Capitolo 5 - Fotografie
Hailey si guardava intorno, nella caffetteria affollata. Sperava che Dan arrivasse da un momento all'altro per fare colazione con lei, ma di lui non c'era traccia.
Eliza e Leah se ne stavano sedute in silenzio di fronte a lei. Anche Daphne mancava all'appello, era rientrata in camera di corsa, quella mattina, e aveva detto alle altre che le avrebbe raggiunte più tardi, perché doveva farsi una doccia e prepararsi.
Aveva la faccia stanca e gli occhi un po arrossati. Hailey pensò che avesse passato la nottata in camera di qualche ragazzo, non sarebbe stata di certo la prima volta.
«Chi stai aspettando?» le chiese Leah dopo un po.
Hailey sospirò «Dan...» rispose, prima di bere un sorso del suo caffè.
Vide Leah fare una smorfia, ma non era sicura se fosse un sorriso, o più che altro un ghigno «Era al lago stamattina. Ha dormito lì con Daphne» disse.
Eliza si voltò a guardarla, improvvisamente interessata alla loro conversazione «Dici sul serio?».
Leah annuì, continuando a puntare i suoi piccoli occhi scuri in quelli di Hailey, che aveva preso a mordersi l'interno della guancia nervosamente.
Dan aveva fatto una doccia al volo ed aveva indossato la divisa. Aveva messo la foto che aveva trovato sul prato nelle pagine del libro di scienze ed era uscito con Jason e Raymond che quella mattina sembravano particolarmente amichevoli nei suoi confronti.
«Dunque, dove sei stato tutta la notte?» chiesero entrambi, guardando Dan mentre camminavano verso la caffetteria.
Lui alzò le spalle «Sono andato a fare una passeggiata al lago ed ho incontrato Daphne e ci siamo addormentati lì».
Jason sorrise, sollevando un sopracciglio «Dan, devi darci più dettagli, Cristo! Com'è andata? Quanto ci ha messo Daphne per saltarti addosso?» chiese curioso.
Era certo che se Dan fosse entrato nelle grazie - e tra le gambe - di Daphne, ci fossero buone speranze anche per lui con Eliza.
Ma Dan scosse la testa, alzando gli occhi al cielo «Di che stai parlando?».
«Del sesso, fratello, il buon caro sesso!».
«Parli sul serio? Non ho scopato con Daphne. Perché avrei dovuto?».
Raymond scoppiò a ridere.
Jason invece lo guardò come se fosse un alieno «Perché? Sul serio? Beh, non lo so, forse perché è una gran figa e le piaci e generalmente si concede senza troppi complimenti».
Dan sospirò «Quindi voi due avete fatto sesso con Daphne?» chiese guardando prima Raymond, poi Jason.
Quest'ultimo fece spallucce «No, ma che c'entra. Io non le sto nemmeno simpatico. E lui» indicò il suo amico «è gay, quindi».
Stavolta fu Dan a ridere «Ho sempre pensato di essere uno sfigato, ma dopo questa conversazione è chiaro che voi due siete messi davvero peggio».
Raymond fece una smorfia, aprendo la porta della caffetteria.
Dan guardò verso il tavolo di Hailey. Era seduta con le sue amiche. Le sorrise salutandola con la mano, poi iniziò a prepararsi il vassoio. Non avevano molto tempo per fare colazione, quindi prese solo un caffè ed uno snack pieno di zuccheri, poi raggiunse il tavolo e si mise accanto ad Hailey.
Anche Jason e Raymond si unirono a loro. Daphne non c'era e Jason provò una soddisfazione immensa nel sedersi al suo posto.
«Come va?» chiese Dan guardando le ragazze.
Hailey scrollò le spalle senza dire nulla, Leah lo fulminó con lo sguardo, mentre Eliza sorrise maliziosa «Bene. Ma forse a te va anche meglio».
Hailey sbuffò, alzandosi e raccogliendo le sue cose. Lasciò il tavolo senza dire nulla.
«Nervosetta la ragazza» commentò Jason ridacchiando.
Anche Leah si alzò dal tavolo per andare a lezione, borbottando un ciao poco amichevole.
Eliza sospirò «Ah, ragazzine...».
Daphne uscì di corsa dalla camera, dopo essersi preparata. Mise in spalla la borsa con i libri per le lezioni di quella mattina e si affrettò a raggiungere la sua classe.
Quando entró nell'aula i suoi compagni erano già seduti ai loro posti.
Si sedette al suo solito banco, accanto ad Eliza ed alle spalle di Hailey.
Il professore aveva già iniziato a spiegare qualcosa nella sua madrelingua, ed Eliza non aveva alcuna voglia di seguire la lezione.
«Che programmi hai per il fine settimana?» chiese a Daphne sussurrando.
L'amica scrollò le spalle «Nessun programma» rispose sfogliando il libro alla ricerca della pagina sulla lezione del giorno.
Eliza guardò il professore. Era abbastanza giovane, non aveva più di trentacinque anni, ed era anche affascinante, con quella sua parlata francese.
«Bouvier è davvero sexy...» commentò, fissandolo per qualche secondo.
Daphne cercò di trattenere una risatina «Già. Dovremmo chiedergli di darci qualche lezione privata...» disse maliziosa. Guardò l'amica e sorrisero entrambe iniziando a canticchiare Voulez-vous coucher avec moi.
Hailey sbuffò rumorosamente voltandosi verso le due «Scusate, ma qualcuno qui vorrebbe seguire la lezione, piuttosto che pensare al sesso!» disse infastidita, catturando l'attenzione dell'intera classe.
Eliza sollevò un sopracciglio, sorridendo «Tesoro, non avevamo alcun dubbio al riguardo» rispose pungente, drizzando la schiena ed incrociando le braccia davanti al petto «Anzi forse è il caso che cominci a pensarci, magari ti aiuta a rilassarti un po» disse ridacchiando.
Hailey diventò totalmente rossa in volto, tra rabbia e imbarazzo.
I suoi compagni stavano ridendo di lei e sentiva gli occhi di tutti puntati addosso.
Il professore sospirò «Ragazze, calmatevi!» disse cercando di non perdere la pazienza.
Ma Hailey era troppo nervosa per riuscire a calmarsi. Si alzò di scatto ed uscì dalla classe, per andarsene lontano da tutti.
Il professore cercò di richiamarla ma lei non si voltò nemmeno, così guardò gli altri «Nessuno di voi ha intenzione di andare a parlarle per sentire cosa le sia preso?».
Eliza fece una smorfia «Non guardi me».
Dan si alzò dal suo posto «Vado io» disse aspettando il consenso del professore prima di uscire a cercare Hailey.
«Eliza e Daphne, dopo le lezioni venite nel mio ufficio» disse serio il professor Bouvier prima di riprendere la lezione, guardando le due ragazze.
Eliza sorrise «Verremmo nel suo ufficio molto volentieri» sussurrò con una risatina, avvicinandosi all'amica.
Daphne cercò di non ridere.
Hailey aveva grandissimi problemi di autostima. Era davvero difficile per lei riuscire a non autocriticarsi per ogni cosa.
Detestava avere gli occhi di tutti puntati addosso, e dopo la scenata fatta in classe era sicura che i suoi compagni stessero ancora ridendo di lei.
Ma non era riuscita a trattenersi. Nonostante fosse una persona controllata, una di quelle che contano fino a dieci piuttosto che agire d'istinto, quella mattina era esplosa.
Aveva i nervi a mille.
Uscita dalla classe aveva camminato per i corridoi della scuola, fino alle scalette esterne sul cortile, e si era seduta lì, col viso ancora rosso e gli occhi lucidi. Sentiva un nodo alla gola, ma non riusciva a piangere.
Dan ci mise un po a raggiungerla. La trovò sui gradini, impegnata a torturarsi le unghie della mano destra coi denti.
Si mise seduto accanto a lei e le mise una mano sulla spalla.
«Ehi... Va tutto bene?» le chiese preoccupato cercando di guardarla negli occhi.
Hailey sospirò, annuendo.
«Che ti è preso, in classe? Ti va di parlarne?» chiese ancora lui, con tono rassicurante.
Lei scosse la testa, cercando di dare una spiegazione all'accaduto.
Ma non sapeva nemmeno cosa dire.
Era chiaro che aveva iniziato ad innervosirsi quando Leah le aveva detto che Dan e Daphne avevano passato la notte insieme. Perché Dan le piaceva tantissimo, ed aveva creduto che fosse davvero diverso dagli altri ragazzi della scuola. Era convinta che non fosse uno di quegli idioti che non pensavano altro che alle ragazze, che perdevano la testa di fronte alle moine di Daphne ed Eliza e cose del genere.
Ma quella mattina pensò di essersi sbagliata.
Probabilmente Dan era proprio come tutti gli altri.
E detestava l'idea che fosse stato con Daphne. Perché lui e Daphne non avevano davvero nulla in comune.
Ma Dan ora era lì, ed era incredibilmente carino mentre cercava di capire cosa fosse successo.
Così Hailey si fece coraggio e parlò.
«Ti piace? Daphne, intendo» pronunciò in un mormorio, arrossendo.
Dan la guardò in silenzio per qualche secondo, ma non rispose. Così Hailey sospirò «Certo. Come può non piacerti? Piace a tutti. Sono tutti pazzi di lei».
Dan sollevò un sopracciglio «È questo il problema? Sei invidiosa di Daphne?» le chiese cercando di capire la situazione.
Hailey chiuse gli occhi per qualche secondo, facendo un respiro profondo.
«No che non sono invidiosa! Figurati» disse dopo un po, infastidita. «Oppure si. Che cavolo, si, sono invidiosa. Lei è alta e bella ed ha quei modi affascinanti, ed è intraprendente e schietta e...» sbuffò, sentendosi ridicola.
Dan sorrise, spostandole una ciocca di capelli dietro l'orecchio «E tu sei altrettanto bella, e poi sei simpatica, ed umile, e sei intelligente, talentuosa, hai una voce bellissima, e arrossisci quando ricevi un complimento e la trovo una cosa davvero carina» le disse, parlando con sincerità.
Hailey aveva effettivamente le guance rosee, e non riuscì a trattenere un sorriso.
Non aveva mai ricevuto tanti complimenti, e improvvisamente si sentì un po meglio.
Dan le afferrò la mano, tirandosi su. La aiutò ad alzarsi e quando anche lei fu in piedi la abbracciò avvicinando le labbra al suo orecchio.
Hailey sentiva le farfalle nello stomaco. Le piaceva il profumo di Dan.
«Non cercare nelle altre persone le qualità che non hai tu. Guarda piuttosto ciò che sei, perché non hai nulla da invidiare a nessuno» le disse, sciogliendo poi l'abbraccio.
Guardò Hailey negli occhi, sorridendole nel modo più sincero, poi le strinse la mano «Adesso andiamo in classe, ok?».
Hailey annuì, senza dire nulla, conservando nella sua testa quelle parole.
Sorrise, camminando al fianco di Dan, sentendosi incredibilmente meglio, ora.
Il professor Bouvier sapeva benissimo di esercitare un certo fascino sulle sue alunne. Era giovane, simpatico e alla mano, e non gli dispiaceva affatto sentire tutti quei commenti positivi nei suoi confronti, sopratutto quando a farli erano delle ragazze intraprendenti ed emancipate come Daphne Quinn o Eliza Woods.
Vivendo nel campus, ne aveva sentite milioni di storie sulle due ragazze.
Ed aveva interpretato benissimo i loro sguardi ammiccanti e le loro provocazioni.
Daphne ed Eliza si sistemarono per bene la divisa, si passarono le mani tra i capelli e bussarono alla porta.
Sentirono la voce di Bouvier pronunciare un "Avanti", così aprirono ed entrarono nell'ufficio.
Lui era seduto alla sua scrivania. C'era parecchio disordine, libri sparsi ovunque e fogli ed appunti qua e là.
Sorrise sollevando lo sguardo sulle due ragazze, che educatamente si sedettero di fronte a lui.
Il professore poggiò sulla scrivania il foglio che aveva in mano, probabilmente il compito di qualcuno.
«Allora, cos'è successo oggi, in classe?» chiese.
Non aveva l'aria severa, sembrava più che altro curioso.
Eliza roteó gli occhi sbuffando «Ah, dovrebbe chiederlo ad Hailey! Io e Daphne ci siamo scambiate solo due innocenti battute, niente di che. È lei che ha reagito in maniera esagerata».
Il professore sospirò, guardando ora Daphne, che però scrollò le spalle «Non guardi me, io non ho detto praticamente nulla!» disse in sua difesa.
«Beh, preferirei comunque che certi inconvenienti non accadessero durante le mie lezioni» spiegò con calma Bouvier «La preside mi sta addosso, visto che sono l'ultimo arrivato, e questo genere di situazioni mettono in difficoltà non solo voi, ma anche me».
Eliza e Daphne annuirono «Non si ripeterà mai più» dissero all'unisono.
Bouvier sorrise guardando Eliza «Ok, tu puoi andare. Daphne, tu invece puoi trattenerti altri cinque minuti? Vorrei parlarti di una cosa» disse fingendo di cercare qualcosa in una pila di fogli al lato della scrivania.
La ragazza annuì, guardando l'amica che le lanciò un'occhiata piena di malizia.
«Ok, ci vediamo dopo allora. Ti aspetto in mensa» le disse sorridendo, prima di uscire richiudendosi la porta alle spalle.
Bouvier aspettò qualche secondo prima di sollevare di nuovo lo sguardo per volgerlo a Daphne.
Prese un volantino e fece il giro della scrivania per sedersi accanto alla ragazza, avvicinandosi a lei il più possibile.
«Ho visto che hai sempre preso degli ottimi voti» le disse parlandole a pochi centimetri dal volto.
Daphne annuì, guardandolo negli occhi. Aveva degli occhi scuri e penetranti.
I capelli un po lunghi, tirati indietro col gel. Ed aveva un buon profumo.
«Dunque, ho pensato che la cosa potesse interessarti... Vorrei avviare un gruppo di studio sulla poesia francese rinascimentale».
Daphne sollevò un sopracciglio, mentre il professore si avvicinava ancora di più a lei. Lei accavalló le gambe, e la gonna si tirò un po su «Sembra una cosa davvero noiosa» commentò leggendo la presentazione sul volantino.
Bouvier fece un respiro profondo, azzardando un'altra mossa, mettendole una mano sulla gamba, poco sopra il ginocchio. Guardava Daphne sicuro di sé.
«Basta anche un solo iscritto, per avviare il gruppo di incontro. Tutti i mercoledì sera alle 20 in biblioteca, o qui, nel mio ufficio» spiegò quasi sussurrando.
Era fatta. Daphne non si era allontanata, e non aveva spostato la gamba.
Gli aveva dato il permesso di carezzarle la coscia, e l'eccitazione si respirava nell'aria.
La ragazza lo guardò dritto negli occhi, mordendosi il labbro.
Era dannatamente sexy per essere solo una diciassettenne.
Si avvicinò all'orecchio del professore «Va bene, e spero che non abbia davvero intenzione di leggere delle stupide poesie» sussurrò, alzandosi e lasciando la stanza senza aggiungere altro.
Camminò lungo i corridoi sorridendo.
Provava un'inspiegabile sensazione di benessere quando si rendeva conto di aver fatto una nuova conquista.
Era una cosa di cui le sue amiche si lamentavano, riguardo i ragazzi.
Dicevano che ai maschi non importava nulla se non conquistare, senza metterci sentimenti e cose del genere.
Per lei era proprio così. Non voleva cercare l'amore eterno, aveva sempre preferito conquistare. Un nuovo ragazzo, una nuova vittima, un'altra preda.
Come se avesse il disperato bisogno di ricordare a sé stessa e agli altri di poter piacere a tutti.
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