CAPITOLO 16
-Amore, svegliati.. è ora di andare a lezione- era la voce di Michael, che con le sue mani stava tracciando dei segni immaginari sulla mia schiena.
Mi mossi nel letto senza aprire gli occhi.
-Dormigliona, non vorrai arrivare tardi a chimica spero
-Solo un altro minuto, mamma -sussurrai
-Mamma? Tesoro, mi costringi ad usare le maniere forti- sentii le sue mani scendere lentamente lungo il mio corpo, fermandosi all'altezza dei fianchi. Mi accarezzò piano, facendomi rilassare per qualche istante. Ma ad un tratto iniziò a farmi il solletico e io urlai per la sorpresa, iniziai a dimenarmi nel letto e tirargli anche dei calci, ma lui non dava alcun segno di cedimento.
- Michael!- urlai- Non respiro!- non riuscivo a smettere di ridere
-La smetterò soltanto quando deciderai di alzarti dal letto
-Ma ho sonno! Ed è colpa tua!- La notte precedente era stata la migliore della mia vita.
-Mi sembrava non ti fosse dispiaciuto- disse con tono di superiorità, smettendo di torturarmi.
- Mmh.. può darsi- feci una smorfia. E lui ricominciò subito a farmi il solletico
-Non smetterò fin quando non ammetterai che ho ragione- rise
-Mai!- risposi- mentre lui si metteva a cavalcioni su di me per potermi torturare meglio. Mi faceva male la pancia per quanto stavo ridendo! Michael mi guardò negli occhi e si abbassò lentamente su di me, sfiorandomi le labbra con le sue. Non ci pensai due volte e lo afferrai per le guance, attirandolo a me per baciarlo più forte. Le mie mani iniziarono a vagare sul suo corpo, muovendosi su e giù lungo la sua schiena nuda.
-Amore dobbiamo andare ora- disse staccandosi lentamente dalle mie labbra
-Per forza?- lo supplicai
-Non fare quella faccia da cucciolo, lo sai che non resisto- mi sorrise
-Okay, allora andiamo - gli diedi un bacio sulla guancia. Michael si alzò dal letto e andò a cambiarsi, mentre io preparavo la borsa per la lezione. Quella giornata era iniziata in modo splendido!
-Ehi ragazza- mi disse chiudendosi la porta del bagno alle spalle
-Ehi ragazzo- gli risposi. Era il mio turno di andare in bagno, così presi la mia roba e mi avviai. Michael mi trattenne per un braccio
-Come stai?- mi chiese
-Bene, solo un po' dolorante- sorrisi
-È normale, ma passerà presto, promesso- mi diede un leggero bacio sulla fronte prima di lasciarmi andare nel bagno. Feci una doccia veloce e mi preparai, cercando di non pensare troppo a cosa avevamo combinato quella notte. Solo un mese prima sarei rabbrividita a pensare come sarebbe stata la mia prima volta, ma ieri.. era successo tutto con naturalezza, come se fosse la cosa più semplice del mondo. Michael aveva fatto attenzione a non farmi troppo male e ci era riuscito abbastanza bene, l'esperienza era stata unica e senza dubbio la più intensa della mia vita. Non riuscivo a smettere di sorridere guardandomi allo specchio, mi sentivo diversa, finalmente me stessa dopo anni di tristezza e rabbia. Avevo ricominciato a vivere davvero. Ed era solo merito di Michael, quel ragazzo fantastico che avevo incontrato per caso, una mattina, mentre correvo per andare a lezione. Chi l'avrebbe mai detto?
-Maya, a che punto sei?- mi chiese bussando alla porta
-Sono pronta, eccomi- risposi uscendo dal bagno.
-Ce ne hai messo di tempo- mi prese in giro
-Mi sistemi la collana?- gli chiedi porgendogliela
-Certo- sorrise
Presi la borsa e uscimmo insieme dalla camera, tenendoci per mano. Nel corridoio incontrai Max, che appena mi vide iniziò a baciare la ragazza al suo fianco. Ma perché mi ignorava in quel modo? Decisi di non pensare a niente, nessuno avrebbe potuto rovinare quella fantastica giornata. Il mio ragazzo mi accompagnò nell'aula di chimica, baciandomi dolcemente prima di andare. Lo salutai con la mano mentre si allontanava ed entrai in classe in cerca di Lucy. Non l'avevo sentita per niente in quel weekend e avevo voglia di stare un po' con lei. Ma stranamente in aula non c'era, così mi sedetti nelle prime file per ascoltare meglio la lezione. Continuavo a girarmi verso l'ingresso, quasi aspettandomi che da un momento all'altro la mia amica fosse arrivata. Di sicuro era con Bill, non era la prima volta che saltava le lezioni, ma quel giorno ero più preoccupata del solito. Presi il cellulare per mandarle un messaggio
<<Lucy dove sei?>> nessuna risposta.
<<Tutto bene?>> ancora niente.
Non sapevo cosa pensare, quando a fine lezione il cellulare vibrò quasi sussultai. Era un messaggio di Lucy
<<Corri in camera, ho bisogno di parlarti>> Era successo qualcosa.
<<Okay arrivo>> le risposi.
All'uscita della classe trovai Danny ad aspettarmi.
-Danny devo correre in camera mia
-Vengo con te
-Non serve, devo parlare con la mia amica Lucy.
-Ma Michael mi farà male se ti succede qualcosa
-Sta tranquillo- risposi- anzi vai a cercarlo e digli di raggiungermi in camera appena può, per favore
-Va bene Maya- mi salutò e andò via.
Corsi nel corridoio per arrivare in fretta da lei e quando arrivai davanti alla nostra camera notai la porta socchiusa. Strano. Lucy si chiudeva sempre a chiave, anche se doveva solo trascorrere pochi minuti in stanza. La aprii un po', ma non vidi nessuno. Entrai, i letti erano come li avevo lasciati quella mattina e tutto era in ordine, ma qualcosa non quadrava. Dov'era Lucy?
- Lucy? Sono io!- la chiamai a gran voce, ma non ebbi risposta. Andai a dare un'occhiata nel bagno, ma neanche qui trovai la mia amica. Restai a fissare la doccia vuota per qualche istante, senza muovermi. All'improvviso qualcosa si piazzò davanti i miei occhi, impedendomi di vedere. Mi portai di scatto le mani alla faccia e toccai una superficie morbida, era una mano. Aprii la bocca per gridare, ma un'altra mano mi si piazzò davanti le labbra, premendole e impedendomi di produrre alcun suono.
-Ciao piccola- mi sussurrò all'orecchio. Rabbrividii.
-Dove sei stata questo weekend? Mi è mancato poterti guardare..- premette il suo corpo contro il mio e continuò- ma adesso ho voglia di toccarti.. di averti tutta per me. Sei contenta piccola? Finalmente sarai mia. Dopo tutto questo tempo.. guardati, sei diventata ancora più bella. È valsa la pena di aspettare.
Non riuscivo a muovermi, sentivo un peso opprimente nel petto, mi era diventato difficile anche respirare. Era venuto davvero. Mi aveva ingannato ed aveva trovato il momento giusto per attaccarmi. E Lucy? Perché mi aveva scritto con il suo cellulare? Come faceva ad averlo.. Se le fosse successo qualcosa io.. io cosa? Io ero qui in una stanza, bloccata, impaurita. Cosa avrei potuto fare contro di lui? Non sarei stata in grado di salvare me stessa, figuriamoci un'altra persona. Ero impotente davanti alle gesta di quel maniaco, sotto quella stretta soffocante.
-Calmati piccola, se prometti di non gridare ti lascio andare, così possiamo continuare a conoscerci meglio. ci stai?- mossi piano la testa in segno di assenso.
-Brava, allora togliamo questa per prima..e mettiamola qui- tolse la mano dai miei occhi e la spostò sui miei fianchi, stringendomi forte. Aprii gli occhi, ma non riuscii a vederlo, era ancora dietro di me. Abbassai lo sguardo, sulla mano ancora premuta contro la mia bocca, muovendo lo sguardo sul polso. Ecco. Era lì, quel tatuaggio c'era ancora. La lucertola, solo ad un'altra persona l'avevo visto.. e sullo stesso polso. Merda. Mi girai con tutta la forza che avevo in corpo verso quel ragazzo. Lo colsi di sorpresa e riuscii a vederlo in faccia. Rimasi senza parole. Era Bill. Bill era Chad.. Chad era Bill.
-Sorpresa di vedermi piccola?
Rimasi senza fiato
-Non parli?- sorrise
-Tu!- gridai- Come hai potuto farmi questo! Bastardo maledetto! Hai idea di cosa mi hai fatto passare? Hai ucciso mio fratello, hai fatto andare in coma me, ho vissuto tutta la vita nascondendomi dalle persone per colpa tua! Mi hai rovinato la vita stronzo! - le parole mi uscirono di bocca prima di potermi rendere conto.
-Ah si? Beh se non mi avessi rifiutato tutto questo non sarebbe successo, io direi che è colpa tua- sorrise di nuovo e mi spinse sul letto. Iniziai a gridare mentre lui si stendeva addosso a me, iniziando a sbottonare la mia camicetta. Urlai con tutta la voce che avevo in corpo, cercando di divincolarmi, ma lui era troppo forte per me e tutto ciò che ottenni fu una stretta ancora più forte. Continuai a gridare.
-Non ti sentirà nessuno, sono tutti a lezione- iniziò a baciarmi sul collo, graffiandomi con quella sua barba lunga e spinosa- Sta ferma!
Gridai ancora, mentre le sue mani avevano ormai raggiunto la zip dei miei jeans. Stavo iniziando a perdere le speranze. Nessuno mi avrebbe salvato. Era una battaglia che non potevo vincere.
Un rumore fortissimo fu tutto ciò che sentii qualche secondo dopo. Chad-Bill si girò di scatto, ridendo.
-Ti dispiace andartene?- iniziò, ma non vidi a chi si riferisse, lui era sopra di me e mi bloccava ogni visuale verso l'ingresso della stanza – Ho un paio di cose da fare con la mia ragazza- continuò- se non ti dispiace, sparisci
-Ti prego, aiutami!- gridai con tutta la forza che mi rimaneva in corpo, mentre Bill si girava verso di me.
Fu un istante. Un battito di ciglia. Un attimo prima ero sotto di Chad, un attimo dopo lui era steso sul pavimento sotto un ragazzo dalle spalle larghe e possenti. Lo riconobbi immediatamente, era Michael. Strattonò Chad così forte da farlo sbattere con la testa sul pavimento, iniziò a prenderlo a pugni, forte, in modo violento, non lo avevo mai visto così. Rimasi immobile sul letto, incapace di parlare o muovermi. Pensai che se avesse continuato così lo avrebbe ucciso.. e io non volevo altri morti per colpa mia. Bastava mio fratello.
-Basta.. ti prego, o lo ammazzerai- cercai di urlare, ma tutto ciò che uscì dalla mia bocca fu un sussurro, abbastanza però per far girare Michael verso di me.
-Tesoro stai bene?- si alzò e corse a sedersi sul bordo del letto. Guardandomi ebbe un sussulto, avevo la camicetta strappata, il reggiseno aperto, i jeans calati sui fianchi.. strinse i pugni e si voltò verso Chad, che si era alzato a sedere e aveva le mani intorno al naso sanguinante.
-Figlio di puttana, ma che problemi hai?- gli gridò indicandomi –Adesso vai a farti le ragazze dei tuoi amici?
- Michael..- dissi
-Dimmi.. - si voltò verso di me, fuori di sé per la rabbia
-Lui è Chad..
-Cosa?- sgranò gli occhi
- Chad..- continuai
-Sorpreso eh?- intervenne lui –Mi chiedevo quanto ci avresti messo a capirlo- rise. Michael si alzò e andò verso Chad, pensai che avrebbe ricominciato a picchiarlo, ma non lo fece. Aprì invece il mio armadio e prese una felpa, poi tornò da me e mi aiutò a rivestirmi. Prese il cellulare e digitò qualcosa.
-E così- iniziò rivolgendosi a Chad – ci hai preso in giro per tutto questo tempo?
-Sembrerebbe- sorrise strafottente.
Michael gli tirò un calcio dritto nello stomaco.
-Perché?
-Volevo lei e la voglio ancora
Un altro calcio.
-Figlio di puttana non ti basta averle rovinato la vita?
-Se ti riferisci al fratello se l'è cercata- sorrise e Michael lo colpì ripetutamente
-Voglio vedere se dopo un altro paio di calci hai ancora quel sorriso da coglione
-E io voglio vedere cosa dirai quando ti denuncerò per aggressione
-Scopriamolo insieme, la polizia sta per arrivare- gli sorrise freddamente Michael.
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