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31. Ho il ciclo, non si scopa

#Elizabeth's pov:
Appoggio l'orecchio al legno della porta della camera di Matt per cercare di seguire il discorso, sono intenta nell'ascoltare quando il mio telefono inizia a vibrare, è una chiamata. All'inizio sono decisa ad ignorarla, ma poi quando leggo che è il numero di George rispondo allontanandomi dalla stanza lungo il corridoio:

Eli: -Dimmi Geo, tutto okay?- chiedo rispondendo infastidita alla chiamata.

Geo: -Si si, tutto okay, mi chiedevo solo tra quanto torni e se torni per dormire questa notte...- borbotta lui, io cerco con lo sguardo un orologio per farmi un'idea dell'orario: 23:49, in effetti è un po' tardino per essere un giorno in cui domani ho scuola.

Eli: -Amh, si, c'è anche Avan, ora scendiamo. Siamo dai Bennett.- rispondo, sento George sbuffare e poi Otis che latra.

Geo: -Il che vuol dire che devo portare io fuori Otis?- domanda, me lo immagino mentre alza lo sguardo al cielo e impreca sottovoce.

Eli: -Mi faresti un grandissimo piacere, fratellino del mio cuore.- dico zuccherosa, questa volta l'imprecazione è chiaramente rivolta a me ma seguita da un "okay". Chiude la chiamata, mi trovo praticamente davanti la camera di Ally. La porta è socchiusa, mi avvicino e busso.

All: -Entra pure, Elizabeth.- risponde la ragazza, io entro. È seduta sul letto intenta a mettersi lo smalto, solleva lo sguardo su di me.
All: -Dove hai lasciato il tuo toy boy?- domanda con un sorrisino.

Eli: -Lui e tuo fratello discutono di cose da uomini.- spiego, lei mi fa cenno di sedermi sul letto.
Eli: -È davvero così bello?-

All: -Chi? Avan?- chiede con lo sguardi basso sul pennellino dello smalto, la guardo arrossire.
All: -Diciamo che è affascinante. Non è figo come Nicolas Hoult, ma ha quel non so ché che non lo fa passare inosservato... quell'atteggiamento bagna bimbe.- borbotta un po' a disagio.

Eli: -Bagna bimbe? Penso gli piacerebbe.- ridacchio cercando di smorzare il suo imbarazzo.

All: -Oh, ti prego non dirgli che l'ho detto. Ho fatto già abbastanza figure di merda con lui.- supplica, un sorrisino solca le mie labbra.

Eli: -Nah, ti trova adorabile.- rivelo, lei subito posa gli occhi su di me.

All: -Davvero? Avan Jogia mi trova adorabile?- ripete incredula, io annuisco.

Eli: -Dice che tu e George siete una coppia migliore di me e lui, e non ha tutti i torti.- confesso. Passeremo una buona mezz'ora a chiacchierare dei ragazzi di scuola nostra e, in particolare, di Avan. Ally sembra molto interessata a scoprire i dettagli di Avan, immagino già il resoconto approfondito che farà alle sue amiche.
È proprio Avan ad interromperci bussando alla porta, fa spuntare solo la testa e mi cerca per la stanza, un sorriso rilassati solca il suo viso quando mi vede. Noto due punti di un rosso vivace che macchiano la sua faccia, uno sullo zigomo e uno sulla mascella. Il suo sguardo mi fa intuire che vuole rimandare a un momento privato la spiegazione. Mi limito a salutare Ally e Rose, lasciamo casa Bennett e saliamo quei due piani di scale che portano al mio appartamento.

Eli: -Cos'è successo?- indago non appena entriamo in casa, prendo il viso di Avan tra le mani e ispeziono le due zone con le dita, lo sento gemere dal dolore.

Ava: -Va tutto bene, solo una piccola discussione. Abbiamo risolto e ora va tutto bene.- taglia corto, giro la sua faccia affinché la luce illumini bene i due colpi.

Eli: -Sei sicuro che vada tutto bene? Sembra piuttosto doloroso...- sussurro accarezzando con mano leggera i due lividi.

Ava: -Si, tranquilla, va tutto bene. Se avessi un po' di ghiaccio andrebbe anche meglio.- mormora, sposta una ciocca dei miei capelli dietro l'orecchio e mi sorride.

Eli: -Okay, vai in camera, ti raggiungo subito con un po' di ghiaccio.- acconsento, lui mi bacia a stampo e si dirige verso la camera, nel fondo del corridoio. Io faccio tappa in cucina, cerco nel freezer qualcosa di surgelato da mettergli in faccia per alleviare il suo dolore e poco dopo torno da lui.
Lo trovo steso sul letto, con un braccio piegato dietro la testa che gli fa da cuscino e l'altro poggiato sull'addome. Mi prendo qualche istante per osservarlo. Ally ha pienamente ragione: non è figo, ma è affascinante.
Si accorge di me, mi faccio avanti per raggiungerlo, mi sistemo accanto a lui. Lui si alza mettendosi seduto, con delicatezza gli poso il ghiaccio sul viso e lo tengo per un pochino. Restiamo entrambi in silenzio. È innegabile che sentiamo l'uno la mancanza dell'altro dopo questi, anche se pochi, giorni di lontananza. Il suo sguardo mi legge, si sofferma sulle mie curve e sui miei lineamenti. La sua mano si sposta in avanti, prende una ciocca dei miei capelli e la arrotola attorno all'indice.

Ava: -Mi manchi da morire.- mormora, la sua seconda mano incontra la mia schiena e si appoggia dolcemente sopra il mio culo. Mi tira a sé, finisco per sedermi in braccio suo.

Eli: -Dio solo sa quanto tu sia mancato a me, però credo sia meglio evitare per oggi.- sussurro, la mano che non regge il ghiaccio accarezza il suo petto.

Ava: -Ti prego, ho bisogno di te. Ora.- geme chiudendo gli occhi, le sue labbra socchiuse attirano l'attenzione del mio sguardo. Mi chino su di lui e lo bacio, il sacchetto di spinaci surgelati cade accanto sul copriletto.

Lo bacio e lo ribacio.
Non voglio lasciarlo andare dopo questi cinque giorni senza di lui.

Le sue dita, ormai esperte sul mio corpo, mi passano tutta premendo il mio torso contro il suo petto, sento il suo battito accelerato. Non devo aspettare molto che lui inizi a giocare con il bordo della mia maglietta leggera e la sollevi, la lascia cadere giù dal letto. Con la fronte attaccata alla mia lascia le mie labbra e abbassa lo sguardo compiaciuto nel vedere il mio seno coperto dal reggiseno un verde-acqua brillante. Le sue mani mi accarezzano le cosce ancora strette nei pantaloncini da pallavolo che ho usato per l'allenamento cheerleader e scendono fino ai miei calzini anti-scivolo tirati fino a metà polpaccio.

Ava: -Sai perché ti amo?- bisbiglia, mi sfila una calza e la getta in terra.

Eli: -Perché mi lascio toccare anche se ho il ciclo?- ridacchio, lui sorride con me ma scuote la testa.

Ava: -Perché sei unica ed io ho la fortuna di averti tutta per me.- dice lentamente mentre mi toglie anche l'altro antiscivolo.

Eli: -Fortuna o sfortuna?- chiedo in un soffio, lui chiude gli occhi e il suo respiro ansante copre diversi istanti di silenzio.

Ava: -È la fortuna più grande del mondo.- risponde infine, le sue mani si spostano sull'elastico inferiore del mio top sportivo. Passa l'indice su tutta la circonferenza un paio di volte, poi lentamente lo solleva e me lo sfila dalle braccia lasciando nudo il mio seno davanti a lui. Il suo sguardo avido lo accarezza, resta fermo così penso dei minuti.

Eli: -Cosa ci trovi di tanto interessante?- domando con un sospiro, lui sembra tornare solo ora alla realtà.

Ava: -Niente, stavo solo pensando.-

Eli: -A cosa?- incalzo incrociando le braccia davanti il seno, lui borbotta qualcosa e mi stringe a se.

Ava: -Promettimi che qualunque cosa succeda, qualunque cosa tu senta su di me, non mi lascerai mai.- dice lentamente, io stringo un po' indecisa le braccia attorno al suo busto.

Eli: -C'ho messo così tanto per averti che non potrei mai lasciarti andare, qualunque cosa l'affronteremo assieme. No che non ti lascio, per nulla al mondo.- lo rassicuro, lui posa la testa sulla mia spalla e nasconde il viso nell'incavo del mio collo. Mi lascia perplessa questa sua razione, forse è la discussione con Matt si Ariana; magari sta pensando che anch'io lo lascerò una volta diventata cheerleader popolare. Forse non capisce che tutto questo lo sto facendo per lui.

Ava: -Elizabeth...- geme, lascia cadere il resto della frase.

Eli: -Va tutto bene, non accadrà nulla di quello che è successo tra Ariana e Matt.- bisbiglio accarezzandogli i capelli, lui solleva leggermente la testa in modo da riuscire a guardarmi.

Ava: -Promesso?-

Eli: -Promesso.- ripeto risoluta, lui mi porge il mignolo e io intreccio il mio. Scende un breve silenzio d'attesa, immagino gli sembri butto interrompere questo momento, ma nei suoi occhi leggo il desiderio di andare ben oltre i baci e le carezze, nonostante il ciclo.

Lo bacio, e mentre lo bacio abbasso la zip della sua felpa e gliela sfilo. Non volendo ancora lasciare le sue labbra, apro il bottone dei suoi jeans e con facilità glieli levo. Senza troppe attese lo privo anche della maglia. Ora sento il suo torso nudo e ansante aderire al mio. Gli sposto il ciuffo di capelli ribelli dal viso e lo osservo. Come aveva detto Ally? Con quel fare da bagna-bimbe? Un sorrisino solca le mie labbra pensando a tutte le ragazzine che sognano il momento che io invece sto vivendo.
In un impeto d'audacia infilo la mano nell'elastico dei suoi boxer ed accarezzo il suo membro. Gli occhi di Avan restano fermi su di me, lo guardo lentamente cambiare espressione. Socchiude gli occhi e le labbra.

Mi era mancato il modo in cui mormora il mio nome, la sua voce è roca e affannata. Il suo petto si alza e abbassa velocemente accompagnato dalle spalle. Le sue mani stringono le mie coscie. Geme ancora. Resterei tutta la vita a guardarlo e sentirlo. Ma è lui a interrompere il momento.

Con fare risoluto mi prende i polsi e mi allontana dai suoi boxer, le sue braccia mi circondano e poco dopo mi solleva. Scende dal letto e si dirige verso il bagno. Mi posa sulla vasca e fa un giro di chiave.

Eli: -Avan...- sussurro, mi si avvicina con fare lussurioso.

Ava: -Elizabeth...- bisbiglia, si siede sul bordo della vasca accanto a me. Mi bacia, è un bacio lungo e passionale dal quale sembra non volersi sparare. Mi fa alzare e mi sistema davanti a lui, le sue dita si spostano veloci sui miei pantaloncini e sulle mie mutandine che lui cala. Ora son completamente nuda davanti a lui. Le sue mani esplorano il mio corpo. Con fare imbarazzato spingo in là col piede i miei slip per nasconderli sotto la lavatrice. Vorrei evitargli la vista del mio assorbente sporco.
Ava: -Te ne vergogni?-

Eli: -È un po' imbarazzante.- ammetto abbassando lo sguardo. Lui si toglie i boxer da solo, entriamo entrambi nella vasca e lui apre l'acqua; subito il getto freddo mi travolge e un gridolino sfugge dalle mie labbra mozzandomi il respiro, lui ridacchia.
Eli: -Vaffanculo.- biascico stringendomi alla parete per evitare l'acqua gelida.

Ava: -Dai, vieni qui.- dice regolando l'acqua calda, mi prende per i fianchi e mi preme tra il muro e il suo petto. Entrambi bagnati e ansanti restiamo a guardarci. Poi lentamente, le sue labbra sfiorano il mio collo, scendono seguendo le spalle e giungono al seno.
Non so bene come muovermi nel ridotto spazio della vasca, lascio sia lui a guidare il tutto. Mi fa sedere sullo stretto bordino con la schiena contro il muro, divarica le mie gambe e si sistema nel mezzo. Inizia a penetrarmi. I nostri gemiti si mischiano al rumore sordo del getto d'acqua. Mi aggrappo alle sue spalle, ogni mio muscolo si dente al piacere.

Ava: -Elizabeth...- geme a denti stretti.

Eli: -Avan...- lo seguo io.

Veniamo entrambi quasi contemporaneamente.

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