Ti firmerò la carta del tirocinio e ti lascerò andare, se vorrai
Si appoggia alla scrivania restando in piedi, mi metto davanti a lui e incrocio le braccia al petto.
Ci stò ancora male che non mi abbia detto che ha messo incinta Chantal, ma quello sguardo mi fa scordare tutto il rancore. Vorrei solo gettarmi tra le sue braccia, raccontargli che con Matty è finita e convincerlo a scappare con me lasciando Chantal.
-Allora? Hai niente da dirmi?- domanda con tono accomodante, io mi stringo nelle spalle.
-Nulla che non ti abbia già detto ieri sera, forse sei tu a dovermi delle spiegazioni.- rispondo acida, più di quanto volessi. Sul suo volto compare un sorrisino.
-Delle spiegazioni sulla mia bambina, immagino.- la parola "mia" associata a "bambina" è uno schiaffo in pieno viso.
-Immagino di si.- annuisco con voce fredda che maschera il dolore.
-Mh, che c'è da sapere? Nulla potrà mai cambiare quello che provo per te.- mormora avvicinandosi di quei due passi che ci separavano. Le sue dita mi sfiorano i capelli poggiati sciolti sul seno, un brivido mi scende lungo la schiena e cancella ogni mio risentimento.
-Avan, aspetti una bambina da un'altra donna.- sussurro mordendomi il labbro inferiore. Lui si lecca le labbra e un altro brivido mi scuote.
-Niente può separarci, Elizabeth. Se il destino ci ha fatti rincontrare c'è un motivo, non credi?- la sua voce è suadente e profonda, così penetrante che penso di poterla sentire dentro.
-Ti prego, smettila.- sbiascico prendendo la sua mano e spostandola dai miei capelli. -Hai una figlia da una donna che stai per sposare.-
-Ma non amo.- aggiunge posando l'altra mano sulla mia guancia e accarezzandola con il pollice. -Esattamente come tu hai una storia con Matty.-
-Avevo.- lo correggo abbassando lo sguardo sulle sue dita strette tra le mie. Vorrei solo dimenticarmi di tutto e tutti. Lui stringe le labbra cercando di nascondere il suo compiacimento per la mia rottura. -È finito tutto per un'illusione.-
-Non è un'illusione.-mi contraddice, la sua mano scivola via dalla mia e mi accarezza il ventre fermandosi sul mio fianco.
-Mi sono illusa che tra noi potesse funzionare, ma tu diventerai padre e marito di un'altra donna.- ripeto, non so a che serva, forse è per autoconvinzione. L'idea che Avan non condividerà la sua vita con me è inconcepibile.
-Ti prego, smettila. Io ho bisogno di te.- le nostre labbra sono così vicine che sento il soffio della sua voce. Vorrei baciarlo. Vorrei che non dovessimo mai staccarci. Vorrei che la realtà fossimo solo noi due. -Neanche tu riesci a fare a meno di me.-
-Devo riuscirci.- rispondo spostando dal fianco la sua mano e stringendola al petto, la bacio prima di lasciarla andare. Prima di andarmene.
-No, aspetta. Concedimi solo un addio.- supplica trattenendomi il polso, mi attira a se e siamo nuovamente stretti l'una tra le braccia dell'altro. -Ti darò qualunque cosa se me lo concedi.-
-Sarà più difficile.-
-Qualunque.- ripete prendendo il mio viso tra le mani e accarezzandomi le labbra con il pollice.
-Avan io...- chiudo gli occhi e mi lascio accarezzare.
-Questo weekend, lunedì ti firmo la carta del tirocinio e ti lascerò andare, se vorrai.- abbasso la testa in segno di assenso. Non vorrò mai lasciarlo andare. Lui mi alza il meno e fa scontrare i nostri occhi, si morde il labbro inferiore ma non mi bacia. -Tieniti pronta dopo le lezioni di venerdì.- dice semplicemente prima di sciogliere il nostro momento e lasciare lo studio.
Mi ci vogliono un paio di minuti per riuscire a recuperare me stessa. È tutto così strano. Non mi era mai capitato di non riuscire a controllarmi davanti a qualcuno, ma la verità è che Avan è peggio dell'alcool e della marijuana. Se gli sto vicina non sento più nulla, non capisco più nulla e il mondo sembra scomparire regalandomi una sensazione di felicità e leggerezza che poi sparisce poco dopo quando la realtà mi piomba addosso, fino ad una nuova dose. Mi ricompongo ed esco dallo studio, mi affaccio alla camera di Daniel per salutarlo prima di andarmene. Mentre aspetto l'autobus leggo i messaggi che ho ignorato fino ad ora. Nulla di ché, solo Liam che mi ricorda l'appuntamento a villa Kress-McCurdy per le tre. Ovviamente sono in ritardo.
Quando arrivo sono tutti già pronti per girare il video per il concorso. Liam ha fatto un lavoro strepitoso con la body art su ciascuno dei miei amici.
È strano vederli così.
A ciascuno Liam ha disegnato sul corpo qualcosa di significativo, occupando però solo una piccola porzione della pelle scoperta, il resto dev'essere pulita per la battaglia di colore.
Già, è questo che mi è venuto in mente per il concorso di Liam: una battaglia di colore che poi, montata in video con le giuste parole, racconterà il significato della famiglia per noi.
Janette, a cui Liam ha disegnato un bambino sul ventre gonfio, mi passa la fascia e i pantaloncini neri che dovrò indossare; Liam mi dipinge una pianta rampicante di rose che mi risale tutto il braccio terminando con i boccioli sulla spalla. Una volta pronta raggiungo gli altri in salotto e subito i miei occhi incontrano quelli chiarissimi di Matty, indossa dei boxer neri e ha, oltre alle due strisce di nero sulle guance, un casco da football disegnato sul petto. Liam non mi aveva detto che ci sarebbe stato anche lui. Mi schiarisco la gola e decido di far finta di nulla, cosa che decide anche lui ignorandomi. Ci riuniamo attorno a quello che sarà il nostro regista, ovvero Frankie, che ci dà alcune direttive sul video.
È praticamente sera quando a riprese finite rientriamo in casa, Nathan stappa qualche bottiglia di birra e fa il giro per ordinare le pizze. Restiamo da loro fino a notte tarda e son quasi le tre del mattino quando Liam mi riporta a casa. Ferma la macchina e spegne il motore, ha capito che ho bisogno di parlargli. Mi accendo una sigaretta e gliene porgo una, così mentre si consuma il tabacco io racconto al mio migliore amico gli ultimi avvenimenti.
Gli racconto del sogno in cui Avan mi rincorreva e del sangue, del quadro e di come siamo finiti a fare sesso, dell'intervista con Matty e della successiva rottura, della notizia che Chantal è incinta, del palaghiaccio, di Daniel e della proposta per questo weekend con Avan. Liam si limita ad ascoltarmi, al solito non mi giudica, si limita solo a stringere le labbra e aspirare il fumo della sua sigaretta.
-Sei in un bel casino, Lizzy.-
-Lo so.-
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