Poi aggiunge, 'Ti sei offesa?'
Non gli rispondo.
'Non prendertela, ragazza! A proposito come ti chiami?' mi domanda sorridendo.
'Continua a chiamarmi ragazza!' gli rispondo a tono e mi affretto a raggiungere gli altri lasciandolo basito.
Sono una vera schiappa a giocare a pallavolo già di mio, poi con le parole della conversazione appena trascorsa, che continuano a ronzarmi in testa, la concentrazione diventa davvero pari allo zero.
Non riesco a capire come mai lui alterni momenti di odio nei miei confronti a momenti di, come definirli? Tentativi di fare amicizia?
Sono molto confusa e la me romantica interiore che indossa il vestito verde fatto con le tende alla RossellaO'Hara comincia già a volteggiare e a fare le piroette.
Non so quante pallonate mi becco, ma mi convinco di meritarmele tutte.
<Stupida Rossella! Smettila di pavoneggiarti e di assecondare i pensieri assurdi di quella matta di Andy.> penso.
Forse Gallagher vuole solo farsi perdonare per ieri o sapere qualcosa in più su Peter Walsh. Sì, deve essere questo.
Mentre mi reco a seguire le prossime classi cerco di tenere a bada la Rossella nella mia testa, che si sta scatenando, e di provare invece a far prevalere i pensieri che mi tengono ancorata alla realtà – Gallagher sta con la biondona e l'unico interesse che potrebbe provare nei confronti della sottoscritta potrebbe essere per il mio ruolo di amica/spia/infiltrata della polizia.
Cerco di calmarmi, provando a razionalizzare.
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Ciao a tutt*,
ancora scusatemi per il ritardo nel postare, ma davvero queste ultime settimane sono super intense di impegni...
Anyway, spero che la storia vi stia piacendo e appassionando quanto me nello scriverla **
Che ne pensate dell'interazione tra i nostri due eroi? **
e che mi dite della Rossella nella testa di Claudia? Voi la assecondereste oppure la fareste arrabbiare come fa la nostra protagonista? :DDD
Fatemi sapere tutte le vostre opinioni, su questa storia che sapete che adoro leggervi **
Inoltre, se vi va, lasciate una stellina per supportare la storia **
Grazie ** <3
Effy
ps: canzone dei The Strokes che mi sembra super adatta per quello che sta provando Claudia, se non la conoscete, provate ad ascoltarla, la adorerete <3
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