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3. Bradley Cooper e la sua barba sfatta

Esco da camera sua prima di cambiare idea nuovamente, mentre scendo le scale stringo tra i denti la tracolla della borsa per avere le mani libere nel mentre che mi infilo la giacca.
Incontro Ketan che sale probabilmente per chiudersi in camera sua ad ascoltare musica e giocare ai videogiochi.

Ket: -Te ne vai di già? Davvero mio fratello non dura più di due minuti preliminari compresi?- domanda con un sorrisino malizioso, alzo lo sguardo al cielo.

Eli: -Oh si, però almeno dura più di te.- ribatto con tono scherzoso superando l'ultimo gradino.

Ket: -E tu che ne sai? Abbiamo mai scopato noi due?- chiede nuovamente.

Eli: -Tutta immaginazione.- spiego con una risatina voltando appena la testa per vederlo salire l'ultimo scalino con sguardo un po' perplesso. Percorro il piccolo ingresso con passo veloce e la porta mi si spalanca davanti, per poco non travolgo la signora Jogia.

Wen: -Dove vai così di fretta?- borbotta, io a malincuore mi fermo per salutarla... devo guadagnare il suo rispetto e la sua stima e sicuramente il modo migliore non è ignorarla.

Eli: -Salve signora Jogia, signor Jogia.- sibilo tra i denti tirando un sorriso, lei fa la smorfia più simile a un sorriso che le riesce e mi supera con le braccia ingombre di buste della spesa.

Mik: -Ciao Elizabeth.- sospira il padre di Avan rispondendo più gentilmente e veriterialmente al mio sorriso.

Eli: -Oh, lasci pure, chiudo io.- mi offro aprendogli meglio la porta affinché riesca a passare con le due buste.

Mik: -Grazie cara.-
Abbasso la testa con un cenno.

Wen: -Avan Tudor Jogia! Come t'ho fatto ti distruggo!- si sentono già le grida della signora Jogia, io e il marito ci scambiamo un sguardo, il suo parecchio sconsolato mentre raggiunge la moglie. Avan compare all'inizio delle scale ancora indossa solo i boxer, distolgo lo sguardo imbarazzata.

Eli: -Io vado allora, arrivederci signor Jogia.- mi congedo chiudendo la porta prima di sentire ancora la signora Jogia inveire contro il figlio. Mando il messaggio a Bradley con l'indirizzo di casa mia e poi, come sempre, infilo le mani in tasca, tiro fuori le cuffiette e inizio a sbrogliarle mentre cammino per andare a casa.
A piedi ci metto poco meno di mezz'ora, ma sono già in ritardo per essermi fermata con il signor Jogia e per i lunghi baci dati ad Avan prima di andarmene. Un sorriso involontario solca le mie labbra ripensando al bellissimo pomeriggio passato con lui, affondo il viso nella sciarpa mente il mio Spotify decide di far partire in riproduzione casuale Homecoming dei Green Day.
Penso di essere la ragazza più fortunata del mondo ad avere Avan al mio fianco, è un ragazzo speciale... intelligente, divertente, simpatico, fedele, amorevole... ed è anche un gran bel figo; a volte non ci credo ancora che abbia scelto me tra tutte le ragazze che ha ai suoi piedi.
Sono così felice quando arrivo sotto casa che non mi accorgo neanche che qualcuno mi sta chiamando a gran voce fin quando una mano mi si posa sulla spalla, sobbalzo.

Bra: -Oh cazzo, cammini troppo veloce Elizabeth.- ansima quella voce a me familiare, filo una cuffietta e mi volto a guardare chi mi chiama.
Resto con la bocca spalancata.
Bra: -Oh cazzo è vero, eri piccolina l'ultima volta. Sono Bradley Cooper, come andiamo?- dice con un sorriso stracciamutande porgendomi la mano.

Eli: -C... ciao, sono Elizabeth.- balbetto stringendo la mano tesa, non riesco a smettere di fissarlo e questo probabilmente lo mette a disagio perché il suo sorriso si spegne un poco.

Bra: -Questo lo sapevo, porca puttana, non sei cambiata di una virgola, sei spiccicata a tua madre.- commenta, riesco ad aprire le dita dalla stretta di mano.

Eli: -Me lo dicono in molti.-

Bra: -Okay.- borbotta sempre più a disagio. Ah, Elizabeth, che ti sta succedendo?
Scuoto la testa ed esco dal momentaneo stato di extasy in  cui sono entrata alla sola vista dell'amico di mio padre. Proprio figo cazzo.

Eli: -Oh emh... si, saliamo?- propongo arrossendo per la figuraccia appena fatta, non dev'essere gran ché come prima impressione.

Bra: -Direi, non facciamo molto qui.-

Eli: -Oh si, è vero.-
Sempre più paonazza mi frugo nelle tasche in cerca delle chiavi, le trovo e apro il portone lasciando poi passare Bradley. Come tutti la prima volta, schiaccia il pulsante per chiamare l'ascensore.
Eli: -Oh emh, io salgo a piedi... un paio di scale mi fanno solo che bene.-
Lui mi guarda divertito.

Bra: -Sei terrorizzata dagli ascensori, davvero?- ridacchia, io annuisco piano e inizio a salire le scale. Mi fermo a metà della prima rampa ricordandomi che non sa il piano.

Eli: -È il terzo.- grido continuando poi a salire le scale. Arrivo sul pianerottolo prima di lui ed intanto apro la porta di casa. Subito mi rifletto nello specchio dell'entrata e sospiro cercando, per quanto possibile, di mettermi in ordine.
Sento il bip che indica l'arrivo al piano e le porte dell'ascensore si spalancano; Bradley viene verso di me e, cazzo, alla luce è davvero bellissimo. Scaccio anche questo pensiero mentre lui si avvicina ed entra in casa.

Bra: -Permesso.- borbotta strofinando le scarpe sul tappetino prima varcare la soglia.

Geo: -Liz, con chi sei?- arriva un urlo di George probabilmente dalla sua camera.

Eli: -Bradley Cooper, l'amico di papà!- grido in risposta.
Guido Bradley fino alla cucina e lo faccio accomodare su una sedia mentre vado in camera a recuperare il libro di fisica, un quaderno per gli appunti e una penna. Sento il cellulare vibrare nella tasca posteriore dei jeans, lo prendo.

Avan💙:

T'ho mai detto che odio mia madre?

Si, credo di si...

Comunque mi devi ancora una foto...😏

Che c'è?
Il classico 5 a 1 non funziona?

...
Vorrei ricordarti che il "problemuccio" è colpa tua

Vorrei ricordarti che mi hai fatta orgasmare mente ero al telefono con uno dei migliori amici di mio padre

Uffa, e che sarà mai?

Stai scherzando spero... e poi non hai chiuso la porta oggi pomeriggio

Eh? Che c'entra?

Boh, non so dovevo recriminare qualcos'altro per sentirmi felice

Sei un po' strana a volte

Non è per questo che mi ami?

Beh, amare è una parola grossa... 😏


Hai ragione, meglio non correre😉

Sai di essere una delle cose più belle sulla faccia della Terra, vero?


Poi mi chiedo come tu faccia a passare da leggins e calzini a queste cose...

Leggins e calzini sono una tua esclusiva

Minchia, che culo!

Che il mio?

Anche ma non solo... allora Barney è arrivato?

Cazzo è vero! Bradley è di là che mi aspetta!

Bra: -Cazzo, pensavo ti fossi persa.-
Mi volto verso l'entrata della mia camera, Bradley è appoggiato sullo stipite che mi squadra annoiato.

Eli: -Si scusa, stavo solo...-

Bra: -Stavi solo?- ripete sollevando le sopracciglia, la sua fronte di aggrotta in delle rughe d'espressione che a lui stanno benissimo.

Eli: -Rispondendo al mio ragazzo.- dico sottovoce, la sua espressione cambia e sembra quasi sorpresa.

Bra: -Oh okay, torniamo in cucina?-

Eli: -Io emh, certo.-

Sono le undici meno un quarto quando finalmente chiude il libro di fisica, io ho quattro pagine scritte fitte di formule spiegazioni e passaggi e la mente piena di numeri e unità di misura. È sorprendente quanto sia bravo Bradley a spiegare, nonostante continui a sbuffare quando sbaglio un calcolo o voglio applicare la formula con unità di misura sbagliate e continui ad infilare una parolaccia ogni due parole, sono riuscita a capire davvero quello che mi ha detto ed, infondo, non è così difficile. La sola cosa difficile di queste due ore è stata mantenere la concentrazione sul foglio e sui calcoli.
Per essere un amico di mio padre è sorprendentemente giovane e bello.
Gli occhi azzurrini, i capelli non troppo corti tirati indietro, la barba sfatta sulle guance e la camicia con i primi due bottoni slacciati lo rendevano bellissimo... cioè carino, ecco meglio.

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