Ogni cosa al suo posto.
•Shailene•
Mi erano mancati i suoi baci. Ma stavolta qualcosa è diverso.
Appena si stacca noto che ha una faccia triste. Oddio, ho fatto qualcosa di sbagliato?
-Cos' hai?-gli chiedo.
Sembra quasi che io l'abbia beccato a fare qualcosa di sbagliato.
-Io? Niente! No, no, sto bene.- sorride, ma è un sorriso falso, forzato.
Pensavo che svegliarmi sarebbe stato più doloroso ma non sento assolutamente niente.
-Theo, cosa c'è che non va?- ripeto, stavolta con più insistenza.
Sospira.
-Senti, riposati un po'. Devi essere stanchissima. Dopo ne parliamo.
Per quanto sia difficile, devo ammettere che ha ragione. Saranno tutti i farmaci, gli antidolorifici, o qualsiasi cosa stiano mettendo nel mio sangue ma sono stanca.
-Promettilo.
-Te lo prometto.
Devo convincermi che dormire è ben diverso da ciò che stavo passando prima, che se chiudo gli occhi li riaprirò. Ma è difficile.
Continuo ad aprire gli occhi, per assicurarmi che tutto sia ancora al suo posto. Ora ricordo tutto ciò che è succeso. Ansel. È stato lui a ridurmi così. Gliela farò pagare. Le immagini di quella sera continuano a ripetersi nella mia mente, ancora e ancora.
Non posso dormire. Mi viene da piangere e cerco di nasconderlo. Ovviamente Theo se ne accorge. Mi prende di nuovo una mano tra le sue.
-Ehi, non riesci a dormire?- la sua voce è rassicurante. È la voce che mi ha tirato fuori dall'incubo.
Non riesco a scuotere la testa ma capisce lo stesso.
-Cosa dovevi dirmi?
-Oh...non so se...- lascia andare la mia mano e si gratta la nuca, nervoso.
Lo interrompo subito.
-Theo, niente può farmi stare peggio in questo momento.
Prende un respiro profondo e inizia.
-Sai, non voglio approfittarmi di te. Probabilmente ti sei dimenticata del messaggio che mi hai scritto, che è il motivo per cui sono venuto qui. Se non mi ami più non fa niente. Sopporterò di vederti con qualcun'altro, mi basta solo che tu sia felice.
Cosa sta dicendo?
-Frena...di che messaggio parli?-gli chiedo.
Aggrotta le sopracciglia e prende il telefono dalla tasca. Cerca per qualche secondo poi gira lo schermo verso di me. Sono scioccata. Non ho mai scritto quelle cose.
-Non l'ho scritto io.
Mi rendo conto dopo di quanto poco suona credibile. È il mio telefono, chi altro potrebbe averlo usato?
-Forse ti sei...dimenticata?- chiede timidamente lui.
-No! Mi ricordo tutto, ogni singola cosa. Non me lo sarei dimenticata.
•Theo•
Questa storia sta diventando parecchio complicata.
Come può non averlo scritto lei?
All'improvviso mi viene in mente una cosa. Forse stupida, ma devo provarci.
-Shai, avevi il tuo telefono l'altra sera?
Mi guarda perplessa.
-Si, nella borsa, perché?
Non le rispondo e prendo la sua borsa, che i dottori mi hanno dato e tiro fuori il cellulare.
Il mio è già acceso, così accendo anche il suo.
Le devo una spiegazione ma ora ho una cosa importante da fare.
Digito il mio numero sul mio telefono ma non appena faccio partire la chiamata sento la segreteria telefonica. Proprio quello che pensavo.
-Hai intenzione di...- inizia ma la interrompo.
-Qualcuno ha bloccato il mio numero. E quello di Zoë. E di Miles.
Sgrana gli occhi.
-Come...- stavolta si blocca da sola.
C'è solo una persona che potrebbe averlo fatto. Una persona così orribile, capace di arrivare a tanto solo per avere Shailene.
-Ansel-esclamiamo in coro.
La mia rabbia sta tornando, pronta a rimpiazzare tutte le lacrime che ho pianto. Voglio ucciderlo.
-Vado a cercarlo.-annuncio.
-Theo, no. Non fargli del male. Ti prego. Troveremo un altro modo per fargliela pagare.
-Ti prometto che non gli farò nulla. Ma devo assolutamente dirgli quanto lo odio. Ti ha quasi uccisa.
Mi guarda uscire dalla stanza con le lacrime agli occhi.
È colpa di Ansel se è finita così. È stato lui ad iniziare tutto con quel fottuto messaggio.
•Ansel•
Non dovrei proprio essere qui. Se Theo lo scopre potrebbe non andarci giù così leggero stavolta.
Ma è stato più forte di me. Dovevo venire a vedere come stava Shailene. Non riuscirei mai a perdonarmi per averla uccisa.
Ed eccomi qui, davanti alle porte di ingresso dell'ospedale, a cercare di farmi forza per entrare. Proprio quando entro qualcuno mi viene addosso. No, non qualcuno.
Theo.
Faccio finta di niente e cerco di continuare a camminare ma anche lui se n'è accorto. È troppo tardi, ormai. È ancora arrabbiato, anzi, è più arrabbiato.
Si guarda un attimo intorno poi mi trascina fuori e mi schiaccia di nuovo contro il muro. Tutto come tre giorni fa, con l'unica differenza che stavolta non reagirò. Me lo merito.
-Lo sai che è colpa tua, eh? Razza di bastardo. Sarai felice adesso. L'hai quasi uccisa, pezzo di merda. L'HAI QUASI UCCISA! Lo so che sei stato tu a scrivere quel messaggio. So tutto. Giuro che avrei voglia di ucciderti. E se anche la sfiori un'altra volta lo faccio veramente. Oh, e no, non puoi vederla.
Mi dà una spinta e torna dentro, lasciandomi solo a pensare che ogni singola parola di ciò che ha detto è vera.
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Non so cosa scrivere lalalalala
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