CAPITOLO XVII
Stava ancora pensando a come rimediare alla sua sbadataggine quando l'auto si fermò. - Eccoci qua amico... - disse Nando - ma... - disse Ellie guardando fuori dal finestrino - questa è la mia via... cioè... in realtà io abito dall'altra parte della strada ma... direi che va bene lo stesso! - poi guardò Edward - gliel'hai detto tu che abito qui? - il ragazzo la guardò imbarazzato mentre Nando la fissava disorientato, come se avesse appena detto qualcosa di insensato - cosa c'è? - chiese Elisabeth sentendosi gli occhi di tutti e due i ragazzi addosso, fino a che Edward non svuotò il sacco - prima scendiamo e poi ti spiego tutto ok? - - spiegarmi cosa? - domandò Ellie, ora era lei a sentirsi disorientata - tu scendi e basta... - disse il ragazzo e aprì la portiera della macchina. Ma che sta succedendo? Pensò Elisabeth, poi ringraziò Nando per il passaggio - di nulla! - la salutò lui e una volta che entrambi i passeggeri furono fuori ingranò la prima marcia e partì. - mi dici cosa nascondi? - chiese Ellie guardando dritto negli occhi Edward, che sembrava vagamente in imbarazzo - io abito qui - rispose alzando lo sguardo e fissandolo negli occhi scuri della ragazza, che li aveva sgranati e si era lasciata sfuggire un - cosa?! - - già...- confermò Edward - ma... ma... non è possibile! Abito qui da sette anni e non ti ho mai visto! - esclamò Elisabeth incredula: sapeva di essere sbadata, svampita, sempre tra le nuvole e tutto quello che d'altro si può aggiungere... ma non notare, per ben sette anni, che quel ragazzo che aveva di fronte ora era sempre stato lì... dall'altra parte della strada! No, no questo era decisamente troppo! Era eccessivo perfino per una come lei! Ellie continuò a fissare Edward fino a che lui non iniziò a parlare, spiegandole come quello che le sembrava assurdo era, in realtà, perfettamente plausibile - mi sono trasferito qui, in questa zona, un anno fa...- disse - oh... e... in un anno non ci siamo mai visti? E poi... insomma... tu lo sapevi! Perché non me lo hai detto? - chiese Elisabeth, ora le cose le quadravano un po' di più, ma si sentiva stranamente offesa: proprio non capiva perché non aveva mai menzionato quel fatto - non mi sembrava poi così importante... scusa. - rispose Edward; la ragazza lo guardò duramente, non troppo convinta eppure... i suoi occhi e la sua voce erano sinceri, non le stava mentendo - ok... - disse Elisabeth addolcendo lo sguardo, poi si incuriosì e gli chiese come mai si era trasferito - oh, bhe... è solo una questione di comodità... - rispose lui - comodità? - gli fece eco Ellie - si... qui vicino c'è una scuola elementare - spiegò Edward - si lo so - interruppe la ragazza - quindi? - Edward la guardò in modo serio e rispose - insegno musica - dicendolo come se fosse la cosa più normale del mondo... e a pensarci bene lo era eccome! - cosa? - Elisabeth non se lo sarebbe mai aspettata - tu... tu insegni musica... qui? Cioè proprio qui? Alla scuola che c'è a mezzo isolato? - - esatto - confermò il ragazzo - perché sei tanto sorpresa? Ti ricordo che sono più grande di te... - poi sorrise beffardamente guardandola - anche se devo ammettere che questo è solo il secondo anno che insegno... - aggiunse - non l'avrei mai detto... sul serio! - disse Elisabeth sempre più incredula - ma come mai non ci siamo mai incrociati? - - orari diversi... - rispose Edward sorridendo, ora era molto più sciolto, come se si fosse tolto un peso dallo stomaco - certo... orari diversi! E John lo sapeva? - chiese Elisabeth sospettando che la risposta sarebbe stata positiva - si... - rispose infatti il ragazzo - ma non dovresti prendertela con lui... - - mmh... ok - disse Ellie, poi lo salutò: era stanca e non vedeva l'ora di andare a letto, per non parlare del fatto che non aveva ancora mandato quella dannata mail a Peter... - ci vediamo allora! - esclamò e stava per attraversare la strada quando le venne in mente una cosa, tornò in dietro e chiamò Edward, che si voltò e la raggiunse a margine del marciapiede - la sera che ci siamo visti la prima volta - esordì Elisabeth tutto d'un fiato - c'erano dei produttori musicali nel locale... - fece una pausa, senza saper bene come andare avanti - si, lo so... - disse Edward - ti hanno contattato, vero? - domandò infine - si - rispose il ragazzo, Ellie lo guardò in attesa di una risposta più esaustiva... non sapeva nemmeno perché glielo aveva chiesto e soprattutto perché le era venuto in mente, ma sentiva che lui non aveva finito di parlare - ma ho rifiutato l'offerta. Il canto è la mia passione, ma l'insegnamento e i miei alunni sono la mia vita... non potrei mai lasciare quelle piccole pesti... - disse il ragazzo accompagnando la frase con un sorriso vagamente malinconico - la sera mi piace esibirmi... non posso negarlo... il canto mi da tante soddisfazioni, tante emozioni... ma quello che mi danno i miei bimbi va molto oltre - - è una cosa magnifica - disse Elisabeth colpita dalla sua sincerità, dal modo dolce in cui si era riferito ai suoi piccoli scolari - davvero magnifica - ripeté, poi lo salutò nuovamente, gli diede la buona notte e si allontanò, diretta verso casa sua.
Spazio autrice:
Eccomi qui! Con molta fatica, ma sono riuscita ad aggiornare! So che è corto e rimedierò presto con un nuovo capitolo!
Spero la storia continui ad appassionarvi!
Buona lettura!
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro