Capitolo ventiquattro
Era mezzanotte spaccata e Bradley sentì una certa ansia crescergli dentro. Ormai Bryana doveva essere arrivata da un pezzo ma nonostante ciò non aveva ancora dato notizie di sé.
Aveva monitorato l'entrata d'accesso su Facebook ma risaliva a quella mattina, quando Bryana informò la sorella del suo rientro, entrò a breve però quel numeretto sarebbe scomparso.
Iniziò a diventare paranoico e a pensare ad innumerevoli tragedie che poteva incorrere la sua dolce Bry: un' incidente era tra le prime cose che poteva pensare ma anche l'essersi persa per le strade.
Nel buio della sua stanza, l'uomo faceva avanti e indietro aspettando con crescente ansia che il trillo di un messaggio lo destasse da quella brutta sensazione. L'ansia lo uccideva da dentro, le sue budella erano avviluppate tra loro come un groviglio di stracci e i palmi delle sue mani incominciarono a inumidirsi man mano che il tempo scorreva.
Ormai doveva essersi addormentato da un po' perciò optò per sdraiarsi e riposarsi, con il cellulare tra le mani. Non voleva di certo assopirsi senza aver notizie da quella donna che in poco tempo gli aveva rubato il cuore.
Si sentiva quasi stupido a temere così tanto ma a quella ragazza ci teneva tanto e non riusciva a smettere di pensarla e preoccuparsi per lei.
Ad un tratto Austin entrò spalancando la porta senza bussare con un moto di preoccupazione negli occhi, anche lui.
<< Hai avuto notizie di Bry?>> disse il fratello minore.
Bradley non ebbe nemmeno la forza di parlare, scosse la testa in segno negativo.
<< Beh a quest'ora dovrebbe essere arrivata da un pezzo... forse ha avuto qualche problema o non ha la connessione.>>
<< Austin non complicare la mia situazione, per favore. Mi sento di merda non sai quanto.>> sbuffò spazientito Bradley.
<< Comprendo. Ti consiglio di contattare sua sorella, magari ne sa qualcosa.> propose Austin.
Bradley lo guardò di sbieco, ci aveva già pensato, tuttavia non sapeva come disturbare la sorella di Bryana.
<< Ricorda che è per il suo bene.>> disse Austin andandosene dalla sua stanza.
Era poco più che mezzanotte e venti, lo schermo del cellulare segnava quei numeri bianchi e Bradley vedeva scorrere il tempo, l'ansia non diminuiva anzi aumentava il suo brutto presentimento.
Perciò ricordando le parole del fratello, dette poco prima si fece avanti. Cercò minuziosamente tra gli amici il nome della sorella di Bryana, cercando di ricordare vagamene qualche ricordo della sua iniziale. A quel punto vide un volto, troppo simile alla sua Bry e corrispondente alla sua somiglianza.
La donna, il cui nome era Ashley era identica a Bryana, fatta eccezione per i lunghi capelli biondi su cui spadroneggiava una leggera ricrescita scura alla base della cute, segno che la ragazza amava tingersi.
Non ci pensò due volte, il suo sesto senso diceva che era lei perciò le chiese l'amicizia e approfittò dunque di scriverle un messaggio, sperando che a quell'ora fosse sveglia.
" Ciao Ashley, sono Bradley e in queste settimane ho ospitato Bryana nella mia fattoria. Ti chiedo perdono per l'orario in cui ti sto scrivendo ma sono molto in pensiero per lei. Le avevo detto di far avere sue notizie non appena sarebbe arrivata a New York a casa dei vostri genitori ma ancora, nonostante le diverse ore non ha dato segno di sé. Spero tu sappia qualcosa. A presto."
Bradley senza ripensarci due volte, lo inviò e attese per quello cha a lui sembrò un'infinità.
Si alzò dal letto e si diresse verso la finestra, una boccata di aria fresca era quello che ci voleva. La aprì e una brezza lo investì, facendolo sussultare per i brividi del freddo ma in quel momento era ciò che voleva, ovvero far congelare i pensieri. Anche se davanti a se poteva distinguere il nulla, solo terre coltivate poteva invece osservare il cielo, sgombro da nuvole così pulito da mostrare le sue più belle costellazioni. Poteva scorgere il Grande Carro, una fila formata da sette stelle che secondo gli astronomi assomigliava ad un gigantesco aratro. Suo padre gli aveva insegnato ogni nome di costellazione e soprattutto quella era la preferita da Bradley. Ricordava le risate con suo padre alla vista del carro della volta celeste perché da bambino pensava fosse in realtà una gigantesca padella, tenuta in piedi da un manico su una superficie invisibile. Sorrise a quel pensiero.
Ripensò a Bryana e al fatto che nonostante tutto, anche i chilometri che li separavano, erano sotto lo stesso cielo . Quella infinità di stelle, bellissime e luccicanti vegliavano su di loro.
Improvvisamente un bagliore, proveniente dal centro del suo letto lo destò da ogni pensiero. Non ci pensò due volte, sapeva benissimo che era un messaggio e con velocità aprì immediatamente il contenuto.
" Ciao Bradley, in questi giorni mia sorella mi ha parlato molto di te, so tutto di voi due e ne sono felice. La cosa che mi preme dirti è che pure io e i miei genitori non abbiamo notizie di lei da quando mi ha scritto stamattina. Come sappiamo non ha la sim nel telefono e perciò ci è difficile sapere dove si trovi in questo momento, sono molto preoccupata..."
Un lampo comparve nello sguardo di Bradley, chiamò Austin battendo dei pugni sulla porta e destando la sua attenzione.
<< Ma per caso sei impazzito?>>
<< Presto, dobbiamo andare a New York. Temo che Ryan tenga Bryana in ostaggio.>>
<< Cosa cazzo stai dicendo? Sulla base di cosa affermi questo?>>
<< Forza chiudiamo tutto e saliamo sul pick-up, non c'è tempo.>>
Austin scrollò la testa e fece come suo fratello aveva ordinato, prese una felpa e dei jeans in modo da cambiarsi durante il viaggio. Bradley invece era già pronto e già nel pick-up con il motore acceso. Austin chiuse tutte le imposte e corse da lui, con il fiato corto. Bradley partì sgommando, facendo sollevare una nuvola di polvere e ghiaia dietro di sé.
<< Scrivi ad Ashley se si ricorda l'indirizzo di Ryan. Dille che sua sorella era andata a riprendersi alcune cose rimaste da lui.>>
Austin fece come detto, digitò frettolosamente sulla tastiera touch ogni singola parola mentre Bradley spingeva sull'acceleratore sulle strade ancora più deserte della loro cittadina. Commise diverse infrazioni, bruciò alcuni rossi e alcuni stop sapendo che a quell'ora nessuno era nei paraggi.
<< Tu sei pazzo!>> disse Austin controllando i contachilometri che sfiorava i centonovanta. Le lancette parevano impazzite.
<< Lo so.>>
<< Non sarebbe meglio avvisare la polizia newyorkese?>>
<< E' quello che farai non appena Ashley risponderà.>>
Austin scosse la testa ancora una volta, quando il piccolo aggeggio tra le sue mani vibrò, illuminandosi.
<< L'indirizzo è Avenue Haven 7>>
<< Rispondi come ti ho detto prima. Poi imposta la via sul navigatore, io lo ammazzo con le mie mani.>>
<< Non fare stronzate Bradley.>> disse Austin appoggiando una mano sulla spalla del fratello, << Ti voglio al mio matrimonio e non portare gli avanzi della torta, in carcere.>>
<< Stai tranquillo. Quello che andrà in gattabuia è Ryan, se solo prova a toccarla...>> Bradley strinse il volante così forte da far diventare le nocche bianche.
Improvvisamente i due fratelli videro dietro di se dei lampeggianti , Bradley li vide avvicinarsi dallo specchietto mentre Austin si girò completamente ed imprecò. Bradley diminuì l'andatura fino a fermarsi completamente in uno spiazzo .
<< Cazzo>>
<< Taci Austin!>> disse Bradley ammonendolo con lo sguardo.
Un'agente in servizio si avvicinò al finestrino, utilizzando una torcia per illuminare i volti presenti nel pick-up e costringendo a far abbassare lo sguardo dei due fratelli.
<< Bene ragazzi miei, lo sapete che siete nei guai, vero?>> l'agente abbassò sul capo,il cappello e rovistò nella tasca posteriore alla ricerca del taccuino.
<< No agente, mi lasci spiegare per favore.>>
<< Ci deve essere una bella spiegazione plausibile, caro ragazzo. Non ho mai visto un'auto sfrecciare come un proiettile sulle nostre strade in trent'anni di servizio e ormai sono prossimo al congedo.>> disse l'uomo massaggiandosi i baffi, pensieroso.
<< Lo giuro, sono sempre stato rispettoso verso il codice stradale ma ho dovuto fare un'eccezione. Vede, stavo per dirigermi a New York perché la mia ragazza è in pericolo. Temo che sia stata rapita dal suo ex compagno e ho i messaggi scambiati con la sorella, dove lei testimonia di non sapere dove sia.>> spiegò con fermezza Bradley.
Austin passò l'aggeggio all'agente che inforcando gli occhiali da vista, lesse con attenzione i pochi messaggi scambiati.
<< Dunque ragazzi. Vi porto con me in commissariato e cercheremo di contattare la sorella della scomparsa, intanto ci mettiamo in moto per mandare i soccorsi nella zona. Chiamerò di persona il distretto di New York.>>
Bradley si voltò verso Austin, tirando un leggero sospiro di sollievo. In cuor suo sapeva che molto presto l'avrebbe rivista, sana e salva.
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