Stydia
Stiles era seduto sul suo letto, e fissava la sua parete. Rosso, giallo e verde si incrociavano: intricati formavano immagini impossibili. Notò che una somigliava così tanto al muso di un lupo. Derek. Sbattè velocemente le palpebre e spostò lo sgurdo su un altro punto. La coda di una volpe. Kira. Il Nigitsune. Allison. Si alzò di scattò e si mise le mani tra i capelli, scompigliandoli.
-Stiles- qualcuno stava bussando alla porta di camera sua. Andò ad aprire.
-Tuo padre mi ha fatta entrare- Lydia. Lydia era davanti a lui e gli sorrideva. Il ragazzo si spostò, facendole capire di entrare. La bionda fragola non se lo fece ripetere, mentre il sorriso le spariva dalle labbra.
-Volevo solo chiederti come mai non rispondi al telefono- lei continuava a girare per la stanza, guardando tutto quello che ormai conosceva a memoria.
-Non volevo essere disturbato- abbassò lo sguardo. Non era vero. Non era affatto vero. Era un bugiardo. Desiderava ardentemente la sua presenza. Aveva bisogno del suo profumo, come dell'aria che respirava.
-Cosa stai facendo?- Lydia lo stava guardando.
-Volevo mettere apposto tutto questo... Ormai non serve più.- deglutì e rialzò la testa.
-Già.- la ragazza fece girare gli occhi per tutta la stanza. -Non serve più nulla.- fece qualche passo verso Stiles, sfiorando con i polpastrelli tutto quello che le capitava a tiro. Un brivido le invase la schiena, non appena sfiorò una fotografia di tutti loro assieme, al Motel California.
-Lydia- il ragazzo parlò dopo alcuni minuti di silenzio, che ad entrambi sembrarono anni.
-Dimmi- lei, che in quei minuti aveva trovato interesse nel tappeto, non perse tempo a cercare gli occhi di Stiles.
-Perché sei qui?- stava per rispondergli, ma lui la fermò. -Ti prego sii sincera.- aggiunse, inumidendo le labbra secche.
Lei esitò, per poi trovare posto sul letto. -Eravamo preoccupati per te. Non ti fai sentire da due settimane, Stiles.- lui alzò le spalle. -Mi dispiace, ma ne avevo bisogno. Non ce la facevo più. Dopo... Dopo quello che è successo con...- si fermò per guardare Lydia, prese una boccata d'aria. -Semplicemente volevo riflettere.- lei annuì.
-Vuoi parlarne?- se non lo avesse detto così diretta, con gli occhi chiusi e trattenendo il fiato, non ci sarebbe mai riuscita. Lei non voleva parlare di quello che era successo con gli Oni, con il Nogitsune, ma se Stiles ne aveva bisogno, se a Stiles avesse giovato, se Stiles fosse stato meglio... Oh, sarebbe stata disposta a rinunciare a tutto.
Per fare Stiles felice avrebbe potuto trattenere il fiato, mordersi la lingua, stare lì con lui, rinchiusa per giorni in una camera. Per rassicurarlo avrebbe finto un sorriso, avrebbe forzato una risata. Dargli tutto ciò che poteva. Sarebbe restata sveglia per giorni e giorni, a tranquillizzarlo e fermare i suoi attacchi di panico.
-No.- la sua risposta fu schietta, come una coltellata nel cuore. Lydia annuì ancora, non sapeva cosa dire. Se solo avesse potuto fare quello che voleva fare, dire quello che aveva bisogno di dire.
Stiles finalmente si mosse. Si avvicinò cautamente alla bionda fragola, ammirando come il suo aspetto la facesse sembrare piccola ed indifesa, e come tutto fosse sbagliato. Lydia Martin era molto di più. Quella ragazza era capace di cacciare il meglio di lui, di fargli catapultare fuori quel poco di coraggio che aveva. Fece un respiro profondo, prima di sedersi vicino a lei. Nel letto c'era così poco spazio libero, che dovette ammucchiare fogli e matite sul cuscino.
-Posso dirti una cosa, Stiles?- scattò lei, quando lui finalmente fu comodo.
-Certo.- soffiò troppo piano.
-Dovresti uscire.- abbassò lo sguardo. Ma cosa stava facendo?
-Uscire? E con chi?-
-Con i tuoi amici, Stiles. Lo sai che ti vogliono bene. Che anche io ti voglio bene.- era riuscita a dirlo. Si sentiva più leggera.
Lui fece un sorriso storto. -Grazie, Lydia.- anche lei sorrise, poi posò la testa sulla sua spalla.
-Ci manchi tanto, Stiles. È orribile stare senza di te in questa situazione. Abbiamo così bisogno tutti di tutti, Stiles.- le posò un bacio sui capelli. Aveva un profumo così buono. Tutto di Lydia gli conferiva un sentimento positivo, tanto che si ritrovò a cercare la sua mano e tenerla stretta nella propria.
Il telefono della ragazza squillò improvvisamente, e lei rispose senza neanche controllare chi fosse. Acconsentì un paio di volte, e dopo un veloce "arrivo" chiuse la tele fonata. Si alzò dal letto, mentre Stiles le lasciava riluttante la mano.
-Devo andare.- disse sorridendo calorosamente. Il suo sorriso lo faceva sentire così al sicuro. Annuì, facendo comparire sulle sue labbra una leggera curva. Teneva gli occhi bassi, mentre trovava il coraggio per dire quattro semplici parole: -Di andrebbe di uscire?-
Lei fu colta alla sprovvista. -Solo io e te?-
-Solo io e te.-
-Va bene, Stiles. Domani alle otto.- andò velocemente verso la porta, l'aprì e varcò la soglia. -Non tardare neanche di un minuto!- e così andò via.
EHIA
Salve gente che legge quello che mi stra passa per la testa. Non é una OS a tema "sovrannaturale" o cose simili. Solo, mi era venuto in mente di scriverlo, quindi...
Ho tipo dieci OS in bozze, ma non trovo mai tempo di scrivere. Per mancanza di ispirazione, o magari inizio e poi poof sparisce tutto dal mio cervello. Ahahah mi dispiace, ma scrivo solo quando ho voglia, e mi dispiace per voi povere persone che leggete questi deliri.
Baci, Bebs
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