CAPITOLO 1
Ciao amici di Wattpad, io mi chiamo Chiara e questa è la mia prima storia. Se avete qualche critica o consiglio da darmi non esitate a scriverlo nei commenti. Spero vi piaccia..e vi auguro una buona lettura! Grazie :D
CAPITOLO 1
Ero distesa sul mio letto, con un grande peluche stretto tra le braccia. Piangevo. Piangevo a dirotto e cercavo di soffocare i lamenti trattenendo il respiro. Come potevo stare così male per questo, per un libro... Avevo immaginato tutto, la sua faccia, il suono della sua voce, i sentimenti che provava, avevo inventato tutto io. Dovevo smettere di stare così male! Continuavo ad asciugarmi gli occhi ormai gonfi e stringere quel peluche ancora più forte. Presi in mano il libro e lo aprii, rilessi le pagine che mi avevano fatto piangere. Lo richiusi e guardai più volte la foto dell'autrice. Come hai potuto farmi questo Anne? Come hai potuto farmene innamorare e lasciarlo morire così? Ti diverti a giocare con i sentimenti delle persone, vero? Posai il libro sul comodino e iniziai a fare respiri profondi per calmarmi. Amavo leggere fin da quando ero bambina. Tra le pagine dei libri avevo imparato cosa fosse l'amore, quali sentimenti provocasse, quanto il cuore battesse forte ad ogni frase romantica detta dal ragazzo perfetto. Nella vita reale tutto questo non esisteva e i ragazzi erano tutt'altro che perfetti. Lo sapevo bene e lo avevo capito da tutte le volte che qualche ragazzo aveva fatto soffrire la mia migliore amica, Lucy. Molti ci avevano provato anche con me, ma non mi ero mai lasciata affascinare da nessuno. Non volevo stare male, non volevo perdere nessun'altro, per questo respingevo sempre tutti. Mi asciugai gli occhi e presi il telefono, per guardare che giorno fosse. Era già il 10 gennaio. Solo in quel momento mi resi conto di aver trascorso gran parte delle vacanze natalizie a casa, sotto le coperte a leggere. Sarei dovuta stare di più con i miei e non evitare di passarci troppo tempo, come invece avevo fatto. Salvo per il giorno di Natale, detestavo le vacanze invernali. Proprio in una giornata come questa mio fratello Trevor ci era stato portato via. Mi mancava tantissimo. Facevamo tutto insieme, sistemare il giardino, andare in bici con nostro padre, preparare dolci con nostra madre, mi aveva persino insegnato ad andare in moto. Tutto in questa casa mi ricordava lui. E il modo in cui ci era stato portato via. Erano trascorsi già quattro anni da quel maledetto pomeriggio, eppure me lo ricordavo benissimo. Con il passare del tempo il dolore non si attenuava, niente e nessuno avrebbe potuto ridarmi Trevor. Pensavo a lui ogni giorno, senza riuscire a darmi pace. Il mio cellulare iniziò a squillare, facendomi tornare alla realtà. Era Lucy. Stavo ancora piangendo, ma risposi lo stesso.
-Ciao Lucy- dissi trattenendo il respiro per evitare di farmi scoprire.
-Maya? Che hai? Stai piangendo?- Lucy mi conosceva troppo bene.
-Tranquilla, niente di importante- risposi, sapendo di non poterle mentire.
-Maya, stai calma, arrivo subito da te!- mise giù la chiamata. Qualche minuto più tardi sentii il campanello suonare: era già qui. Aprii la porta e lei mi abbracciò forte. Lucy era un po' più alta di me, aveva i capelli ricci e neri che come in quel momento le ricadevano su i suoi occhioni verdi. Se li sistemò dietro le orecchie e sospirò.
-Maya calmati- mi disse stringendomi più forte.
-È morto- le risposi. Non volevo parlarle di mio fratello, così mi limitai a sfogare le mie emozioni per il libro che stavo leggendo.
-Chi?- Sgranò gli occhi Lucy
-Chris
-E chi è?
-È lui!- risposi indicando la copertina del libro
-Maya, mi hai fatto prendere un colpo! Sta calma, è solo un libro, non è morto davvero, lui non era reale Maya. Perché soffri così tanto?
-Non lo so... sembrava tutto così vero...
-I libri sono fatti apposta per emozionare il lettore e ci sarà un motivo se l'autrice ha deciso così. A che punto del libro sei arrivata?
-Poco dopo la metà. Ma adesso che succederà? Era lui il protagonista.
-Beh, continua a leggere e lo scoprirai
-Non mi va... - Ci sedemmo sul divano. Lucy mi guardò per tutto il tempo: ero davvero sconvolta. Sapeva che questo tema mi era molto familiare, sapeva di mio fratello e capì subito che le lacrime non erano state causate solo dal libro, ma senza dire una parola mi abbracciò di nuovo. Da quando avevo perso Trevor cercavo di evitare libri troppo tristi, ma quest'ultimo mi aveva colto alla sprovvista. Mi staccai dall'abbraccio e restammo in silenzio per qualche minuto. Lucy mi chiedeva spesso come facessi a immedesimarmi così bene nei protagonisti dei libri che leggevo. Mi aveva vista molte volte emozionata o arrabbiata per le scelte dei personaggi. Se un finale non mi piaceva ero capace di star male per settimane, non so se potesse esistere una persona più emotiva di me. Odiavo questo lato del mio carattere, ma non riuscivo ad immaginarmi diversa da quella che ero. Chi non mi conosceva mi considerava una bambina, ma sapevo di non esserlo, crescevo anche grazie ai miei libri, con i loro personaggi e i loro problemi. Avevo diciannove anni, ottimi voti al college e sapevo già cosa fare della mia vita. In fondo non ero una bambina, no? Sospirai. Mi chiedevo spesso cosa avessimo in comune io e Lucy. A lei non piacevano i libri, amava andare alle feste, stare in compagnia e aveva avuto molti ragazzi. Al contrario io adoravo stare a casa a leggere, era come se tutto il mondo si fermasse, come se io vivessi la storia in prima persona. Non avevo mai avuto un ragazzo e in realtà non avevo neanche voglia di averlo, per me esistevano solo i protagonisti delle mie storie, nessuno sarebbe stato mai alla loro altezza.
-Maya, che ne dici di uscire? Ti porto al centro commerciale e facciamo shopping. Tra due settimane ci sarà la festa di Emily e dobbiamo trovare un vestito bellissimo per l'occasione, ci stai?
-Devo proprio venire a quella festa? Ci saranno un sacco di ragazzi ubriachi che cercheranno solo di metterci le mani addosso..
-Maya non devi per forza venire- sospirò- Ma sarebbe un peccato non andare. Ci divertiremo tantissimo. E poi, basta stare alla larga dai ragazzi che dici tu, non sono tutti così sai?
-Secondo me si, ma comunque okay, mi do una rinfrescata e arrivo.
-Ecco la Maya che mi piace!- scherzò Lucy abbracciandomi. Salii le scale e andai in bagno, nello specchio il mio riflesso mi fece preoccupare. Avevo le guance rigate dai segni delle lacrime ormai asciutte e gli occhi rossi e gonfi. Dovevo darmi una calmata, pensai mentre mi sciacquavo il viso con l'acqua fresca. Quando tornai al piano di sotto, Lucy era già fuori dalla porta di casa.
-Okay sono pronta, andiamo!- le dissi chiudendo la porta.
Salimmo in auto. Io mi misi alla guida mentre Lucy era intenta a sfogliare una rivista di moda. Commentava ogni pagina con frasi come "Oh mio Dio guarda questo vestito, è orribile!", oppure con "Che capelli che si ritrova questa modella, mi fanno vomitare!". La mia Lucy era davvero una ragazza euforica, al contrario di me.
-Mi vedresti con i capelli corti?- mi chiese ad un tratto.
-Non saprei... ma sarebbe un peccato tagliare quei bellissimi ricci che ti ritrovi- sorrisi.
-Mmh forse hai ragione... e poi a me i capelli corti neanche piacciono- rise.
Arrivammo al centro commerciale in poco tempo. Si trovava nella periferia della mia piccola città, era un edificio enorme, con le pareti di un colore giallo canarino... e come al solito era molto affollato. Entrammo in un negozio molto carino, dove io e Lucy facevamo sempre shopping e iniziammo a guardare tra i vari capi esposti. Scelsi un paio di vestiti da provare, prima di dirigerci verso i camerini. Entrai io per prima, mentre Lucy continuava a prendere abiti che secondo lei "dovevo assolutamente provare, perchè il mio fisico mozzafiato doveva essere visto da tutti". Ma a me in realtà tutto ciò non convinceva molto.
-Okay Lucy ho indossato la maglietta, ma di sotto cosa devo mettere?
-Di che maglietta parli? Fammi vedere.- spostai la tendina e Lucy ridacchiò- Questa non è una maglietta, è un vestito. E ti sta d'incanto!
-Che? Non uscirò mai con una cosa come questa! Sono nuda Lucy!-replicai indicando le mie gambe.
-Non è affatto vero, io adoro questo vestito.- rispose.
-Allora perché non lo indossi tu?- dissi alzando gli occhi al cielo.
-Okay okay, cambiamo genere, che ne dici di quello?- Lucy indicò un vestito blu, poco distante da noi.
-È bellissimo!- Sorrisi - Vorrei provarlo!
-Vado a prenderlo allora- mi fece l'occhiolino prima di allontanarsi. Pochi minuti più tardi mi portò il vestito continuando a sorridere soddisfatta.
-Ti aspetto qui- disse chiudendo la tendina.
-Ti ringrazio- le risposi. Aprii la cerniera laterale e lo infilai, la stoffa era davvero morbida sulla pelle e quel colore mi faceva impazzire. Sospirai e aprii la tendina.
-Sei bellissima!- Sgranò gli occhi la mia amica.- sembra fatto su misura per te!
-Grazie Lucy, ma ti prego non dirlo solo per cercare di risollevarmi il morale- risposi.
-Mai stata così sincera. Allora che fai? Lo compri?
-Penso proprio di si, mi piace molto.- le risposi.
-Perfetto allora andiamo a pagare!
-Si va bene- le sorrisi e andai a cambiarmi. Appena fui di nuovo sola nel camerino mi rivenne in mente il libro, decisi di non proseguire la lettura perché ci ero rimasta troppo male, ma non riuscivo a smettere di pensarci. -Cara Maya- mi dissi guardandomi nello specchio- è ora che tu la smetta di essere così fragile... e soprattutto è ora che tu la smetta di affezionarti così tanto a persone che non esistono! - Detestavo ogni giorno di più quel mio carattere così esagerato.
-Maya vuoi una mano a togliere il vestito?- era Lucy
-No grazie, ho finito- risposi uscendo dal camerino.
-Perfetto, ora cerchiamo le scarpe giuste.
-E tu non cerchi un vestito?- le chiesi.
-Prima finiamo te- rispose.
-Perché non provi quella maglietta di prima?- scherzai- Te la vedrei bene addosso.
-Quante volte dovrò dirti che non è una maglietta?- rise Lucy.
-Quante volte vuoi, tanto per me continua ad esserlo!-le sorrisi -Dai provalo ora! Poi cerchiamo le scarpe.
-Okay Maya, va bene. Aspettami qui.- Entrò nel camerino e uscì pochi minuti più tardi con indosso quel vestito. Era di un colore verde scuro, con molti brillantini sparsi sul davanti a formare un grande fiore dorato. Io non avrei mai avuto il coraggio di indossare un vestito del genere, mentre la mia amica, a quanto pareva, non si faceva problemi a mostrare buona parte del suo corpo.
-Sei bellissima.- le dissi.
-Grazie, lo prendo!
-Bene, ora cerchiamo le scarpe - sorrisi. Andammo a pagare e iniziammo la ricerca delle scarpe perfette: girammo molti negozi prima di trovare ciò che stavamo cercando. Come al solito Lucy capiva al volo cosa mi piacesse e cosa no... e io adoravo fare shopping con lei anche per questo. Noi due ci conoscevamo fin dai tempi dell'asilo, avevamo frequentato le stesse classi ed ora ci ritrovavamo anche nello stesso college. Entrambe sognavamo di diventare dei bravi medici: <<saremo colleghe, oltre che sorelle>> ci dicevamo fin da bambine. La nostra era un'amicizia pura e sincera, ci davamo consigli e non facevamo un passo senza che l'altra non ne fosse al corrente. Era quel genere di amicizia che tutti vorrebbero, quella senza secondi fini, quella dove basta uno sguardo per capirsi; avrei dato la vita per difenderla e lo stesso avrebbe fatto Lucy per me. Ne ero certa. Tra i tanti discorsi e lo shopping il pomeriggio trascorse velocemente; era ormai sera quando ci salutammo davanti casa mia, dandoci appuntamento al giorno seguente, per l'inizio del nuovo semestre.
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