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Elizabeth, la troia della 4CE...

La visita dura un'ora e mezza.
Un'ora e mezza di noia assoluta.
Un'ora e mezza in cui la GutenMayer non perde occasione di riprendermi o mettermi in imbarazzo con Matty continuando le sue supposizioni; Avan non sembra farci troppo caso, anzi mi sorride dandomi la forza per non risponderle in malo modo.
Comunque dopo l'ora e mezza di visita guidata ci lasciano ancora un po' di tempo per girare il museo, così mentre le mie compagne scelgono di scendere al bar per un caffè io preferisco girare le sale sperando di restare un po' sola con Avan... ma come sempre la fortuna non è mai a mio favore, così mi limito a girare le stanze a caso annoiandomi nel guardare gli inutili segni di colore tracciati sulle pareti, fedele riproduzione dell'arte antica a leggere le decine di cartelli accanto ad ogni cosa.

-Mh... non ti piace proprio l'arte, vero?- la voce alle mie spalle mi fa sobbalzare, mi giro senza essere in grado di riconoscere chi sia.

-Hemsworth... io... era solo uno sbadiglio.- sbiascico sentendo le guance diventar rosse.

-Uno dei tanti.- risponde con un sorriso, si avvicina alla parete che stavo pigramente guardando, poi si gira ancora verso di me. -Ah, e chiamami semplicemente Liam... non son tanto più vecchio di te.- abbasso lo sguardo.

-Come preferisci.- lui sfiora la parete con le dita e chiude gli occhi, le sue spalle si abbassano con un respiro profondo... non dev'essere poi troppo apposto sto qui. Sto pensando di lasciarlo solo davanti la parete quando inizia a parlare a bassa voce, come se stesse sussurrando.

-È così affascinante.- apre gli occhi e guarda la parete.

-Se lo dici tu.- commento a denti stretti.

-No, dico davvero, ameresti l'arte se solo qualcuno te la facesse studiare nel modo giusto.- io aggrotto la fronte senza capire ciò che mi sta dicendo, con la testa indica la GutenMayer che scorre i  quadri alla parete al fianco di Avan.

-No, non penso sia questo il problema. Trovo l'arte la cosa più inutile dopo la scuola.- borbotto, lui fa un sorriso e poi si sposta dietro di me.

-Mh, vediamo se posso farti cambiare idea.- posa le mani sulle mie spalle spostando i capelli dietro la schiena. -Allora, guarda questa parete per una decina di secondi.- alzo gli occhi al cielo e faccio ciò che mi chiede. -Bene, ora chiudi gli occhi.- obbedisco incrociando le braccia al petto... mi sento così stupida. -Ora prova a immaginare: sei in una grotta, è forse primavera, un fuoco scoppietta davanti a te, non hai questi vestiti, no, hai una pelliccia addosso... dei bambini che giocano all'ingresso, tu che aspetti il tuo compagno di ritorno dalla caccia...-

Riesco a ricostruire ciò che mi ha chiesto, lo scoppiettio del fuoco, le grida gioiose di due bambini che giocano a rincorrersi. Poi ecco che arriva Avan, trascina un qualche animale, lo lascia all'ingresso e si china su di me per baciarmi le labbra. Non so a cosa mi serva, ma mi piace questo gioco.

-Ecco, ora apri gli occhi e guarda la parte... non è bellissima?- apro gli occhi e guardo la parete... è bellissima. Le impronte delle mani che prima sembravano segni casuali acquistano un altro significato, immaginare come dev'essere stato per quegli uomini disegnare tutto questo lo rende affascinante. -Ecco, è questa l'arte; a distanza di millenni trasmette ancora emozioni.- commenta Liam con soddisfazione vedendo la mia espressione decisamente cambiata.

-È diversa vista così.- concordo, ricambio li suo sorriso.

-Solo una cosa... come ti chiami?- borbotta grattandosi la nuca imbarazzato.

-Sono Elizabeth.- rispondo con un sorriso. -Elizabeth Gillies... ma chiamami pure Liz.-

-Bene, Liz.-

Passiamo l'ora successiva a girare le sale e ripetere lo stesso "gioco" davanti alle molte pareti, pensavo mi sarei annoiata molto di più, ma visti con Liam i quadri assumono un fascino incredibile.
Sono quasi triste quando ci radunano per uscire, Liam mi lascia con un sorriso avvicinandosi alla GutenMayer per discutere del pranzo, io mi avvicino alle mie amiche alle quali non è sfuggita l'espressione del moro.

-Uh... cos'è successo? Ci siamo perse qualcosa Elizabeth...- cinguetta Miranda spostandosi di lato per farmi entrare nel piccolo gruppetto.

-Io? No, assolutamente.- rispondo.

-Ah no? Perché a me sembra che qualcuno abbia un nuovo "amico"...- continua Janette mimando le virgolette con le dita, la fulmino con lo sguardo.

-Oh, andiamo ragazze... non potete pensare che ogni ragazzo che le passa vicino voglia scopare.- le ammonisce Ariana, mi rivolge un sorriso che ricambio riconoscente.

-No certo, però ammetti che è strano: prima Matty, poi il professor Jogia, ora Liam... bisogna ammettere che non se ne fa scappare uno.- commenta acida Victoria.

-Come scusa?- domando sbalordita dalla sua sfacciataggine.

-Victoria è solo gelosa, non voleva dire davvero quelle cose.- tenta di rimediare Ariana, si volta a guardare prima la mora alla sua sinistra e poi me. -Vero Vicky?-

-Si beh, non puoi negare che faccia la cascamorta con qualunque cosa respiri ed abbia tra le gambe un cazzo.- stringo i pugni, ora sta esagerando, non è vero.

-Non è colpa mia se Matty non ti vuole scopare!- sbotto, il mio tono dev'essere un tantino troppo alto, infatti attiro l'attenzione dei nostri compagni, compreso Matty che, sentendosi chiamato in causa, si avvicina.

-A si certo, e non è sempre colpa tua se non riesci a chiudere le gambe... povera cara: Elizabeth, la troia della 4CE... a no, scusa dell'intera scuola.-

-Rimangiati quello che hai detto.- ringhio, lei fa un sorrisino e scandisce:

-Dico.solo.la.verità.- faccio per tirarle un pugno in pieno muso, ma  il mio braccio viene fermato da Avan che mi prende per le spalle mentre la GutenMayer si mette in mezzo.

-Vi sembra il caso di urlare così? Abbiamo perso completamente il senno? I professori si assentano per qualche istante per discutere e voi vi prendete a pugni? Gillies, Justice, smettetela di comportarvi come animali!- gracchia la vecchia guardandoci glaciale da sopra gli spessi occhiali.

-Professoressa, lei ha iniziato... mi ha insultata! Ha detto che...- scoppia in un pianto falsissimo e inizia a raccontare la storia come se fossi stata io a darle della troia. La prof non dice niente, anzi il suo ghigno cresce ad ogni dettaglio che aggiunge Victoria per farmi sembrare più colpevole.

-Sst... sta calma.- sussurra Avan al mio orecchio senza lasciare la presa sulle mie spalle.

-Non ti preoccupare Justice, vedremo di trovare la giusta punizione per la Gillies. Questa volta una bella sospensione non te la toglie nessuno.- mi guarda con un sorrisino soddisfatto. -E neanche a te McKibben.-

-Mo che ho fatto ora?- borbotta Matty, effettivamente ora non c'entra nulla.

-Se c'è di mezzo lei ci sei sempre anche tu, non fare il finto tonto.- ribatte glaciale, Matty fa una smorfia ma poi alza le spalle... non penso gli cambi qualcosa una punizione in più. -Ora, se abbiamo finito di fare gli animali mettiamoci in cammino, abbiamo un programma da rispettare!- detto ciò la GutenMayer si incammina e con lei mano a mano tutti gli altri. Victoria mi lancia un ultimo sguardo sprezzante prima di voltarsi e seguire gli altri, Miranda e Janette corrono a reggerle il moccio lasciandomi sola. Ariana si attarda un po', ma poi si rende conto che ho le palle girate e  raggiunge Matt in capo alla fila.
Avan aspetta un pochino a lasciare la presa sulle mie spalle e resta al mio fianco in coda alla fila.

-Si può sapere che hai combinato questa volata​?-  sospira camminando accanto a me.

-Niente lascia stare.- lui alza gli occhi al cielo e posa la mano sul mio fianco avvicinandosi più di quanto in realtà dovremmo fare.

-Scusa, ma non vorrei rischiare di tenere troppo aperte le gambe.- sposto la sua mano dal mio fianco e avvelocizzo il passo distanziandomi da lui. La sua espressione resta confusa anche se mi lascia andare senza opporsi. Mi dispiace, so che non è colpa sua, ma sono stanca che la gente pensi questo di me.

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