Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo IV Parte II

Attraversarono l'entrata principale del palazzo, per poi salire le scale che conducevano al piano superiore; una volta lì percorsero un lungo corridoio finché non si trovarono davanti a una porta bianca.
Sirio intanto aveva raggiunto la regina e il mago. Diana aprì la porta e si rivolse a Zefiro.
"Lì troverai il bastone magico Cobra"
Zefiro stava per varcare la porta, quando la regina lo bloccò ancora. "se l'arma della luce non dovesse riconoscerti come suo proprietario, moriresti. Sei ancora sicuro di volerlo fare?"
Zefiro sospirò. "Se non lo facessi, voi mi uccidereste comunque, no? Non potete rischiare che un'unica persona possa generare una catastrofe.. Ho solo una via d'uscita." Diana allora gli sorrise e fece un gesto con la mano destra per fargli capire che poteva entrare.

Non appena varcò la porta, il giovane venne travolto da una potente aura magica, man mano che avanzava la pressione dell'aura aumentava. Fece qualche altro passo e fu davanti all'arma.
Era impossibile non ammirarla. Il bastone posato sulle mani di una statua marmorea, rappresentante una figura incappucciata, il cui volto non era definibile, era in pietra lavica. La parte superiore aveva la forma di un serpente, o meglio di un cobra. Tra gli occhi del serpente vi era incastonata una delle pietre sacre di color verde smeraldo. Scalfita nella pietra lavica vi era la frase:"Aut viam inveniam aut faciam"* (O troverò una strada o la farò").
Dopo averla ammirata, Zefiro allungò il braccio e dopo un attimo di esitazione, la afferrò. Al solo tocco, una luce verde accecante proveniente dalla pietra sacra illuminò tutta la stanza.
Quando Zefiro recuperò la vista, notò che si trovava in un immenso spazio bianco e davanti a lui vi era una donna dai lunghi capelli neri che le coprivano il corpo nudo. I suoi occhi erano particolari, o meglio strani. Erano uguali a quelli di un cobra: l'iride e la retina erano entrambe dello stesso verde della pietra e le pupille erano rotonde e molto ampie.
Il ragazzo imbarazzato abbassò lo sguardo.
"Scusatemi, non volevo.." biascicò Zefiro.
"La mia forma umana ti mette a disagio?" chiese la donna senza cambiare espressione e con voce sibilante.
"Siete l'arma della luce Cobra?"
"Sì, sono io. Questa è la forma che uso di solito per interagire con il mio proprietario. Non la gradisci?" chiese Cobra, camminando lentamente spostandosi di poco da destra a sinistra, quasi ad imitare l'andamento di un serpente.
"N-no, non è questo.." si affrettò a dire il mago. Cobra lo guardava con i suoi grandi occhi a palla, mostrando la lingua viola biforcuta.
"C-comunque... I-io v-vorrei essere il tuo proprietario. T-ti prego accettami. Ho bisogno di te. Sei l'unica via che ho trovato per controllare i miei poteri. Sei l'unica strada che posso percorrere per continuare a vivere. Sono rimasto segregato per diciotto lunghi anni in una torre completamento solo, estraneo a tutti, estraneo al mondo, estraneo alla vita, per evitare che facessi male a qualcuno con il mio potere magico che non so controllare. Ma non volevo né potevo sprecare la mia esistenza a quel modo! Così mi sono creato una via per poter scappare da lì. Ho dato vita a un incantesimo abbastanza potente da distruggere la barriera che mi teneva lì prigioniero. In seguito ho vissuto nella foresta, visitando i paesini vicini per poco tempo e conducendo una ricerca matta e disperata per trovare un modo per controllarmi. Finché non ho letto di te. Ho scoperto dove ti trovavi e sono giunto qui, contento di aver trovato la strada da percorrere. E se tu mi darai la possibilità, io continuerò così: troverò la mia strada e se non esiste allora me la costruirò." Zefiro riprese a respirare; aveva detto il tutto ad un fiato a causa dell'ansia e della paura di non essere compreso e non accettato. La figura camminò verso di lui con andatura serpeggiante e avvicinò il volto a quello del mago, analizzandolo con la lingua biforcuta che gli sfiorava la pelle. "Aut inveniam aut faciam."disse Cobra, per poi allargare la bocca e mostrare i denti veleniferi lunghi e acuminati e azzannare le labbra di Zefiro da cui iniziò a grondare il sangue che si univa al veleno scuro.
Zefiro sentì i suoi sensi affinarsi. Percepiva il cuore di Cobra pulsare , sentiva il suo odore, il suo sangue, il suo veleno, la sua forza. Conosceva i suoi pensieri, capiva i suoi desideri.
Cobra si staccò e guardò Zefiro negli occhi. "Ora sono tua" proclamò l'arma e dinuovo una luce verde accecante illuminò tutto.

Si ritrovò nella stanza di prima e in mano aveva Cobra. Zefiro incredulo strinse a se il bastone e pianse copiosamente. "Grazie, grazie, grazie..."farfugliò tra i singhiozzi il mago. Inaspettatamente l'arma cambiò forma e assunse quella di un cobra nero, maestoso e superbo che andò a circondare con il suo corpo il collo e le spalle di Zefiro . "Cobra, ma come..?"
"Grazie a te. Ora ho abbastanza potere magico per assumere questa forma."sibilò Cobra, mostrando la lingua biforcuta.
" Sono contento che mi farai compagnia." sorrise Zefiro. Il cobra sibilò."Ora usciamo di qui e avvisiamo la regina."

Nel corridoio Sirio e Diana lo stavano aspettando. "Oh Signore.." disse Sirio, guardando il cobra sulle spalle di Zefiro.
Anche la regina rimase stupita. "Non ho mai saputo di nessun mago così potente da esser riuscito a dare forma vitale a Cobra."disse stupita e affascinata. Cobra sibilò. Zefiro si inginocchiò."Grazie, mia signora."
"Zefiro, non c'è bisogno di inginocchiarsi. E poi chiamami Diana. È quello il mio nome." La regina gli porse la mano, che Zefiro afferrò risollevandosi.
"Prima che tu te ne vada, vorrei farti una proposta." disse ritornando seria, per poi continuare."Vorrei che tu entrassi nella mia squadra di guerrieri, guidata direttamente da me. Puoi pensarci su, se vuoi." Zefiro non esitò un attimo. "Sarei contentissimo di stare al tuo servizio."rispose Zefiro, troppo felice." Bene, da oggi allora vivrai qui e ti allenerà con Jarvis, il miglior mago di corte. Farai la sua conoscenza domani. Non appena sarai pronto e non appena la squadra sarà al completo, ti darò delle missioni da portare a termine."
Concluso il discorso, Diana chiamò un ragazzo dai lunghi capelli biondi. Indossava una tunica di lino che lasciava intravedere il petto esile."Lui è Taiga, uno dei miei più fedeli amici."lo annunciò la regina."Non che un umile servitore."disse il ragazzo con voce acuta.
" Io sono Zefiro. "" Molto piacere, Zefiro"rispose il servitore facendo un lieve inchino.
"Taiga ti sarei grata, se mostrassi al nostro nuovo amico dove potrà rinfrescarsi, dopo essersi rifocillato con un pasto caldo e infine conducilo nella sua stanza."
"Come voi desiderate, mia regina" rispose il servo inchinandosi con eleganza ed incamminandosi. Zefiro si voltò verso la regina, salutandola con un gesto della mano per poi seguire Taiga.

Ciao a tutti!!! Volevo comunicarvi che aggiornerò regolarmente di domenica. Grazie per aver continuato la lettura di questa storia, spero possa piacervi sempre più. Un saluto a tutti!

*da Annibale.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro