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CAPITOLO 17

Ero rannicchiata sotto le coperte, tra le mura familiari della mia camera. Non ricordavo quando fosse l'ultima volta che avevo mangiato, né che mi fossi alzata in piedi. Ma in quella stanza come ci ero arrivata? Sapevo di essere stesa in quel letto ormai da giorni grazie alla finestra accanto la scrivania. Il passare del tempo era scandito solo dall'alternarsi della luce del sole all'oscurità della notte, dal rumore della città al silenzio assoluto che dominava il mio quartiere dopo le undici di sera. Erano passate molte persone in quei giorni, preoccupati per me, per ciò che era successo. Stavano in camera mia per pochi minuti, cercavano di parlarmi, ma io non riuscivo ad emettere alcun suono, così mi limitavo a guardare i visitatori dal basso del mio letto. L'unico che trascorreva l'intera giornata seduto accanto a me era Michael, lui mi parlava, mi faceva ascoltare musica, o si limitava a stare in silenzio tenendomi tra le braccia. Da quel che avevo capito, era rimasto qui per diversi giorni cercando di farmi riprendere e aveva anche dormito qui nel mio letto. Lucy e Max non si erano fatti vivi, che non sapessero cosa fosse successo quel giorno? Impossibile, la polizia aveva fatto un gran trambusto quando era arrivata per arrestare Bill, che in realtà era Chad. Non ricordo molto di quella giornata, dopo l'arresto, Michael aveva insistito per portarmi a casa e spiegare tutto alla mia famiglia, ma io non volevo, non potevo dargli una preoccupazione così grande. Chad era stato portato in carcere e ci sarebbe stato un processo. Non era più minorenne e questa volta non se la sarebbe cavata con una pena da niente. L'ultima cosa che ricordo al college era di aver chiuso gli occhi per un attimo e di essermi risvegliata qui, nel mio letto, con Michael e i miei genitori intorno a me.

Fuori dalla finestra si intravedeva una luce fioca, era mattino presto, ma non sapevo che giorno fosse. La porta si aprì piano e ne entrò una figura alta e ben definita, dalla mia vista inizialmente un po' sfocata riconobbi Michael, con un vassoio in mano che appoggiò sul comodino prima di sedersi accanto a me.

-Buongiorno principessa, come ti senti?- mi sussurrò- anche oggi non mi parli? – iniziò ad accarezzarmi la guancia – mi manca molto sentire la tua voce sai? Soprattutto la tua risata.. è così bello quando ridi.. quando sei felice.. darei tutto ciò che ho per poterti vedere di nuovo felice, come eri quella notte.. prima che succedesse tutto.- sospirò, passandosi una mano tra i capelli –Maya.. è passato poco più di un mese dal nostro primo incontro, lo ricordo come se fosse ieri, ricordo tutte le mie emozioni, ricordo persino cosa ho pensato "Questa ragazza è uno spettacolo", ed è la verità.. sei così bella, con quegli occhi blu, profondi come il mare, semplicemente fantastici, quelle labbra morbide, che mi fanno impazzire ad ogni bacio come se fosse il primo, quel corpo che mi fa perdere la testa e che ispira tutti i miei disegni.. Ci sono un'infinità di cose che vorrei dirti, vorrei ringraziarti per l'amore che hai per me, vorrei ringraziarti per tutti i sorrisi che mi hai regalato, per ogni singolo bacio, per ogni carezza, per ogni abbraccio.. Sei entrata nella mia vita come un fulmine a ciel sereno, una mattina in cui tutto sembrava non andare per il verso giusto, ma come ti ho detto già, quello è stato il giorno in cui ho iniziato a vivere. Ti sei stretta al mio cuore e non hai più voluto lasciarlo, anzi, ogni giorno non fai che stringerlo sempre di più. Ormai è tuo, Maya. Io sono tuo. Ho scoperto che la tua felicità è la cosa più importante per me ed ho capito di amarti.. si Maya, io ti amo. E ti prometto che farò di tutto per farti felice, ad ogni costo io.. ti farò ogni giorno sorridere.

Non so spiegare cosa avvenne di preciso dentro di me all'udire di quelle parole, so solo che la mia vista si fece annebbiata e i miei occhi iniziarono a bruciare. Sbattei le palpebre più volte, ma non riuscii a fermare il flusso di lacrime che stava arrivando come un fiume in piena. Iniziai a piangere, forte, singhiozzando come non mi capitava da un po' di tempo ormai. Mi stavo sfogando per tutto ciò che era successo nell'ultima settimana, per Chad, per ciò che mi aveva fatto, per Max, Lucy e anche per non riuscire a parlare con nessuno da giorni. Le parole di Michael avevano acceso qualcosa, era stato così dolce, aveva confessato di amarmi.. e io? Lo amavo? Assolutamente si. E volevo dirglielo. Mi strinse forte a sé e mi accarezzò la schiena con movimenti circolari, iniziai a finalmente a rilassarmi e dopo qualche minuto smisi di piangere.

-Ehi –dissi in un sussurro

-Ehi- rispose lui sorridendo – È la cosa più bella che abbia mai sentito!- mi abbracciò di nuovo

- Michael...

- Sssh tesoro mio, non devi fare sforzi. Che ne dici di mangiare qualcosa? Sono giorni che non tocchi cibo..

-No aspetta.. io.. devo dirti una cosa..

-Dimmi tutto..

- Michael... anche io ..beh.. anche io ti amo

-Ti amo Maya –mi diede un leggero bacio sulla guancia –e questa senza dubbio è la cosa più bella che abbia mai sentito! –sorrisi

-Forza amore, mangiamo uno di questi bei pancake, il tuo bel fidanzatino li ha fatti apposta per te- mi disse porgendomene un pezzetto. Annuii debolmente, ma quel movimento non fece che provocarmi un senso di nausea fortissimo.

-Tutto bene?

-No..- sentii un crampo allo stomaco.

-Maya.. vado a chiamare i tuoi genitori..

-No.. resta qui..

-Okay, chiamerò tua madre da qui allora – si alzò e andò ad aprire la porta prima di gridare il nome di mia madre, per farla salire in camera. Tornò a sedersi accanto a me tenendomi per mano.

-Maya! – disse mia madre spalancando la porta – Tesoro mio come ti senti? –era in ginocchio accanto a me

-Mamma.. sto.. bene..- dissi

-Sei a digiuno da giorni.. perché non provi a mangiare qualcosa?

-È quello che cercavo di farle fare – intervenne Michael

-Che ne dici se ti porto una bella tazza di latte? Intanto chiamo il dottore.

-No.. –risposi

-Stai tranquilla- mi disse Michael

Mia madre uscì dalla camera lasciandoci soli, mi mossi nel letto cercando di spostarmi su un fianco e attutire un po' il dolore allo stomaco.

- Michael non voglio tornare da tutti quei dottori..- dissi a voce bassa

-Andrà tutto bene, loro ti aiuteranno a superare tutto..

-Ma se non mi hanno aiutato prima, perché dovrebbero riuscirci adesso

-Perché adesso è diverso, non sei sola. Io ti starò sempre accanto e verrò con te se mi vorrai

-Me lo prometti?

-Certo, te lo prometto. Ti starò sempre accanto

-Grazie.. –gli sfiorai la guancia con un dito.

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