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Capitolo ventotto

Era così bello tornare a casa, sentire aria di famiglia e del luogo dove si è cresciuti.

Erano riuniti a tavola, intenti a consumare un pranzo delizioso, cucinato da sua madre, la regina dei fornelli. Anche lei ed Ashley avevano contribuito a tutto quel ben di Dio: avevano preparato delle lasagne, cavallo di battaglia di sua madre e del pollo arrosto con insalata e patate al forno come contorno. C'era pure cibo per un reggimento di soldati, nel caso fossero di passaggio proprio di lì, constatò Bryana.

Da qualche giorno era uscita con enorme sollievo dall'ospedale, non sopportava nemmeno un secondo di restare lì, chiusa in quel'ambiente doloroso. Aveva bisogno di recuperare se stessa, di stare con coloro che amava e lasciare alle spalle ciò che le era accaduto. Metterci una pietra sopra, con un colpo di spugna cancellare quel ricordo maledetto che pure nei sogni la tormentava.

Bradley era con lei, quando nel cuore della notte si svegliava in preda al panico, urlando con il cuore in gola. Sentiva la presenza, nei suoi torbidi incubi di Ryan sopra di lei mentre lentamente moriva dissanguata. Bradley si occupava di lei come se fosse una bambina, la stringeva forse a sé e la rassicurava con parole dolci. Era come se da sempre fossero legati, lo sentiva nel suo cuore che il sentimento stava crescendo sempre più. In quei giorni, l'uomo le era stato di grande aiuto tuttavia sentiva che doveva confidarsi con una persona qualificata. Uno psicologo l'avrebbe aiutata a cancellare quelle paure.

Ora sedeva vicino a Bradley, mentre lo guardava si sentiva ancora più amata, l'uomo si girò verso di lei, guardandola negli occhi a sua volta e abbozzando un sorriso caloroso, le prese le mani delicatamente, quel tocco leggero la fece sussultare.

<< Queste lasagne sono deliziose. Se Austin fosse qui mangerebbe pure il piatto.>>

<< Lo so, ho notato quando le ho preparate quando ero da voi. Se non ero attenta mi mangiava pure la mano.>> ribadì Bryana.

<< Sì devo ammettere che siete davvero brave in cucina.>>

<< Io no. Sono solo brava a ingurgitare tutto e mettere su chili e chili.>> disse Ashley intromettendosi nel discorso per prendere l'ultima porzione di lasagne.

Sua sorella sedeva vicino a lei, insieme a suo marito e al loro figlioletto, il suo adorabile nipote di un anno, nel seggiolone, intento a emettere urletti di gioia. Intanto sua madre fece ingresso nella sala da pranzo con un enorme piatto contenente il pollo arrosto.

<< Ashley e Bryana, per favore potete prendere le patate e la ciotola dell'insalata per favore?>>

Bryana si alzò e si diresse verso la piccola cucina e sua sorella la seguì. A malapena si potevano muovere in quel piccolo stanzino, dove sulla minuscola isolo lotta c'erano una teglia di patate dorate e fumanti e una ciotola di insalata. Bryana prese la ciotola contenente l'insalata e attese che sua sorella si spostasse per prendere dalla credenza in alto, il sale e l'olio.

<< Che belle queste giornate in famiglia e sono tanto felice che tu sia qui con Bradley. Lo si vede nello sguardo quanto ti ama, non te lo far sfuggire mai.>>

<< Assolutamente, anzi pensavo a delle cose ma al momento meglio rimanere qua soprattutto in questa settimana che ho l'udienza contro....>> la voce di Bryana si incrinò, non voleva pronunciare il suo nome.

<< Vedrai che avrà ciò che si merita. Il signor Red è un ottimo avvocato, lavorare al suo fianco mi da tanta soddisfazione.>>

Bryana sorrise debolmente, se lo augurava, aveva lasciato fare sua sorella poiché si trattava del suo ambiente di lavoro, si fidava di lei. Rientrò in sala da pranzo, dove erano intenti a chiacchierare, Bradley faceva conversazione con suo padre suo cognato mentre sua madre si dilettava ad intrattenere suo nipote.

<< Ecco la seconda portata, tutti a vostri posti!>> disse Ashley sistemando la teglia di patate accanto al pollo e Bryana la imitò mettendo l'insalata vicino ad esse.

Sua madre iniziò a servire i commensali, disponendo nel piatto una fetta di carne e i vari contorni con cura. Cominciarono a gustarsi quel secondo piatto con allegria e chiacchiericcio casareccio.

<< E ora, una piccola sorpresa Bryana.>> disse Oscar, suo padre.

<< Sì esatto. Abbiamo preparato la tua torta preferita al cioccolato e Bradley ci ha dato una mano.>>

Bryana si commosse dalle piccole attenzioni e dall'amore che la circondavano. Era davvero fortunata in più sensi, si sentiva felice e amata dalla sua famiglia e da Bradley. In fin dei conti sono le piccole cose che contano davvero nella vita.

<< Grazie mille, davvero.>> disse Bryana mentre una lacrima solitaria scese silenziosa sul suo volto, Bradley la cinse dolcemente alla vita.

<< Ora Bryana o ti sbrighi a tagliarla o giuro che la rubo.>> disse sua sorella stemperando la situazione e scatenando qualche risata generale.

Sua madre tornò dal cucinotto con una deliziosa torta al cioccolato, Bryana sentì l'aroma del dolce espandersi per la stanza e il solo odore le provocò un crampo di fame. Prese un coltello e iniziò a tagliare quelle morbide fette, disponendole sui piattini di ceramica , sua madre pensò bene di aggiungere altra dolcezza mettendo della panna montata a fianco della torta, come se fosse un fiore. Bryana iniziò a mangiare quella delizia, che tanto le ricordava la sua infanzia, era per lei la cosa più buona del mondo al quale non poteva rinunciare mai.

<< Che ne dici di fare una passeggiata? >> disse Bryana.

Con velocità sistemò i piatti utilizzati e li portò nel cucinotto, precisamente dentro il lavello dove giacevano gli altri piatti da lavare e ritornò da Bradley.

<< Allora andiamo.>> disse lui con un sorriso.

Bryana cercò il consenso di sua madre, che annuì radiosa poi presero i cappotti, poiché fuori li aspettava la brezza tipica newyorkese.

Il quartiere era molto tranquillo a quell'ora, c'era solo qualche fanatico dello sport, chi correva e chi si fermava per riposare i muscoli e approfittare del momento per fare un po' di stretching. Era un quartiere residenziale, le case erano l'una a ridosso dell'altra, di vari colori ,che si sviluppavano più in lunghezza che larghezza. Ogni tanto passava qualche auto, quel posto era ben lontano dalla grande e caotica Grande Mela. La strada era circondata da grandi alberi che producevano ombra e riparo dal timido sole. Bryana si strinse nel suo cappotto, l'aria era pungente nonostante il periodo e porse la mano a Bradley.

<< Allora ti manca Sunnyville?>>

<< Un po', soprattutto qui sono diversi i ritmi e non è quel posto isolato, privo di nulla per chilometri come lo è il posto che circonda la mia fattoria.>>

<< Lo so, hai sentito Austin?>>

<< Sì, poco prima di pranzo. Ha bisogno naturalmente ma al momento Penny lo sta aiutando con la fattoria e con il mercato. >> disse Bradley abbozzando un sorriso, Bryana notò un fossetta deliziosa formarsi al lato della bocca.

<< Ottimo.>> disse ridacchiando lei.

<< Non so, non ci conto troppo su mio fratello, magari mi sta nascondendo che ha dato fuoco alla cucina.>>

Bryana ridacchiò ancora una volta e Bradley si unì a lei, scatenando qualche occhiata da parte dei passanti.

<< Sei di poca fiducia.>>

<< Leggermente.>> disse mimando la proporzione con le dita.

<< Comunque sia, dopodomani sarai di ritorno...>> disse lei stringendo ancora di più la mano in quella di lui, come se non volesse più lasciarlo andare.

<< Esatto, voglio rimanere per l'udienza ma poi mi tocca tornare a casa.>> ribadì con un velo di tristezza l'uomo.

<< Già l'udienza.>> Bryana si toccò la sciarpa che aveva messo appena uscita di casa per coprire il bendaggio.

<< Sarai pronta per rivederlo?>> Bradley si fermò sotto un albero, la guardava negli occhi come se sapesse la risposta.

Bryana distolse lo sguardo e scrollò la testa, non si sentiva minimamente pronta, anzi dentro di sé provava paura nel rivedere quegli occhi gelidi.

<< Andrà tutto bene.>> la rassicurò Bradley.

<< Lo spero.>>

Bradley la fissò negli occhi, con il palmo della mano le rivolse una dolce carezza sul viso, passando dalle tempie fino al mento. La fece indietreggiare fino ad appoggiarla contro il tronco dell'albero e poi le prese il viso con entrambe le mani. Bryana chiuse automaticamente gli occhi, sentì solo le labbra di lui al contatto con le sue in un bacio che le scaldava il cuore...

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