7. Peace and love
#Avan's pov:
A svegliarmi, come sempre quando dormo da Elizabeth, è la lingua ruvida e bagnaticcia di Otis che si strofina contro tutto il mio viso. Con uno sbuffo apro gli occhi e mi volto dall'altro lato, verso il muro, per cercare Elizabeth e il suo morbido corpo, ma è tutto vuoto.
Mi sollevo di scatto: perché il letto è vuoto?
Poi mi ricordo, ieri sera io ed Elizabeth abbiamo discusso e ha detto che andava a dormire in divano. Strano che non abbia ceduto tornando tra le mie braccia. Poi mi ricordo, sono stato io a rifiutare per tre volte di far la pace con lei; mi ricordo anche il motivo del nostro litigio: Bradley Cooper e la sua aria da "sono più figo di tutti voi, voglio scoparmi Elizabeth"... ma lo ho capito in tempo, di certo non sarà lui a farmi fesso.
Anche se probabilmente ce la farà, se io non risolvo la piccola discussione con Elizabeth. Già, con la mia gelosia potrei gettarla dritta tra le sue braccia.
Mi alzo velocemente dal letto: devo trovare il modo di fare pace.
Potrei scendere al bar qui sotto e prenderle la colazione, una rosa rossa e supplicarla di perdonarmi perché sono un coglione. Già, è l'idea migliore.
Però potrebbe essere già sveglia.
Allungo la mano sul comodino e prendo il mio telefono controllando l'orario: sono le 07:13, orario perfetto.
Devo fare in fretta: scendo dal letto, indosso i miei vestiti lasciati ieri ammassati sulla scrivania ed esco dalla camera. In corridoio incontro George che mi saluta con un silenzioso e assonnato cenno della mano, rispondo prima di superarlo per uscire a prendere la colazione alla mia ragazza. Uscendo prendo in prestito le chiavi appese in ingresso, penso siano di George perché non hanno attaccato il portachiavi morbido a forma di coniglietto che ho regalato ad Elizabeth per il nostro primo mesiversario.
Faccio tutto di corsa: scendo le scale, mi fermo dal fioraio per la rosa rossa, al bar per una fetta di torta alle mele e un the verde, salgo le scale ed entro nuovamente in casa. Mi sfilo le scarpe e il giubbotto e, senza fare rumore, entro in salotto dove sta dormendo Elizabeth. Alla ceca trovo il divano, lo aggiro, mi avvicino alla finestra e tiro su la tapparella lasciando che i pallidi raggi di questo nuovo giorno illuminino la stanza in penombra.
Ava: -Hey amore, svegliati... ho una sorpresa per te.- cantileno con un immenso sorriso, le coperte sul divano non si muovono. Mi avvicino ancora.
Ava: -Forza Elizabeth, voglio chiederti scusa per ieri sera: sono stato un vero coglione.- tento nuovamente, ormai sono dietro lo schienale del divano. Ancora nulla. Provo allora a svegliarla con un bacio. Mi chino in avanti, sposto le coperte e mi accorgo solo ora che lei non c'è.
Come non c'è? Non ha dormito qui?
Subito penso alla possibilità che abbia chiamato Bradley per farmela pagare, ma scaccio quest'idea: non lo farebbe mai, no? Magari è solo andata a dormire da Matt. Si, dev'essere così.
Sfilo il cellulare dalla tasca posteriore dei jeans e chiamo il riccio.
Squilla un paio di volte e poi risponde.
Mat: -Ciao Avan.-
Ava: -Hey Matt, come andiamo? Avrei bisogno di farti una domanda...- dico, lo sento sospirare... so di non essergli molto simpatico dato che, da quando sta con me, Elizabeth non ha più tanto tempo libero per lui.
Mat: -In cosa posso aiutarti?- stringe lui, in sottofondo c'è confusione, immagino sia in autobus diretto a scuola.
Ava: -Elizabeth ha per caso dormito da te questa notte?- chiedo incrociando le dita per una risposta positiva.
Mat: -No, perché? Non sento Elizabeth da ieri sera.- risponde lui, il pensiero di lei con Bradley mi tormenta ancora ma lo scaccio nuovamente: mi fido di lei.
Ava: -Okay, grazie comunque.- sospiro chiudendo la chiamata. Mi mordicchio il labbro inferiore, dove cazzo è? Potrebbe aver dormito da Jennette... no, ieri c'era Nathan da lei e non credo ad Elizabeth stia molto simpatico. Magari è semplicemente a scuola. Abbasso lo sguardo sul telefono, potrebbe essere.
Ava: -George, hai bisogno di un passaggio a scuola?- domando ad alta voce.
Geo: -Se me lo dai grazie.- grida il ragazzo in risposta.
#Elizabeth's pov:
So di ripetermi quando dico che odio prendere l'autobus, ma è proprio vero. Odio dover uscire di casa alle 7:00 e spendere 50 minuti della mia mattina per fare un percorso che in auto compio in 20 minuti. Odio la massa di studenti zombie che sale ad ogni fermata spingendo e sgomitando per acquistare qualche centimetro in più. Odio le palpatine dei ragazzi allupati che poi si scusano con un "eh, c'è tanta gente, non lo ho fatto apposta". Odio chi non si attacca al palo ed ad ogni frenata ti cade addosso. Odio l'autista che ad ogni fermata grida ai passeggeri di stringersi più in là per liberare le porte.
Però preferisco tutto questo all'affrontare Avan. Sono consapevole che il nostro litigio questa volta sia futile e tutto il resto, però mi ferisce la poca fiducia che ha nei miei confronti e il fatto che pensi che voglia tradirlo con chicchessia. Sono delusa e amareggiata, ecco tutto.
Questa mattina sono uscita prima che si svegliasse, però ho passato un 5 minuti buoni a guardarlo dormire sereno sul mio letto che, spero, questa sera saprà ancora di lui. La verità è che non ho mai provato nulla di simile per nessuno e l'immenso tempo per cui gli ho sbavato dietro senza che si accorgesse di me ne è la prova.
Ecco il mio problema: sono stata la prima ad innamorarmi, e sono dunque la più debole. I suoi occhi mi hanno fulminata al primo sguardo e da allora è stata la disfatta della mia ragione. Come può il mio cervello funzionare quando lui è nei paraggi?
Non può.
Questi sono i pensieri che animano la mia mente mentre, in una massa informe con gli altri studenti della mia scuola, raggiungo l'edificio scolastico. Tengo le cuffiette nelle orecchie come scudo, anche se la musica è spenta. Non ho voglia di parlare con nessuno, voglio solo entrare nella mia classe e sedermi accanto al termo in attesa delle lezioni. Ciò che spero davvero è di non incontrare Avan, non prima della ricreazione almeno; per allora conto d'aver confidato tutto a Matt e che lui mi aiuti a trovare una soluzione.
Parli di Matt ed eccolo.
Deve aver dormito da Ariana questa notte, altrimenti sarebbe stato nel mio stesso autobus. Mi ha vista, solleva una mano in segno di saluto e viene verso di me. Sfilo una delle due cuffiette silenziose e gli vado incontro.
Il suo viso ha un'espressione indecifrabile che si rivela solo quando, stringendomi nel solito abbraccio, dopo il solito bacio sulla fronte, chiede:
Mat: -Cosa succede tra te e Avan?-
Io subito abbasso lo sguardo, come può sapere già della discussione? Ho pensato più volte ad un legame telepatico tra me e Matt, ma questo supera ogni confine realistico.
Eli: -Come fai a saperlo?-
Mat: -Beh, basta guardarti in faccia... ti si legge nello sguardo, e poi mi ha chiamato una quindicina di minuti fa chiedendomi se avevi dormito da me. Immagino la vostra notte di fuoco non sia stata poi tanto, emh, "accesa".- racconta mimando le virgolette con le dita, io tengo lo sguardo basso mentre ci incamminiamo verso scuola.
Ho paura di, guardandomi attorno, scontrarmi con gli occhi scuri che sono solitamente la mia luce.
Eli: -Accesa è stata accesa, ma non come pensi tu. Abbiamo litigato perché è convinto che io preferisca Bradley Cooper a lui, è una follia.- spiego, il riccio sembra sorpreso quanto me per la gelosia di Avan.
Mat: -È geloso di Bradley Cooper? L'amico di tuo padre?-
Eli: -Si, proprio lui. Comunque ieri notte mi sono incazzata, ho preso una coperta e sono andata a dormire in divano... no, non è neanche venuto a cercarmi.- lo prevengo, lui si acciglia e infila le mani in tasca pensieroso.
Mat: -T'ha cercata questa mattina, chiamando me... quello che non capisco è chi possa avergli detto di Bradley, di sicuro non è una sua invenzione questa gelosia improvvisa... non a priori, senza conoscerlo. Avan è troppo razionale per aver costruito tutto da se.- borbotta Matt mordicchiandosi il labbro inferiore.
Eli: -Non so, non ne ho idea. I soli a sapere di Bradley eravate tu, Jennette e mio fratello...-
Mat: -Quello che dico è che è strano il fatto che, di punto in bianco, Avan si sia sognato questa relazione; se davvero non si fidasse di te, temerebbe anche la nostra amicizia, non trovi?-
Annuisco.
Eli: -Si beh, le possibilità che io vada a letto con Bradley sono le stesse che io lo faccia con te... senza offesa.- confermo, Matt apre la porta dell'atrio della scuola e mi lascia passare affiancandomi nuovamente.
Mat: -Che offesa e offesa, sarebbe come farlo con mia sorella Ally... disgustoso.- acconsente, sul viso di entrambi nasce un sorrisino. Ancora la telepatia?
Eli: -Beh, una volta c'abbiamo pensato.- ricordo io.
Mat: -E non solo una. Però son felice di non averlo fatto, ti conosco da troppi anni... sei una sorella, ormai.- inorridisce al solo pensiero.
Eli: -Touchè.- saliamo le scale per raggiungere la nostra aula, giriamo l'angolo che si forma tra le scale e il corridoio delle quarte e Matt mi scuote un braccio. Alzo lo sguardo che fino ad ora tenevo in terra e il sorrisino sulle mie labbra si tramuta in sorpresa.
Avan è posato contro il muro accanto alla porta della mia classe, con una rosa rossa in mano e un sacchettino di carta nell'altro. Mi guarda con occhi pentiti di sofferenza e già so che lo perdonerò.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro