CAPITOLO XXXI:
Savannah rimase di sasso, ma del resto se lo sarebbe dovuto aspettare...
-Peter Grant. Il grande e stimato Agente Grant - esordì la donna guardandolo dritto negli occhi con aria di sfida, mentre con la pistola abbassata ma salda nella mano destra avanzava verso di lui - Savannah Burke... - ricambiò lui guardandola a sua volta e facendo scattare la sicura della pistola che a sua volta teneva in mano - la donna che non sbaglia quasi mai... - disse poi, enfatizzando la parola "quasi". Savannah scoppiò a ridere - si! - esclamò - ammetto che la fretta di prenderti mi ha fatto commettere parecchi errori di valutazione... ma converrai che anche tu non hai svolto un'azione pulita... per la smania di portarla in salvo hai disseminato l'intero Paese di tue, anzi vostre tracce... - - si, hai ragione - confermò Peter - questo non vuol dire che lei non sia al sicuro... - e guardò la donna che aveva a pochi passi di distanza duramente, non avrebbe lasciato che la avesse vinta, era pronto a tutto, anche ad eliminarla se fosse stato necessario e proprio per questo aveva già individuato il punto al quale avrebbe sparato - ah si? - domandò Savannah interrompendo il filo dei suoi discorsi - ne sei certo? Sappiamo entrambi come finirà, TU SAI che non me ne andrò tanto facilmente! - e in un crescendo di tono e follia alzò il braccio destro e sparò - non sopravvivrete! - urlò mentre la sua pallottola viaggiava verso Grant, che a sua volta aveva lasciato prontamente partire un colpo...
***
Peter's P.O.V:
sapeva che quella pazza li avrebbe raggiunti e sapeva che probabilmente non ne sarebbe uscito vivo così una volta arrivati a Houston e aver raggiunto Jeremy, il figlio del suo vecchio partner, l'unico di cui al momento si fidava, lo aveva pregato di tenere Elisabeth occupata e per quanto possibile al sicuro, di tenerla lontana da casa sua che lì sarebbe rimasto lui e avrebbe aspettato Savannah. Da solo. Aveva dovuto convincere Ellie che sarebbe andato tutto bene, che si fermavano solo per poco... ma lei non era stupida e ovviamente aveva fiutato il pericolo. Le aveva mentito e lei lo sapeva e forse per questo se ne era andata con quell'aria rassegnata e stanca che da un po' non la abbandonava... mi dispiace ecco, questa fu l'unica cosa sensata che passò a Peter per la mente: un semplice ma sincero "mi dispiace" proprio nell'istante in cui la vide allontanarsi. Una volta rimasto solo in casa non fece altro che aspettare che il suo destino si compisse, non aveva il giubbotto antiproiettile con sé, solo la sua pistola e se la sarebbe fatta bastare. Erano quasi le sei di sera quando sentì un'auto fermarsi non lontano dalla sua abitazione. Eccola pensò Grant e si preparò ad accogliere Savannah Burke. Quel diavolo di donna era apparsa sulla soglia di casa con la 9mm già salda in mano... non serviva molta fantasia per capire come sarebbe andata a finire...
stupore
un breve scambio di battute
un colpo
un altro
e poi solo dolore e buio. Buio improvviso e freddo.
***
Elisabeth's P.O.V:
erano in uno stupidissimo, grigio e anonimo caffè quando il cellulare di Jeremy squillò inondando il locale con le note di High way to hell... mai canzone fu più appropriata, questo fu il suo primo pensiero che subito dopo venne raggiunto e soppiantato da un altro, ben più cupo e triste... uno strano presentimento la aveva raggiunta e sperò in cuor suo di sbagliarsi, ma guardando l'espressione accigliata di Jeremy capì che non poteva stare tranquilla - che succede? - domandò infatti non appena l'uomo ebbe terminato la chiamata - cattive notizie - rispose quello - era la polizia... - Ellie sobbalzò - la polizia? - gli fece eco - si... senti... - cercò di dire Jeremy, ma Elisabeth gli intimò di dirgli subito tutto, non avrebbe accettato nessun tipo di giri di parole - e va bene - disse il suo accompagnatore - dei vicini hanno sentito dei colpi di arma da fuoco provenire da casa mia, hanno chiamato il 911 e quando gli agenti sono arrivati hanno trovato una donna morta e un uomo gravemente ferito... in questo momento stanno portando Peter d'urgenza in ospedale ma... non so se ce la farà- - portami là - ordinò Elisabeth risoluta, il suo tono non ammetteva eccezioni così Jeremy si limitò a guardarla e annuire senza dire nemmeno una parola. Una volta fuori dal locale entrambi salirono in macchina e si precipitarono all'ospedale. Jeremy fu fermato da alcuni agenti per degli accertamenti mentre Elisabeth fu lasciata passare e con la scusa di essere la fidanzata riuscì a raggiungere la sala d'aspetto: Peter era ancora sotto i ferri e nessuno, per ora, sapeva dirle come sarebbero andate a finire le cose...
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro