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CAPITOLO XIX

Peter incominciò a camminare nervosamente per la stanza e ora? Si chiese mentre non riusciva a stare fermo verranno a cercare anche me... è certo pensò, poi il cellulare vibrò: guardò febbrile lo schermo che si era illuminato. Una mail. Dal Bureau.

To: [email protected]
from:************************
obj: "shooting star"

Agente P.G-07-R38,
la sua missione è compromessa.
Lasciare "shooting star".
Presentarsi il prima possibile a rapporto.

Bureau

NON RISPONDERE AL MESSAGGIO

La mail era chiara: aveva fallito. Non era mai successo, mai in tutta la sua carriera! Ma non poteva abbandonare... non ora! Era così vicino... a pochi passi dall'obiettivo... non voleva arrendersi, questo era certo, ma non poteva nemmeno disobbedire al Bureau...

***

Il "Great Gatsby Day" era terminato e ora stava tornando a casa, era stanchissima ed era felice che al Dave's fosse passato John, era da tanto che non si vedevano e ora che il turno era terminato stavano tornando a casa insieme; non appena salirono sul pullman il ragazzo notò che qualcuno aveva dimenticato un quotidiano su un sedile, così lo prese - tanto vale approfittarne, no? - disse rivolto ad Elisabeth, ma non appena vide la notizia in copertina il suo viso si rabbuiò - che cosa c'è? - domandò Ellie preoccupata - guarda qua... - rispose allungandole il giornale - l'indirizzo è quello di Peter... o sbaglio? - la ragazza lesse per bene la notizia in prima pagina - si... si è il suo indirizzo... - rispose, cercò di trattenere le lacrime, ma non ce la faceva - ma non è in Europa? - chiese John, poi la fece sedere, aveva bisogno di calmarsi un momento - si... ma... - l'amico aspettò con calma che se la sentisse di continuare, nel mentre si tenne più saldamente agli appoggi per evitare di cadere se il pullman avesse frenato - insomma... un suo amico, no...il suo migliore amico... lui... - Ellie non ce la faceva più, sentiva le lacrime bruciarle gli occhi, John le mise una mano sulla spalla per rassicurarla e lei trovò la forza per continuare - lui si era momentaneamente trasferito da Peter... insomma... - - ok- disse il ragazzo interrompendola - ora calmati, va bene? - la ragazza annuì, mentre le lacrime continuavano a rigarle il viso - qui c'è scritto che è ricoverato al Manhattan General Hospital... non dicono quali siano le sue condizioni, solo che gli hanno sparato. Forse un tentativo di rapina andato male. Vedrai che si riprenderà - le disse John cercando di rallegrarla un po'; Elisabeth alzò lo sguardo verso di lui - grazie... - sussurrò - sei un vero amico - il ragazzo le sorrise - sono qui per questo - disse, poi guardò fuori dal finestrino - la prossima è la mia fermata... promettimi che prima di andare a letto ti fai una tisana e... beh, anche se Peter non mi piace, il suo amico non mi ha fatto nulla quindi... se vuoi domani mattina andiamo a vedere come sta, ok? Tanto è il mio giorno di riposo... - Ellie annuì - ok - sussurró- non ho il turno presto domani... - - bene- esclamò John - allora domani mattina passo da te e ci andiamo insieme! - poi il pullman si fermò, John scese e la salutò con la mano mentre la guardava andare via, ancora frastornata, su quel pullman che ora, lo poteva dire, le aveva viste tutte...

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