CAPITOLO 2
-Nelle trasformazioni chimiche sono coinvolte solo gli elettroni esterni, ovvero elettroni di valenza, quindi i prodotti contengono gli stessi elementi dei reagenti, con però numeri di ossidazioni diversi- La voce del professor Mile risuonò in una delle enormi aule della DCA. Erano presenti quasi un centinaio di ragazzi: chi prendeva appunti, chi si limitava a scarabocchiare il block notes e chi chiacchierava con il vicino. La lezione era durata più del previsto e stava diventando noiosa... e io non vedevo l'ora di andare via. Senza rendermene conto, iniziai a pensare all'ultimo libro che avevo letto. Che tristezza averlo fatto uscire di scena così, era un ragazzo a dir poco fantastico, adoravo il modo in cui lui parlava di lei, e quel bacio... che scena romantica... magari esistesse davvero...
-Maya? Tutto bene? - una voce interruppe i miei pensieri e mi fece sussultare. Una voce che conoscevo da anni, mi girai verso quel ragazzo seduto dietro di me, era Max, uno dei miei amici più cari. I suoi capelli ricci erano più lunghi rispetto all'ultima volta che ci eravamo visti, prima delle vacanze. Era partito insieme alla sua famiglia ed era tornato solo la sera precedente. Ci eravamo conosciuti alle scuole elementari e avevamo legato da subito, per me era il migliore amico che si potesse avere.
-Ehi, mi vuoi far prendere un colpo?
-Scusami- mi prese in giro -ma sono preoccupato per la mia ragazza, se vuoi imparare devi stare attenta a tutto ciò che dice il professore, anche se estremamente noioso- rise. Gli risposi con una smorfia e mi girai verso la grande lavagna, dove il professore aveva scritto le tracce di un esercitazione utile agli esami. Ricopiai tutto e con il block notes ancora in mano, mi diressi verso l'uscita, dove davanti la porta mi stava aspettando Lucy.
-Ciao Maya, come è andata la prima lezione?- mi chiese.
-Non male, a te?- le risposi alzando le spalle.
-Stupendamente! Ho conosciuto un ragazzo fantastico e questa sera usciamo insieme- mi disse con un sorriso enorme.
-Un altro idiota come l'ultima volta?- chiesi con un un'evidente nota di sarcasmo.
-No, lui è diverso. Si chiama Bill ed è un anno più grande. Non è fantastico?
-Bill... -ci pensai- lo conosco?
-Non lo so, ma rimediamo subito. Vieni te lo presento!- Lucy mi prese per un braccio e mi trascinò dietro di sé. -Più veloce lumaca, o se ne andrà via- mi gridò.
Corremmo per tutto il corridoio, o meglio mi trascinò per tutto il corridoio. Le dissi più volte che non sarei scappata via, che mi avrebbe anche potuto lasciare, ma niente da fare, la sua presa era salda sul mio polso tanto da non permettermi di muoverlo.
-Maya, mi dispiace ma è già andato via- disse Lucy rassegnata, dopo qualche istante lasciò anche la sua presa d'acciaio.
-Stai tranquilla, ora però vado in stanza a sistemare un po', sembra sia passato un uragano!- le dissi.
-Si hai ragione-mi rispose- anche io dovrei, ma ora non mi va.
-Ci avrei scommesso- scherzai- ti avverto, sistemerò solo la mia parte di stanza, alla tua ci pensi tu.
-Si mamma!- scoppiò a ridere -Ci vediamo più tardi, io vado a fare due passi.
-Okay Lucy, a dopo- la salutai. Alloggiavamo nella stessa stanza del dormitorio, la numero D108. Appena arrivata, iniziai a tirare fuori i vestiti dalla valigia e li sistemai con cura nel grande armadio di legno vicino la porta d'ingresso. La nostra camera non era molto grande,ma era funzionale. I due letti erano sistemati lungo le due pareti della stanza principale, l'uno opposto all'altro, mentre due piccole scrivanie erano state posizionate ai lati della finestra più grande. La nostra stanza si trovava nella parte più recente del college, per questo in camera eravamo dotati anche di un bagno privato, che, anche se piccolo, era molto comodo.
Non ci misi molto a sistemare tutto, Lucy non era ancora rientrata e così iniziai a studiare, ma dopo poco tempo ne avevo già fin sopra i capelli, pensai che quello era decisamente il momento buono per fare uno spuntino, così decisi di prepararmi qualcosa da mangiare. Non avevo voglia di uscire e aspettai Lucy guardando un po' di televisione. I film non erano poi così diversi dai libri, anche se preferivo di gran lunga leggere. Non credo ci sia niente di più bello di quando si sfoglia per la prima volta le pagine di un nuovo libro, di quando ci si chiede come sarà questa nuova storia, come saranno i personaggi e cosa faranno per lasciare un impronta nella tua vita. La parte migliore era dare un volto alle persone, dargli una voce, innamorarsi dei personaggi, ma la parte peggiore era di non poter portare niente al di fuori di quei caratteri, di quella copertina che restavo ad ammirare per ore, cercando di capire cosa stesse a significare. Tutto restava un segreto, un mondo fantastico che nessuno poteva conoscere al di fuori di te. Soprattutto se non potevi parlarne con nessuno. Il rumore delle chiavi nella serratura mi riportò nella realtà, Lucy era finalmente arrivata.
-Come è andata la passeggiata?- le chiesi.
-Bene e a te con i vestiti?- rispose Lucy.
-Non mi posso lamentare- le sorrisi- a che ora hai l'appuntamento con Bill?
-Alle 8. Devo prepararmi. Sono già le 7.30!
-Direi di si Lucy –Mi alzai e l'aiutai a scegliere il vestito giusto e raccogliersi i capelli, così due minuti prima che l'orologio segnasse le 8, Lucy era già pronta. Uscì in fretta e mi scoccò un bacio sulla guancia sporcandomi di rossetto.
-Dovresti uscire anche tu con un ragazzo sai?- mi disse.
-Non esiste- ridacchiai
-Come sei testarda, ma ti farò cambiare idea. Se quando torno dormi già, Buonanotte Maya.
-Divertiti Lucy.
Chiusi la porta e andai a mettermi il pigiama. Guardai ancora un po' di televisione finché non decisi di chiamare i miei genitori. Da quella mattina non li avevo più sentiti.
<<Pronto?>> rispose mia madre.
<<Ciao mamma sono io, come è andata oggi?>> le dissi.
<<Bene e a te?>>
<<Tutto bene, a parte le noiose lezioni del professor Mile! Come al solito ha fatto durare la lezione un'eternità..>>
<<Si hai ragione, è proprio noioso qualche volta>> Anche lei aveva frequentato quel college e il professor Mille non era cambiato affatto con gli anni.
<<Solo qualche volta?>> le dissi.
<<Va bene, più di qualche volta.>> rise. <<Oggi tuo padre ha provato a sistemare il rubinetto della cucina. Non sai che disastro. Diceva di saperlo fare e invece lo ha rotto del tutto, ho sentito un urlo e poi quando sono arrivata in cucina l'ho trovato steso a terra zuppo d'acqua.>> la sentii sorridere.
<<Immagino la scena. Avrei voluto esserci>> le risposi.
<<Anche io, così mi avresti aiutato a ripulire tutto!>>
<<Grazie mamma>> sorrisi.
<<Ci manchi già...>> la sentii sospirare.
<<Anche voi mi mancate mamma...>> cercai di rimandare indietro le lacrime che sentivo arrivare. <<Vado a letto ora, buonanotte. Vi voglio bene.>> dissi con un filo di voce.
<<Buonanotte tesoro.>> mi rispose.
Misi il telefono sul comodino e mi sdraiai sotto le coperte; anche a me mancavano i miei genitori. Mi mancava soprattutto la famiglia felice che eravamo insieme a Trevor. Cercai di non pensarci e presi un nuovo libro, non vedevo l'ora di iniziare a leggere; così aprii alla prima pagina ed entrai nel mio mondo perfetto,ci rimasi delle ore, fin quando alzando lo sguardo vidi le lancette segnare la mezzanotte: era tardi, Lucy non era ancora tornata ma non la chiamai. Posai il libro sul comodino e mi addormentai subito.
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