CAPITOLO XXV
Erano ancora in macchina e Peter non accennava a rallentare, quando improvvisamente chiese se si ricordasse che aspetto aveva quella sua nuova collega, Savannah. - Occhi verdi, capelli castano chiaro... non molto alta e magra. Ma potrei sbagliarmi, ero a fine turno ed ero stanca... - rispose Elisabeth - perché? - - no nulla... - mentì Peter è lei... pensò e spinse ancora di più sull'acceleratore.
***
Intanto a New York...
-Dove diamine è quella ragazza?! - urlò arrabbiato Dave, era tutto rosso in viso e sembrava dover esplodere da un momento all'altro - questa volta non la passa liscia! - Esclamò e sbatté i pugni sul bancone, fortunatamente era molto presto e c'era pochissima gente nel locale - non lo so... - disse uno dei camerieri e colleghi di Elisabeth - la chiamo? - - si, si chiamala Ryan... e vediamo che scuse inventerà oggi...- rispose Dave, ma subito dopo, mentre il ragazzo stava ancora digitando, lo bloccò: - Aspetta... - disse - quello non è John? - chiese indicando un ragazzo alto e con i capelli ricci e biondi - si - rispose Ryan - sembra proprio lui... - - magari sa dov'è... gli vado in contro - disse Dave e si precipitò da John - hey - gli disse - sai dov'è finita Elisabeth? - - volevo chiederti la stessa cosa... - rispose John, era preoccupato e non aveva paura di nasconderlo - questa mattina sono passato da lei per vedere come stava, ho suonato al citofono... ma nessuno mi rispondeva, poi sono andato alla fermata del pullman e non c'era nemmeno lì... ho pensato di passare qui per vedere se era venuta al lavoro prima ma... - - ma qui non c'è... - terminò Dave, ora anche lui sembrava preoccupato infatti chiese a John se conoscesse qualche altro posto dove potesse essere andata - no... - disse il ragazzo sconsolato - ma posso chiamare un amico, se neanche lui non sa dov'è... - John abbassò lo sguardo e lo rialzò quando il proprietario del bar riprese a parlare - in effetti, ora che ci penso, potremmo chiedere a Peter, il suo ragazzo... - disse - Peter Grant?- chiese John sorpreso - perché? Non era in Europa? - - si - confermò Dave - ma deve essere tornato. Ieri è passato a prenderla e sono andati via insieme... - - capisco... - disse John - grazie dell'informazione - - di nulla... - disse Dave e lo salutò mentre prendeva il telefono e cercava nella rubrica il numero di Grant, sperando di averlo e che almeno lui, se fosse riuscito a contattarlo, avrebbe saputo dirgli qualcosa di Elisabeth. Alla fine lo trovò, si ricordò che glielo aveva dato proprio Ellie nel caso lei avesse avuto problemi con il suo cellulare, lo chiamò e attese...
Tutuu... tutuuu...
Il cellulare continuava a squillare, ma nessuno rispondeva, alla fine partì la segreteria telefonica che lo avvisava che il cellulare poteva essere spento o irraggiungibile. Proverò più tardi si disse Dave e sperò che prima o poi Elisabeth sarebbe entrata dalla porta principale del locale con l'ennesima scusa per giustificare il suo ritardo.
***
John camminava veloce verso il proprio posto di lavoro, che era poco distante dal Dave's, e nel mentre digitava il numero di Edward, sperando non fosse già a scuola a far lezione, attese e poco dopo l'amico gli rispose
E: che c'è John?
J: si tratta di Elisabeth...
E: gli è successo qualcosa? (preoccupato)
J: non lo so... non lo Eddie...
E: ok, ok risolveremo tutto
J: è scomparsa, nessuno sa dove sia...
E: la troveremo John, la troveremo... te lo prometto
J: ok. Alle sette a casa mia. Ne voglio parlare a quattrocchi
E: va bene. Ora devo andare.
J: ok...
E: 'sta sera sono da te. La troveremo.
John chiuse la chiamata in che guaio ti sei cacciata Cavendish? Si domandò e accelerò il passo per non rischiare di arrivare tardi al lavoro.
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