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Saint Valentine «Ti è piaciuto?» | Present(?)

Nota: vi ricordo che questa è una raccolta di One-Shot (storie auto conclusive) quindi non ha a che vedere con le precedenti.

Mi svegliai dopo una pessima nottata è appena mi alzai dal letto per poco non scivolai sul piumone quasi a terra. Mi stiracchiai e sbadigliai almeno tre volte.
Già si prospettava un'ottima giornata!
Dopo una buona mezz'ora dal mio risveglio mi ricordai che giorno fosse. San Valentino. Accesi il cellulare con l'intenzione di inviare un messaggio alla mia ragazza ma subito vidi la notifica di un messaggio da parte sua.

"A letto un würstel da più soddisfazioni di te. Buon san valentino Yuri Plisetsky, io ti mollo."

Mi sentii come se il mondo mi fosse crollato addosso. Dopo sei mesi di relazione mi stava realmente piantando in asso -IL GIORNO DI SAN VALENTINO- per quello?
Era uno scherzo.
DOVEVA esserlo.
Provai a contattarla su whastapp ma mi aveva bloccato.
Provai con un messaggio normale ma mi aveva bloccato anche lì.
Provai a chiamarla ma la situazione non cambiò.
Provai su Twitter e altri social ma niente.

Ero stato davvero piantato in asso.
A San Valentino.
Dopo sei mesi di relazione.
Con un messaggio.
L'unica cosa che riuscii a fare fu rimettermi sotto le coperte, nascondendo la faccia sul cuscino cercando di addormentarmi di nuovo. Magari per sempre questa volta.

Stranamente riuscii subito a prendere sonno e al mio risveglio ero come frastornato. Come se non avessi dormito affatto e i ricordi del mio primo risveglio erano confusi e più cercavo di pensarci, più era come se li dimenticassi.
E se fosse stato tutto un sogno?
Controllai sul cellulare.

No.
Non era stato un sogno.
Era tutto vero.
Di nuovo mi sentii super depresso. Guardai l'orologio: le 2.
Decisi di andare a mangiare anche se era l'ultima cosa che volevo fare, ma anche quel giorno avevo allenamenti e se mi fossi presentato a stomaco vuoto avrei potuto farmi male sul serio.
Ci misi praticamente un'ora e mezza a mangiare ma almeno avevo mangiato in giuste quantità.
Appena mi alzai dal tavolo andai subito a prepararmi per gli allenamenti.
Questi ultimi sembrarono quasi più duri del solito (forse perché Yakov odiava quella ricorrenza?) ma forse era solo una mia impressione. Ad un certo punto, distrutto, decisi di fare una pausa. Quindi uscii dalla pista e rimasi un po' negli spogliatoi a controllare il cellulare.
Come dal nulla spuntò Mila che mi fece prendere un colpo quando mi salutò

«Ehi Yuri!»

«MILA! Che ci fai qui? È lo spogliatoio maschile!»

«Lo so ma sapevo anche che eri l'unico è che non ti stavi affatto cambiando quindi che c'è di male?»

«Tsk»

«Sbaglio o sei più scazzato del solito eh?»

Era così evidente?
«Sarà una tua impressione»

«Ne ho viste più di te e riconosco questo sguardo: cuore spezzato?»

Sospirai. «Sì»

«Centro! Quando ti ha lasciato? Fino a ieri eri.."normale"»

«Stanotte. Mi ha inviato un messaggio dove mi mollava, messaggio che ho letto stamattina »

«Piantare un ragazzo a San Valentino? Questa sì che è crudeltà! Ehm per curiosità potrei leggere il messag-»

Non le feci neanche finire la frase che l interruppi «NO!»

«Okay. Come preferisci. Hai provato a contattarla?» disse sedendosi a terra di fronte a me e mettendosi due dita sotto il mento pensante

«Sì ma mi ha bloccato come contatto sul cellulare e su ogni social possibile»

«Che comportamento infantile!»

«...già...»
"Ma sono più infantile io che ci sto male pur avendo capito che tipo di persona fosse realmente"

«Mi rende triste vederti così abbattuto... Uh IDEA!» urlò rompendomi quasi un timpano (data la distanza ravvicinata)

«Cosa c'è?! Perché hai urlato?!»

«Ieri ho visto un volantino vicino casa della mia amica. Pare che ci sia un DJ set di San Valentino in una discoteca vicino casa sua, ma a differenza dei soliti eventi di San Valentino dove puoi andare praticamente solo in coppia, qui l'entrata è libera. In tutti i sensi. Paghi solo quello che bevi. Perché non vieni? Mi hanno parlato molto bene anche dei DJ. Se ricordo bene uno di questi è conosciuto a livello internazionale!»

«Non è il mio tipo di serata»

«Ma l'hai almeno mai provato come "tipo di serata"?»

Centro
«...no...»

«E allora come fai a dirlo?! Dai vieni!»

«Non sono dell'umore...»

«E se ti dicessi che...» qui abbassò il tono della voce «ti permetterei di bere? Prenderei io qualcosa ma poi la darei a te. Ci stai?»

«In realtà...»

«Eddai non fare storie! Magari ti diverti anche! Ma non puoi saperlo se non provi!»

Sapevo che era una causa persa provare a tenerle testa. Eravamo entrambi molto testardi ma lei lo era molto più di me. Se si metteva in testa una cosa era finita.

Sbuffai
«E va bene...»

«Evvai! Allora dopo cena ti passo a prendere okay? Evitiamo di mangiare fuori, incontreremmo veramente tante coppiette e non ne ho la minima voglia»

«Ma tu non eri fidanzata?» riflettei

«Sì, ma è una relazione a distanza, quindi odio comunque le coppiette, ma per altri motivi»

«Ah...capito...»

«Torniamo ad allenarci prima che Yakov scateni ancora di più la sua ira su di noi poveri pattinatori?»

Risi debolmente e accennai ad un "sì"

Mentre pattinavamo pensai che Mila era una delle persone con cui mi trovavo bene. Quando ero con lei non dovevo fingere niente.
Non dovevo fingermi felice se non lo ero.
Non dovevo fingermi dolce se non lo ero.
Non dovevo fingermi forte se non lo ero.
Sapevo che lei non mi avrebbe mai giudicato. Come fanno i veri amici. Anche se per me lei era quasi una sorella maggiore, di quelle che sanno dare ottimi consigli, capiscono tutto da un solo sguardo ma che fanno anche dei dispetti.
Appena finito l'allenamento vidi Mila al telefono e la raggiunsi

«Pronto? Ciao Amore~ auguri. Sai mi manchi tantissimo... Cosa faccio stasera? C'è una serata in discoteca mi pare di avertene parlato ieri... Sì alla fine ho deciso di andarci. Devi uscire? Okay~ ci sentiamo stasera? Va bene~ A dopo. Ciao»

Feci per chiederle se era il suo ragazzo ma poi cambiai idea. L'aveva chiamato amore e gli aveva fatto gli auguri. La risposta era fin troppo ovvia.
Raccolsi le mie cose e andai, deciso a farmi una doccia calda, lunga e rilassante prima di andare a mangiare.
Mentre l'acqua scorreva anche delle lacrime salate iniziarono a rigarmi il viso. Era da quella mattina che volevo sfogarmi ma, pur sapendo che Mila non mi avrebbe giudicato se avessi pianto davanti a lei (anzi mi avrebbe consolato), c'erano comunque gli altri e non mi sembrava opportuno.
Venti minuti dopo uscii dalla doccia, misi dei vestiti a caso, mi asciugai i capelli e andai a cenare. È stato tristissimo cenare da solo a San Valentino ma i miei genitori si erano concessi una serata fuori da soli.
Finito di mangiare mi cambiai per andare in discoteca ma, non sapendo cosa mettere, ci misi un'eternità a decidere e optai per un completo qualsiasi (in fondo con solo quelle luci intermittenti chi avrebbe fatto caso a cosa avessi indosso?): pantaloni neri, maglia con una tigre stampata, giacca felpata leopardata e scarpe del medesimo colore e medesima fantasia della giacca. Feci appena in tempo ad allacciarmi le scarpe che Mila mi chiamò per dirmi che era sotto casa e mi stava aspettando.
La discoteca non era affatto lontana ma c'era molta confusione. Per fortuna però la fila era scorrevole. Mentre eravamo in coda vidi Mila mettersi le mani davanti alla bocca e spalancare gli occhi. Mi voltai nella direzione in cui lei stava guardando e vidi una ragazza avvicinarsi e man mano accelerare il passo finché non saltò letteralmente addosso a lei ed entrambe caddero a terra.

«Sara?! Cosa ci fai qui? Come sei venuta? Perché?»

La ragazza dai capelli corvini rise
«Mi aspettavo più un "mi sei mancata" ma va bene. Buon San Valentino» disse baciandola a fior di labbra.
Stavolta fu sul mio viso che spuntò un'espressione stupita.
Mila era fidanzata con una ragazza?

«Certo che mi sei mancata Sara! Ma... Potresti farmi alzare ora? Mi stai schiacciando»
La ragazza si alzò ridendo e scusandosi.
Mila, vedendo il mio sguardo stupito, scoppiò a ridere

«Che c'è?»

«Niente... Sapevo che eri fidanzata, ma credevo lo fossi con un ragazzo»

«E cosa c'è di male?» si intromise l'altra

«Nulla, nulla... Solo... Non me lo aspettavo ecco. Piuttosto, mi toccherà fare il terzo incomodo tutta la serata?»

«Se vuoi sì, sennò accetta la mia proposta di prima. Ti compro qualcosa e stai sulle tue»

Tentennai. Dopo qualche secondo, forse di troppo, decisi. Ogni tanto ci sta fare qualche cazzata no?

«Vada per la seconda»

«Agli ordini~»

La fila durò fortunatamente pochi minuti e così anche il mio disagio. È tremendamente brutto essere il terzo incomodo. Specialmente se si è appena stati mollati.

Appena entrati la musica era già oppressante cercai subito il bar con gli occhi e per fortuna lo trovai. Lo indicai a Mila e lei mi fece segno di aspettare. Dopo qualche minuto tornò e mi disse parole che non sentii. Il volume era decisamente tropo alto. Lei lo capii quindi prese il cellulare, e scrisse sulle note quello che voleva dirmi

«Mi sono messa d'accordo con il tizio al bancone e tutti i drink hanno lo stesso costo. Ne potrai prendere massimo 3 e a fine serata te lo pagherò io. Divertiti ;) »

Notai che il barman ci stava fissando, probabilmente per capire chi avrebbe dovuto prendere quei drink. Salutai Mila con la mano mentre mi faceva capire a gesti che mi avrebbe poi chiamato quando saremmo dovuti tornare e mi avviai verso il bancone.

«Cosa prendi»

«Fai tu. Non mi importa»

«Sai che non ti sarebbe permesso bere a quest'età? Ringrazia la tua amica poi»

«Certo...»

Iniziò a mettere diversi alcolici nello shaker e nel frattempo continuò a parlare

«Solo a San Valentino?»

«Già »

«Se possibile potrei sapere il perché? Relazione a distanza?»

«Mi hanno troncato in asso. Stamattina »

«Cavolo. Questa sì che è una cosa stronza da fare! Ehi ragazzo, sai che ti dico? Un altro drink te lo offre la casa.» disse sorridendo mentre versava il contenuto azzurrino in un bicchiere.
Li bevvi tutti e quattro nel giro di niente e sin dopo il primo mi sentivo la testa leggera e avevo piuttosto caldo. Mi alzai e decisi di andare in pista. In quello stesso momento il Dj fece una specie di annuncio

«E ora la console passa a Otabek Altin! Venuto direttamente qui dal Kazakistan!» successivamente un urlo complessivo e la musica riprese. Questa personalmente la preferivo alle precedenti senza alcun motivo. Magari era solo l'effetto dell'alcol pensai.
Più il tempo passava e più mi scatenavo in pista.
Canzone dopo canzone.
Non ero un tipo da discoteca ma mi piaceva mettermi in mostra a dirla tutta.
E l'alcol non faceva che peggiorare questa mia già pessima abitudine. Dopo un tempo che a me sembrò minimo, ma che probabilmente non lo era iniziai a sentire realmente caldo.
Tanto che mi tolsi la giacca e (probabilmente sempre per il mio vizio di mettermi in mostra) la lanciai in un punto indefinito che si rivelò poi essere la console anche se fortunatamente avevano appena staccato la musica (un altro cambio di DJ?).
Vidi il ragazzo che fino a poco prima era alla console che guardò prima la giacca, poi nella direzione da cui era venuta e dopo ancora sembrò che stesse fissando proprio me. Il ragazzo che prima aveva annunciato Otabek (si chiamava così?) annunciò il dj successivo e disse che sarebbe anche stato l'ultimo. Per non so quale motivo decisi di mettermi più avanti, dato che prima ero circa a metà pista, ma arrivato tra le prime file sentii qualcuno che mi tirava per un braccio. Non capii chi fosse e dove mi stava portando finché non mi ritrovai praticamente schiacciato al muro, sovrastato da un ragazzo dalla pelle ambrata, i capelli e gli occhi neri che indossava vestiti del medesimo colore, che mi bloccava al muro. Era il dj di prima, quello che mi guardava. Otabek

«Sei tu Yuri Plisetsky?»

«Sì ma chi sei tu e cos-»
Non feci neanche in tempo a finire la frase che mi ritrovai le sue labbra sulle mie, che le carezzavano gentilmente. Un bacio a fior di labbra che poco dopo si approfondì, diventando più passionale e meno casto. Io ero come paralizzato ed era solo la sua lingua a cercare la mia per poi trovarla, intrecciarsi con lei e muoversi in una danza senza accompagnatore. Andammo avanti così per poco, poi io mi "sbloccai" e cercai di ricambiare in qualche modo il bacio, ma ero ancora alle prime armi. Sinceramente non saprei spiegare il motivo per cui decisi di ricambiare quel bacio, forse per colpa dell'alcol, forse perché lui aveva un sapore così dolce, forse volevo solo sfogarmi dopo essere stato lasciato. Fatto sta che ricambiai per quanto potessi quel bacio e rimanemmo così per un tempo che mi parve infinito e che non volevo finisse mai. Poco dopo vidi che le mani del ragazzo scesero fimo ai miei fianchi e mi sollevarono. D'istinto gli cinsi la vita in le gambe per un maggior equilibrio. Senza staccarci, mi portò in una specie di camerino. L'unica cosa che notai fu un tavolo, con una sedia e vari trucchi e specchi. Per il resto era probabilmente vuota. Attraversata la soglia, chiuse la porta alle mie spalle e mi ci fece appoggiare mentre con un rapido gesto la chiuse a chiave. Successivamente infilò una mano fredda sotto la mia pelle che stava andando a fuoco e ad ogni tocco, tremavo leggermente ma era una sensazione piacevole. Con le dita percosse lentamente tutto il petto per poi soffermarsi su un capezzolo con cui giocherellò, scatenando in me una miriade di sensazioni, sia conosciute che nuove. Quella che prevaleva su di tutte era il caldo asfissiante, seguita dalla testa leggera. Mentre lo torturava fui costretto più volte a staccarmi dalla sua bocca per gemere, ma puntualmente lui mi mordeva il labbro e poi se ne riappropriava. Appena finì con il capezzolo, solleticò di nuovo il mio petto con le dita con una lentezza estenuante. Arrivato alla cintura dei pantaloni fui costretto a cambiare posizione per qualche istante, finché non mi liberai di tutti gli indumenti della parte inferiore e quando lo feci, un sospiro involontario uscì dalla mia bocca, poi ritornai alla posizione di prima. Otabek invece si limitò ad abbassare leggermente i pantaloni e si avvicinò di più a me cosi da potermi sorreggere con una sola mano. Con l'altra mi carezzò leggermente il fondoschiena mentre poi infilò un dito dentro. Era una sensazione stranissima e mai provata prima e mi iniziai ad abituare solo quando iniziò a muovere il dito. Ma rimaneva una sensazione strana. Successivamente infilò anche un secondo dito e come per il primo iniziò a muoverlo. Dopo ciò, tolse entrambe le dita, mi rimise la mano sul fianco per sorreggermi e lentamente entrò dentro di me con il suo membro. Era una sensazione ancora più strana, lui era caldo e lo sentivo pulsare mentre i miei muscoli di rilassavano e si contraevano per adattarsi. Subito dopo avevo già raggiunto il culmine, ma il corvino continuò e appena entro completamente inarcai la schiena in un misto tra dolore e piacere. Pochi istanti dopo iniziò a muoversi, a volte usciva completamente per poi rientrare di nuovo e istintivamente iniziai a pompare il mio membro adattandolo al ritmo delle spinte finché non raggiunsi l'orgasmo una seconda volta, stavolta quasi nello stesso momento dell'altro ragazzo.

Pochi minuti dopo ci rendemmo conto che le magliette di entrambi erano completamente sporche, quindi ci liberammo di esse e io rimasi con solo la giacca e null'altro sotto. O almeno finché l'altro ragazzo non mi lanciò una maglietta pulita

«Mettila, o ti prenderai un raffreddore. »

Feci come mi aveva detto e fui felice di notare che quella maglietta aveva il suo stesso odore. Feci per prendere il cellulare per capire che ore fossero e se mi aveva già chiamato Mila ma crollai poco dopo

Al mio risveglio ero in un letto da una piazza e mezzo con Otabek accanto e senza maglietta.

«Dove sono?»

«Nella casa che ho affittato qui in Russia»

«E chi mi ha portato qui?»

«Io»

«E perché lo hai fatto?»

«Perché ieri dopo aver fatto sesso con me ti sei addormentato»

«Quindi ho dormito qui?»

«Sì»

«Ommiodio! Dov'è il mio cellulare?» nella tua tasca, su quella sedia» lentamente mi alzai e andai verso la sedia indicatami, o meglio l'unica della stanza, e subito vidi la notifica di un messaggio da parte di Mila.
"Sono morto" pensai
Ma mi dovetti ricredere

«Spero ti sia piaciuto il dj set... O dovrei dire il Dj? ;) non ti preoccupare, ho detto ai tuoi che dormivi da me oggi~ Hai cambiato idea sul tuo San Valentino di quest'anno?»

"Decisamente" pensai

«Otabek...?»

«Sì?»

«Vorrei chiederti una cosa, nonostante fossi piuttosto ubriaco ieri, ricordo perfettamente tutto ma... Precisamente come siamo finiti a farlo ieri?»

«In realtà è stata un'idea di Mila»

«La conosci?»

«Sì, lunga storia. Dicevo, Mila mi ha detto che eri stato piantato in asso proprio a San Valentino e mi ha chiesto di "tirarti su" il morale. Per questo era abbastanza favorevole a farti bere, così ti saresti divertito senza freni inibitori» Nel frattempo si era alzato per poi risedersi ai piedi del letto

«E l'arrivo di Sara? Tutto calcolato anche quello?»

«No, quella è stata una vera sorpresa fatta da Sara a Mila»

«L'andare a letto con te quindi era calcolato?»

«Diciamo sì e no...»

«Capisco...»

«Ma almeno è stata un'idea gradita?»

Gli rivolsi uno sguardo interrogativo

«Almeno ti è piaciuto farlo con me? Nonostante neanche ci conoscessimo e io sia un ragazzo?»

Arrossii
«Un pochino»

Vidi che si alzò, mi prese il mento e mi baciò

«Ti è piaciuto?»

«Un po' di più»

Le nostre labbra si unirono ancora

«Ti è piaciuto?»

Sorrisi sghembo
«Forse»

Di nuovo il suo sapore mi invase

«Ti è piaciuto?»

«Non saprei»

Di nuovo mi baciò, ancora più intensamente di prima

«Ti è piaciuto?»

«È probabile»
E le nostre labbra si unirono ancora finché la risposta non divenne un "sì"

Nota autore
SONO TORNATA
con una OS di San Valentino arrivata in ritardo. Applausi!
No okay dai
Dovete volermi bene perché ho scritto 3000 parole di OS. Quando di solito attivo a 1.000/1.400 massimo
Giuro che all'inizio ero certa che non sarei riuscita a svilupparla-
Ma in un modo o nell'altro ce l'ho fatta!
Ora scompaio perché anche domani ho compiti e interrogazioni ed è tipo l'una di notte
Bye ~

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