Ci sarai al ballo?
So che Matty non ha ragione, il professor Jogia non è assolutamente interessato a me, se non per fini scolastici; lo so perché nessuno si interesserebbe a un disastro come me.
Son riuscita ad allontanare anche l'ultimo che mi volesse forse un po' di bene. L'unico che davvero mi aveva dato qualcosa senza chiedermi nulla in cambio.
Lo ringrazio per aver aiutato anche me con la scuola. Mi scuso solo di non essere munito di vagina.
La voce di Matty è una tortura continua. Perchè Avan ha scelto me? Son di certo la peggiore in classe mia, assieme a Matty, ma perché ha scelto solo me e non anche Matty?
Tormenti che non avranno mai una risposta.
Passo i due giorni seguenti chiusa in camera, senza mangiare e senza riuscire a dormire. Me ne sto stesa a letto, con una cicca accesa, a guardare il soffitto e cercare risposte che non arriveranno mai da sole. Jake mi scrive, chiedendomi del ballo, mi limito a visualizzare e non rispondere per non voler dare la soddisfazione a Matty di avermi trovato un cavaliere. Il terzo giorno è giovedì, giorno della settimana prefissato per la chiacchierata con il professore.
Aspetto con impazienza l'arrivo del professore, previsto come al solito per le 17:30.
Sto guardando The walking dead al computer quando qualcuno bussa, metto in pausa e mi sbroglio dalle coperte per andare ad aprire la porta. Inizialmente apro solo uno spiraglio, riconosco il professore e lo faccio entrare richiudendo la porta alle sue spalle. Io torno a sedermi sul letto, Avan preferisce la sedia alla scrivania. Tira fuori il solito blocchetto e una penna, si appoggia al tavolo e mi guarda. Si aspetta forse che io dica qualcosa?
-Allora, che ti è successo in questi giorni in cui non sei venuta a scuola? Febbre?- chiede per rompere il ghiaccio e avviare un discorso.
-No, non me la sentivo di venire a scuola.- ammetto, lui alza lo sguardo dal blocchetto.
-Hai litigato con Matty?- annuisco abbassando la testa, lo sento sospirare -Liz... non funziona così. Io posso cercare di capire cosa ti succede e darti qualche consiglio, ma devi essere tu la prima ad aiutarti; inizia scegliendo di circondarti con persone che ti facciano stare bene.-
-Matty mi fa stare bene.- sussurro, lui si alza dalla sedia e si mette accanto a me.
-Guardati, questo non è star bene. Non puoi assoggettare la tua felicità ad un ragazzo, e soprattutto non ad un coglione come Matty.- prende le mie mani tra le sue -Son sicuro che moltissimi tuoi compagni vorrebbero conoscerti e ti troverebbero una ragazza fantastica se solo tu gliene dessi l'occasione.- fa una pausa, forse per farmi riflettere o qualcosa del simile.
-Non è così, non è mai stato così. Fin dalla prima son sempre stata trasparente, solo dopo che Matty mi ha notata gli altri hanno iniziato a considerarmi.-
-Oh, andiamo... non può essere vero! Hai un cavaliere per il ballo di metà dicembre?- chiede, non capisco il nesso tra trovare degli amici e il ballo.
-Io beh... lo avrei, ma è merito di Matty. Lo ha convinto lui. È Jake Rosati della 5° BL.- per un momento sento la sua mascella contrarsi e i suoi occhi perdono la loro luce per un istante.
-Non credo che un ragazzo come Jake giochi con le ragazze; vai con lui, fregatene di Matty, divertiti e balla. Il resto verrà da solo; vedrai che tutti vorranno conoscerti dopo aver visto quanto sei fantastica.- dice, mi sorride incoraggiante, ma il suo sorriso sembra spento, arrossisco. Mi faccio coraggio e glielo chiedo.
-Ci sarai al ballo?-
-Si, ma come professore. Penso che accompagnerò Melissa Carter.- sorrido, è un gesto così tenero. Melissa Carter è una ragazza disabile con la sindrome di Down della 5° AL, essere scortata al suo ultimo ballo dal professore più carino della scuola la renderà una reginetta per quella sera.
-È un gesto così tenero.- commento, lui annuisce e si morde il labbro inferiore. Oh, andiamo! Un professore così non si merita le carognate che ha detto Matty; ogni sua azione è volta al bene degli studenti. Con lo stesso animo con cui lo fa per Melissa lo fa anche per me. Non ha doppi fini o cose simili.
Avan ha ragione: Matty è un coglione.
-Tu invece vieni con Jake.- mi punzecchia con l'indice sul fianco, io incrocio le braccia al petto risoluta ma non ci vuol molto che mi lascio convincere.
-D'accordo! Ora gli scrivo.- prendo il cellulare e rispondo a Jake:
Hey... per me è okay ❤🙈.
Sarà forte andare al ballo assieme💪✌
Sopra noto senza risposta un messaggio di Ariana:
Allora per sta sera dobbiamo aspettarti al pigiama party?
Hai per caso cambiato idea?
Sarebbe divertente se ci fossi anche tu qui con noi...
Non son la sola ad averlo letto, Avan preme sopra la chat che si apre.
-Perché non vuoi andarci?- chiede alzando lo sguardo -È un'ottima occasione per farti nuove amiche.-
-Io in realtà non saprei... son così diverse da me. Son sempre a parlare di vestiti, scarpe... si vestono sempre di rosa...-
-Beh, solo Ariana.- ridacchia Avan punzecchiando il mio fianco, prima ha funzionato.
-E poi che ci farei con loro? Son così caste e pure che ho paura di contagiarle.- aggiungo con un sorrisino.
-Beh, non è un peccato mortale essere vergini a 17 anni...- sospira, io sbuffo e mi decido a scrivere anche a lei:
Okay, penso che verró...
Devo portare qualcosa?
Qualche istante dopo già mi risponde:
Basta il tuo pigiama, spazzolino e dentifricio... se desideri qualcosa da bere!👽
Ti aspettiamo dalle sei e mezza!
Alzo lo sguardo sulla sveglia poggiata sul comodino, son già le 18. Volgo il mio sguardo su Avan, annuisce leggermente.
-Immagino tu debba preparati.- si alza dal letto, va alla scrivania, raccoglie il blocco e la penna e le infila nella sua solita cartella di cuoio dopo aver scritto un pezzo di carta, averlo strappato e chiuso nel suo pugno -Bene, noi ci vediamo domani al ballo allora.- annuisco leggermente. Lui prende la cartella e si avvicina a me, mi lascia un bacio sulla fronte e mi abbraccia -Fai la brava questa sera e dimenticati di Matty.- mi fa aprire la mano e ci lascia il foglietto appena scritto.
-Lo farò.- rispondo con un sorriso. Avan raggiunge la porta, ma prima di uscire si gira.
-Ah, dimenticavo. Domenica ti porto al cinema, a vedere quel film di cui parlavamo ieri... sempre se non hai altri programmi.- scuoto la testa.
-No, è perfetto.- mi sorride ed esce dalla stanza lasciandomi con un sorriso ebete sulle labbra. Com'è possibile che un professore mi faccia sentire così bene? Ho sempre pensato che lo scopo principale dei prof e della scuola fosse quello di procurare infelicità agli studenti che la frequentano. Eppure Avan mi fa sentire bene. Apro il foglietto che mi ha dato:
Scegli di circondarti con persone che ti fanno stare bene
Stringo il foglio in un pugno e lo poggio sul cuore. Ah.
-Elizabeth, cos'è successo che il prof è già andato via?- chiede mia madre preoccupata entrando in camera. Mi volto verso di lei senza riuscire a smettere di sorridere. Lei è scioccata nel vedermi così -Liz, tutto bene?-
-Oh, si mamma. Non potrebbe andare meglio.-
-Okay... se lo dici tu.- sospira sedendosi sul letto, forse vuole parlarmi; ma io non ho tempo: devo andare da Ariana. Ma non perchè muoia dalla voglia di passare una serata a discutere di scarpe e vestiti, lo faccio per il professore. Me lo ha chiesto e io lo faccio per lui.
Rovescio i libri contenuti nello zaino di scuola sulla scrivania e inizio a riempirlo con le cose che potranno servirmi questa sera. Mia madre mi osserva senza capire cosa io stia facendo. Una volta riempito con tutto il necessario me lo carico in spalla, sto per uscire ma mia madre mi richiama.
-Liz, dove vai?- esco dalla stanza e lei mi segue.
-Ariana mi ha invitata a dormire da lei.- rivelo scendendo le scale; cerco Matt, scommetto che mi porterà volentieri in macchina da Ariana.
-A casa di Ariana? Siete amiche voi due?- indaga mia madre continuando a seguirmi.
-No, ma mi ha invitata comunque. Matt!- la voce di Matt arriva dal salotto, lo raggiungo e lo vedo seduto intento a scrivere una canzone con la chitarra sulle ginocchia e la penna stretta tra i denti.
-Cosa vuoi?- borbotta pizzicando le corde, prende la penna e annota qualcosa su un foglio.
-Mi porti da Ariana in macchina?- appena dico quel nome lui alza lo sguardo su di me.
-Ariana?- ripete incredulo.
-Si, vado a dormire da lei con Janette e Victoria, credo. Allora mi porti?- lui guarda il foglio, poi guarda me e sbuffa.
-Ah, okay.- si alza dal divano e poggia la sua chitarra sui cuscini. Uscendo dal salotto mi scontro con mia madre. Forse sarebbe giusto parlarle del cinema di domenica.
-Ah, mamma, domenica il prof mi vuole portare al cinema domenica... ci sono problemi?- domando.
-Io non credo.- dice ancora turbata dalla mia improvvisa felicità.
Ah, se solo sapesse che la mia felicità dipende dal professore... infilo la mano in tasca e chiudo nel pugno il foglio di carta scritto da Avan.
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