Tu non hai mai ucciso nessuno, vero?
Senza capire molto di quello che la giornalista dice scuoto il braccio di Avan che con qualche brontolio si sveglia. Fissa con espressione ebete prima me e poi la TV. Riconosce Chantal e i suoi occhi si spalancano come la bocca.
-A une distance de vingt-deux ans après la mort de plusieurs millions Gilbert Lefebvre et échapper à l'héritage de sa femme Angelique Dupont retracent ensemble les événements...- racconta la giornalista fissando inespressiva la telecamera, Avan che deve aver trovato il telecomando e cambiato la lingua da francese ad inglese, cosa che io non sapevo possibile, si sporge in avanti per ascoltare meglio e quasi mi copre la visuale. Parte un filmato di delle nozze con una voce fuoricampo che parla sopra. -È il 1995 quando Angelique alla giovane età di diciotto anni sposa il multimilionario Gilbert Lefebvre proprietario della più grande azienda per l'estrazione dei minerali al nord della Francia, un matrimonio che suscita i commenti e le malelingue della popolazione francese.- il video mostra diversi titoli di giornali e alcune foto della coppia... effettivamente vedere una giovane Chantal, perfettamente riconoscibile con il suo sguardo freddo e distaccato, stretta al braccio di un uomo con più di settant'anni fa pensare a tutto tranne che ad un matrimonio per amore. La giornalista continua a raccontare. -Due anni dopo, in seguito a svariate denunce di scomparsa da parte dei collaboratori e dei suoi cari, viene trovato il corpo senza vita di Gilbert Lefebvre nella camera da letto della villa il cui unico accesso è consentito alla domestica e alla moglie tramite lo scansionamento delle impronte digitali a causa dei ripetuti tentativi di omicidio subiti dal signor Lefebvre; l'ultimo accesso alla camera è della moglie e risale a sei giorni prima. La polizia si scatena in una ricerca sfrenata di Angelique Dupont, ritenuta tuttora colpevole dell'omicidio, ma di lei si son perse le tracce come dei milioni nel conto in banca del signor Lefebvre. Vige ancora una taglia di 10.000 euro per chiunque la trovi.- qualche altra immagine della giovane Chantal e il servizio si chiude.
Esterrefatto quanto me Avan spegne il televisore e resta a fissare il vuoto.
Mi ci vuole anche a me qualche minuto per elaborare il tutto.
Chantal un'assassina raggiratrice spietata, crudele e multimilionario?
Io ed Avan ci fissiamo senza poter dire nulla. Una sola cosa mi sfugge... come abbia fatto Avan a non accorgersi di nulla in questi anni.
-Cosa... cosa pensi di fare?- balbetto dopo un lungo silenzio di riflessione.
-Io... non ne ho idea, cosa si fa in questi casi?- risponde guardandomi incredulo.
-Non lo so, lo chiedevo a te per questo... sai com'è, il mio fidanzato non ha mai ucciso qualcuno per ereditarne i soldi e scappare in un altro paese!- esclamo passandomi una mano tra i capelli nervosa... perché son nervosa? È l'occasione che stavamo cercando per poter finalmente stare insieme e sposarci ed avere una nostra famiglia...
-Beh, la lascio e la consegno all'ambasciata francese... no?- propone Avan iniziando a camminare avanti e indietro nella stanza con le mani dietro la schiena.
-Sei crudele, è incinta di tuo figlio!- gli ricordo guardandolo andare su e giù.
-Ma si certo, io son crudele.- mi fissa per qualche istante poi sbotta. -Pronto Elizabeth? Quella donna ha ucciso il suo ex marito per ereditarne i soldi senza alcuno scrupolo, puoi mettere da parte la gravidanza per qualche istante?!?-
-Si ma rilassati, dai vieni qui. Non fai nulla camminando avanti e indietro per la stanza come un idiota.- sussurro con voce suadente, lui mi fa un sorrisino e si siede sul materasso, inizio a massaggiargli le spalle -Infondo è quello che stavi aspettando, no? Un pretesto per lasciarla.-
-Si lo so ma... cazzo stavo per sposarmi una criminale francese!-
-Beh, ti sei fermato in tempo.- osservo, lui sospira e si passa le dita tra i capelli abbandonandosi sul letto.
Mi accoccolo al suo fianco e poso la testa sull'incavo tra collo e spalla.
-Tu non hai mai ucciso nessuno, vero?- domanda in un sussurro.
-Mai nessuno... almeno credo.- rispondo con un mezzo sorriso, lui ricambia prima di baciarmi la fronte.
Il giorno dopo riusciamo a svegliarci in anticipo e usciamo a fare colazione in un bar davanti la Torre Eiffel.
Sistemiamo le nostre valigie e, dato che l'aereo partirà nel pomeriggio, ci concediamo un giro per il centro parigino.
Dopo il volo di dodici ore atterriamo finalmente all'aeroporto di Los Angeles e chiamo Liam affinché ci venga a prendere.
-Lizzy, sono fuori, nella solita stradina...- la voce di Liam mi fa sorridere, è stupendo sapere che dopo aver lasciato Matty a poco dal matrimonio c'è ancora qualcuno che mi parla.
-È bello sentirti, Liam.- dico avviandomi verso la sua macchina a mano con Avan. Giriamo l'angolo e vedo subito nel vicolo l'unica Panda nera che potrebbe mai essere parcheggiata qui a quest'ora.
-Allora sei ancora viva?- borbotta mentre ci aiuta a caricare i bagagli, alzo gli occhi al cielo.
-Ho preferito staccare da tutto.- sbuffo alzando lo sguardo al cielo: neanche mia madre è così ansiosa.
-Mh, lo so. Hai deciso di staccare anche il matrimonio.- ribatte acido salendo al posto di guida, guardo Avan dallo specchietto sembra essere impegnato in altro sul suo cellulare.
-Come... come sta Matty?- mormoro cercando di non farmi sentire dal moro seduto dietro, cosa che non mi riesce perché alza lo sguardo anche lui su Liam.
-Emh... penso bene, ora. Dopo una settimana chiuso in casa sempre in mutande a bere birra e guardare il football alla TV, ieri sono riuscito a convincerlo ad uscire con me e Nathan... oggi mi ha detto che stava bene e che la bionda di ieri gli è servita, che è giovane e molto attraente, è famoso e stronzate simili... credo sia riuscito a passare oltre.- racconta mordicchiandosi il labbro inferiore.
-Quindi ora sta... bene?- domando per sicurezza.
-Si si... ha detto che sta sera aveva da fare quindi penso di si.- ripete, io sospiro di sollievo e mi abbandono sul sedile. Ho buone speranze che tutto torni normale nel gruppo. -Solo... non spaventarti per lo stato in cui è casa: hai lasciato due uomini, di cui uno col cuore infranto, da soli per quasi dieci giorni...- aggiunge, faccio un sorrisino... un po' di disordine è il minimo rispetto a quello a cui pensavo.
-Tranquillo Hamsworth, non mi spaventa un po' di casino.- lui ridacchia.
In un'ora e mezza siamo davanti casa, dopo le recenti scoperte Avan ha deciso di dormire da me fino a quando non sistemerà le cose con Chantal, scendiamo e mentre Avan e Liam scaricano le valige io mi avvio lungo il vialetto illuminando la strada con il flash del cellulare.
Finalmente sento il cuore leggero e felice.
Non vedo l'ora di iniziare la mia nuova vita con Avan.
Noi due e il nostro bambino/bambina.
E forse un cane o è meglio un gatto?
Non so, ma sono felice.
Sono questi i pensieri che affollano la mia mente mentre salgo i primi gradini e illumino l'entrata.
Resto raggelata.
Appeso con una corda al collo, nel centro del portico, penzola a mezzo metro da terra il corpo senza vita di Matty.
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