30. Qui parte la ship
Non appena portai Vanessa a casa mia, le reazioni di mia madre e di mia sorella furono diverse, ma l'imbarazzo che provocarono fu esattamente lo stesso.
«E così lei è la ragazza di cui tanto mi parli...» Commentò mia madre, incrociando le braccia e facendo un sorriso malizioso.
Vanessa non sapeva cosa dire, ma si capiva benissimo che era imbarazzata.
«Mamma...» la richiamai per farle capire di comportarsi in maniera normale.
Ma con mia madre, la parola "normale" non esiste.
«È un piacere conoscerti, Judith.» Continuò lei, stringendo la mano a Vanessa, che in quel momento strabuzzò gli occhi.
«Mamma...!»
«Che c'è?» fece lei, notando il mio imbarazzo.
«Lei è Vanessa.»
Il sorriso sparì dalla faccia di mia madre, che guardò la ragazza con una faccia imbarazzata. Ottimo lavoro, mamma. Davvero ottimo lavoro.
«La migliore amica di Judith.» Aggiunse Vanessa, sorridendo con garbo.
Potevo immaginare come si sentisse mia madre in quel momento. La donna scrutò Vanessa per un po', prima di tornare a parlare.
«Oh» disse. «Beh, è sempre un grande piacere, Vanessa.»
Le due si strinsero la mano, poi nel salotto calò un silenzio imbarazzante. Ne aveva combinata un'altra delle sue.
«Beh, noi andiamo in camera mia per fare la ricerca.» Dissi, per interrompere il disagio.
«Oh, sì, andate pure.»
Restammo in silenzio e ci incamminammo verso la mia camera. Non vedevo l'ora di chiudermi in quella stanza senza mamme invadenti. Vanessa sembrava imbarazzata, e come potevo darle torto? Anch'io lo sarei stato, al posto suo. Stavamo per salire le scale che portavano al piano di sopra, quando all'improvviso sbucò fuori l'ultima persona che avrei voluto vedere in quel momento: sto parlando di Clary. La bambina squadrò Vanessa dalla testa ai piedi, con fare critico.
«Tu non sei la ragazza del parco.» Disse, con una nota di disprezzo nella sua voce.
«Ehm... no, sono Vanessa.» Fece la ragazza, rivolgendo un sorriso a mia sorella. Un sorriso che lei non ricambiò per niente.
Clary si rivolse a me. «Non puoi stare con lei, mi sembra una buona a nulla. E poi scommetto che odia le bambole.»
Io spalancai le palpebre, dispiaciuto per come dovesse sentirsi la ragazza di fianco a me. La prossima ricerca sarebbe stata fatta a casa sua.
«Io e Chris non stiamo insieme» disse lei, ridendo. «Sono già impegnata.»
Era carino come si stesse sforzando di essere gentile anche davanti a una situazione del genere. Al posto suo, avrei tirato il collo di mia sorella come quello di un'oca.
Gli occhi di Clary diventarono una linea sottile. «Mh, bene. Perché anche Chris è impegnato.»
Portai una mano davanti alla faccia, per coprire la mia espressione imbarazzata. Cosa avevo fatto per meritarmi di convivere con una simile famiglia?
«Clary, vai a giocare» dissi, prendendola per la vita e sollevandola da terra.
La misi nel salotto, e lei incrociò le braccia. «Ma nessuno vuole giocare con me!»
«Giocherò io con te.»
«Ma tu sei negato a fare le finte voci!»
Era troppo, Clary aveva detto già abbastanza. Sospirai, mentre Vanessa si mise accanto a me incapace di intervenire.
«Clary, ora dobbiamo fare una ricerca. Perciò addio.»
Così dicendo, presi Vanessa per un braccio e la trascinai con forza per le scale. Lei non disse una parola e obbedì, non volendo immischiarsi nelle mie faccende di famiglia. Aprii la porta della mia camera e la invitai ad entrare; finalmente ero riuscito a sfuggire dalle due insidie della mia casa.
Mi sedetti sul letto e così fece anche lei.
«Mi dispiace per prima... la mia famiglia è un po' strana.» Dissi, sentendomi a disagio.
In verità la mia famiglia era più di questo.
«Tranquillo, anch'io convivo con persone bizzarre» ridacchiò lei. «Ma in fondo è questo il bello, no?»
Non capivo quello che volesse dirmi, perciò mi misi più comodo cercando di capire.
«Se fossimo tutti uguali, cosa ci sarebbe di divertente?» fece Vanessa. «Non esiste la famiglia perfetta, noi siamo perfetti così come siamo. Tua madre e tua sorella saranno anche fatte così, ma in fondo tu le ami, no?»
Sorrisi, apprezzando le parole che aveva usato. Aveva perfettamente ragione, non esisteva la famiglia perfetta. Ed il fatto che l'abbia detto mi colpì ancora di più.
«Già» ammisi. «La verità è che non saprei cosa fare senza di loro.»
Restammo in silenzio per un attimo, poi lei continuò. «A quanto pare hai parlato molto di Judith, eh?»
A quelle parole i miei occhi si spalancarono. Non avrei dovuto raccontare a mia madre che Judith era tornata a scuola. Quando l'avevo fatto si era riempita di strani pensieri su noi due. E quei pensieri non mi piacevano affatto.
«No... è solo che... quando la polizia è arrivata a scuola hanno raccontato tutto a mia madre. E allora sono stato costretto a darle spiegazioni.»
Sperai di essermela cavata, anche se non ero stato molto convincente.
Vanessa alzò un sopracciglio e mi guardò con fare interrogatorio. «Mhm... qui parte la ship.»
Ancora con queste ship! Quella frase sembrava di averla già sentita...
«Sai? Penso che tu e Peter andrete molto d'accordo...» Commentai.
«Davvero?» fece lei. «Mi sembra un ragazzo simpatico.»
«Anche lui pensa questo di te.»
A quelle parole, Vanessa avvampò. Avevo la netta sensazione di aver detto qualcosa di troppo.
«Ti ha parlato di me?» domandò la ragazza, con una strana luce nei suoi occhi.
Non sapevo cosa rispondere, perciò mi limitai a dire: «Dipende... tu cosa vorresti sentirti dire?»
Lei inarcò un sopracciglio, poi si scosse. «Ma... ma di cosa stiamo parlando? Guarda che sono fidanzata!»
Il suo tono mi fece indietreggiare leggermente col busto.
«Non ne avevo alcun dubbio, ma ora cosa c'entra?»
Lei sembrava bloccata in una statua di ghiaccio. «No, niente. Cominciamo a lavorare per la ricerca.»
Vanessa era strana... avevo la sensazione che stesse nascondendo qualcosa. Scossi la testa e misi da parte quei pensieri, per iniziare a lavorare alla ricerca. Stavamo lavorando bene, eravamo una bella squadra. Avevamo idee diverse, ma sapevamo collaborare e trovare compromessi comuni. Usammo il computer che tenevo sulla mia scrivania; appena lo accendemmo si aprì la schermata, dove in quella foto io e Bethany eravamo al ballo della scuola. Mi ero dimenticato di cambiarla, e quando la vedi un velo di malinconia calò su di me. Vanessa non ci fece caso, ma il mio umore divenne per un attimo triste. Poi mi ricordai di quello che le dovevo dire a proposito della foto, per finalmente porre fine ad ogni mio dubbio.
«Vanessa» dissi, attirando la sua attenzione. «Per caso tu sai perché Bethany non ha postato la mia foto su internet?»
La risposta che mi diede fu deludente. «Bethany? Quale foto?»
Okay, Vanessa non c'entrava decisamente nulla con quella storia. Ma ormai la frittata era fatta, perciò dovevo inventarmi qualcosa.
Mi scossi e guardai per terra. «No, niente. Dimentica quello che ho detto.»
Lei annuii leggermente stranita, continuando però a lavorare sulla ricerca. Ero ancora più confuso di prima; se Vanessa non sapeva niente, allora cos'era veramente successo? Dovevo trovarmi un momento per riflettere. Il rumore della porta che si apriva mi fece capire che qualcuno era entrato in camera mia. Io e Vanessa ci girammo sulla figura appena entrata, che poi si rivelò essere mia madre. Cosa voleva adesso?
«È permesso?» domandò, avvicinandosi a noi con un vassoio in mano.
«Beh, dato che sei qui...»
La donna non badò al mio commento ironico ed appoggiò il vassoio sulla scrivania. Sopra c'erano delle ciotole con patatine, qualche verdura e due spremute di frutta.
«Ho pensato che avreste potuto avere fame... e vi ho portato degli snack.» Disse sorridendo.
Mia madre era sempre stata invadente, ma apprezzai il suo gesto. In effetti avevo fame.
«Grazie, signora Watson.» Disse garbatamente Vanessa.
La donna mi fece l'occhiolino ed uscì dalla stanza. Il gesto che mi fece era pieno di significati, ma non avevo voglia di stare a interpretarli.
***
Un volta che Vanessa se ne fu andata, per prima cosa spiegai a mia madre di non ripetere più la gaffa fatta all'arrivo della ragazza in casa nostra, e poi sgridai anche Clary. Lei ovviamente mi fece una pernacchia e camminò con le braccia incrociate verso la sua camera. Finito di discutere con loro, feci quello che mi riusciva meglio, ovvero rilassarmi in camera mia. Così mi buttai sul letto e tirai fuori il cellulare, per poi mettermi a controllare tutte le notifiche. Mi accorsi di aver ricevuto un messaggio da Peter e andai a leggerlo.
OBOELOVER: Chi era il ragazzo di oggi?
Nel leggere sospirai; massì, potevo dirglielo.
NONINTERESSATO: Era Chase, un ragazzo che mi ha fregato gli amici.
Ora dovevo aspettare che mi rispondesse. Nell'aspettare scorsi i miei contatti, quando vidi quello di Judith. Il solo fatto che si fosse chiamata "SOLOUNARAGAZZA" la diceva lunga sulla sua personalità. Per un attimo mi venne l'idea di scriverle. Potevo? Certo che no! Per fortuna Peter non tardò a rispondermi.
OBOELOVER: Non capisco.
In effetti le mie spiegazioni non erano state molto convincenti.
NONINTERESSATO: Chase si è appena trasferito in città. Per sbaglio correndo gli sono andato incontro, e quello è stato l'inizio di un odio reciproco. Fa di tutto per rendermi la vita impossibile!
OBOELOVER: Oh, okay. Perciò, se mi conoscesse, torturerebbe anche me. Buono a sapersi...
NONINTERESSATO: Spiritoso.
OBOELOVER: Quando qualcuno si accorge che lui è nei paraggi... possiamo far finta di non conoscerci?
L'aveva seriamente scritto?
NONINTERESSATO: ...
OBOELOVER: Scherzo! Ovviamente scherzo.
NONINTERESSATO: A domani, pel di carota.
OBOELOVER: Ci diamo dei soprannomi? Figo!
OBOELOVER: Pel di carota non mi convince molto... posso chiamarmi falco rosso?
OBOELOVER: Sei offline?
OBOELOVER: Lo sapevo, era troppo bello per essere vero.
//ANGOLO AUTRICE//
Sono viva! Di nuovo.
Ormai non so più come scusarmi, ma questo è stato un anno (scolastico) fatto di alti e bassi. Avevo bisogno di capire cosa volevo veramente, perciò mi sono concessa un'altra pausa da tutto. Non sono brava nei discorsi, perciò se è rimasta ancora qualche persona interessata alla storia sappiate che non ho affatto intenzione di interromperla, ma considerate il fatto che sono molto pigra😅
Comunque questo capitolo non è un granché, ma vi prometto che il prossimo sarà più interessante!
Grazie per essere stati pazienti❤️
P.S. Ho intenzione di pubblicare la nuova storia a cui sto lavorando durante le vacanze estive, e gli aggiornamenti di SNFD saranno (o almeno dovrebbero essere) più frequenti :)
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro