19 || Reconstruct
"Perfetto," disse Josh ad alta voce mentre entrava nella stanza. Tyler lo notò, e smise di colpire il sacco. "Potrò anche averti perdonato, ma metterò comunque delle regole di base. La prima, smetti di fare tutti quei commenti su di me o il mio ragazzo." Incrociò le braccia sopra il petto. "La seconda, mettiti in test che saremo solamente colleghi. Niente più di questo."
L'altro si accigliò. "Aspetta, aspetta... cosa?"
"Mi hai sentito." Si morse il lato inferiore della guancia. "Possiamo essere in buoni rapporti. Ma come colleghi. Ho un fidanzato, e ancora non mi fido completamente di te."
Il castano sbatté le palpebre. "Accidenti. Da dove viene tutta questa schiettezza?"
"Sto solo dicendo le cose come stanno." disse. "Se andremo in missione insieme, voglio solo dirti questo d'ora in poi."
"Quindi... Vuoi che io smetta... Vuoi che io smetta di amarti?" la sua voce era dolce, improvvisamente piena di emozione.
Seguì il silenzio, per alcuni secondi, prima che il rosso potesse rispondere, "Sì," con un tono piatto.
"Non posso... Non posso farlo, Josh." Fece alcuni passi avanti, avvicinandosi al ragazzo.
Come risposta, lui indietreggiò di diversi passi. "Beh, è meglio che ci provi."
L'uomo sembrò improvvisamente vulnerabile. "Josh, non farmi questo."
"Farti cosa?" mormorò. "Sto solo... Rendendo le cose più facili. Per entrambi."
"Le stai peggiorando." Lacrime cominciarono a mostrarsi nei suoi occhi, e limitò ancora la distanza tra lui e il ragazzo. "Ti prego, non farlo."
Non si allontanò, invece guardò l'uomo di fronte a lui. "Devo farlo," sussurrò. Quando le mani tremanti del castano si alzarono verso la sua faccia, non sobbalzò via. Quando le sue mani si appoggiarono sulle guance dell'altro, lui non indietreggiò.
"Perché?" chiese, molto tranquillamente. Lo guardò negli occhi, così come fece il rosso. "Perché vuoi spingermi via così tanto?"
"Perché non posso stare con te." I suoi occhi si chiusero all'improvviso, crogiolandosi momentaneamente nel tocco di Tyler. Si concesse questo unico momento di debolezza; solo un momento, immerso nel dolce tocco dell'uomo.
"Non mi ami?" chiese, mormorandolo.
Lui non rispose. L'unica cose che fece fu trascinare i piedi più vicino all'altro, finché non immerse il suo viso nel suo collo. Le braccia si legarono strette attorno alla vita dell'uomo, e cominciò a piangere lì. Non era scandaloso singhiozzare, solo lacrime soffici, non rumorose. Le braccia del castano erano come un paradiso sicuro che il rosso bramava, che non sapeva nemmeno di mancargli fino ad adesso.
"Non mi ami, Josh?" chiese di nuovo il moretto. "Mi odi?"
"No," sussurrò. Si staccò poi da lui, e si pulì le lacrime che aveva sulle guance. "Ma non posso stare con te. Sono con Zeus."
Il castano esitò a lasciarlo andare. "E perché sei con lui?"
"Perché. Lo amo." Emise un sospiro tremolante. Poi tutte le sue emozioni vennero cancellate dal suo viso, e la sua postura si sistemò più dritta. "Quindi sarà meglio per noi se restiamo colleghi."
"Josh." Si avvicinò per prendergli il polso, ma lui fece un balzo indietro.
"No, Tyler," disse con tono deciso.
"... ti prego." I suoi occhi erano spalancati, quasi spaventati. "Non lasciarmi."
Scosse la testa. "è meglio così."
L'uomo guardò il pavimento, sovrappensiero, e poi di nuovo Josh. "Sarai felice se ti lascio da solo?" Non era una sfida; solo una domanda pura e semplice.
Lui esitò. "Sì," disse infine.
"Va bene, allora, Josh," l'emozione nella voce del castano era più attenta adesso, controllata all'interno. "Ti lascerò da solo." Ora sembrava solo stanco, forse addirittura straziato.
Il ragazzo rimase lì in piedi, quasi come se stesse aspettando che Tyler dicesse che non l'avrebbe fatto davvero e che avrebbe combattuto per lui. Ma non lo fece. Perciò si girò, e si avviò verso la porta. Quasi nello stesso momento in cui i palmi delle mani la spinsero...
"Mi piace il rosso," disse il castano, con voce per niente alta.
Il rosso si fermò, e lo guardò. L'uomo dai capelli castani era in piedi al centro della stanza, guardando l'altro andarsene con quella che ricordava riunire dispiacere e colpa e desiderio. Una delle mani del più basso andò a toccare le sue ciocche adesso di un rosso brillante. "Grazie." Poi se ne andò.
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"Stai bene, piccolo?" chiese Zeus, giocando con la mano del fidanzato in modo distratto.
Lui annuì, rivolgendogli un mezzo sorriso. "Sto bene. Sono solo un po' stanco."
"Possiamo evitare l'incontro, sai," suggerì.
"No. è l'ultimo prima della missione." Emise un leggero sospiro. "Dovremmo probabilmente essere lì per questo qui. Annunceranno chi dovrà andare, dopotutto."
Solo allora, la porta si aprì e Amber entrò. Dietro di lei, camminava Tyler, i suoi piedi che si trascinavano sul pavimento. I suoi polsi erano ammanettati, e da questi partiva una lunga catena che era connessa a un collare che sembrava molto pesante avvolto al collo dell'uomo.
Gli occhi del rosso si spalancarono, e si sedette con la schiena un po' più dritta. Amber tirò la catena, facendo traballare il castano prima che collassasse su una sedia. Il modo in cui camminava era leggermente strano, come se non riuscisse a vedere dove stava andando.
"Va bene, ora che siamo qui, possiamo cominciare." Roteò le sue spalle, e aprì una cartella. "Quest'incontro sarà molto corto. Sono solo qui per annunciare chi verrà." Si schiarì la voce, e sbirciò nel foglio che aveva tra le mani. "Josh Dun, Zeus Infidus, Phil Lester, Matty Healy, e Tyler Joseph. Questo team di salvataggio guiderà solo tutti gli altri, come già detto in precedenza. Attaccheranno a sorpresa l'edificio a New Americana, e noi saremo là per finire il lavoro. La Clique verrà portata qui, e ce ne andremo da là."
Josh fissò Tyler. Dio, quanto desiderava che le cose fossero diverse tra loro. All'improvviso, il castano alzò lo sguardo dal tavolo, e lui e il rosso fecero contatto visivo. Si fissarono a vicenda per alcuni secondi, prima che Zeus toccasse la mano del ragazzo. L'incontro era finito, mostrando quanto corto era davvero stato.
"Vuoi andare a mangiare?" chiese lui.
Il più basso scostò gli occhi dallo sguardo del castano. "Sì," disse con tono roco. "Andiamo." Si alzarono entrambi, e si diressero verso l'uscita. Quando guardò di nuovo l'uomo, aveva già cominciato ad andare fuori con la guida di Amber, con la stupida catena.
Di nuovo, Josh desiderava che le cose fossero state diverse tra lui e Tyler.
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PIANGO I MIEI BAMBINI.
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