Che stracazzo ti è saltato in mente?!?
Sono sorpresa quando vedo che quella ad aprire il campanello non è mia madre ma mia nonna materna dall'Inghilterra, mi guarda con un sorrisetto.
-Lizzy, finalmente sei arrivata!- gracchia con voce roca, mi tira a se e mi abbraccia baciandomi parte parte. Io resto un po' interdetta, che ci fa lei qui? Mi prende per un braccio, con un colpo di fianco chiude la porta con un tonfo, mi trascina lungo il corridoio fino in salotto, mi lascio trasportare. -È da un po' che ti aspettiamo, devi raccontare un po' di cose, eh? Non te la passi poi così male.- io abbasso lo sguardo sulla vecchia, intenta nel suo discorso. Sono ancora con la testa tra le nuvole per l'inaspettata dichiarazione di Avan, non connetto bene ciò che mi dice. -Eh, l'ho sempre detto che saresti diventata una ragazza bella e intelligente. Un'ottima scelta il tuo ragazzo.- questo lo ho capito. Aggrotto la fronte, mi ha vista con Avan? Mia madre ci spiava? Come può aver scoperto ciò che neanche io sapevo?
-Di che stai parlando nonna?- domando, lei alza lo sguardo su di me e mi fa l'occhiolino.
-Si si, parlo di quel bel ragazzo che è arrivato chiedendo di te; sarò vecchia, ma non son scema come tua madre.- ridacchia, io continuo a capirci sempre meno.
-Ti ho sentita!- la voce di mia madre arriva dalla cucina, da dove proviene anche un buon profumino di pollo arrosto.
-Si si, resti un segreto, ma tua madre non ha mai avuto gusto per i bei ragazzi.- sussurra indicando Phillip intento in una chiamata accanto alla finestra del soggiorno; entriamo nel locale spazioso, subito riconosco le spalle del ragazzo seduto sul divano davanti a Matt e Ariana.
-Matty?- sussurro incredula, che cazzo ci fa lui qui, in mezzo alla mia famiglia. Il moro si volta con un sorriso.
-Ciao Liz.- il suo sorrisetto mi fa sbuffare, sto pensando a cosa dire o fare quando zia Rose e il nonno entrano in soggiorno e mi abbracciano, i soliti commenti, i soliti auguri, assumo il mio sorriso di circostanza. Dal loro parlare capisco che pensano davvero che io e Matty formiamo una coppia. Sbuffo, una volta tanto che la mia vita si stava sistemando.
-Scusa Matty, tesoro, possiamo parlare un momentino da soli?- dico sorridendo a denti stretti, lui alza le spalle e mi raggiunge. Lo prendo per un braccio e lo trascino nel bagno sotto le scale.
-Ora che ti succede, tesoro?- domanda come se fosse tutto normale ciò che crede la mia famiglia di noi.
-Che stracazzo ti è saltato in mente?!? Perchè vai dicendo che sei il mio ragazzo?!?- lo spingo sul petto, mi ferma i polsi e con facilità gira le posizioni. Mi trovo intrappolata tra lui e il muro a piastrelle del bagno.
-Mi piace quando fai la focosa, mi eccita.- poggia le labbra sul mio collo, sento un brivido lungo la schiena, simile ma non uguale a quello di ieri sera con Avan.
-Matty...- gemo frustrata, ancora una volta mi ritrovo debole e vogliosa vicino a lui. Le sue mani sfiorano la zip del mio crop-top, penso ad Avan, e in questo trovo la forza per respingere Matty. -Basta, smettila.- dico con fermezza, lui alza il viso e tiene ancora stretti i miei polsi sopra la mia testa.
-Che succede? Non vorrai tornare a fare la santarellina spero, non ti crede nessuno.- ridacchia.
-Che ci fai qui e perchè la mia famiglia pensa che tu sia il mio ragazzo?- ripeto la domanda iniziale, lui mantiene il mio sguardo e si morde il labbro inferiore. -Matty cazzo, ti ho fatto una domanda!- alzo la voce.
-Hei, calma leoncino. Sono qui perchè devo parlarti e boh, il resto lo ha fatto Matt. Io ho suonato il campanello, mi ha aperto la vecchia e Matt ha iniziato a dire tutte quelle stronzate, tipo che sono il tuo ragazzo; prenditela con lui.- mi guarda per un poco, ho i capelli davanti al viso e la vicinanza del corpo di Matty ha già iniziato a fare effetto, ho il respiro corto. Lui accenna un sorrisino. -Cazzo, ammetti che ti manco.-
-No.- rispondo immediata.
-Si certo, l'astinenza dal sesso ti fa sembrare una verginella mestruata del primo liceo, una di quelle bimbette che mi saluta con voce malferma nei corridoi.- ridacchia, il suo sguardo si abbassa sul mio seno. -Dove andavi così bella?-
-Cazzi miei.-
-Oh, Gesù. Non dirmi che vai ancora dietro al prof di filo...- sospira, lascia andare i miei polsi indolenziti per la stretta troppo forte. -Quello è solo un coglione.- strano come entrambi si facciano complimenti così simili.
-Lascia stare Av... il professor Jogia-
-Si, va beh, se lo dici tu.- si avvicina e mi carezza una guancia. -Amore.- mi prende sotto il mento con l'indice. -Comunque, pace fatta.- il suo tono non ammette repliche, mi limito ad alzare le spalle e liberarmi dalla sua stretta.
-Matt me la paga.- sbuffo prima di uscire dal bagno, è fottutamente colpa sua se devo fingere con Matty. Torno in salotto dove tutta la mia famiglia, compresa mia madre che una volta tanto esce dalla cucina, è seduta attorno al tavolino basso di vetro con delle tazze di cioccolata calda in mano. È rimasto libero solo un angolo accanto al bracciolo, Matty si siede e mi fa accomodare sulle sue ginocchia, mio malgrado lo faccio sorridendo. Matt mi passa una tazza con cioccolata e panna, l'ultima, che condivido con Matty.
-Ma che bellini...- commenta zia Rose guardandoci attraverso gli occhiali, sposto la mano di Matty dalla mia coscia. Avrei forse preferito scoprissero di Avan.
-Si, davvero belli.- aggiunge a denti stretti mia madre, mi fa un sorriso sprezzante... immagino non le sia ancora simpatico Matty. -Allora, tornando al cenone della vigilia... penso sia una buona idea invitare anche i genitori di Ryan.- quasi mi strozzo con la cioccolata.
-Sono qui?- la mia voce trema, Matty appoggia una mano sopra la mia per tener ferma la tazza e non spanderne il contenuto sulla gonna e sui suoi skinny.
-Si, alloggiano in hotel... se non sbaglio avevano l'idea di venire a trovarti domani vigilia, concordo con tua madre che sarebbe un'ottima idea invitarli al cenone.- concorda mio nonno, stringo la presa sulla mano di Matty che geme a contatto con la tazza bollente.
-Scusa...- sussurro accorgendomi della sua smorfia.
-Niente pasticcino.- mi bacia la guancia e prende la tazza. -Questa la tengo io però.- annuisco.
-Dunque, quattro noi, tre voi, loro due... nove, saremo nove alla cena.- mia madre conta sulle dita gli invitati alla cena. -Ariana, Matty, avreste piacere di venire? Magari con i vostri genitori...- propone, sospiro. Ariana già annuisce, c'è tutti gli anni. Matty storce il naso, già, anche io preferirei andare alla festa da George invece che subirmi i soliti canti accompagnati dalla chitarra e i soliti discorsi politici dei quali non capisco nulla.
-Veramente avevamo altri programmi.- risponde educato con il suo miglior sorriso straccia-passere, mia madre alza le spalle.
-Non importa caro, posso capire.- noto solo ora che Phillip mi ha guardata per tutto il tempo studiando ogni mia espressione, ogni mio movimento... che stia già programmando di trattarmi come quello zerbino di suo figlio? Si avvicina all'orecchio di mia madre e sussurra qualcosa, senza mai smettere di guardarmi.
-Uh, si certo caro, hai ragione! Ottima idea, potremmo invitare il professor Jogia.- sento il corpo di Matty irrigidirsi.
-Cosa? Perché?- penso ad alta voce, mia madre mi guarda.
-Beh, perché no? È stato così gentile con noi, sarebbe un modo carino per ringraziarlo.- sorride mia madre.
-Io penso abbia altri programmi.- se Avan viene alla cena quasi sicuramente Matty vorrà venire e io dovrò continuare con questa merda di scenetta, inutile dire che sarebbe imbarazzante e manderebbe a puttane tutta la dichiarazione di prima.
-Beh, chiedere non costa. Invitiamo lui e la sua famiglia, mal che vada ci dirà di no.- alzo lo sguardo su Phillip, so che sta tramando qualcosa, e non mi piace neanche un po'.
Auguroni ragazze 🎄🎅
Buon natale a voi e alle vostre famiglie... questo era il mio piccolo regalino... bye
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