Capitolo 8 - Autunno
Durante il viaggio di ritorno al collegio, Daphne non aveva aperto bocca.
Hailey si era lamentata del fatto che fossero in ritardo, Dan continuava a ripeterle che non sarebbero finiti nei guai, cercando di calmarla tenendole la mano; Raymond, Jason ed Eliza avevano fumato così tanta erba da non riuscire a smetterla di ridere e parlare di cose assolutamente senza senso.
Quando Eliza aveva chiesto a Daphne chi fossero quei due motociclisti che l'avevano accompagnata al luogo dell'appuntamento, lei si era limitata a scrollare le spalle senza dire nulla.
Hailey aveva visto il tipo dietro al quale era seduta Daphne salutarla con un bacio sulla fronte ed un abbraccio.
«A quanto pare si è divertita anche lei, a modo suo» mormorò a Dan, che però sembrò non trovare particolarmente divertente quella battuta.
Quando arrivarono al collegio, Hailey fu la prima a scendere dalla limousine, seguita dagli altri.
Solo Daphne, una volta che i suoi amici si furono allontanati correndo verso i dormitori, richiuse lo sportello. Si avvicinò all'autista, e gli allungò una banconota da cento.
«Mi raccomando, se i miei dovessero per qualche improbabile motivo chiederti dove mi hai portata, non dirgli che sono stata ad Hoboken...».
L'autista annuì, prendendo i soldi ed infilandoli nella tasca della giacca «Grazie, signorina Quinn».
Daphne scese dall'auto e si incamminò verso la sua camera.
Hailey sorrideva come un'ebete. Le cose erano andate bene, anzi benissimo.
Non avevano fatto tardi, lei si era divertita e cosa più importante, Dan l'aveva baciata.
Un vero bacio, un bacio bellissimo.
Si sfiorò le labbra con le dita, sorridendo.
«È stata una giornata grandiosa» disse alle sue amiche.
Eliza annuì, sfilandosi la camicetta ed indossando una maglia pulita.
Daphne sospirò «Sono contenta che vi siate divertiti» commentò con tono serio, sdraiandosi di peso sul letto.
Eliza sorrise guardandola «Dovremmo farlo più spesso. È stato pazzesco, Hailey ha baciato Dan, io ho baciato Jason...».
Daphne guardò l'amica, poi si sollevò mettendosi a sedere e guardò Hailey che aveva le guance rosse «Tu e Dan vi siete baciati?».
Hailey annuì.
«State insieme, ora?» chiese ancora Daphne.
L'altra scrollò le spalle «Non lo so, credo di si...».
Eliza si piantò davanti a Daphne agitando le braccia «Ehi, ti ho appena detto di aver baciato Jason!».
Daphne sospirò «Ti ho sentita. Era solo questione di tempo, sarebbe successo comunque, prima o poi» commentò con poco interesse.
Eliza fece una smorfia. Aveva baciato Jason, quello sfigato di Jason Bay, e alla sua amica sembrava non interessasse affatto.
«Beh, quello che non ci aspettavamo noi, invece, era di vederti arrivare con quei due motociclisti super sexy con l'aria da cattivoni. Chi diavolo erano, comunque?».
Daphne fece un respiro profondo «Amici».
«Ah, avresti potuto presentarceli» sbuffò Eliza «Comunque per finire la giornata in bellezza, propongo di andare in camera di Jason a festeggiare» disse con un sorriso aprendo l'anta del suo armadio. Cercò qualcosa sotto una pila di maglie e alla fine tirò fuori una bottiglia di vodka.
«Che dovremmo festeggiare?» chiese Daphne con poco entusiasmo.
Eliza scrollò le spalle «Che ne so, ogni scusa è buona per festeggiare. Per esempio il fidanzamento di Hailey e Dan».
Hailey arrossì ancora, mentre Daphne sospirò. Non aveva assolutamente nulla da festeggiare, in realtà.
Ma aveva bisogno di distrarsi, di pensare ad altro o meglio di non pensare affatto.
Quella giornata l'aveva letteralmente stravolta, e per un attimo pensò di volersi lasciare tutta quella storia alle spalle.
Durante le settimane successive Daphne non era riuscita a pensare ad altro che a Charlie, e Debbie.
Aveva pensato di andare a trovarli, ma poi ci aveva ripensato ed era rimasta tra le mura del collegio.
Dicembre era uno dei mesi che più detestava.
La scuola organizzava ogni anno una cena natalizia tre giorni prima del 25, invitando i genitori degli alunni a passare una lunghissima e noiosissima giornata nel campus prima di partire insieme ai propri figli per le vacanze di Natale.
Ovviamente i genitori di Daphne non avevano mai partecipato e di certo non avrebbero cambiato abitudini proprio quell'anno.
I suoi amici erano tutti incredibilmente emozionati e giravano per il campus in attesa dell'arrivo dei genitori come se fosse l'evento più felice delle loro vite.
Daphne se ne stava seduta al suo solito posto, nella caffetteria, a bere caffè, quando Dan si sedette di fronte a lei sorridendo.
«Ho saputo che i tuoi non verranno e resterai al campus per le vacanze» le disse allegro.
Daphne sollevò un sopracciglio, infastidita «Già».
«Fantastico. Resto qui anche io. I miei verranno alla cena di stasera, ma poi devono partire per la Germania domani mattina presto, quindi io resto qui».
«Quindi?»
Dan scrollò le spalle «Quindi, non lo so, organizziamo qualcosa per passare il tempo in questi giorni. Raymond e Jason vanno a casa, anche Hailey se ne va, e se non sbaglio parte anche Eliza».
Daphne lo guardò in silenzio per un po, poi incrociò le braccia sul petto, tenendo su la testa «Ascoltami bene, Dan: io non sono la seconda scelta di nessuno, non sono un rimpiazzo e nemmeno un passatempo per quando ti annoi. Se i tuoi amici partono e tu non sai che fare è unicamente un tuo problema» disse seria.
Dan la guardò offeso «Perché fai la stronza così?».
Daphe rise «Troppo facile dare a me della stronza».
«Che problema hai?».
«Io nessun problema. Tu, invece? Quand'è stata l'ultima volta in cui sei venuto a parlare con me? E non mi riferisco alle quattro frasi che mi rivolgi a lezione o quando siamo tutti a tavola».
Dan ci pensò un po su. In effetti da quando stava con Hailey non aveva dato molta confidenza a Daphne.
Non lo aveva fatto con cattiveria, ovviamente, ma sapeva che Hailey aveva mille complessi e non voleva metterla in difficoltà, così aveva cercato di tenere una certa distanza da Daphne per far capire ad Hailey che non aveva nulla di cui preoccuparsi.
«Ok, mi dispiace. È complicato, Hailey è sensibile e non voglio ferirla» si giustificó.
Daphne sospirò «Lo capisco, dico davvero. Vuoi fare il fidanzatino perfetto e se lei ti chiede di non parlarmi, tu non mi parli. Non è un problema, dico davvero. Ma abbi almeno la dignità di non venire a chiedermi di passare il tempo con te quando la tua ragazza non c'è».
«Ok, non è andata proprio così, Hailey non mi ha chiesto di non rivolgerti la parola».
Lei scrollò le spalle «Beh, prima o poi lo farà, vogliamo scommettere?».
«E dai, mi dispiace, sono stato uno stupido» disse Dan mettendo la sua man su quella della ragazza.
Daphne finalmente sorrise, senza malizia.
Passò la serata chiusa nella sua camera. La vista di tutte quelle famiglie apparentemente felici le dava la nausea.
Uscì fuori solo per salutare Eliza ed Hailey ed i loro genitori, pronti a partire per le vacanze natalizie.
Quando rientró nella sua camera si sdraiò sul letto, lo sguardo perso nel vuoto.
Il dormitorio si era svuotato e piano se ne erano andati via la maggior parte degli studenti.
Anche la preside ed alcuni professori avevano lasciato la scuola per raggiungere le loro famiglie.
Daphne si alzò, andando a rovistare nell'armadio di Eliza, alla ricerca di qualcosa di alcolico da bere.
Trovò una bottiglia di Dom Perignon e la guardò sorridendo.
Per un attimo pensò di stapparla e berla da sola. Poi però si ricordò che il professor Bouvier aveva detto qualcosa riguardo al non avere impegni durante il periodo di vacanza.
Si morse il labbro, sorridendo.
Infilò la bottiglia in uno zaino, prese le sigarette e l'erba dal cassetto, e poi uscì dalla camera.
Aveva imparato a conoscere gli orari del professore, e sapeva che molto probabilmente lo avrebbe trovato chiuso nel suo ufficio.
Erano passate le 9 quando Daphne sentì bussare alla sua porta.
Mugugnó qualcosa stropicciandosi il volto con le mani. Aprì gli occhi con fatica, cercando di trovare l'equilibrio per alzarsi dal letto.
Era rientrata nella sua stanza alle 4 del mattino, dopo aver passato la nottata col professore di Francese.
Avevano bevuto lo champagne di Eliza, fumato un po' d'erba e lui aveva provato ad offrirle della cocaina, che però lei aveva rifiutato immediatamente.
Sapeva che Eliza e Jason ne facevano uso, ma lei non aveva mai voluto provarla.
Quando il professor Bouvier cominciò a diventare insopportabile, con la paranoia dovuta alla cocaina che aveva sniffato, ed aveva iniziato a paralizzarsi non appena sentiva qualche rumore provenire dall'esterno, Daphne decise che era ora di lasciarlo da solo e tornarsene nella sua camera.
Si addormentò ancora vestita, senza nemmeno infilarsi sotto le lenzuola.
Quando aprì la porta, fece una smorfia trovandosi davanti Dan.
Lo fece entrare e si richiuse la porta alle spalle.
«Cristo, hai un aspetto orrendo» le disse lui guardandola.
Daphne fece un'altra smorfia cercando di sistemarsi i capelli.
«Che diavolo vuoi, Dan? È l'alba!» si lamentò.
Dan si mise a sedere sul bordo del suo letto, guardandosi intorno.
Non era mai stato nella stanza delle ragazze, e lì non c'era puzza di calzini e sudore e cose del genere come nella camera che lui divideva con Jason e Raymond.
Anzi, sembrava tutto in ordine.
Eppure gli fu facile riconoscere l'angolo che apparteneva ad Hailey, e quello di Eliza.
Sulla scrivania di Hailey c'erano un mucchio di libri e dei cd, su quella di Eliza un sacco di prodotti di bellezza.
Guardò la scrivania di Daphne. C'erano un po di foto appese alla parete, di lei e le sue amiche e qualcun altro del collegio.
«Allora?» chiese Daphne aprendo le ante del suo armadio.
Cercò qualcosa da indossare, aspettando che Dan le dicesse che diavolo ci faceva nella sua stanza a quell'ora.
Dan sorrise «A parte che sono le 9, e l'alba è passata da un pezzo» puntualizzò «Pensavo che potremmo andare a fare un giro in centro a comprare delle cose» disse, come se fosse un'idea geniale.
Daphne sbuffò, afferrando un cardigan bianco e un paio di jeans. Richiuse le ante dell'armadio e si avvicinò al comodino accanto al letto.
«Che devi comprare?» chiese disinteressata. Tirò fuori dal cassetto un completino intimo La Perla e lo poggiò sul letto.
Dan lo guardò, deglutendo imbarazzato.
Le ragazze non sventolavano la biancheria sotto al naso dei ragazzi con così tanta disinvoltura, solitamente.
Hailey si irrigidiva ogni volta che lui provava ad infilarle una mano sotto la maglia, addirittura.
Si sentì ancora più in imbarazzo quando Daphne cominciò a spogliarsi davanti a lui.
Arrossì, girando la testa per guardare altrove.
«Vuoi che esca?» chiese educatamente.
Daphne lanciò a terra la maglia e lo guardò sollevando un sopracciglio «Perché?».
«Beh, perché ti stai spogliando e magari vorresti un po di privacy, no?».
Lei sorrise, scuotendo la testa «Mi sono tolta la maglietta, non sono mica nuda. Indosso il reggiseno, fingi che sia il pezzo di sopra di un bikini e rilassati» disse come se niente fosse.
«Ok» sospirò Dan continuando a guardare altrove «Comunque, devo andare a comprare i regali di Natale».
Daphne aprì la porta del bagno ed azionó la doccia, facendo scorrere l'acqua.
«Regali di Natale? Sul serio?» chiese parlando ad alta voce per sovrastare il rumore dell'acqua.
Aveva lasciato la porta del bagno semiaperta, si era spogliata ed era entrata nella doccia.
«Certo che sono serio» disse Dan, alzandosi e curiosando sulla scrivania di Hailey. Sorrise scorrendo le dita sulla copertina di un cd dei Green Day.
Poi si avvicinò alla scrivania di Daphne e guardò le fotografie.
Nella maggior parte, Daphne indossava la divisa scolastica. Anche in quelle in cui era più piccola.
Era sempre al centro dell'obiettivo, e nelle foto in cui era con le sue amiche la sua figura, col suo sguardo fiero, le spalle dritte, la mano sul fianco, catturava sempre l'attenzione, sovrastando il resto del gruppo.
Tipico di Daphne.
C'erano anche delle foto con dei ragazzi, in cui Daphne li abbracciava, o gli stampava baci sulle guance, e sembrava sempre a suo agio.
Era totalmente diversa da Hailey, su questo non c'erano dubbi.
Dan si soffermò su una fotografia in cui Daphne, Eliza ed Hailey ridevano divertite, sedute alle spalle del lago della scuola.
«Ok, sono pronta» annunciò Daphne apparendo fuori dal bagno «Che guardi?».
Dan scrollò le spalle indicando la fotografia, poi sorrise «Andiamo?».
Camminarono per le strade di New York per un bel po. Dan aveva detto di voler comprare un regalo per Raymond, Jason ed Hailey.
Per i suoi compagni di stanza pensava di trovare qualcosa in qualche fumetteria, sapeva che erano entrambi fissati con i fumetti e quelle cose un po da sfigati.
Mentre chiese a Daphne di aiutarla a scegliere il regalo giusto per Hailey.
Così l'aveva trascinata in una miriade di negozi. Ma i completini intimi erano troppo intimi, e loro ancora non erano arrivati a quel punto; i vestiti erano superflui, perché comunque al collegio non indossavano altro che la divisa e poi Daphne aveva detto che se una ragazza aveva bisogno di nuovi vestiti usciva e se li andava a comprare da sola. Aveva avuto da ridire anche sui gioielli, perché secondo lei erano troppo impegnativi.
Dopo qualche ora, finalmente Daphne ebbe l'idea giusta.
Entrarono in un negozio di musica e Daphne sorrise «Qui puoi trovare il regalo giusto».
Dan annuì sentendosi stupido a non averci pensato prima.
I due cominciarono a guardarsi intorno, sfogliando i titoli nelle vasche del reparto rock.
«Ok, non so quale scegliere. Foo Fighters? Goldfinger?» chiese parlando più a sé stesso che a Daphne. Continuò a rovistare, guardando le copertine dei dischi «My Chemical Romance? NOFX? Cavolo è difficile scegliere, ma non posso mica regalarglieli tutti» sbuffò.
Daphne alzò gli occhi al cielo «Scegline uno e basta, senza pensarci troppo. Le piacerà comunque».
Dan scosse la testa «No, non posso scegliere un disco a caso. Deve essere quello giusto» spiegò, pensando che Daphne non avrebbe capito cosa intendeva.
La ragazza sospirò «Ok, allora riflettiamo: cosa ti piace di Hailey?» chiese.
Dan ci pensó un po su «Beh... È semplice, e gentile. Timida. È simpatica».
Vide Daphne fare una smorfia, ma la ignorò, continuando «condividiamo le stesse passioni. Ed è bella. Quando sorride, o quando si imbarazza e le guance diventano rosse. E i suoi capelli, il colore degli occhi, mi ricorda l'autunno...».
Daphne sollevò un sopracciglio «L'autunno? Intendi dire gli alberi morti, le foglie secche, quell'autunno?».
Dan roteó gli occhi «Intendo le cose belle dell'autunno. Lascia stare, credo che tu non sia una persona romantica» disse dandole un colpetto sulla spalla.
Daphne ci pensò un po mordendosi il labbro inferiore, poi sembrò illuminarsi e cominciò a rovistare tra i dischi sotto la lettera "M".
Quando trovò quello che stava cercando esultò soddisfatta «Ta-dan!» disse sventolando un cd sotto al naso di Dan.
Lui lo afferrò per guardare di cosa si trattasse.
Manic Street Preachers - Send away the tigers.
Dan sorrise. Sulla copertina c'era la foto di due ragazze, una vestita da angelo e l'altra da diavolo, alle loro spalle il Verrazzano di New York.
Lesse la tracklist sul retro.
«Autumn song è decisamente la mia preferita!» disse Daphne.
Dan la ringraziò, pensando a quale assurda coincidenza fosse il fatto che le due ragazze sulla copertina del disco gli ricordassero proprio Hailey e Daphne.
Comprarono il cd, poi andarono in una fumetteria e alla fine si fermarono a comprare qualcosa da mangiare.
Dan aveva comprato una copia di quel cd anche per sé, ed aveva proposto a Daphne di tornare al collegio ad ascoltarlo, nella sua camera.
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