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18. How?!

Guardo prima Niall che mi sta tenendo la mano con fare abbastanza protettivo e poi il mio fratellastro avvinghiato a quella ragazza di cui ancora non so il nome. Sbuffo mentalmente e tiro un urlo di disperazione dando un bacio a stampo a Niall.
«Andiamo, amore.» metto più enfasi di quella che dovrebbe starci sull'ultima parola ed esco fuori da quel lurido bagno.

«Ehi, dove mi stai portando?!» mi chiede il biondo irlandese mentre lo trascino per le strade di Londra.
«Hai casa libera?» domando riferendomi a suo fratello che, essendo in ferie per le vacanze di Natale, potrebbe essere a casa.
«No, dovrebbe esserci Theo.» ribatte riferendosi a suo nipote, facendomi riflettere.
«Beh, a quest'ora non dorme?» constato alzando un sopracciglio e mordendomi il labbro inferiore con fare interrogativo.
«Mh, sì, ma potrebbe svegliarsi se sente suoni strani...» spiega gesticolando ampiamente insicuro sul da farsi.
«Ma chi ti ha detto che io voglio fare quello?» chiedo cercando di metterlo in imbarazzo, tanto per divertirmi un po'.

Quando vedo le sue guance diventare di un rosso violento scoppio a ridere mentre lui cerca di giustificarsi.
«S-scusa, pensavo che, tipo, volessi casa libera per quello.» cerca di nascondere il rossore sulle sue goti abbassando il capo e guardando le sue scarpe.
«Piccolo, stavo solo scherzando.» lo rassicuro sentendomi, però, leggermente in colpa per il nomignolo poco veritiero - riguardo i miei sentimenti.
«Ah-ah, divertente.» mi prende in giro simulando una falsa risata prima di mordicchiarmi l'orecchio infastidendomi - odio quando le persone poggiano i loro denti sopra la cartilagine che compone quella parte del mio corpo, mi dà sui nervi.

Faccio finta di nulla, comunque, e cerco di reprimere una smorfia di fastidio per non offendere Niall.
«Allora andiamo?» chiedo impaziente mentre lui mi fa entrare nella sua auto.
«Certo, allora casa mia.» afferma prima di accendere il motore e sfrecciare attraverso il buio della notte.
«Holland?» richiama la mia attenzione il biondo, mentre svolta a destra inclinando lo sterzo nella medesima direzione.
«Ti amo.» scandisce bene le parole prima di farmi morire dentro; insomma, non me le aspettavo.
«Anch'io Nì, anch'io.» ripeto più di una volta cercando di convincere me stessa, pur sapendo che non ricambierò mai il sentimento che prova il ragazzo alla mia destra.

Sono una persona a dir poco orribile. E lo penso davvero. Come può una persona mentire così spudoratamente ad un'altra che invece stravede per lei? Il punto, in realtà, è proprio questo qui: Niall mi ama ed io pure lo amo, ma non allo stesso modo. Lo amo come un fratello, come un amico - uno dei migliori in assoluto, ma non come un fidanzato. Insomma, è come dire un "ti amo", di quel genere, a tuo fratello; sembrerebbe strano, no? Eppure eccomi qui a dire bugie, per l'ennesima volta, a questo essere umano. Mi sento un vero schifo, ma pur di dimenticarmi di quell'energumeno del mio fratellastro, farei le peggiori cose e, in un certo senso, le sto già facendo. Odio mentire alle persone a me care, ma purtroppo mi sento obbligata a farlo a causa della situazione critica.

«Sai, quando questa sera mi hai portato in quel bagno, pensavo volessi solo sesso da me; ma ora capisco che mi sbagliavo. Sei la persona più bella che io abbia mai conosciuto; certo, hai commesso molti errori, ma di sicuro non con cattiveria.» mi guarda ogni tanto facendomi mordere la guancia dall'interno per tutto quello che sto facendo. Non solo sto mentendo spudoratamente al povero ragazzo accanto a me, ma gli sto dando anche delle speranze a vuoto.

Sei solo un'orribile persona che si approfitta dei più ingenui. Purtroppo, il mio subconscio ha pienamente ragione ed io sono così tremendamente stupida, da non dargli ascolto e continuare la mia farsa.

Sorrido e mi scuso per gli errori commessi in passato, promettendo di impegnarmi a farne di meno, non solo con lui, ma in generale. Mi passo una mano tra i capelli e, in men che non si dica, arriviamo davanti casa sua.

Scendiamo dall'auto e, dopo aver aperto la porta con le chiavi prese dalla tasca posteriore di Niall, entriamo dentro casa. Neanche il tempo di accendere la luce per non andare a sbattere contro qualcosa che iniziamo a scambiarci baci carnali poco casti. Anche se non sono innamorata di lui, devo ammettere che è un ragazzo meraviglioso, sia dal punto di vista estetico che caratteriale. È dolcissimo, ma allo stesso tempo riesce ad essere sexy: come fa?!

Gli prendo il labbro inferiore tra i denti ed inizio a torturarlo perché adoro i suoi miagolii poco virili ma contemporaneamente eccitanti. Mi palpa in modo poco delicato una natica così, in cambio, caccio fuori dalla gola un urlo soffocato.
«Stanza da letto, ora.» ordino appena abbraccio con le gambe la sua vita ricoperta solo da una maglietta.
«Andiamo.» annaspa lui tra le parole portandomi al piano di sopra reggendomi con entrambe le mani poggiate sulle mie chiappe.
«Piano, il braccio, scemo.» lo rimprovero bonariamente quando, per sbaglio, mi fa scontrare il gesso contro la ringhiera della scala.
«Scusa, amore.» mi dà un bacio casto per farmi capire che gli dispiace e continua a trasportarmi su per i gradini.

Arrivati al piano superiore cadiamo perché Niall inciampa maldestramente su un mobile riposto lì vicino.
«Oh mio dio, scusa!» urla Niall sollevandosi sui gomiti con me a cavalcioni sopra di lui per via della caduta.
«Tranquillo!» scoppio a ridere e continuo a farlo esageratamente fin quando le lacrime non fuoriescono dai miei occhi ormai rossastri.

«Niall!» sentiamo urlare da una voce infantile che allunga la seconda vocale della parola.
«Oh santo cielo! Theo!» strilla Niall che inizia a correre subito verso la stanza del più piccolo.
«Vuoi aiuto?» chiedo raggiungendolo.

Lo trovo con in braccio suo nipote che lo guarda con un'espressione terrificata in viso.
«No piccolo, non è successo nulla.» lo culla facendomi rabbrividire. Non avevo mai visto nessuno, neanche un adulto, trattare un bimbo così facendolo calmare velocemente. Una scena dolcissima.
«Mi dispiace, è tutta colpa mia.» mi scuso raggiungendolo accanto al piccolo lettino che giace nella camera.
«No, Holland, sono io che sono caduto come un deficiente, facendoti ridere.» sogghigna posando Theo in mezzo alle coperte.
«Ehi, tranquillo, non ridevo così da tempo.» confesso accarezzandogli la guancia rosea.

~

Arrivo a casa di soppiatto, sperando che nessuno si svegli. Poso le chiavi nel centro tavola poggiato sul cristallo e salgo le scala piano piano, sperando che nessun gradino cigoli. Le mie preghiere vengono esaudite, per una buona volta nella mia vita, e riesco a raggiungere la mia camera senza che nessuno mi fermi o, quanto meno, si accorga della mia presenza.

Sospiro di sollievo quando la mia mano tocca la maniglia fredda della mia porta e, dopo aver girato la testa a destra e a sinistra per assicurarmi che non ci sia nessuno, l'abbasso. Entro in camera mia e, quando accendo la luce attraverso l'interruttore, per poco non prendo un infarto.
«Che cazzo ci fai qui?!» urlo in un sussurro - per quanto sia possibile, e porto una mano al petto cercando di tenere a bada il mio povero cuore. Il battito è notevolmente accelerato ed io cerco di calmarlo respirando pesantemente.

Non avrei mai immaginato questo: Harry seduto nella poltrona accanto alla finestra con le mani incrociate e lo sguardo volto verso la porta, con qualche riccio che gli cade sul viso. Ho seriamente avuto un arresto cardiaco vedendolo in quella posizione, al buio e per di più, a notte fonda.

«Ma sei per caso impazzito?!» grido per l'ennesima volta in un basso sussurro, raggiungendolo per dargli uno scappellotto sulla nuca.
«Stupido!» continuo a riempirlo d'insulti, prima che lui si alzi e mi blocchi i polsi con una solo mano.
«Perché sei tornata così tardi, Holland?» chiede autoritario stringendo leggermente la presa, ma non facendomi mai male.
«Cazzi miei.» rispondo a tono sfidandolo con lo sguardo.
«Ah, sul serio?» domanda innervosito dalla situazione.
«Sì, sono cazzi miei.» ripeto scandendo meglio le parole questa volta.

«Senti Holland, ora mi spieghi una fottutissima cosa: perché eri con il biondino?» chiede lasciando i miei polsi per poi mettersi davanti a me coprendomi con la sua figura un po' troppo alta e slanciata.
«Perché stiamo di nuovo insieme.» marco eccessivamente l'ultima parola della frase, sperando che se ne vada dalla mia camera lasciandomi in pace.
«Ah, fantastico.» ridacchia nervosamente mordendosi il labbro superiore.
«E da quando?» chiede ancora più "curioso" - se così lo posso definire al momento - di prima.
«Da questa sera.» continuo guardandolo dal basso - perché sì, sono dannatamente bassa in confronto a lui.

All'improvviso, senza nessuna previsione o gesto di preavviso, mi bacia.

Ma non è un bacio carnale, direi che le nostre labbra si stanno semplicemente toccando, come quando all'asilo baci qualcuno per sbaglio. Lui non accenna a muoversi dalle mie labbra e, anzi, mi avvicina a lui poggiando le mani sui miei fianchi e tenendomi stretta. Io, al posto di scostarmi, resto ferma lì, senza stancarmi dalle sue carnose labbra. Stranamente, il bacio dura più di trenta secondi, ma le nostre bocche non si sono mosse: stanno semplicemente lì, attaccate l'una all'altra.

Si stacca dopo qualche altro secondo lasciandomi interdetta; mi guarda negli occhi - che fino a pochi secondi fa tenevo chiusi, e finalmente parla.
«Come pensavo. Buonanotte Holly.» dice semplicemente prima di lasciare i miei fianchi e dirigersi verso la sua camera.

Lascio un sospiro che non sapevo di star trattenendo e mi guardo intorno prima di infilarmi il pigiama. Così, afflitta dalla brutta situazione decido che è meglio dormire per un bel po'.

~

Mi sveglio con un po' di riluttanza quando vedo, o miglio, sento qualcuno aprire la porta della mia camera immacolata. Sbuffo sonoramente e mi giro dall'altra parte del letto desiderando solamente di ritrovare un altro po' di sonno, prima di alzarmi definitivamente.
«Amore.» sento il materasso abbassarsi per il peso di un qualcuno che, capisco perfettamente, essere Niall, il mio nuovo ragazzo. Mugugno in risposta cercando un'altra posizione comoda nel mio letto caldo, incapace di formulare una frase di senso compiuto.
«Piccola.» sento un altro richiamo e, subito dopo, due labbra poggiate sulle mie.

Appena sento quel contatto mi ritraggo immediatamente, insomma, non mi sono neanche lavata i denti che già il biondo irlandese mi vuole baciare. Preferisco darmi una ripulita prima; così, sorrido dandogli un piccolo buffetto sulla guancia e, con qualche difficoltà a causa del braccio rotto, mi alzo svogliatamente.
«Arrivo tra qualche secondo, Nì.» raggiungo il bagno e, dopo aver afferrato un asciugamano celeste, mi sciacquo il viso.
«Amore, oggi stiamo tutto il giorno insieme.» mi avvisa ed io, sentendomi una persona a dir poco orribile ed insensibile, sospiro silenziosamente annoiata da quella notizia.

Non che non mi piaccia passare del tempo con Niall, ma un'intera giornata da spendere con lui mi sembra un po' troppo.
«Piccola?» mi richiama dato che prima non l'ho neanche degnato di una risposta.
«Sì, Nì, ho sentito; scusa mi stavo lavando i denti.» mento dicendo la prima cosa che mi viene in mente e alzando gli occhi al cielo.
«Oh, okay.» risponde e, dal suo tono afflitto, posso capire che si sia offeso dal mio precedente modo di parlare.

«Ehi.» esco dal bagno con i capelli raccolti in una crocchia.
«Che hai, piccolo?» chiedo accarezzandogli una guancia con fare dispiaciuto; mi sento una persona schifosa.
«Nulla...» omette di dirmelo ed io mi rattristo ancora di più.
«Nì dimmelo, ora.» ordino bonariamente cercando di risolvere il problema andatosi a creare nell'ultimo momento.
«È come se tu non mi volessi sul serio qui con te. Cioè, stamattina quando mi sono presentato in camera tua per salutarti con un bacio tu invece di ricambiare mi hai respinto.» spiega mordendosi il labbro inferiore roseo e giochicchiando con le sue dita.
«Niall! Oh mio Dio, non è come pensi.» dico, questa volta, in piena sincerità.
«È che non volevo che la tua bocca assaporasse il mio bellissimo alito mattutino.» punto sull'ironia per farlo ridere e, a quanto pare, ci riesco.

Sorrido a quelle meravigliose labbra piegate all'insù e gli dò un bacio sul collo.
«Grazie, Holland. Sei l'unica persona che mi fa ancora sentire vivo.» mi confessa in tutta sincerità ed io sento il mio cuore rompersi in mille pezzi.

Dato che non so cosa rispondere, non vorrei mentire più di quello che già sto facendo, gli prendo il viso tra le mie piccole mani e gli bacio la punta del naso per poi riempirlo di soffici carezze sui capelli. Lo sento apprezzare attraverso qualche sorta di miagolio e continuo a passare la mano contro il suo ciuffo biondo perfettamente acconciato.
«Dove andiamo?» chiedo riferendomi al "staremo tutto il giorno insieme" di qualche istante fa.
«Volevo portarti in un posto molto carino.» dice vago mantenendo l'effetto sorpresa che voleva fin dall'inizio.

Alzo il sopracciglio e corruccio le labbra in una smorfia interrogativa. Dove vuole portarmi oggi? Le domande che inondano la mia mente sono tante ma la più frequente è una sola: voglio davvero prendere, per l'ennesima volta, in giro questo meraviglio ragazzo? Mi passo una mano tra i capelli frustrata e lo guardo con uno sguardo da cucciola per convincerlo a parlare.

«Dai, Nì!» cerco di addolcirlo baciandogli il collo e soffiandoci sopra subito dopo.
«Ti prego.» dico passandogli una mano sul viso liscio, stranamente privo di barba.
«Lo scoprirai solo se vieni.» posiziona le sue labbra sul lobo del mio orecchio facendomi risucchiare un respiro per il fastidio provocato dai suoi denti.
«E allora, andiamo.» replico alzandomi per poi dirigermi verso l'armadio e afferrare un pantalone è una semplice maglietta a maniche lunghe.
«Mettiti qualcosa di pesante.» mi avvisa abbracciandomi per i fianchi da dietro.
«Uhm, okay.» rispondi assumendo una espressione concentrata.

Afferro una felpa e indosso tutti gli indumenti che avevo in mano, sotto lo sguardo lussurioso di Niall che, quasi, mi fa paura.

Raggiungiamo la sua macchina dopo aver salutato Des e mi chiedo dove sia Gemma a quest'ora. Poi rifletto meglio e deduco che, sicuramente, sarà con Angie.
«Ti puoi mettere comoda, ci vorrà un po'.» mi avvisa accendendo il motore e, in seguito, il climatizzatore.
«Sì, ma dove stiamo andando?» tento, per l'ultima volta, di capire dove mi stia portando il ragazzo che ha un ghigno divertito sul volto. Sbuffo e mi giro dall'altro lato.
«Bene!» faccio finta di essere arrabbiata sperando che mi dica qualcosa, data la mia immensa curiosità.

Quando vedo che non accenna a dirmi qualcosa, mi arrendo all'idea che, forse, dovrei solamente rilassarmi e aspettare pazientemente.
«Holland?» richiama l'attenzione il biondo alla mia destra.
«Dimmi.» sospiro mettendomi più comoda nel grande sedile morbido.
«Puoi dormire un po', ti sveglio appena arriviamo.» mi avvisa prendendomi la mano e posandogli un leggero bacio al di sopra.

In risposta chiudo semplicemente gli occhi ed inizio a viaggiare con la mente per poi cadere in un sonno profondo.

~

Alzo lentamente le mie palpebre cercando di far abituare le mie pupille alla forte luce del sole. Sbadiglio leggermente e sento la macchina girare per affrontare una curva. Mi guardo intorno e vedo Niall che sta guidando tenendo gli occhi fissi sulla strada; per qualche secondo si gira verso di me per poi sorridermi.
«Buon risveglio, eh.» ridacchia ed io corrugo le sopracciglia non sapendo di cosa stia parlando.
«Hai dormito per circa un'ora.» spiega gesticolando con le mani.
«Beh, qualcuno mi ha svegliato presto questa mattina ed io ieri sera, a causa di qualcuno, sono andata a letto tardi.» borbotto queste parole e, mentre le pronuncio, nella mia mente riaffiorano le immagini di me ed Harry ieri sera, nella mia camera.

Niall ridacchia e, in seguito, parcheggia in una strada sterrata, molto familiare.
«Dove siamo?» chiedo scendendo velocemente dalla macchina, sorpresa dal luogo in cui poggiano i miei piedi.
«Vieni.» ritorna ad essere evasivo a questa domanda ed io roteo gli occhi sbuffando.

Qualche metro e insulto dopo, arriviamo davanti un piccolo laghetto che, però, a causa delle fredde temperature, è quasi gelato, ma non del tutto.

Oh mio dio! Quel piccolo posto paradisiaco è lo stesso in cui mi aveva portato Harry all'inizio della nostra sadica "amicizia". Mi sento tremendamente in colpa: per Harry perché sono venuta nel suo "posto speciale" con un'altra persona e per Niall perché non sto dimostrando tutto l'entusiasmo che vorrei. Mi guardo intorno facendo finta di non conoscere questo strabiliante paesaggio e apro la bocca per simulare una finta espressione stupita.

«Oh mio Dio! È meraviglioso, Nì.» cerco di sembrare molto entusiasta per questa sorpresa e lui sorride in cambio.
«Ti piace?!» chiede eccitato al massimo, facendomi sentire ancora più in colpa.
«Sì, tantissimo.» dico facendo fuoriuscire dalle mie labbra una piccola nuvoletta d'aria fredda. Accidenti alle temperature troppo fredde dell'Inghilterra!
«Allora, ho portato tutto per fare un picnic, piccola.» mi avvisa prendendo dal bagagliaio della macchina un cesto.
«Ecco qui!» esclama mostrandomi gli oggetti che tiene stretti tra le dita.
«È una cosa dolcissima.» dico sinceramente dandogli un bacio veloce sulla guancia.

«Allora, mangiamo.» mi prende in braccio a mo' di sposa ed io ridacchio flebilmente.

Dopo aver mangiato i sandwich che Niall ha preparato con "tanto amore", parole sue non mie, ci stendiamo sull'erba fresca osservando il cielo chiaro e le chiome degli alberi sopra di noi.
«È davvero meraviglioso.» il primo a parlare è lui che si accoccola sul mio petto coprendoci ancora di più con il plaid che ha portato.
«Sì, ma, cazzo, fa davvero freddo.» mi ritrovo a ridacchiare scuotendo la testa. 

«Beh, piccola, siamo a metà dicembre, cosa ti aspettavi?» scoppia a ridere mordicchiandomi la mandibola.
«Sì, hai ragione.» ammetto prima di afferrare il mio cellulare e azionare la mia playlist.
«Ti stai annoiando, vero?» alza il viso verso il mio e le sue labbra si piegano verso il basso in un'espressione abbastanza dispiaciuta.
«Cosa? No!» gli schiarisco le idee.
«Ho messo un po' di musica solo per rendere il momento ancora più magico.» spiego dandogli un bacio sul naso.

«Sicura?» mi stringe ancora di più a sé ed io spero vivamente che questa farsa finisca più velocemente del previsto. Non posso più mentire a questa stupenda creatura dagli occhi azzurri come il fondo dell'oceano.
«Sicurissima.» affermo poggiando il mio iPhone vicino al mio fianco.
«Ti amo, piccola mia.» dice prima di baciarmi la punta del naso.
«Anch'io.» rispondo e mi maledico quando al posto di quei capelli biondi immagino una massa di ricci e, invece di quei occhi blu da cucciolo, degli occhi verdi svegli e vispi.

In poco tempo lui chiude gli occhi abbandonandosi alle sensazioni rilassanti ed io lo imito, cercando di non pensare a tutta la situazione in cui sono messa.

«Niall.» lo richiamo cercando di distogliermi da quegli orribili pensieri che, piano piano, mi stanno lacerando l'anima.
«Mh.» mugola dolcemente, troppo rilassato per rispondermi attraverso le parole.
«E se scappassimo?» chiedo con occhi sognanti, anche se lui, al momento, non può osservarmi.
«E dove vorresti andare, piccola?» domanda curioso e scioccato allo stesso tempo ed io sorrido ampiamente.
«Ovunque, solo, andiamo via di qui.» i vocaboli lasciano le mie labbra senza che io li possa fermare e, questa cosa, mi spaventa un po'.

In realtà, non so perché lo sto facendo, insomma, so che non è lui la persona con cui vorrei andare via da tutto e tutti, ma, ora, mi sembra una buona idea per cercare di innamorarmi di lui e non pensare a tutto il resto.

«Dai, dico sul serio.» ribatto prendendo un suo piccolo ciuffo più scuro tra le dita affusolate.
«Amore, sai che lo vorrei fare, ma devo badare a Theo per qualche mese ed io non so se mio fratello potreb - » inizia a parlare dispiaciuto, ma lo interrompo.
«Okay, ho capito, tranquillo. Anzi, scusa sono solo un'ingenua, non c'ho pensato bene. Cioè sono solo una stupida, che cacchio avevo in mente?! Abbandonare tutto il mondo per andare solo Dio sa dove, senza soldi né un lavoro?» rido istericamente dandomi della deficiente da sola.

«No amore, cioè io l'avrei fatto. Ma non potrei bai abbandonare Theo, piccola. Scusa.» spiega dandomi dei baci sul collo posizionandosi sopra di me, come se dovesse fare delle flessioni.
«Scusa...» metto il broncio cercando di non piangere per la disperazione e per la frustrazione accumulata negli ultimi giorni e stringo le sue mani più grandi nelle mie.
«No, amore è tutto okay.» mi consola dandomi ancora baci sul collo.

In pochi minuti scoppio a piangere e lui, spaventato da quella mia strana reazione ad un appuntamento così dolce e carino, mi abbraccia prendendomi in braccio a mo' di sposa e mi dice "andiamocene piccola".

~

Arrivati a casa mia, dove la macchina di mia madre è parcheggiata al suo solito posto, entriamo dirigendoci nella mia camera. Appena apro la porta, troviamo Gemma ed Angie che si baciano passionalmente e neanche ci notano sull'uscio della porta. Chiudo velocemente e più delicatamente possibile la porta e guardo Niall.
«Devo fottutamente imparare a bussare prima di entrare, anche se la camera è mia.» dico sbuffando sonoramente.
«Sì decisamente, piccola.» ridacchia Niall guardandomi negli occhi.
«È già la seconda volta che succede!» dico facendo una smorfia disgustata: non perché io non accetti gli omosessuali, ma è ancora strano vedere mia sorella ed un'altra ragazza pomiciare in camera mia.

«Allora dove andiamo?» chiede il biondo con un sorriso stampato sul volto.
«Proviamo camera di mio fratello.» dico prendendolo per la mano e trascinandolo verso la porta accanto.

La apro senza neanche bussare e trovo Harry con un paio di occhiali da vista (mi chiedo da quando lui porti gli occhiali correttivi) che sta studiando solo Dio sa cosa, visto che ci sono le vacanze. La sua testa si gira di scatto verso di noi ed arrossisco quando vedo che è in pantaloncini, senza indumenti che gli coprono il busto. Perché arrossisco?
«Oh beh, uhm, pensavo che non fossi qui.» dico gesticolando sperando che non confessi nulla sull'accaduto di poche ore fa.
«È okay, tranquilla Holly.» afferma semplicemente prima di indicarmi la porta e rigirare la testa verso il suo libro.
«Se non volete rimanere con me a studiare filosofia, chiudete la porta.» ordina senza mai staccare gli occhi dal testo.

Inarco le sopracciglia stranita dal suo strano comportamento e lo osservo più a lungo di quanto dovrei perché, Niall, mi guarda con un sopracciglio alzato.
«Cosa stai facendo?» chiedo piegando leggermente il capo di lato per la mia immensa sorpresa nel vederlo così.
«Sto studiando filosofia.» ripete scandendo lentamente le parole in modo tale da farmi capire meglio.
«Sì...» rispondo socchiudendo gli occhi, studiando meglio questa scena alquanto ambigua.
«Usciamo di qui.» dico verso Niall prima di uscire da quella stanza infernale.

«Ma cosa è appena successo?» domanda, giustamente, il biondo che mi sta seguendo giù per le scale.
«Sh.» lo zittisco dandogli un bacio, lungo, sulle labbra.
«Mh, amore, dovrei andare.» mi dice poggiandomi la mano sulla guancia calda.
«Okay, mi mandi un messaggio dopo?» chiedo passandogli una mano tra i capelli.
Annuisce prima di darmi un bacio a stampo; salta gli ultimi due gradini e poi si dirige verso la porta.

Sta per uscire quando Des, lo blocca sull'uscio della porta mettendogli la mano sul petto. Risucchio un respiro, cercando di capire perché il mio patrigno non faccia uscire il ragazzo che, adesso, ha un'espressione terrificata in volto. Penso che non abbia paura dell'uomo biondo in sé, ma solo dell'idea che quest'ultimo, per me, rappresenti una figura importante.

«Perché non rimani a cena?» chiede l'uomo più grande sorridendo ampiamente. Ridacchio alla scena pensando quanto sia carino il carattere del compagno di mia madre e scendo le scale per raggiungerli.

«Des.» richiamo la sua attenzione vedendo Niall in difficoltà.
«Non può restare perché suo nipote è piccolo e ha bisogno di lui in casa.» concludo dandogli una pacca sulla spalla.
«Oh okay, mi dispiace... Sarà per la prossima volta.» dice dispiaciuto.
«Certo.» dice Niall rosso in viso mordendosi la pelle del labbro inferiore con fare imbarazzato.
«Allora ciao.» saluta dandomi un bacio all'angolo della bocca. Sorrido in risposta e chiudo la porta dietro di lui per poi guardare il mio patrigno negli occhi.

Mi mette il braccio intorno alle spalle e iniziamo a preparare la cena.

Appena è pronta ci sediamo tutti, tranne mia madre che è stata trattenuta a lavoro, ed iniziamo a parlare del più e del meno mentre assaporiamo l'ottimo pollo cucinato da Des - ora capisco da chi Harry ha preso le abilità culinarie.

«Devo parlarvi.» ci avvisa Des tutto d'un tratto. Ci osserva ed inizia a parlare.
«Non prendete impegni per queste due settimane.» dice serio guardandoci ognuno negli occhi, quasi spaventandomi.
«Che cosa significa?» chiediamo io ed Harry - seduto di fronte a me, all'unisono.
«Che facciamo una vacanza, tutti insieme.» spiega versandosi del vino nel bicchiere.
«Ai Caraibi, per due settimane e tre giorni.» conclude poggiando le labbra sul bicchiere.

Caraibi? Due settimane?

Angolo autrice

Non so da dove partire con le scuse. Sul serio, mi dispiace tantissimo se non aggiorno più come prima, ma, tra la scuola, la palestra e gli amici, non so più come dividermi.
Questo non significa che abbandonerò la storia, questo MAI. Adoro troppo la storia in sé e voi che la commentate e la leggete sempre nonostante le lunghe attese per un capitolo.
Spero vi piaccia, vi prego di commentare e cliccare quella meravigliosa stellina.
Solite domande
1) avete mai pensato come sarebbe la vostra vita senza i One Direction?
2) avete animali domestici?

La vostra Tori.

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