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12. I lost the verginity.

Mi giro improvvisamente verso il mio amico biondo che ha gli occhi sgranati e la fronte corrugata. Non posso davvero credere a quello che i miei occhi stanno vedendo: nel materasso c'è una macchia color rosso sbiadito, segno che qualcuno debba essersi "ferito'' in qualche modo. Giro i tacchi verso il bagno e ci corro dentro prima di abbassarmi gli slip e vedere quello che avrei voluto evitare sin dall'inizio. C'è del sangue (seppur poco) nelle mie mutande e sono sicura al cento percento che non è il mio ciclo.

«Niall.» lo chiamo con tono preoccupato; lui, con occhi ancora pieni di stupore, sorpresa e preoccupazione, mi raggiunge e mi guarda con espressione interrogativa.
«Cosa abbiamo fatto ieri sera?» dico guadandomi ancora intorno con fare incredulo.
«Holland, questo significa che...» lascia in sospeso la frase facendomi capire quello che è appena successo.

Niall mi poggia violentemente contro il letto, prima di posizionarsi tra le mie gambe e sfilarmi il reggiseno sul mio petto prendendo a massaggiarmi i capezzoli che, inevitabilmente, diventano duri sotto al suo tocco. Grazie anche ad il suo aiuto, gli sfilo la maglietta e la tiro in un posto lontano e remoto dalla sua camera. Lascia vari baci sul mio viso e poi torna a lambire le parti della pelle che costituiscono il retro del mio orecchio e poi morde e succhia avidamente il lobo morbido ricoperto da un piccolo dilatatore. Ansimo senza pudore mentre spinge i suoi fianchi contro miei, creando dell'attrito tra i nostri corpi.

«Niall.» lo chiamo toccandogli i pettorali non troppo muscolosi, ma abbastanza definiti.
«Uhm, piccola?» risponde palpando il mio seno, mentre le sue labbra lavorano imperterrite sulle mie clavicole che, dopo tutti questi succhiotti, chiedono pietà.
«Io sono vergine, quindi... la mia domanda è... farà male?» chiedo schietta senza troppi giri di parole, tutto questo grazie all'alcol che scorre nel mio corpo; non avrei mai avuto il coraggio di dire una cosa del genere in modo così sfacciato.
«Piccola, vuoi una bugia o la verità?» chiede prendendomi a baciare i fianchi magri da dove sporgono leggermente le ossa.
«Bugia.» chiedo in un tono interrogativo, non capendo a pieno le sue parole.
«No, non farà male.» dice sorridendomi e ridacchiando a causa della mia fronte corrugata.

Ecco, grazie alle sue poche ma ben chiare parole, ho capito che, invece, sì. Farà leggermente male.

«Okay; beh, togliamoci questo dente!» dico prima di afferrargli i capelli tra le dita e tirarli lievemente facendogli emettere un suono gutturale che mi fa accapponare la pelle.

Non pensavo, in realtà, che avrei mai potuto parlare in questo modo della mia tanta protetta verginità. Insomma, ho diciotto anni, età abbastanza avanzata, chi a questi tempi ha ancora l'imene integro? Tutte le mie amiche, fin dai quattordici/quindici anni, si vantano di aver fatto sesso o, almeno, fatto preliminari con qualcuno, invece io... Invece io, mi vantavo di aver un cellulare nuovo o qualcosa di quantomeno simile; cioè, cosa potevo dire a riguardo? ''No, mi dispiace. Ma io non ho neanche baciato un ragazzo e, beh, mi spavento anche all'idea di soffrire perché un qualcosa di estraneo entra nella mia vagina'', non sarebbe stata una bella risposta.

«Sicura?» chiede il ragazzo steso sopra di me con fare abbastanza premuroso. È impressionante come Niall, anche fatto di robe stupefacenti e alcolizzato fradicio, come un barbone a Natale in cerca di un po' di felicità, sappia essere dolce e comprensivo.
«Sì, vai, adesso.» è più un ordine che altro, ma non voglio aspettare altro tempo; se devo soffrire, meglio farlo velocemente. Niall sorride impercettibilmente alla mia ''supplica'' e mi prepara infilandomi due dita dentro. Come le prime volte, la sensazione all'inizio è strana, ma dopo diventa sorprendentemente piacevole ed eccitante.

Prima che possa riflettere su altro o, quantomeno, ansimare, Niall posiziona il suo pacco all'altezza della mia entrata e, con un colpo leggero ma allo stesso tempo doloroso, entra in me rubandomi un sussulto.
«Porca troia.» sussurro chiudendo gli occhi e mettendo le mani sul viso in segno di protesta a tutto quel dolore.
«Niall, ti prego va' piano.» lo supplico lasciando cadere una lacrima dal mio occhio destro. Cavolo, non pensavo facesse così male perdere la verginità; certo, me ne hanno parlato e ho sentito dire che la prima volta non è molto piacevole, ma non credevo si provasse tutto questo dolore.

«Ahi, porco Giuda.» sussulto quando il biondo entra completamente in me facendomi inarcare la schiena e facendo cospargere quest'ultima di brividi. Mi accarezza un fianco mentre inizia a prendere velocità e costanza nei movimenti, sempre, però, con la sua solita delicatezza.
«Piccola, se ti faccio troppo male dimmelo eh.» continua a sussurrarmi in un orecchio ed a accarezzarmi una gamba con tocco leggero e sensuale, quasi fossi fatta di ceramica.
«Mmh.» mugolo ad un certo punto provando sin troppo dolore.
«Aspetta. Per favore.» supplico bloccando i suoi piccoli ma costanti movimenti che mi fanno provare fastidio e male.

Le sue azioni si arrestano e mi accarezza leggermente una guancia.
«Mi dispiace piccola.» dice con voce flebile prima di chiedermi un'altra cosa che, però, mi fa arrossire.
«Solo... posso un altro po'? Stavo per venire...» mi dà un bacio casto ed esageratamente dolce sulle labbra. Annuisco con un coraggio che non so neanche mi appartenga e lui, con un'ultima ma abbastanza forte spinta, viene dentro il preservativo - che neanche ho notato abbia messo.
«Uh.» sospira cadendo pesante sul mio corpo, facendo leva con le braccia per non schiacciarmi del tutto.

«Niall.» lo chiamo accarezzandogli il cuoio capelluto al di sotto dei capelli biondi tinti.
«Ho appena perso la mia innocenza?» domando con fare molto cruciale. Lui, prima di rispondere, come se abbia fatto la domanda del secolo, mi scruta il viso con occhi abbastanza sgranati e colpevoli.
«Sì, ma sai? Sono felice di averla presa io e non un altro, magari stronzo.» conclude baciandomi la parte laterale del busto su cui è comodamente poggiato.
«Quindi, beh, te lo volevo chiedere da tanto tempo...» dice passandosi una mano sul volto, come se fosse frustrato.
«Vorresti essere la mia ragazza?» chiede.

Ed ecco la fatidica domanda, quella che appena viene posta, tutte le ragazze iniziano a farsi mille film mentali su come potrebbero chiamare i loro futuri figli. Per me, d'altra parte, è la prima vera volta che sento pronunciare queste parole da un ragazzo, insomma, nessuno mi ha mai vista in quel modo. L'unica cosa che posso associare a questa domanda era un semplice ''ti sbatterei al muro, qui, ora, subito''; ma penso che quello è una richiesta per fare sesso più che per avere una relazione seria.

Niall, preoccupato del mio silenzio, sospira e mi dice un semplice ''lascia stare", prima di alzarsi dal letto per andare in bagno.
«No!» lo fermo dal polso e, la sorpresa e lo stupore è così tanto che, cade di nuovo sul letto.
«Voglio esserlo, cioè, tu mi piaci Niall.» concludo tirandomelo al di sopra e baciandolo con foga.

«Siamo fidanzati?» dico al biondo che prima mi mostra un espressione scioccata e, dopo, mi sorride contento ma anche incerto.
«Ricordi?» chiede passandosi una mano tra i folti capelli.
«Sì...» rispondo prima di stampargli un bacio sulle labbra.
«E non me ne sono pentita per niente.» continuo prima di baciarlo con giusta foga, come se volessi tranquillizzarlo.

~

«Sono a casa!» urlo ore dopo, prima di chiudere la porta alle mie spalle con fare abbastanza scocciato. Quando non odo nessuna risposta - cosa che mi rende molto, molto felice, salgo la rampa di scale e raggiungo la mia camera prima di buttarmi nel letto a mo' di sacco di patate.

Sto pensando a tutto quello che magicamente è successo nel giro di poche ore. Ho perso la mia tanta custodita verginità ed ho un nuovo ragazzo; ma la cosa che mi fa riflettere maggiormente è che, infine, la mia innocenza non l'ha presa Harry, ma un'altra persona. Comunque, meglio: non sarebbe stato facile convivere come fratelli quando, magari, invece, la notte prima si hanno avuto rapporti sessuali con molta passione - insomma, non sarebbe una cosa carina. Il mio cervello elabora mille teorie su come potrei dire al mio fratellastro che ormai non è più necessario che mi dia lezioni sul sesso; caspita, ho un fidanzato, non sarebbe giusto fare una cosa del genere. ''Beh, Niall ieri sera mi ha scopata facendomi perdere tutto quello che invece, come previsto, avresti dovuto prendere tu.'' non sarebbe carino e, come dire... simpatico, da sentire.

Prima che possa riflettere ancora su come potrei dire ad Harry tutto quello che è successo nella sera precedente, il mio cellulare vibra risvegliandomi dai miei pensieri.

Da Niall: Scendi amore.

Ecco le parole citate dal messaggio di Niall che, sicuramente, sarà sotto casa mia. Infilo le mie solite Vans ai piedi e mi dirigo verso il piano inferiore per poi uscire dalla porta d'ingresso. Appena vedo il biondo aspettarmi davanti con una birra in mano e il cellulare nell'altra, corro verso di lui e gli salto, letteralmente, addosso.

Mi appendo al suo corpo a mo' di koala e gli stampo quanti più baci possibili sul viso. Lui fa cadere la bottiglia di birra vuota a terra e infila il suo cellulare nella tasca posteriore dei suoi stretti jeans.
«Piccola!» mi richiama avvolgendo le sue braccia attorno alla mia schiena per tenermi meglio.
«Come va?» chiede dandomi un bacio nella mandibola ed un altro nel collo scoperto.
«Bene, e a te?» rispondo e domando allo stesso tempo prima di fare un piccolo saltello per dispormi meglio attorno al suo corpo. Le mie braccia attorno al suo collo, le mie gambe allacciate alla sua vita abbastanza muscolosa e i nostri visi più vicini di quanto non basti.
«Meglio, ora che ci sei.» dice dandomi un bacio a stampo che, però, dopo qualche secondo, diventa abbastanza passionale.

Mentre mi poggia sulla fiancata della sua auto nera lucida, vibra il mio cellulare interrompendo tutti movimenti delle mie labbra contro quelle di Niall.
«Chi cazzo è?» dico sbuffando sonoramente, prima di acchiappare il mio iPhone dalla tasca e poggiarlo sul mio orecchio.

«Pronto?» rispondo appoggiando il mento nella spalla del biondo che mi sta ancora tenendo sollevata, nonostante il tempo trascorso.

Sospiro malamente quando quel qualcuno che mi ha chiamato - non ho visto chi fosse il mittente perché ho subito trascinato il dito sullo schermo senza vedere qual fosse il nome illuminato sul display, non risponde. Niall scoppia a ridere prima di mostrarmi il mio cellulare indicandolo con un dito.
«È messo al contrario, piccola.» scoppia a ridere ed io, imbarazzata tanto come poche volte in vita mia, giro il telefono nelle mie mani e ripeto di nuovo un semplice ''pronto'', udendo ancora le risate del mio ragazzo in sottofondo.

«Ehi! Holland, non ti ho vista più alla festa! Come stai?!» sento la voce di Gemma rimbombare nei miei poveri timpani che, sono sicura, si siano appena rotti.

«Ehi, Gem. Scusa, ma sono rimasta a dormire da Niall. Sta sera a casa ti spiego meglio. A proposito dove sei tu?» ribatto socchiudendo gli occhi sperando di ottenere una risposta concreta e veloce.

«Ti spiego stasera a casa.» ridacchia citando le mie stesse parole di poco prima e, dopo una lunga risata da parte mia, saluto e riaggancio il telefono e ritorno a fissare il biondo tinto davanti a me.

«Cosa vuoi fare stasera, piccola?» domanda il ragazzo posizionando le sue mani nelle mie cosce per trattenermi meglio.
«Beh, non so...» divago dandogli una miriade di baci sul collo per poi passare a mordicchiargli e a succhiargli il lobo morbido.
«Mi stai facendo venire in mente un idea, ma no, meglio evitare.» cantilena a denti stretti prima affermi il sedere tra le sua mani abbastanza grandi e palparlo senza moderazione facendomi gemere.
«Cosa vuoi fare?» chiedo innocentemente prima di sbottonargli solamente un bottone della camicia di jeans senza maniche che indossa. In tutta risposta lui mi morde la pelle che ricopre la mandibola e vi lascia un bacio umido al di sopra.

Lo guardo sempre con espressione abbastanza dolce ed innocua, prima di scendere, malvolentieri, dal suo corpo e dirigermi verso casa mia. Quando vedo, alzando lo sguardo sopra la mia spalla, che lui non mi sta seguendo ma mi guarda come per ottenere conferma io sorrido e poi chiedo ridacchiando ampiamente verso la sua direzione: "Non vieni, amore?". Appena sente queste parole mi sorride e con qualche lungo passo che meglio può definirsi falcata, mi raggiunge.

«Siamo soli?» chiede appena giungiamo nella mia grande camera. Annuisco, ma, successivamente, alzo un dito in segno di protesta.
«Ma non possiamo fare niente, perché credo che da un momento all'altro, arriverà mio fratello.» alla pronunzia di quel nome il mio stomaco si stringe in una morsa fatale e mi viene da vomitare.
«Oh, okay, piccola.» sorride prima di prendermi, per l'ennesima volta, in braccio, sbattendomi sulla parete dietro di me.
«Come siamo aggressivi oggi...» rido prima di prendergli il labbro inferiore tra i denti e tirarglielo in modo, forse, troppo aggressivo -come Harry mi ha insegnato a fare in una delle nostre lezioni-.

«Ahi.» ridacchia prima di darmi un leggerissimo schiaffo sulla cosca nuda a causa dell'indumento corto che indosso.

Prima che possa aggiungere altro, la porta di camera mia si spalanca e una Gemma alquanto stranita, mi si presenta davanti. L'espressione sulle sue labbra assomiglia vagamente ad una vocale ed io ridacchio mentre Niall, imbarazzato come mai visto prima in vita mia, mi poggia a terra.
«Che cosa stava succedendo qui?!» chiede mia sorella schifata prima di girarsi verso di me e gridare una cosa che mi fa ridere a crepapelle.
«Anche se questa non è solo camera mia, non voglio che qui dentro si scopi, okay!? Niente effusioni qui dentro!» grida disgustata prima di buttare il suo zaino a terra.

Zaino? Perché Gemma, nonché la ragazza che sta andando in bagno sicuramente per struccarsi, dovrebbe avere uno zaino?

«Gem?» la chiamo attraverso la porta del mio bagno personale, mentre Niall è occupato a sorridermi imbarazzato; il rossore sulle sue guance non tende ad andare via. È a dir poco adorabile.
«Sì?!» risponde lei uscendo dalla piccola porticina con il trucco sbavato sul viso, in mano una salvietta umidificata ed una crocchia scombinata a tenergli i capelli lontani dal viso angelico che si ritrova. «Perché avevi lo zaino?» chiedo corrugando le sopracciglia in un cipiglio stranito.
«Beh, sono andata a studiare a casa di Angie.» al solo pronunciare il suo nome i suoi occhi si illuminano immensamente.
«Perché domani ho una verifica di biologia.» sorride pronunciando quella frase e poi si gira verso Niall.

«Beh, quando avete intenzione di raccontarmi com'è successo?!» domanda sbraitando prima di guardarmi e puntarmi il dito contro.
«Perché me lo racconterete.» ordina prima di incrociare le gambe sul suo morbido letto.
«Beh, è successo e basta. Dopo ti spiego.» dico semplicemente prima di fulminarla con lo sguardo sperando di fargli capire che glielo avrei spiegato più accuratamente dopo, quando il mio ragazzo non sarebbe stato più presente.

«Piccola, io vado.» dice prima di stamparmi un veloce bacio sulle labbra e recarsi verso l'uscita. Seguo con lo sguardo tutti i suoi passi e gli faccio un cenno con il capo a mo' di saluto quando si gira per guardarmi un'ultima volta, prima di sparire dietro l'uscio della porta.

«Racconta, Holland.» grida prima di attirarmi a sé e stringermi in un abbraccio abbastanza stretto.

Sorrido e inizio a raccontarle di come ho perso la verginità con l'ultima persona che immaginavo potesse appropriarsi di quest'ultima. Di come mi sia fidanzata con un ragazzo che, fino a poco tempo addietro, consideravo solo un buon amico. E di come mi senta al riguardo; ometto la parte che comprende suo fratello e le lezioni sul sesso che, inevitabilmente, dovranno essere sospese.

Quando ricordo che devo parlare con Harry salto giù dal letto e mi reco alla porta d'ingresso per raggiungerlo ovunque lui sia a quest'ora. Gli mando un messaggio, sperando che la sua risposta sia esauriente.

A Harry: Dove sei? Dobbiamo parlare.

Credo che quel punto alla fine del messaggio gli dia una vaga idea su quale sia la notizia; è risaputo che questi segni di interpunzione rechino vari danni al sistema nervoso umano. C'è un punto? Dii addio alla tua sana tranquillità. Spero solo che risponda o, quantomeno, venga a casa. Prima che possa riflettere ancora su come potrei dargli la notizia, il mio cellulare vibra attirando la mia attenzione. Alzo gli occhi verso il display e vedo che ha risposto con una semplice frase.

Da Harry: Sono al parco, ma fai veloce perché se no vado via.

Questo messaggio, così com'è scritto, non promette nulla di buono e, siccome voglio davvero chiarire tutta questa situazione, mi affretto verso il luogo da lui nominato.

Appena arrivo, vedo in lontananza una panchina su cui, al di sopra, vi è seduta un ragazzo dalla chioma riccia che capisco subito essere Harry. Mi affretto verso di lui e, proprio quando sta per alzarsi e andare via, gli blocco il polso costringendolo a girarsi verso la mia direzione.
«Uh, sei arrivata.» mi squadra dall'alto il ragazzo mentre io mi mordo l'interno della guancia.

«Puoi sederti? Devo parlarti.» diciamo all'unisono prima di ridacchiare per la nostra innata sintonia nel fare, praticamente, qualunque cosa.
«Prima tu.» dico facendogli cenno di iniziare a parlare.

«Okay.» prende un respiro profondo attraverso le sue narici abbastanza dilatate, segno che è abbastanza agitato.
«Senti, Holland, noi avevamo un patto. Un patto chiaro! Io dovevo darti lezioni sul sesso e tu dovevi apprendere semplicemente; ma cos'hai fatto tu?! Te ne sei andata con il primo che passava. Ti sei fatta scopare da Niall, quando quello, invece, era il mio compito! Cioè, non è giusto!» si sfoga gridandomi tutto quello che sente e gli brucia dentro.
«Sai, non è fottutamente giusto, cazzo! Io non sono andato con nessuno, ho pure rifiutato quella figa di Cindy per te! Capisci?! Lei si è pure resa disponibile per farmi una sega, ma no!, io ho rifiutato perché avevo un accordo con te, porca puttana!».

E, sì, le parole bruciano abbastanza pronunciate dalle sue labbra tanto carnose quanto orribili nel dire tutte quelle cose.

«Sai cosa?! Sei un brutto pezzo di merda e non meriti di certo tutto quello che io, come una fottuta ingenua del cazzo, era disposta a darti! Ti avrei dato la mia verginità e, tu? Tu cosa mi vieni a dire qui?! Che io sono quella ha sbagliato?!» sputo le parole con quanta più acidità, rabbia, risentimento e volgarità possa mettere.
«Tu non sai se io ieri ero fatta o ubriaca, ah, e tanto perché tu lo sapessi per chiudere quella cazzo di bocca che ti ritrovi, sì!, ero fatta e avevo bevuto litri e litri di vodka. E poi... Tu come lo sai che io sono stata con Niall?!» domando alzando la voce più di quanto volessi.

«Sai, i vostri ansiti e i vostri gemiti come ''oh merda, fa male Niall.'', si sentivano dal bagno, ero andato lì per lavarmi la faccia per riprendermi dalla sbornia, ma poi ho sentito altro e me ne sono andato.» dice passandosi una mano tra i lunghi capelli che, seriamente, dovrebbe tagliare al più presto.

Mi dò, momentaneamente, della stupida perché, più che preoccuparmi del suo taglio arretrato, dovrei provvedere al litigio che si sta scatenando tra di noi.

«Facciamola finita.» dico.

La faccia di Harry assume un'espressione indecifrabile in viso. Mi sembra, da occhio esterno e poco accurato - visto che non lo conosco da molto, certo, è mio fratello ma ci conosciamo solo da un mese circa - un misto tra tristezza, rabbia e, quasi, delusione. Si passa una mano tra i capelli e si morde il labbro inferiore così forte che diventa bianco per la poca circolazione di sangue. Si avvicina a me e poggia una mano sul mio fianco facendomi arretrare istintivamente.

«Non lo vuoi davvero...» dice lui incredulo lasciandomi un bacio sul collo e avvolgendo, tra le sue lunghe dita, una mia ciocca ribelle di capelli che cadeva sulle spalle. È troppo sicuro di sé.
«Sì, se no non te l'avrei detto, Harry.» ribatto anche se insicura ed incerta delle mie orribili ma giuste parole.
«Tutta questa cosa, Harry, non può andare avanti. Haz, ho un ragazzo, non sarebbe giusto.» i suoi occhi cambiano luce in pochissimi istanti: quando ha sentito il soprannome che gli ho attribuito, le sue pupille si sono dilatate più del normale e, quando gli ho detto la parola ''ragazzo'' i suoi occhi sembrano essere diventati scuri mentre allontanava il suo corpo dal mio.

«Che significa?» chiede grattandosi la nuca e mordendosi l'interno della guancia - lo noto da come la pelle delle sua faccia si restringe; lo fa sempre quando è frustrato.
«Quello che hai appena sentito ed io ho appena detto, Haz, ecco cosa significa.» spiego utilizzando quel soprannome sperando che abbia un effetto dolcificante sul suo brutto umore.

«Non chiamarmi così, Holland!» alza il suo tono di un'ottava facendomi saltare indietro alle sue brusche parole.
«Smettila di fare il bambino!» urlo in riposta sperando che la ''paura" -se così si può definire, o meglio timore- non mi sopraffaccia. Sembra funzionare perché lui chiude gli occhi ed emette un ringhio gutturale che mi ricorda vagamente la nostra prima lezione.
«Io? Il bambino, io?!» chiede ironico ridacchiando amaramente prima di calciare un sassolino con i suoi soliti stivaletti.
«Sì, tu! Chi ha diciassette anni qui? Sicuramente non io.» dico ovvia spingendolo.

Lui, sorpreso da quella mia inaspettata mossa, perde l'equilibrio andando un po' indietro, ma poi stabilizza di nuovo il suo corpo composto a terra.

«Io! Ma sembra che tu ne abbia cinque di anni, e non solo di statura anche di cervello!» urla ferendomi nell'orgoglio. Stavolta, purtroppo - con mio grande dispiacere e stupore, è sceso troppo in basso facendomi del male come persona e non come sconosciuti quali eravamo fino a poco tempo fa.

«E tu ti aspetti che io con un fidanzato e con il tuo carattere di merda, continui questa specie di relazione?!» urlo sfinita prima di tirargli un leggero pugno sul braccio che, ovviamente, data la mia scarsa forza, non sente neanche minimamente.
«Cosa?! Holland fottuta Jonson, ritira quello che hai detto, eh!» sbraita avvicinandosi maggiormente al mio corpo immobile e pieno di brividi causati da lui stesso.
«Il mio carattere va bene così com'è! È il tuo che è alquanto di merda; sembra che tu abbia il ciclo ogni fottuto giorno dell'anno!» alza gli occhi al cielo e ritorna a guardare in basso, ovvero verso di me.

«È qui che ti sbagli Harry.» cominciai il mio monologo a denti stretti per evitare di staccargli quella stupida testa che si ritrova, a morsi.
«A quest'ora, se io avessi un comportamento alquanto di merda come dici tu,» cito le stesse parole utilizzate in precedenza da lui, «non avrei un ragazzo! E invece tu? Hai una ragazza? Ah, aspetta, no... Avevi solo il mio corpo!» gradualmente abbasso la voce, troppo stanca persino per utilizzarla.

«Holland! Non gira tutto attorno a te, porca troia. Ficcati in quella cazzo di testa che non sei al centro del mio mondo, okay? Potrei avere tutte le ragazze di questo mondo se volessi.» lo interrompo prima che possa aggiungere altro.
«E allora perché non le hai?» chiedo abbastanza calma, ma il fastidio presente nella mia voce, dimostra che non lo sono per niente.
«Perché c'eri tu, ci sei tu!» urla lasciandomi a bocca aperta, letteralmente.

La mia mandibola tocca terra e, davvero, non so cosa dire o sillabare. Apro la bocca un paio di volte come se volessi parlare, ma poi la richiudo senza che nessun suono ne esca fuori.

Alla fine, finalmente, riesco a parlare.
«Che significa, questo?» chiedo prima prendergli il viso tra le mani per farmi guardare negli occhi, visto che aveva distolto lo sguardo da me, per posarlo su un albero dietro.

«Significa che ci sei sempre stata, okay?! Sempre, da quando sono qui, okay!? Mi piaceva provare tutte quelle sensazioni per mano tua e non voglio che finisca. Ti prego.» dice prima di prendermi in braccio a mo' di koala e appoggiarmi delicatamente ad un salice dietro di me.

E prima che possa dire qualcos'altro o, perlomeno, respirare un altro po', le sue labbra carnose sono sulle mie.

Harry, mi sta baciando, con tutta la delicatezza che il suo corpo dispone.

Mi sta baciando così per la prima volta e, forse, anche l'ultima.

Ed i salici diventano improvvisamente i miei alberi preferiti.

Angolo autrice

Ciao e tutti/e! Come va? Ho pubblicato più in fretta possibile. Ammetto che c'è stato un problema con il capitolo (praticamente ho pubblicato una bozza ancora non pronta). Ma eccomi qui, a riempirvi di notifiche come sempre.
Mercoledì ho l'esame orale, così, dopo preparerò almeno quattro capitoli, così durante l'estate non mi verrà pesante. Ripeto d'ora in poi aggiornerò una volta ogni due settimane o prima, non so...
Auguro buona fortuna a tutti coloro che hanno quest'anno gli esami sia di terza media che quelli che hanno la maturità.
Votate e commentate, ve ne prego! Voglio sapere cosa ne pensate. E ringrazio tantissimo tutti: chi visualizza, chi vota, chi commenta, chi mi fa i complimenti in privato e chi mi sostiene. Siete gentilissimi.

La vostra Tori.

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