CAPITOLO 15
Sentivo qualcosa premermi lo stomaco, un peso.. un braccio? Aprii gli occhi, io e Michael eravamo stesi sul divano, una coperta a tenerci caldi. Ci eravamo addormentati qui ieri sera? Guardai il mio ragazzo dormire ancora un po' prima di svegliarlo, erano circa le dieci del mattino.
-Buongiorno dormiglione- gli baciai la guancia
-Buongiorno tesoro.
Ci alzammo e andammo a vestirci. Indossai una tuta e andai in camera di Michael per vedere a che punto fosse. Lo sentii parlare al telefono sottovoce e chiudere la chiamata non appena aprii la porta, mi sembrò un comportamento strano da parte sua, ma non ci pensai più di tanto. Uscimmo di casa per fare una passeggiata con i miei sulla spiaggia e con la scusa parlare un po' del college e della vita qui senza di me. Non mi ero mai allontanata così tanto dalla mia casa e un po' mi mancava l'aria familiare della mia città, tuttavia ero contenta del college e del modo di vivere che avevo adottato. Mi raccontarono anche di ciò che avevano fatto nella breve vacanza nella fattoria dei nonni e delle novità sul lavoro di mio padre. Tornammo a casa per pranzare e rifare le valigie, saremmo ritornati al college nel primo pomeriggio.
Abbracciai forte i miei genitori
-Ci vediamo presto- gli dissi
-Vi aspettiamo, venite tutte le volte che volete
-Grazie Signora Steward, cioè Emma- intervenne Michael, mia madre sorrise
-Buon viaggio ragazzi, Michael non farò il solito discorso da padre geloso, però ti dirò un segreto. Io so tutto- disse mio padre
-È stato chiarissimo Signor Steward- sorrise
-È ora di andare- dissi
-A presto- rispose mia madre
Il viaggio di ritorno durò poco, Michael era nervoso e non faceva altro che controllare il cellulare.
-Qualcosa non va?- gli chiesi senza spostare gli occhi dalla strada. Ero riuscita a convincerlo a lasciar guidare me.
-Tutto bene- mentì
- Michael - gli presi la mano- con me puoi parlare di tutto, lo sai
-Si tesoro, lo so, ma davvero sta tranquilla.
-Va bene..
Quando arrivammo Michael posò il cellulare e venne ad aprirmi lo sportello, prese la mia borsa e ci dirigemmo verso la mia camera. Aprii la porta e rimasi senza parole.
La stanza era piena, anzi stracolma di palloncini a forma di cuore. Mi girai verso Michael perplessa, mentre lui mi sorrideva.
-È stata opera tua?- gli chiesi
-Si
-E come hai fatto? Cioè, sei stato sempre insieme a me
-Beh alcune persone mi hanno dato una mano- ammiccò.
Andai verso il mio letto, era interamente coperto di rosso e accanto al cuscino si trovava un peluche molto grande, un orsetto marrone con un grande cuore in mano. Lo sollevai per guardarlo meglio e dalle sue zampette cadde una scatolina blu. La raccolsi e la osservai per bene, proveniva da una costosa gioielleria del centro commerciale.
- Michael io non posso..
-Tesoro, per una volta, non farti mille problemi ed apri quella scatola- mi sorrise
-Va bene..- ricambiai il sorriso e ubbidii. Dentro la scatolina c'era un ciondolo, a forma di M, appeso su una catenina d'oro. Lo presi e iniziai a girarlo tra le mani, era bellissimo.
- Michael, grazie. Ma non dovevi..
-Certo che dovevo, è il nostro primo San Valentino insieme- si avvicinò sempre di più a me
-Ma io non ti ho preso niente..
-Sei qui con me.. e questo è il più bel regalo che mi potessi fare.- mi diede un leggero bacio sulle labbra- vediamo di sistemare questa collana al suo posto- sorrise e mi legò la collana da dietro la nuca, mentre io tenevo i capelli sulla spalla.
-È bellissima- dissi
-Tu sei bellissima. E questa è solo una collana per ricordare ai ragazzi che Maya Steward è mia! Solo mia chiaro?
-Chiarissimo- mi girai verso di lui e gli sorrisi. I suoi occhi erano la cosa più bella che avessi mai visto, così profondi, così sinceri. Si avvicinò al mio viso lentamente e mi sfiorò le labbra con le sue, iniziando a baciarmi dolcemente. Gli allacciai le braccia dietro la nuca e il mio corpo si adagiò perfettamente contro il suo, i baci si fecero più profondi, più passionali, da togliere il fiato. Michael mi sollevò da terra e mi portò sul letto, non staccandosi un attimo dalle mie labbra. Si sedette accanto a me e iniziò ad aprire la zip della mia felpa, con movimenti molto lenti, in modo da poterlo fermare in qualsiasi momento. Il punto era che io non avevo la minima intenzione di farlo.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro