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Si sedette al suo posto. Al contrario della colazione, a pranzo e a cena bisognava per forza sedersi al proprio tavolo. Di solito si sedeva lo stesso al tavolo di Will con scuse del tipo "ho un mandato medico per socializzare" "evoco scheletri se pranzo da solo" e cavolate del genere. Chirone gli acconsentiva di infrangere le regole ma non era di certo per quelle scuse stupide. Nico pensava che lo facesse perché era felice che avesse finalmente una vita sociale. In ogni caso si era seduto da solo al suo tavolo. Al massimo sarebbe venuto Will da lui. E se non lo faceva meglio. D'altronde era quasi affogato perché era troppo concentrato a pensare a Will che di trattenere il fiato.
"Guarda te se devo innamorarmi del mio opposto. Lui è bello, solare, intelligente, amichevole e sorridente. Io sembro morto e parlo coi fantasmi. Beh per ora il piano è... improvvisare. Verrà fuori un casino enorme ma non importa"
Will salutò Nico con una mano e andò a sedersi al tavolo di Apollo. Nico era un po' deluso che non si fosse seduto con lui, ma era anche sollevato.
Dopo che il pranzo era finito decise di andare ad allenarsi.
Colpì manichini nell'arena per tutto il pomeriggio. C'erano altre persone lì ma a lui non importava molto.
Decapitava, colpiva, fendeva e affondava la sua spada di ferro dello Stige nei corpi dei manichini.
Voleva allenarsi a combattere, dato che non poteva sempre contare sui suoi poteri, che gli toglievano molta energia. E inoltre cercava di migliorare un po' il suo fisico gracilino. E non solo per Will. Voleva guardarsi allo specchio senza dire "che schifo".
Era ormai tardo pomeriggio ed era sudato. Decise di finire l'allenamento e di andare a farsi una doccia.
"Dovrei anche accorciarmi i capelli. Sono troppo lunghi per i miei gusti. Dopo chiederó a qualcuno della casa di Afrodite di darmi una spuntatina. Chissà cosa ha fatto Will per tutto il pomeriggio. Probabilmente ha medicato le ferite di quella figlia di Nike che si era fatta male. Non ho ancora capito come abbia fatto a procurarsele"
I pensieri avvolgevano la mente di Nico mentre si lavava.
Quando ebbe finito aprì l'armadio per trovare qualcosa da mettersi. Prese dei jeans neri strappati è una maglietta nera con dei teschi disegnati.
Si mise un paio di anfibi e uscì.
Bussò alla cabina di Afrodite per chiedere se qualcuno riuscisse a tagliargli i capelli decentemente. Si offrì una ragazza dai capelli tinti di lilla di nome Isabelle.
<<Il mio sogno è di diventare una parrucchiera disse lei. Adoro i capelli. I tuoi sono molto belli. Il colore è fantastico. Nero nero. Forse sono un po' secchi ma basta uno shampoo nutriente o qualche maschera e saranno soffici come nuvole>>
Mentre gli dava una spuntata, gli parlava di capelli e altre cose che ha Nico non fregavano tanto ma non gli dispiaceva ascoltarla.
Quando ebbe finito aveva i capelli più corti, ma comunque spettinati come piacevano a lui.
Perfetti pensò.
Ringraziò Isabelle e uscì. Si avviò verso il refettorio perché ormai mancavano pochi minuti alla cena.
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Capitolo tranquillo
~Emma~
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