6 || Back So Soon?
Atena fece facilmente una verticale e diede un calcio indietro con entrambe le gambe, cosa che le acconsentì di legarle attorno al collo di Josh. Si tirò poi su, cosicché fosse seduta sopra le spalle dell'avversario per un secondo prima di usare il suo peso come per spingerlo all'indietro. Il ragazzo cadde, schiantandosi sul tappetino, mentre la ragazza sciolse la presa delle gambe e si alzò in piedi.
"Gesù, avrei dovuto prendermi un altro giorno di pausa," sospirò lui dal pavimento. "Ieri e l'altro ieri erano stati molto più belli con Phil intorno e nessun accenno all'addestramento."
"Sì, ma ti sei rammollito," gli fece notare l'amica. "Non ero mai stata in grado di farti fuori con quella mossa."
"'Sì, ma ti sei rammollito'," la imitò con un tono di voce acuto.
"Molto maturo, Josh."
"So di esserlo." Si alzò a sedere e si strofinò la parte più bassa della schiena. "Ugh, che schifo."
La compagna lo guardò. Lui assottigliò gli occhi, senza ricambiare lo sguardo, e fece fremere il suo dito sulle cosce. L'altra fu immediatamente scaraventata all'indietro, cadendo sul tappetino con molta più forza con cui non fece il rosso.
Grugnì da dove era atterrata sul pavimento. "A volte, desidero davvero di avere un Gene del Cuncostodio."
"Peccato che tua madre non l'abbia passato alla progenie." Si alzò, e si avvicinò a lei, facendola alzare.
"Sì, ho solo un inutile Gene dell'Agilità," lo derise lei.
"Hey, il Gene dell'Agilità è fantastico. Sei incredibilmente flessibile, veloce, forte." Incrociò le braccia sul petto. "Non lamentarti a riguardo."
"Ma tu hai il figo Gene dell'Oscurità!" gli ricordò. "Quello è il Gene più potente e raro che esista!"
"Avere il Gene dell'Oscurità non è tutto questa fama e gloria, Atena. Nessuno vuole starmi vicino, in caso decidessi di andare in modalità 'Blurryface' e uccidere tutti qui."
Lei roteò gli occhi. "In ogni modo, ritorniamo all'addestramento prima che qualcuno ci urli di smettere di bighellonare."
I due stavano per riprendere, ma poi Artemide e Apollo si diressero nella stanza d'addestramento, avvicinandosi a loro.
"Non indovinerete mai quello che abbiamo appena sentito!" disse emozionata la ragazza. Cominciò a fermarsi di fronte alla sorella e il ragazzo, così come fece il fratello. "Abbiamo grandiose notizie!"
Apollo sembrava ugualmente emozionato, saltando addirittura sulle punte dei piedi.
"Forza, diglielo, Apollo!" sussurrò al gemello, dandogli una gomitata.
Lui la guardò, mostrando un'improvvisa espressione confusa prima che si girasse verso Josh e gli sorridesse. "Ho scopato ieri sera, amico. è stato fantastico."
La gemella fece una faccia disgustata, e gli diede una botta sulla parte superiore della testa. "No, idiota!" sibilò. "Cosa abbiamo appena sentito!"
Si massaggiò il retro del capo, facendole una smorfia. "Cos'abbiamo appena sentito?"
"Sei così stupido, giuro su Dio," lo azzannò, alzando gli occhi al cielo. Si voltò verso il rosso. "Amber sta decidendo di dimezzare i tempi della missione. Il team di salvataggio partirà prima."
I suoi occhi si illuminarono di eccitazione. "Davvero?!"
"Sì!" L'emozione di Artemide ritornò. "Ha detto intorno alle due settimane."
Il tempo era ancora molto lungo per lui, ma era sicuramente meno di quello di prima. ""Oh, è fantastico!" Sollievo e felicità danzavano nelle sue vene. "Zeus lo sa già?"
La ragazza scosse la testa. "Appena lo sentimmo- beh, lo sentii, perché Apollo è un testone e non ascolta, sono venuta a cercarti per dirtelo."
"Stavo pensando al sesso della notte scorsa, accidenti. Mi dispiace."
"Fai così schifo." Rivolse una faccia disgustata verso il gemello, e lo spinse via. Questo lo fece arrabbiare e la spinse anche lui, e presto si evolse in una battaglia in piena regola con pugni e calci.
Il viso di Atena si illuminò al prospetto di una lotta che stava accadendo di fronte a lei, e prese immediatamente la posizione dell'arbitro, urlando 'al suo lato destro!' o 'no, Apollo, calcia la sua pancia!'.
Josh non era interessato a guardare, quindi scivolò velocemente fuori dalla stanza d'addestramento per trovare il suo ragazzo. Zeus era, senza ombra di dubbio, nella classe di Mr. Biondo. Quando arrivò, lo vide lì, parlando con l'insegnante di storia.
Il ragazzo non era bravo in quella materia, e cercava sempre di persuadere l'insegnante ad arrotondargli il voto.
"Zeus!" chiamò il rosso, dalla porta. L'interpellato si girò dal professore e guardò il fidanzato.
L'adulto lo cacciò con un gesto della mano. "Vai. Ci penserò su."
Lui sospirò sollevato. "Grazie, Biondo." Corse fuori dalla classe, verso Josh, e lo baciò per salutarlo.
Non appena il più basso lo spinse via, cominciò a tirare l'altro verso la sala d'addestramento. "Hanno dimezzato il tempo, Zeus! Il team di salvataggio partirà tra due settimane!"
"Due settimane?!" Sembrava preoccupato. "Perché così presto?"
"Non lo so. Forse Amber si è accorta che non potevamo aspettare per sempre." Il rosso era praticamente vibrando dall'entusiasmo e aspettativa. "Salverò i miei amici, Zeus, li farò finalmente uscire da lì!"
Lui sorrise, e si avvicinò per baciarlo con dolcezza. "è fantastico. Riuscirò finalmente a incontrarli."
"Li amerai." Annuì l'altro, il suo braccio legato al collo del ragazzo. "Ci sono Marina e Halsey e Dan e Jon e Melanie e Mark e tanti altri." (t/n: JoSh YoU fOrGoT bReNdOn BoYd UrIe, TyLeR fUcK hIm) I suoi occhi si sbarrarono dalla felicità e saltò tra le braccia del ragazzo. "Dobbiamo fare pratica! Dobbiamo allenarci!" Si allontanò da lui, ma lo prese per mano e lo trascinò velocemente alla stanza d'addestramento.
"Pratica? Ancora?" Sembrava diffidente. "Josh, in infermeria ti hanno appena detto di andarci piano."
"Sto bene!" Protestò. "Posso allenarmi un po' oggi."
Atena, Artemide e Apollo stavano ancora combattendo. Si era calmata, però, e si era evoluta in un addestramento più comune.
"Possiamo allenarci con voi?" disse il rosso, alzando la voce.
"Certo!" Rispose Atena. Il ragazzo si avviò verso la sua borsa, vicino all'uscita, da cui prese dei rotoli di garza da avvolgere attorno alle sue mani piene di ferite. Improvvisamente, ci fu un rumoroso trambusto nel corridoio, vicino alla stanza principale del Castello. Era l'entrata dell'edificio, e si riempì di quelle che dovevano essere centinaia di persone da un momento all'altro. Stavano tutte mormorando delle cose, sembravano impaurite e allarmate, ma anche intrigate. Erano in cerchio attorno alle porte del Castello.
Josh si accigliò. "Cosa sta succedendo lì fuori?"
Zeus, insieme ai suoi fratelli, guardò fuori. Il rosso non aspettò che rispondessero, decidendo invece di andare fuori, facendosi strada. Spinse via le persone tra la folla, finché non arrivò davanti. Un sussulto uscì dalla sua bocca, e i suoi si spalancarono mentre vedeva quella cosa impossibile.
Lì, in piedi di fianco alla porta sulle gambe deboli, c'era Tyler. I suoi capelli erano arruffati, le ferite erano presenti su tutto il suo corpo, ed era coperto di sporco dalla testa ai piedi. Il suo sguardo cadde su Josh, e sorrise. "Joshua! Ti sono mancato?"
Poi i suoi occhi rotolarono dietro la sua testa, e cadde, svenendo.
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TYLER MI SEI MANCATO AW
ADESSO PRENDI ZEUS A CALCI IN CULO.
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