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CAPITOLO 20

<<Bene Maya, è il gran giorno. Devi solo andare lì, leggere quello stupido pezzo di carta e tornare a casa. ti ascolteranno tutti, e ti daranno ragione. Michael ti difenderà. Andrà tutto bene.. tutto bene. Devi solo essere coraggiosa.. e tu lo sei. Hai superato molte difficoltà e adesso c'è quest'ultimo grande scoglio.. Chad verrà spedito in carcere e tu potrai tornare alla tua vita di normale studentessa.. se esiste ancora..>> mi ripetevo davanti allo specchio del bagno mentre mi pettinavo i capelli. Oggi ci sarebbe stata l'udienza per l'aggressione ed ero tutta un fascio di nervi. Certo ieri Michael mi aveva fatto rilassare un po'.. beh moltissimo in realtà. Sulla casetta era stato bellissimo e per tutta la serata ero stata felice, dopo aver fatto una doccia ero andata a letto. Michael poco dopo era venuto a coricarsi con me e mi aveva coccolato fino a farmi addormentare. E ora ero qui, davanti questo specchio. Avevo scelto di indossare una classica gonna nera e un maglioncino bianco, per essere pronta mancavano solo i capelli da raccogliere. Uscita dal bagno andai a prendere il foglio con la mia deposizione e lo sistemai in borsa mentre scendevo per le scale. I miei genitori, Michael ed Emily mi stavano aspettando nel salotto già pronti.

-Buongiorno tesoro, sei pronta?- mi chiese mia madre

-Giorno.. credo di si..- risposi

-Sai che se non te la senti possiamo rimandare vero?- intervenne mio padre

-No, davvero.. sto bene. Voglio togliermi questo peso.

-Allora okay..- disse aprendo la porta

Andammo con una sola auto. Io ero seduta dietro, da un lato Michael mi teneva la mano, dall'altro Emily cercava di distrarmi parlando di altro, ma io non le davo retta. Non riuscivo a pensare ad altro che al mio discorso, se avesse reso bene l'idea di quello che Chad aveva fatto, non volevo in alcun modo dargli una speranza di cavarsela. Arrivammo dopo pochi minuti, salutai i miei genitori pregandoli di rimanere fuori, non volevo assolutamente che mia madre sapesse tutti i particolari. Non era giusto nei suoi confronti, dopo quello che aveva passato per la morte di mio fratello.

-Vi prego.. aspettatemi qui- gli ripetei per la terza volta

-Signori Steward, starò io dentro con lei- mi appoggiò Michael – Credo che Maya abbia bisogno di sentirsi libera di dire ciò che vuole, senza aver paura di ferire i vostri sentimenti..

-Ma noi siamo i tuoi genitori..- intervenne mia madre

-Lo so mamma, ma vi prego di restare qui.. così appena finirà potrò correre ad abbracciarvi

-Va bene.. – cedettero

-Resto io a tenervi compagnia Emma - disse Emily e io la ringraziai mentalmente. Li abbracciai forte e dopo aver preso un bel respiro entrai in tribunale, tenendo per mano Michael. La seduta iniziò subito e senza che me ne rendessi conto fu il mio turno di parlare.

-Signorina Steward, la prego si sieda qui e ci racconti cosa è successo- disse un uomo sulla cinquantina con i capelli brizzolati.

-Salve a tutti- dissi sedendomi al posto indicato dal giudice- Mi chiamo Maya Steward e sono stata vittima di violenze da parte di quel ragazzo- dissi indicando Chad seduto di fronte a me –E oggi sono qui perché ho deciso di raccontarvi tutto ciò che è successo. –Presi il foglio e lo tenni davanti ai miei occhi, non avevo più intenzione di leggere, ma volevo averlo a portata di mano nel caso avessi dimenticato qualcosa.- Tutto è iniziato qualche anno fa.. Chad era amico di mio fratello, o almeno così credevano tutti...- continuai a parlare per non so quanto di preciso, so solo che le persone erano colpite dalla mia esperienza, in aula era calato il silenzio dall'inizio alla fine della mia deposizione. Le parole uscivano dalla mia bocca automaticamente, come se fosse la cosa più naturale del mondo confessare ciò che mi era successo a persone totalmente estranee. Chad era rimasto a fissarmi per tutto il tempo, il suo sguardo sembrava vuoto, ma allo stesso tempo carico di odio. Cosa avevo fatto di male a quel ragazzo per attirare tanta cattiveria? Conclusi il mio discorso guardandolo dritto negli occhi – Chad, io non so cosa ti ho fatto di male e sinceramente non riesco a capirlo. So solo che mi hai fatto passare i momenti più brutti della mia vita. Posso giurarti che risvegliarsi dal coma e trovare tuo fratello morente accanto a te non è una cosa affatto piacevole. Non ho potuto neanche ringraziarlo un'ultima volta per avermi difeso.. da te.. –Sospirai al ricordo- Nonostante tutto ciò che mi hai fatto.. sappi che ti perdono.. e che mi dispiace molto per te, che trascorri una vita piena di odio e cattiveria. Mi dispiace che ancora tu non abbia trovato una persona per cui valga la pena vivere.. e lottare. E spero che un giorno, non molto lontano da qui, tu capisca davvero tutto il male che mi hai fatto... - mi girai verso il giudice –Ho finito – dissi e andai a sedermi accanto a Michael.

Quando fu il turno di Michael al banco dei testimoni ascoltai attentamente tutto ciò che diceva.

-Mi chiamo Michael Bake e sono il fidanzato della signorina Steward. Sono io che ho visto Bi.. mi scusi, Chad fare violenza sulla mia ragazza. Dopo i numerosi messaggi che aveva ricevuto sul suo cellulare avevo reputato saggio di non lasciarla mai da sola, così la accompagnavo a lezione e la andavo a riprendere, il pomeriggio studiavamo insieme e così via. Quel giorno Maya aveva finito prima la lezione ed era tornata in stanza per quel messaggio di cui ha parlato prima.. comunque, quando sono arrivato in aula non l'ho vista e così l'ho chiamata, ma si attaccava la segreteria. Pensavo fosse una cosa molto strana, anche perché lei il cellulare non lo spegne mai. Ho deciso quindi di andare a vedere se per caso era tornata nella sua camera magari a prendere un libro, non sapevo cosa pensare. Quando sono arrivato davanti la sua porta l'ho trovata socchiusa, cosa molto strana, dall'interno arrivavano delle urla. In un primo momento non volevo crederci.. delle urla? Ma non sono stato troppo a pensare, ho preso a calci la porta che aprendosi di scatto mi aprì la visuale sulla situazione. Chad era steso sopra di lei e le sue mani vagavano sul corpo della mia ragazza, che urlava a squarciagola. Così mi sono lanciato contro di lui e l'ho scaraventato sul pavimento. Lo tenevo fermo mentre cercava di picchiarmi e continuava ad insultare me e Maya. Mi tirava pugni e uno mi ha anche preso sulla guancia destra, così, fuori di me dalla rabbia, l'ho colpito. Con le mani al naso sanguinante l'ho lasciato per terra e sono andato a coprire la mia ragazza, rimasta nuda sul letto, incapace di parlare.. completamente sotto shock. E ho aspettato là in attesa dei soccorsi. Signor giudice le posso assicurare che è stata un'esperienza troppo brutta scoprire che il mio migliore amico era colui che aveva provocato un così grande dolore alla persona che amo di più al mondo. E la cosa anche peggiore è stato vedere la mia ragazza in un letto sotto shock per settimane, senza che io potessi fare niente. Grazie per l'attenzione, ho detto tutto ciò che dovevo.- si alzò e tornò a sedersi accanto a me prendendomi per mano.

-Andrà tutto bene- mi sussurrò per tranquillizzarmi.

Qualche ora dopo il giudice si alzò e dichiarò Chad colpevole di violenza sessuale aggravata da anni e anni di premeditazione e lo condannò a oltre vent'anni di reclusione anche "grazie" all'omicidio di mio fratello, che allora non aveva scontato perché minorenne.

Quando uscimmo trovammo i miei genitori ed Emily ad aspettarci, che appena ci videro ci riempirono di domande. Furono contenti per l'arresto di Chad, finalmente anche mia madre e mio padre avrebbero avuto un po' di giustizia per la morte del figlio, anche se niente lo avrebbe potuto riportare indietro. Quel giorno segnava una fine tra la mia vecchia e la mia nuova vita, avevo definitivamente sconfitto il mio incubo, l'avevo rinchiuso in una gabbia e gettato via. Presi la mano di Michael e insieme tornammo a casa, dove avremmo trascorso l'ultima notte prima di tornare al college. Emily aveva deciso comunque di trasferirsi nel nostro stesso campus, quindi avevo trovato anche un'ottima compagna di stanza. Tutto sembrava finalmente andare per il verso giusto.

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