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CAPITOLO 3

«Pronto? Zayn? Ti andrebbe un'intervista per la tua cara amica Nicole, che ti vuole tanto tanto bene?»
Nicole ha appena chiamato Zayn per l'intervista, ma non credo che lui si lascerà intervistare..
«Fantastico! Vieni da me ora. Muoviti... PERCHÉ SI, RAZZA DI IDIOTA, MUOVITI!»

E Nicole non metterebbe a rischio il suo posto di lavoro nemmeno con un terremoto, un incendio, un ciclone e un maremoto allo stesso tempo.

Nicole chiude il telefono e si lascia cadere sul divano sbuffando.
«Liam, amore mio dolce dolcissimo...»
Scommetto tutto l'oro del mondo che sta per chiedermi dei muffin o qualsiasi cosa che contenga zuccheri.

«Muffin o torta al cioccolato?»
«Ciambelle al cioccolato con la glassa al cioccolato e le scaglie di cioccolato, grazie, ti amo» dice avvicinandosi a me e cingendomi il collo con le braccia.
«Ti amo anch'io, ma non ti farà male tutto questo zucchero?»
«Come puoi dire una cosa del genere?»
« Okay okay, vado. Però devi darmi un bacio»
«Prima le ciambelle, caro»
« cos'è? Un ricatto?»
«Chiamalo come vuoi, ma portami le ciambelle»
«Va bene...»
Mi alzo, indosso il cappotto ed esco di casa, incontrando Zayn fuori.

«Mi si rovineranno i capelli con questa umidità»
«Molto probabilmente è la risposta a una delle domande di mia moglie»
«Dove vai? Non resti per l'intervista?»
«Ma no...vado a comprare ciambelle ora»
«Certo, devi correre in queste situazioni»
«Oppure mi ammazza» dico ridendo, facendo ridere anche lui « Ciao Zay!»
«Ci si vede, Li!»

Ci allontaniamo l'uno dall'altro prendendo direzioni diverse: lui entra a casa mia, io salgo in macchina per dirigermi in centro.

Dopo mezzora esco dal negozio con una scatola di ciambelle per la mia Nicole, e  in poco tempo arrivo a casa.

«Scusate il ritardo, c'era traffico» dico entrando in casa, ma non c'è nessuno.
«Nicole»
Non risponde.
«Zayn»
Neanche lui.
«Ragazzi»
Silenzio,

Prendo il telefono e compongo il numero di Nicole mentre appoggio la scatola sul tavolo.

Nicole non risponde, nemmeno Zayn.

«Liamuccio, siamo qui»  dice la voce irritante di Diana dal divano.
Come ho fatto a non vederla? E a non vedere Nicole accanto a lei?
«Cosa vuoi?»
«Te»
Nicole non capisce e pensa che Diana si riferisca alla bevanda.
«Diana, è qua il the, tieni» dice porgendole una tazza.
«oh grazie, ma io non parlavo certamente di questo»
Nicole guarda da me a Diana con uno sguardo confuso.
«Che ci fai qui?»
« Lasciala, o io le dirò la verità!»
«Non lo farai»
«Si, invece»
«Fallo allora. Che aspetti? Volevo farlo io, ma tu vuoi risparmiarmi questa fatica... Dai, avanti»
«Hai sentito il tuo maritino, Nicole?»
«Quale verità?» chiede la voce soave di Nicole, ancora confusa.
«Uhh, lei non sa niente... Mi divertirò molto a raccontarle tutto, ogni particolare»
«Non osare. Lasciala fuori da questa storia. Lei non ha colpa. Tu vuoi fare del male a me? Okay. Ma lascia fuori mia moglie. È una cosa tra te e me»

«Uh, il maritino non vuole che io faccia del male alla mogliettina... Uh guarda. Tiene di più a te che a me! Io sono gelosa» dice in tono calmo, come se stesse parlando del più e del meno con Nicole.

«Gelosa di mio marito? Spero tu stia scherzando»
«Evidentemente non sai cosa ha fatto Liam a me prima che arrivassi tu... Sono sicura che lo lascerai quando te lo dirà»
«Finiscila, hai fatto tutto da sola. Nicole, non darle ascolto»
«Liam, ricorda che ho io il coltello dalla parte del manico» dice con un ghigno divertito e perverso in volto.
Ne ho abbastanza.
Mentre Diana è distratta con il suo monologo su un qualcosa che io avrei fatto in passato, mi avvicino e, come se fosse una reazione a catena, spingo Diana da un lato. La tazza di the si rovescia sui vestiti di Diana. Prendo Nicole da un braccio, ma non si muove. La prendo di peso sulle spalle ed esco di casa ignorando i suoi strilli. La carico in macchina e salgo dall'altro lato iniziando a guidare.

«Ma sei impazzito?»
«È più pericolosa di quanto pensi»
«Cosa? Liam, di che stai parlando?»
«Avrei dovuto spiegartelo molto prima, prima del matrimonio. Avrei dovuto farlo, lo so, ma ... Credevo che mi avresti lasciato»

«Liam, mi sembra di aver chiarito almeno un migliaio e mezzo di volte che io ti amo. Nella buona e nella cattiva sorte»

«Lo so, infatti mi ero convinto a dirti tutto...ma poi è arrivata Diana al nostro matrimonio e..»

«Quindi mi hai mentito! Hai detto di non aver parlato con lei al nostro matrimonio, che Demi aveva visto la persona sbagliata...»
«Nicole, lasciami spiegare»
«Io non ti lascio spiegare niente! Fammi scendere, ferma la macchina. Liam, muoviti!»

«No, ti dirò tutto, te lo giuro, lascia che arriviamo in un hotel prima»

«Quale Hotel?»
«il Paradiso»
«Quella catapecchia? Ma sei impazzito?»
«Andiamo lì, punto. Finiscila.»

«Liam, mi stai facendo salire i nervi!»
«È dal matrimonio che cerco di sfuggire a questa situazione, te lo assicuro. Io voglio solo la tua felicità, nient'altro che...»

«LA MIA FELICITÀ? LIAM, TU MI STAI NASCONDENDO UN SACCO DI COSE. MI STAI RIEMPIENDO DI BUGIE. TUTTO QUESTO TU LO CHIAMI AMORE? BEH, NON LO È. AMORE È FIDARSI. AMORE È DIRE SEMPRE LA VERITÀ. NON CI SI COMPORTA COSÌ, LIAM. STAI ROVINANDO LA NOSTRA STORIA»

«Non posso parlare in macchina, ti ho detto»

«A PROPOSITO... QUESTA È LA MIA MACCHINA, STAI GUIDANDO LA MIA MACCHINA. LIAM, CHE CAZZO SUCCEDE?»

«Ora anche la macchina.. Te lo spiego subito, il tempo di arrivare»

«No, tu me lo spieghi ora!»
«Io e Diana stavamo insieme»
«COSA?»

«Un anno prima che arrivassi qui tu»
«Perché nessuno me lo ha mai detto?»
«Perché nessuno lo sapeva tranne me e lei»
«E poi...?»
«E poi ci siamo lasciati e sei arrivata tu»
«Non me la stai raccontando tutta»
«Siamo arrivati»
« Ma Liam, qui siamo...»
«Sta' zitta e scendi»

Siamo in mezzo al nulla, lo so, ma ci sono dei chip nella macchina.
Avrei dovuto prendere la mia, invece ho sbagliato macchina. Che cretino.

Camminiamo fino ad arrivare presso un B&B nascosto nel bosco.

si chiama "Il luogo mai trovato per persone che non vogliono essere trovate"

È perfetto!
Entriamo, ordiniamo una camera e ci viene assegnata la numero 2.
È una suite accogliente, non manca niente.

Una volta congedato il direttore, venuto per darci il benvenuto, e chiusa la porta alle nostre spalle, Nicole si siede sul letto, io sulla poltrona.
«Amore...» dice «Sai che puoi dirmi tutto, noi dobbiamo dirci sempre la verità»

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